Donne per Berlusconi

Tre ore fa, passando davanti al Palazzo di giustizia qui a Milano, in via Larga, ho visto uno sparuto gruppetto di dimostranti pro-Berlusconi. Era diviso in tre spezzoni di circa 50 persone l’uno, non di più. Alcuni portavano bandiere tricolori e cartelli con scritto “Basta persecuzioni” e “No alla repubblica giudiziaria”, cose così.

Quello che mi ha colpito è che ogni tanto si alzava l’inno “Pilu! Pilu! Più pilu per tutti!” e che a gridarlo a gola spiegata, fra risa e lazzi di bassa lega, erano perlopiù donne.

A costo di sembrare maschilista lo devo dire: erano agée e molto racchie. Mi è venuto da pensare che non hanno alcun senso della tutela pubblica della dignità della donna perché se a loro capitasse di essere invitate a casa di un ministro per fare festini ne sarebbero ben contente. Una grazia inaspettata, un dono dal cielo. Anche senza regalucci.

E dico tutela pubblica perché un ministro è un ministro anche quando invita gente a casa, e se ne deve ricordare sempre. E’ un personaggio che si occupa in altissimo grado della cosa pubblica e ci rappresenta. Non può, come si dice, calarsi le brache secondo il comodo.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.