Leggo per vivere e il 16 ottobre porto un amico in biblioteca

bibliotecaAnche io, grande amante di biblioteche – meno dei bibliotecari, molto meno degli utenti chiassosi – aderisco alla campagna del 16 ottobre “Porta un amico in biblioteca” lanciata dai talentuosi Monica e Gabriele, bibliotecari a Vizzolo Predabissi e San Donato Milanese, con un’idea nata durante un prestito librario telefonico.

Hanno già aderito 140 biblioteche di tutta Italia e lo scopo è quello di far conoscere questo luogo di tesori, come diceva il precettore reale del Nepal Hem Raj Sharma a Giuseppe Tucci e al poeta Motiram Bhatta, a una persona che non è mai andata in biblioteca.

Non ho un amico da portare nel mio luogo rasserenatore per eccellenza perché non conosco nessuno che non sia mai andato in biblioteca, quindi alla campagna aderisco qui, sperando di fare pubblicità e di fare una una cosa gradita agli amici avidi lettori come Federico Migliorati, Diego, Mitì e tanti altri.

Tra l’altro, Gabriele è anche scrittore di romanzi e avido lettore di quelli altrui e, anche se non siamo d’accordo sul non far pagare una quota annuale per l’uso della biblioteca (le mie ragioni le spiego qui), leggo spesso il suo blog, che è un bel posto dove incontrarsi.

E se volete fare pubblicità all’evento “Porta un amico in biblioteca” perché non scrivete un post o un articolo anche voi?



Commenti

  1. non merito un link, carissima

    comunque, magari ci porto il mio babbo: il suo dottore mi ha detto che, a 82 anni, ha le analisi del sangue come un trentenne, e che campa 100 anni secondo lui

    dunque, non potrà dirmi che è troppo tardi per mettersi a frequentare la biblioteca, oltre a tutto è sulla strada della coop dove va ogni mattina a far la spesa

    Scritto da diego, 7 anni fa


  2. ahhh…le biblioteche!!!le adoro.al liveo ci stavo le ore e mi leggevo di tutto!anche tutte le riviste stupide che non avrei mai ammesso di comprare ma lì, chi mi diceva nulla?erano anche gratis!…e poi nacque il mio primo amore quindi ai libri devo proprio tanto :-)

    Scritto da sole, 7 anni fa


  3. diego, comincia così e trova la fidanzata eh! Stai attento, vedo nascere molte storie d'amore in biblioteca.:)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  4. Sole il tuo primo amore? E l'ultimo (per adesso, intendo) non legge?;)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  5. non tocchiamo questo argomento cara boh, siccome il rapporto vedove / vedovi è circa 4 a 1, il mio babbo è continuamente assediato da uno stuolo di gagliarde ragazze over 70…

    Scritto da diego, 7 anni fa


  6. stai scherzando o dici sul serio? Comunque se è vero buon per lui, infatti si mantiene giovane, mi pare. Non è che sei geloso, veeero?:)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  7. Ringrazio Enrica per avermi citato: sei sempre molto gentile oltre che raffinata scrittrice e docente

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  8. Condivido pienamente le ragioni che porterebbero a far pagare una quota per l'uso delle biblioteche ma ciò oggi si scontra con le attuali condizioni economiche e la generale disattenzione al mondo della parola stampata e ritenendo ancora il libro un piacevole oggetto culturale, ritengo che forse conviene ragionare in un altro modo ovvero é necessario battersi perché la cultura ritorni ad essere veramente finanziata.

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  9. Ma dai Federico, non mi lusingare per una cosa vera, sai che seguo le tue letture.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  10. conigliazzo, su questo non c’è alcun dubbio però ti assicuro che 60-80 Eu l’anno per l’accesso alle biblioteche comunali è solo un contributo, certo non "paghi" l’accesso, ma darebbe a tutti l’idea che
    1) la cultura è un bene, è un valore, ma è anche un servizio e quindi è monetizzabile;
    2) leggere/scrivere ha un prezzo e un costo;
    3) tutti dobbiamo contribuire al bene "biblioteca" che, fra l’altro, offre videoteca, servizio interbibliotecario, fondo e foto di libri antichi, anche l’uso di Internet per scrivere alla mamma se vuoi. Questo bene bisogna rispettarlo tutti, e tutti dobbiamo dare un contributo (come sullì’autobus, per intenderci) e se non lo fai paghi: paghi i danni, intendo, che ora gli utenti non pagano.

