Credere a un paese di clown

ItaliaIl nostro è un paese ben strano. Abbiamo un governo che ha vinto sul filo di lana della fiducia. Ma con soli tre voti di scarto non può governare, e quindi quelli che hanno votato hanno dato la fiducia a un qualcosa che neanche sapevano. Come sarà formato il nuovo governo Berlusconi?

Abbiamo un presidente dellla Camera dei deputati, Fini, che non è super partes, come dovrebbe essere per il ruolo, ma è contro lo stesso governo che serve. E che è di destra e sta all’opposizione insieme ai partiti di sinistra.

Abbiamo un ministro dello stato, Bossi, che però vuole dividere lo Stato. Che si scaglia contro Roma ma lavora per Roma e prende dei bei soldi da Roma. Che odia la politica di Roma che rappresenta il suo governo, quello stesso che lui rapprenta e da cui riceve onori e onorario. Che si scaglia contro il nepotismo ma ha fatto entrare in politica il figlio, immeritatamente, e sta preparando il secondo.

C’è un razzismo strisciante che si fa sempre più largo. Eppure ieri dei Rom sono entrati in aula (non nella mia) e hanno minacciato studenti e docenti per farsi dare soldi e oggetti di valore. Sono anni che lo fanno, le autorità lo sanno eppure continuano a farli entrare – in nome della libertà di accesso di tutti cittadini a un edificio pubblico.

Allora ditemi, cari i miei quattro lettori che spesso sono più saggi di me, come si fa ad andare avanti credendo ancora in questo paese? Come si fa ad ascoltare ancora il blaterare di questa gente? Come si fa ad amare queste istituzioni democratiche, per cui molti hanno combattuto e molti sono morti in questi 150 anni, a contestarle magari, ma sempre per migliorarle, per costruire? Come si fa a procedere con un pizzico di speranza per il futuro? Perché io di fiducia in questa gente e in questo Stato non ne ho proprio più.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.