Bubù sette! Gli USA giocano a nascondino e GetUp fa una petizione per Assange

Julian AssangeIn USA stanno impazzendo. Il tenente colonnello in pensione Ralph Peters, nel video sotto, dice che Wikileaks per gli Stati Uniti è la più grande catastrofe dagli anni 40, un vero e proprio danno per la sicurezza nazionale perché, rivelando dove sono situati membri del governo, soldati e giornalisti, è responsabile della loro uccisione, tortura e violenza carnale. Assange sarebbe quindi un cyberterrosita colpevole di sabotaggio, spionaggio e svelamento di segreti militari. E deve essere ucciso.

Ma gli USA credono davvero che “gli altri”, i nemici, chiunque essi siano, non sappiano dove sono membri del governo, soldati o giornalisti americani nel loro stesso paese? In che zona dell’Afghanistan, per esempio, in che base militare, in che hotel? Non è per caso che Wikileaks ha mostrato quanto sia permeabile il sistema americano, e quanto gli USA abbiano perso la faccia, innanzi tutto? Con tutto il loro parlare di democrazia, vorrebbero farci credere che portano la fiaccola della libertà alta nel mondo e che questo sia il loro unico interesse.

Sia ben chiaro, non sono anti-americana perché è un paese dove ho vissuto a lungo, che amo molto e mi ha dato tantissimo, e che stimo e apprezzo sotto molti aspetti. Ma l’ipocrisia del “I do it for you”, lo faccio per te, che lì è comunissima a tutti i livelli politici e amministrativi, mi è stata sempre insopportabile. Gli americani, ad alto livello – anche nelle università private, per dire – sono inciucioni, maneggioni e interessati tanto quanto noi, se non peggio. Solo che lo nascondono e lo camuffano molto meglio. So però che in USA ci sono sempre i veri idealisti, non quelli a metà come da noi ma quelli che davvero sono disposti a perdere tutto, che spesso è moltissimo, e anche la vita, per i loro ideali. Menziono solo il mio grande maestro e amico Bill Homans, campione di diritti civili, su cui è da poco uscito un libro e a cui è dedicata una borsa di studio della Società di Storia della Corte Suprema, che è stato a lungo in carcere per aver aver difeso un soldato del Vietnam che non voleva più ripartire (la democrazia americana: un avvocato in carcere per aver fatto il suo dovere!), e tanti altri avvocati che lavorano pro bono, cioè gratis et amore dei, per le cause in cui credono. Infatti Bill se ne è andato assolutamente povero e solo, se si eccettua la mia sporadica compagnia, perché i cari parenti erano arrabbiati che si fosse così impoverito, nonostante fosse un penalista famosissimo. Qui, nell’Italia dei grandi ideali e le belle parole, non ho mai, e dico mai, conosciuto o sentito di un avvocato che lavori pro bono.

Fortuna che GetUp, un movimento Internet per i diritti civili che conta oltre 40.000 soci, ha cominciato una campagna di controinformazione per salvare Assange da Guantanamo o dalla pena di morte. Questa è la pagina della petizione – che ho già sottoscritto. GetUp comprerà anche lo spazio per gli annunci pubblicitari sui quotidiani australiani, su The Washington Times e The New York Times. Qualcosa si smuove, qualcuno finalmente ha deciso che Assange, in ogni caso, ha diritto alla miglior difesa possibile. Come tutti, perché è uguale a tutti noi.

Anzi, forse un po’ meglio.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.