    E metterei il sistema americano: silenzio assoluto e se fai chiasso fuori, anche se è per studiare insieme. Ci sono sale apposite sia in biblioteca sia all’università, ci sono spazi messi a disposizione gratuitamente dal comune di Milano (due enormi e sempre vuoti difronte alla biblioteca Valvassori-Peroni, per esempio, ma qui a Milano ce ne sono tanti) e così via. Ci sono anche le case, e se davvero devi studiare in gruppo vanno benissimo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  11. L'iniziativa è encomiabile ma non credo serva a molto, chi usa la biblioteca non ne ha bisogno e agli altri evidentemente non interessa.

    Scritto da Alexis, 7 anni fa


  12. Buongiorno carissima, e ben trovata.
    Anche noi, ovviamente, ci siamo organizzati per questa iniziativa che, come vedi, ha il patrocinio di… nessuno!
    Comprendo i diversi punti di vista circa la fruizione di una biblioteca (ricorderai le polemiche dello scorso anno per la nostra "pesca"), però un conto è lasciare cinque- dieci euro per un’iniziativa di beneficenza, il che rappresenta un libero gesto di supporto, ed un altro richiedere una cifra prefissata (anche altina) per accedere ai servizi.

    Il nostro obiettivo non è l’adulto che ha letto due libri in tutta la sua vita (e che non ne leggerà altri), ma il ragazzino (elementari e medie), che trova da noi non solo il libro da leggere, ma anche il supporto allo studio ed alle ricerche (su carta e non su Internet, perché così impara cosa vuol dire "cercare" senza Google…) e, talvolta, trova pure pane e Nutella!
    Da noi capita che gli insegnanti non vogliano portare gli alunni in biblioteca per "problemi di sicurezza", ma che ti chiedano se puoi portare LA BIBLIOTECA da loro!
    Mediante questa iniziativa, grazie a qualche foglio colorato ed ad un po’ di fantasia, speriamo che i ragazzi imparino a venirci a trovare da soli… Utopistico? Forse, ma noi siamo fatti così.

    Buona vita a tutti

    Luca

    @Alexis: sotto sotto credo che tu abbia ragione, ma ci dobbiamo provare lo stesso: i ragazzi si meritano tutte le possibilità che riusciamo ad offrir loro…

    Scritto da Biblioteca Giuseppe Tucci di San Polo dei Cavalieri, 7 anni fa


  13. Magari a portarci un amico o un conoscente questi scopre che si possono vedere o prendere in prestito film e video e la cosa si fa più interessante.

    Nelle rionali c’è anche la sezione dedicata ai libri per bambini, per esempio (tante mamme ci parcheggiano i figli, con grande disturbo per tutti). Si divertono molto–purtroppo!;)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  14. Ciao Biblioteca Giuseppe Tucci, bravi che avete aderito! D’altronde, con quel nome..!:)

    Gli insegnanti non portano i ragazzi perché hanno al responsabilità legale della loro custodia, e qui di responsabilità non se ne vuole prendere più nessuno. In USA per i piccoli usano una specie di carrettino di legno, e vengono trascinati a 2-5, dipende dall’età, i più grandi sono "legati" da una cordicella tutti uno dietro l’altro, almeno in certi asili, con un adulto in cima e uno in fondo. Lo potrebbero fare anche qui, e i ragazzi più grandi si presume che sappiano stare in fila senza causare pericolo per sé e per gli altri.

    D’altronde, far pagare 60-80 Eu l’anno per un servizio valido, come un tram, mi sembra il minimo. I servizi si pagano, e sarebbe solo un contributo che aiuterebbe i grandi costi di gestione (che tu conosci meglio di me, se vuoi tenere la biblioteca calda/fresca e aggiornata) e responsabilizzerebbe almeno i singoli.
    Le scuole potrebbero entrare gratuitamente, dietro appuntamento.

