Apple cavalca l'onda trendy razzista e rimuove l'app dei cristiani

Apple appDopo avergli dato un punteggio 4+, cioè “documento che non contiene materiale cui si può obbiettare”, la Apple ha rimosso dalle app la Manhattan Declaration scritta da cristiani cattolici, ortodossi ed evangelici.

E’ un brevissimo documento, che si può anche firmare online, per affermare la dignità della vita, il matrimonio come unione fra uomo e donna santificata da Dio, la libertà di religione (e di professarla, ovviamente, anche se non c’è scritto, ma è implicito).

Il documento è chiaro e, a mio avviso, estremamente rispettoso ed è stato firmato da quasi 500.000 persone. Un gruppo di gay però si è sentito offeso, secondo la Apple, e così la compagnia ha deciso di rimuovere l’app perché “offendendo molta gente viola le nostre linee guida“. Però il fatto dei suicidi in Cina per il troppo lavoro e il salario da fame della Foxconn, che produce direttamente per Apple, non ha scandalizzato la casa madre né ha offeso la gente fino a che non è diventato un caso internazione.

Ora, va bene che Apple sta in California, dove c’è un’altissima percentuale di gay, ma il provvedimento non sarà stato preso perché la Apple nel 2008 ha donato 100.000$ per sostenere il matrimonio gay e ora farebbe una gran brutta figura? Dove andrebbe a finire la sua immagine di azienda modernissima, progressista, liberal e molto, molto cool?

Io voglio spezzare una lancia a favore dei cristiani. Che c’è di offensivo nella dichiarazione di un cattolico che il matrimonio è tale quando è santificato da Dio (con i sacramenti cristiani, insomma) ed è stipulato fra un uomo e una donna? Non è obbligatorio sposarsi in chiesa, in qualsiasi chiesa, ma se ti ci vuoi sposare accetti le sue regole.

Soprattutto, a me sembra che Apple stia violando uno dei principi fondamentali della Carta dei diritti umani e il primo articolo della Costituzione degli Stati Uniti che garantisce libertà di parola, libertà di stampa e libertà di religione. E stia cavalcando l’onda razzista contro il mondo cristiano, in Asia come nei paesi occidentali. Oddio, secondo me dopo lo scandalo pedofilia ci sono ottime ragioni per disprezzare parte della chiesa cattolica, quella parte di chiesa (chi ha commesso quei crimini e chi l’ha coperti), ma non c’è alcuna ragione per diventare razzisti e anticostituzionali. La differenza, secondo me, sta tutta in quel “santificata da Dio“.



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.