L'arresto di Antonio Iovine dei Casalesi, lo Stato, la gente

Antonio JovinePreso con grande risalto dei media internazionali e del ministro Maroni il bell’Antonio del clan dei Casalesi. Ne parlano tutti come di un grande risultato dello Stato.

Stamattina guardavo il TG1 delle 8 e lo vedevo portare via da Polizia e Carabinieri ridente, con la faccia da sfottò da chi ha vinto e ha beffato tutti per anni (si vede un po’ anche nel video del Corsera). Bene, rientra nel personaggio. Un Grande Capo non sgattaiola via torcedosi le mani come fosse lo zio di Sabrina.

Due cose però saltavano all’occhio. La prima è la gente. La gente intorno, mentre veniva portato in auto, inneggia, lo chiama a gran voce, commenta con voce allegra: in una parola, lo festeggia. Non credo che siano stati tutti suoi compari. Lui si guarda intorno ridente e soddisfatto e ci manca poco che alza la mano a benedire.

Subito dopo viene interrogato il Procuratore capo della Procura di Napoli che dice “Sì è una grande vittoria e dimostra come le intercettazioni siano indispensabili non solo per localizzare i latitanti, ma per prenderli“. Neanche finisce la frase e viene tagliato, forse questro discorso sull’importanza delle intercettazioni a qualcuno del TG non piace.

Mi chiedo quindi: ma davvero la maggior parte delle persone, almeno in loco, è contro la criminalità organizzata transnazionale – leggi mafia, camorra, ‘ndrangheta, sacra corona unita? E inoltre, siamo certi che le forze che rappresentano al legge siano favorevoli alla limitazione dell’uso delle intercettazioni?

Mi sembra molto evidente lo scollamento fra l’azione dello Stato, quando c’è, e la gente. E non solo la gente comune ma i funzionari dello Stato stesso, anche quelli ad alto livello. Questo Stato e le sue leggi, insomma, a chi piacciono?



Commenti

  1. La gente secondo me inneggiava alla cattura non è possibile altrimenti. Almeno spero.

    Scritto da Valeria Inzaghi, 3 anni, 5 mesi fa


  2. Non credo proprio Valeria, sembravano felici di vederlo. E lui salutava a destra e a manca.

    D’altronde sarebbe pericoloso, credo, inneggiare alla sua cattura, non penso che la gente si voglia esporre.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 5 mesi fa


  3. Lo salutavano facendogli festa in modo inequivolcabile. La stampa non ne ha parlato, ovviamente grande risalto è stato dato a Saviano. Ci sono decine di giornalisti a rischio che si occapano attivamente di inchieste di mafia ma nessuno ne parla mai, non sono famosi. La volgarità culturale dell'opinione pubblica si vede anche dai media.

    Scritto da Alexis, 3 anni, 5 mesi fa


  4. Che giudizio tranchant, Alexis!
    Sì, c’è una certa volgarità culturale in effetti, e c’è anche una grossa sfiducia nello Stato, a io parere.

    Su Saviano, molto colleghi giornalisti la pensano come te, credimi. Il fatto è che lui è molto famoso in Italia e all’estero e questo lo differenzia. Se uccidono Pinco Pallino è un conto, se uccidessero lui sarebbe uno smacco internazionale.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 5 mesi fa


  5. E\' un gran fico però l\'ho visto in TV!!! Peccato che è un malvivente.

    Scritto da Giovanna, 3 anni, 5 mesi fa


  6. Sembrerebbe strano,ma nessuno si domanda perchè Saviano abbia scritto di cose,che, i magistrati dicevano da tempo e le attività di indagine erano espilcite, ed invece non abbia fatto i nomi dei politici che vengono eletti con i voti di questi Personaggi.Evidentemente ci sono anche quelli che lo hanno portato alla riscossa del suo libro?Fatti giudiziari di cui ha fatto copia ed incolla ed ha prodotto un libro,che comprende il 10% delle magagne della mafia-politica in campania,detto dal collaboratore di giustizia Carmine Schiavone.Allora o non sà null'altro o ha optato di scrivere altro per non ledere interessi comuni a lui. Come mai dopo 30 anni si è tornati alla lotta alle mafie e per di più lo ha fatto il centrodestra che per la sinistra era in forte odore di mafia(avendo vari componenti coinvolti in concorso esterno in ass.ne mafiosa!!.)Presi questi elementi pericolosi per la società, la mafia che ha origini secolari finirà,senza avere creato alternative per i giovani dei posti infetti da questa epidemia?una delle alternative di lavoro è di fatto le mafie(si vedano gli introiti che superano quelli della FIAT).Allora ,lo stato risponderà con alternative atte a fare scomparire questi fenomeni o bisognerà assistere a show televisivi e poi come al solito si tornera che emergeranno nuovi boss più efferati di questi?Mi nasce spontanea una domanda, è possibile mai che delle persone,Ignoranti(Totò Reina) o pecorai(Michele Greco)o camionisti(M.Zagaria)ecc… abbiano le redini in mano di una nazione rappresentando un potere economico eccellente?Se loro anno fatto questi patrimoni,figuriamoci chi li ha manovrati che soldi avrà fatto?Cari amici è questo che mi fà paura.