    Tutte cose che ho visto fare all’estero, non me ne intendo e non so se siano fattibili qui (o se c’è la volontà politica di farle). Ma io ho firmato perché le biblioteche siano a pagamento: ci verrebbe, tra l’altro, molta meno gente a cercare rifugio dal tempo o a chiacchierare! Io sono per riportare la biblioteca all’uso originario: luogo dei libri (o altro materiale) e di chi li usa.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  15. ps i ragazzi si meritano ecc? Anche noi ce li meritiamo, anzi, spesso i ragazzi *non le meritano*: le hanno acquisite, le prendono per acquisite e per scontate. Qualcuno glielo dovrà dire che ci sono state lotte per questo, e che qualcuno paga per questo. I libri non crescono sui rami spontaneamente e non vengono cresciuti e conservati da madre natura.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  16. «Fondare biblioteche è un po' come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.» Marguerite Yourcenar

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  17. Poche, ma buone, come si suol dirsi, anche le biblioteche partecipanti della provincia di Brescia: circa una decina, alcune di comuni molto piccoli, sempre attive nella diffusione del sapere. Un plauso ai bibliotecari attenti come questi.

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  18. conigliazzo, che bella frase!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  19. Vero Federico, un plauso.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  20. Certo boh molto profonda, Marguerite era una grande scrittrice e per me con il suo capolavoro "le memorie di Adriano" una compagnia culturale che ormai dura da oltre ventanni… é un libro che si può leggere anche continuamente per tutta la vita.

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  21. Esatto conigliazzo, un po' come accade, personalmente, con 'Il nome della rosa', il miglior romanzo di Eco. Non mi stanco di rileggerlo: condensa una serie davvero numerosa di generi letterari. Recentemente, io che sono un giallista della prima ora, ho scoperto il duo Sjöwall-Wahlöö, padri del giallo svedese e nordico. Insomma, i libri continuano a darci e trasmetterci emozioni. Come direbbe Sciascia 'a ciascuno il suo'

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  22. conigliazzo, a me fa pensare a una poesia meravigliosa che mi ha dedicato un mio ex studente di Harvard, ora acclamato poeta (allora era solo un poeta che faceva la fame), inglese che vive a Boston. Era la stessa similitudine ma col mare e l’amore. Mi colpì molto.

    Forse ha tratto ispirazione dalla Yourcenar, chi sa.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  23. Federico, idem. Su qualsiasi supporto, il libro è un mondo che si squarcia sull’anima di un altro. Anche quando è scientifico.

    Per questo trasmette emozioni.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  24. E mai potrà essere sostituito: l'odore della carta, il piacere di sfogliare pagine, l'ebbrezza di assaporare i versi stampati sono emozioni inavvicinabili per qualunque strumento tecnologico, per quanto evoluto

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  25. Sono felice che ti abbia fatto pensare ad una poesia a te cara……a proposito del supporto era su carta o file… su questo resto ancora affascinato all'oggetto libro ovvero alla copertina, controcopertina, al formato dei caratteri, alla possibilità di avere una copia con una dedica dell'autore o meglio di chi te lo regala, posseggo molti libri comprati perchè "belli" chissà se riuscirò mai a leggerli tutti?

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  26. Federico ho letto il tuo post dopo aver scritto il mio e vedo che siamo in sintonia….

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  27. Esatto, per fortuna esistono ancora 'pazzi bibliofili' come noi :-)

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  28. Scusate se mi intrometto eh, ma per voi il libro è il titolo, la forma, il colore, le pagine e così via? Una specie di feticismo del libro?

    Un po\’, lo ammetto, anche per me, ma da quando la mia necessità di libri, anche per lavoro, mi costringe a leggerne assai di più di quelli che posso permettermi di comprare, e anche di conservare (e pulire), e quindi faccio fotocopie di parti di libro o scarico libri o li leggo su altri supporti, mi è calata la voglia di libri cartacei come possesso.

    L\’avrei, ma sono troppo ghiotta, come una droga, e quindi preferisco astenermene del tutto. O quasi.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  29. Il desiderio può nutrirsi con l'assenza dell'oggetto desiderato?

