La chiamano The Swindler’s List. E’ una lista di 18 poveri indiani che ha risparmiato qualche soldino e l’ha messo nella banca LGT, in Liechtenstein. I 18 nomi sono parte di un nutrito gruppo di 1400 clienti che è stata rubata dal database del gruppo LGT, la banca di cui è proprietaria la famiglia reale del paese. Nel 2008 è andata nelle mani del fisco tedesco, che ha passato la lista al governo dell’India.
Ora, a parte che l’esportazione di denaro in India è illegale, e non pagare le tasse lo è anche di più, ma è stata resa nota solo una lista di 15 nomi, persone e fondazioni. Altri tre sarebbero personaggi eccellenti ed evidentemente per loro non vale la regola della trasparenza. Ma come, nella democratica India non sono tutti uguali? Non sarà che ci sono gli stessi inciuci che
ci sono in Italia, vero?
Tra l’altro, il governo della Germania ha pagato l’informatore dell’intelligence tedesca ben 5 milioni di euro per avere le informazioni per avere la lista di nomi tedeschi. Chi sa se l’Italia farebbe altrettanto.
Io credo proprio di no, ai nostri ricchi al governo non converebbe.


Non credo che il problema sia se conviene o no a taluni ricchi, quanto al fatto che acquisire informazioni pagando con denaro pubblico chi non dovrebbe diffonderle è discutibile.
Credo che si tratti quindi di evitare discussioni su complessi temi morali, data l'attuale scarsezza di moralità e l'abbondanza di discussioni…
Scritto da Bubbo Bubboni, 1 anno, 3 mesi fa
Bello quando il Bubbo bubbamente sentenzia.
Però se il fisco col denaro pubblico paga una lista privata già sdoganata, cioè in parole povere in mano a qualcuno o a diversi, non so se sia un illecito. Probabilmente dovrebbe avere il placet governativo per far recuperare diverse centinaia di milioni di euro da spendere in ricerca, per esempio, in beni collettivi che portano qualcosa a tutti.
Io, se fossi il nostro governo lo farei (ma ci sono molte cose che se fossi un capoccione al governo farei o, meglio, non farei).
Scritto da boh, 1 anno, 3 mesi fa