    Scritto da luigi, 3 anni, 5 mesi fa


  7. Sì Giovanna purtroppo è un gran fico, lo diceva anche stamattina l’impiegata alle PPTT con una malcelata punta di ammirazione.

    Più di una punta, anzi.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 5 mesi fa


  8. Non so Luigi, ma fare i nomi dei politici senza prove certe è pericoloso. V.ai dentro al volo.

    Voglio dire che Saviano non avrà avuto in mano gli elementi, e poi non è un magistrato inquirente, è uno scrittore! Non scordiamocelo.

    E anche se fosse un magistrato, facendo un nome chi sa che altri interessi e coinvolgimenti si va a toccare? Mi pare un gioco troppo pericoloso per farlo in un libro.

    Un tizio (non faccio nomi) burocrate al ministero, la cui moglie è stata per un certo periodo l’amante di un certo signore che ama molto signore e signorine, ci ha scritto un libro neanche famoso, tutti fatti veri, ed è stato licenziato e poi vessato per anni. Denunce contro di lui che hanno ritirato solo dopo che se ne è "andato" dal ministero e dall’Italia (e si è separato).

    Toccare certe persone di potere è pericoloso, toccarle parlando di mafia ancora di più. Perché farlo senza prove certe e inoppugnabili? Ammesso che Saviano l’avesse voluto fare.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 5 mesi fa


  9. Saviano va di moda e va protetto, altri no, abbiamo una realtà di stato televisiva e radiofonica. I media sono essenziali per capire il polso di una nazione, i nostri sono qualunquisti e volgari.

    Scritto da Alexis, 3 anni, 5 mesi fa


  10. Tutte balle,il coraggio si ammira nel dire quello che la gente non sà ,non dicendo quello che è all'ordine del giorno.Saviano cammina scortato ,il capo della mobile di Napoli,che non è da meno ,cammina senza scorta e con la famiglia al seguito.Voglio dire,vi rendete conto che durante le interviste Saviano si faceva la risatina sotto i baffi per il successo raggiunto a costo zero,e per cose dette che erano acqua calda?Lui ha calcato la mano rivolgendosi contro i boss(che non ha mai conosciuto, peraltro)sfidandoli, come se fosse un fatto personale.E' vero , che dire cose su personaggi politici ,se non si hanno prove si rischia di diffamare,ma lui è legato a personaggi del genere che camminano pure scortati perchè erano stati minacciati dalla mafia,ossia da loro stessi(si erano auto minacciati).Se uno venisse a vivere in queste zone capirebbe da vicino la realtà delle cose,non da libri come disse Gesù nel vangelo di Tommaso"La scrittura dell'uomo è cosa morta,la parola di Dio è vita eterna".Voglio dire,la scrittura come oggi mostrano i media, può distogliere dal vero obiettivo;ossia si scrive come è più comodo da volere far credere.Mi soffermo su questo per non dire episodi occorsi in anni non sospetti dove erano evidenti a tutti le collusioni di politica-mafia e addirittura magistratura.Si è rotto qualche equilibrio per avere fatto uscire qualcosa e dico QUALCOSA ,dal pentolone. Prima o poi lo richiuderanno perchè la puzza diventa insostenibile anche per l'economia del paese.Pensa solo che se non approvassero la finanziaria,confermerebbero il fallimento dell'italia per debiti ed i nostri soldi dove sono?Nei poteri forti Politica-Mafia-Magistratura e Banche. P2-P3

    Scritto da luigi, 3 anni, 5 mesi fa


  11. Alexis, c'è chi la pensa come te (leggi Luigi).

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 5 mesi fa


  12. Luigi, se tu dici che Saviano si faceva le risatine sotto i baffi allora concordi con me che è sotto scorta principalmente perché è famoso! Sulle connivenze (o complicità, talvolta), di politica e mafie è stato detto e scritto molto. Eppure non abbastanza.

    Ma una cosa so: un conto è fare lo scrittore e scagliarsi contro i boss, tanto che gli possono fare? Un altro è scagliarsi contro un alto burocrate dello Stato, un magistrato ecc.: ti becchi una querela e vai dritto dentro, o almeno rischi grosso. E poi avvocati a non finire, tempo, energia, soldi. Il boss della camorra non è che prenda gli avvocati per farti causa per diffamazione!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 5 mesi fa


  13. Lei Luigi dice questo per averlo vissuto, per sentito dire o ha le prove? Perché parlare così sparando a zero sui poteri dello stato è semplice, provare quello che si dice è molto complicato Concorda con me?

    Scritto da Alexis, 3 anni, 5 mesi fa


  14. Saviano è un eroe nessuno lo deve toccare è la voce della libertà in Italia!!! mi stupisce che qualcuno non lo sopporta ha fatto più lui di tutti i poliziotti insieme

    Scritto da Giovanna, 3 anni, 5 mesi fa


  15. Ora un eroe beh, non esageriamo Giovanna. Ha scritto cose comunque coraggiose, ma eroe è chi combatte in prima linea, non con i libri di inchieste fatte da altri, penso.

