Julian Assange e la vendetta. Per tutto il resto c'è Mastercard

Operazione VendettaE cominciata la guerra informatica per difendere Assange.

I crackers americani per rivalsa hanno reso impossibile l’accesso a Mastercard.com. Provateci, non va.

L’azienda infatti non permette più che si facciano donazioni a Wikileaks. Lo dice un tweet della Reuters. I pirati sono tornati e l’operazione di chiama Operation Payback, cioè Operazione Vendetta.

Mi sa che la storia dei documenti di Wikileaks è stata solo l’inizio di una lunga saga. Io ne godo, forse è vero che sono fondamentalmente antimoderna e contro la razionalità, chi sa. Di certo sono stanca di bugie, quelle dei singoli e quelle dei governi. E di certo ho votato ancora per Assange sul Time da un terzo computer.



Commenti

  1. Sono atti illegali che minano la sicurezza internazionale, anche se la trasparenza sarebbe auspicabile. Nessun governo, di qualsiasi tipo, è mai stato trasparente.

    Scritto da Alexis, 3 anni, 4 mesi fa


  2. Vero, senz’altro. Ma le cose cambiano, non siamo più nel Medioevo, e la gente ha un notevole senso della giustizia e sopporta sempre meno, mi pare.

    Soprattutto, si è stufata. Si stufava anche prima ma magari non c’erano i mezzi, le informazioni. Ora ce ne sono (anche troppe), quindi, perché non sapere? Perché non vedere?

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 4 mesi fa


  3. se fanno così con tutti i computer il mondo si ferma!!!

    Scritto da Giovanna, 3 anni, 4 mesi fa


  4. Sai che ci ho pensato anche io? Un attacco informatico in grande stile a tutti i computer e i sistemi goevrnativi, bancari e finanziari. Sai che roba.

    In effetti il pensiero fa paura, quanto potere hanno quelli che conoscono bene i computer, la sicurezza informatica (per fortuna pochi) e come aggirarla.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 4 mesi fa


  5. Questa storia ha del surreale ma sta scuotendo il mondo. Come è possibile che un solo uomo sia capace di fare tutto questo? Tu che ne pensi Enrica?

    Scritto da Valeria Inzaghi, 3 anni, 4 mesi fa


  6. Infatti credo che non sia solo, non sia il solo. Qualcuno lo avrà aiutato da "dentro", dai sistemi.

    Certo, come si dice, è roba forte.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 4 mesi fa


  7. Il potere, qualsiasi potere, quindi anche quello informatico, viene giudicato da come lo si usa. E gli hackers e i crackers è possibile che a loro volta vengano usati o strumentalizzati dal potere politico. C’è chi dice che è stata “volutamente” danneggiata (complici funzionari diplomatici) l’immagine dell’America di Obama, chi la Russia, chi altri e così via. Ma gli effetti sono indubbiamente mondiali. Il fatto che la politica è piena di ipocrisie e che questa è di casa nella diplomazia per raggiungere accordi tra stati, non stupisce più di tanto, sono cose che sono sempre esistite (basta leggersi “Le ambasciate” di Roger Peyrefitte dei lontani anni ‘50). Solo che oggi ci sono strumenti più sofisticati ed adeguati ai tempi per renderli noti. Forse questa faccenda potrebbe avere anche risvolti positivi. Quelli negativi si concretizzano quando simili rivelazioni possono mettere in pericolo la vita di uomini, volontari, la sicurezza ecc. e in questo caso non so se sia saggio pubblicare tutto. (Alexis pone un giusto problema) A me la vicenda poi ha fatto anche venire in mente queste parole: “Qualsiasi cosa abbiate detto nel buio, sarà udita nella luce; e cio che avete sussurrato all'orecchio nelle stanze più appartate, sarà gridato dai tetti delle case!” (dal Vangelo di Luca) Non sarà un segno dei tempi che “l’apostolo-hacker-giornalista” e probabile uomo dell'anno Julian fa prendere coscienza, tramite lo strumento informatica, che oggi certe verità, piaccia o no, dannose o meno, sia ormai il tempo di rederle pubbliche?

    Scritto da q.e., 3 anni, 4 mesi fa


  8. Infatti q.e., il punto è che la verità va detta. I commenti stupidi e ovvi su Putin o Berlusconi sono irrelevanti (e peraltro dicono fatti ben noti) ma che gli USA pensavano all’Iraq dal gennaio 2001 deve essere detto. Che ci siano in gioco petrolio, traffico di armi, traffico di droga, traffico di persone, queste cose si devono sapere, o la gente comune pensa che sì, la politica non ha né padre né madre, è un gioco sporco, ma ci sono stati che fanno molto per la libertà e la democrazia anche altrui.

    Il che non è vero. Gli USA, per quanto democratici siano (certo più dellì’Iraq o della maggior parte degli stati asiatici), fanno i loro interessi: e il loro interesse primario è l’approvigionamento e il controllo energitico, mai sufficiente, e il controllo politico per ragioni economiche, principalmente.

    E’ sempre stato così dalla caduta degli Imperi coloniali e sarà così fino a che una nuova superpotenza non li rimpiazzerà.

    Io adoro Assange e quello che ha fatto, anche perché posso leggere cose che avrei voluto sapere da tempo, per esempio sul Pakistan o sull’India. Per gli storici è una pacchia.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 4 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.