    Infatti molti giornalisti sono arrabbiati, ci sono decine di colleghi uccisi dalla mafia e di loro non parla nessuno (anche se esistono anche dei libri al riguardo).

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 5 mesi fa


  16. Alexia,non sò di dove sei,ma sicuramente se vivi in zone dove episodi mafiosi sono fiabe ascoltate,allora capisco che elogi chi le mette in evidenza utilizzando i mezzi dei media.Vedi, chi ha vissuto in zone del genere è omertoso sai perchè?Per paura è ovvio,avendo i figli che vanno a scuola ecc…. Però c'è un fatto,non è che l'omertoso non sà; Sà eccome,perchè in passato molto era fatto alla luce del sole e quindi chiunque viveva episodi di carattere mafioso o li ha subiti anche con un semplice sguardo.Non si pùo provare ciò che dico,la gente non camminava con le telecamere in mano per riprendere determinati episodi;ma ti garantisco che quà è successo di peggio di ciò che hai letto nel libro.Tu puoi solo fare le critiche e parlare di cose che hai sentito dire o letto:QUINDI e dico QUINDI parli di ciò che ti hanno voluto fare sapere e non di cose che hai vissuto in prima persona.Quando vi leveranno le fettine di prosciutto dagli occhi vi accorgerete dove stanno i veri mafiosi e mi raccomando……………. non vi dimenticate di andare a votare le prossime elezioni.ahahahah

    Scritto da luigi, 3 anni, 5 mesi fa


  17. se la criminalità organizzata, sul territorio, è un potere, è abbastanza comprensibile che vi siano persone che si adeguano, chi per paura, chi per necessità, chi per interesse

    gli uomini preposti al rispetto della legge, non devono agire in base all’atmosfera, bensì in base alla legge; altri, studiosi, sociologi, intellettuali, giornalisti, possono invece occuparsi del fenomeno in modo più complessivo, anche per le sue radici sociali, economiche e culturali

    saviano ha scritto delle cose che hanno inciso sull’opinione pubblica, e quindi il suo scrivere non è più letteratura ma un elemento delle dinamiche politiche e culturali

    ricordo bene che fin dalle elementari ci spiegavano che silvio pellico con le mie prigioni aveva influito più d’una battaglia sul campo, nel formare un’opinione risorgimentale

    saviano è quindi nella partita, e quindi c’è chi lo apprezza e chi lo detesta, ma, pur sempre è uno scrittore, un osservatore soggettivo, e non si può pretendere che le azzecchi tutte o che non faccia errori di valutazione sulle dinamiche d’un fenomeno complesso

    ma, nel complesso, il suo agire, il suo scrivere è opportuno

    rispetto chi lo critica, se lo fa in buona fede, ma io, nel complesso, lo difendo

    Scritto da diego, 3 anni, 5 mesi fa


  18. Diego, infatti anche io lo considero uno scrittore, ha avuto cervello e fortuna a fare quel libro e ha avuto un grande successo.

    Era diventato famoso per le vendite già prima di ricevere minacce dai Casalesi se non erro. Che poi lui sia sotto scorta e altri che davvero rischiano la vita no, beh, è un fatto naturale se si pensa la fama che ha in Italia e all’estero.

    Luigi, dici che ha omesso nomi di politici importanti per paura, è questo che dici? Probabile, ma è uno scrittore, non uno del pool antimafia. Non è un suo dovere, intendo. Avrà saputo e taciuto oppure non avrà neanche saputo, non so.

    Certo che chi lo idolatra come un eroe sbaglia, secondo me. E’ un bravo e famoso scrittore, non un magistrato o un capo di polizia. Qui sta il punto, è che si vuole prendere per quello che non è.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 5 mesi fa


  19. …"Era diventato famoso per le vendite già prima di ricevere minacce dai Casalesi se non erro"…. E io presumo che sia proprio questo suo esser diventato famoso a dar fastidio alle mafie. Il bravo giornalista o il bravo magistrato che parlno di problemi in modo piu incisivo e circostanziato, che indagano e scoprono legami, ma non arrivano al grande pubbico sono meno pericolosio per loro di chi dice cose magari risapute ma riesce a dirle a "tutti" L'indifferenza dell' opinione pubblica è la protezione più grande che le mafie possano avere, permette loro di muoversi inosservate, di permeare tutto, l'attenzione le disturba e quindi Saviano le disturba.

    Scritto da Vera, 3 anni, 5 mesi fa


  20. Sicuramente disturba Vera. Anche se oggettivamente questo gran bisogno di scorta, al posto di altri che davvero indagano e scoprono come magistrati e giornalisti investigativi, non lo vedo, ma non so, non voglio dire.

    Prendersi la responsabilità di scegliere chi deve essere scortato non credo sia semplice.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 4 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.