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  30. Il libro per me? Direi essenzialmente l'odore della carta, il colore no. Ho un debole per i libri cartonati, non mi piacciono i minuscoli Sellerio

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  31. Feticisti del libro…non male come appellativo…più ci penso e più mi piace..cmq oltre allo scherzo nella sostanza cara boh hai capito a che cosa ci riferiamo io e Federico e sono sicuro, visto che dici di esserne ghiotta che é tutto un problema di spazio e di soldi a disposizione.

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  32. Feticisti del libro

    carissimi conny, federico e boh, voglio provare a essere l’avvocato del diavolo

    premetto che anch’io sono un feticista del libro, ma non nascondiamoci il male di questo approccio coi nostri amati volumi

    non c’è forse il rischio di delegare ad essi la nostra vera essenza? di perdere di vista lo scopo del libro, che è quello di restituirci il pensiero di chi lo ha scritto, un mezzo comodo e finora inegualiato, ma sempre comunque un tramite, non lo scopo finale?

    e poi ancora: non finisce la nostra biblioteca per trasformarsi in una forma seppur nobile di fuga dal mondo, di luogo ove, sotraendoci dunque dal vero agire?
    mi sovviene il vecchio marx, quando voleva che la filosofia uscisse dall’accademia, quando voleva che divenisse finalmente prassi, azione, con tutta la fatica, il prezzo anche alto e crudele necessario, ma diventasse storia e azione?

    io amo i libri, ma alcuni periodi della mia vita decisi di non leggere, di pensare senza libri, leggendo gli sguardi, i rumori, gli odori, i sentimenti, direttamente nella vita, oppure di fare introspezione, scavando nell’abisso nietzschiano che c’è in ognuno di noi, senza l’aiuto di nessun libro

    come dire, un viaggio pericoloso rispetto ad una gita organizzata, insomma

    seconda questione, più terra terra: chi ama molto i suoi libri, in fondo è in antitesi concettuale con l’istituzione delle biblioteche, che ci abituano all’idea che i libri non sono nostri, ma un bene collettivo

    insomma chi compra troppi libri poi usa meno le biblioteche con le conseguenze del caso

    carissimi, mi sono permesso per suscitare, in questo bellissimo blog di boh, un ragionare, non certo per giudicare, sia chiaro

    Scritto da diego, 7 anni fa


  33. Federico, rispondo sul desiderio: io sono allergica all’ananas, nel senso che se la mangio mi gonfio immediatamente, anche per contatto, e devo fare il cortisone, ma la adoro. Mi piace l’odore, la forma, il sapore, i colori, ma soprattutto l’odore.

    Sai come faccio? La odoro, mi riempo di odore di ananas, e questo mi basta. Non devo per forza mangiarla. Stessa cosa con le Ferrari rosse, ch amo sin da bambina: le guardo, sento il rombo e mi basta. Non devo possederla.

    Con il cibo lo faccio spesso perché sono allergica o intollerante a diversi cibi, che variano a seconda del tempo e dello stato mentale. Io lo sento dall’odore: li odoro, sento se mi deve bastare quello oppure posso mangiarne un pochino (con le eccezioni come l’ananas).

    Per i libri è lo stesso.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  34. conigliazzo no, non è solo spazio-tempo-soldi per i libri: è liberarsi dall\’ansia del possesso.

    Me ne sono liberata quando mi hanno rubato tutti i libri che avevo, anche i manoscritti, anche preziosi. Ci ho sofferto troppo, ma ho anche capito che l\’attaccamento alle cose genera molto dolore. E cerco di evitarlo, specie per i libri, che adoro.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  35. diego sai che molti comprano i libri dell’Adelphi per la copertina? Sono decorativi e sono invitanti, prima o poi qualcosa leggono.

    Concordo, ovviamente: mi piace l’oggetto libro, specie antico, ma l’importante è il contenuto, anzi, quello che il contenuto ti suscita, dove ti porta. E’ l’interazione della mente e del cuore dell’autore con il tuo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  36. Ottima discussione. Diego, sai come procedo io? Frequento sempre la biblioteca della mia città, sono uno dei lettori più assidui e, se mi capita un libro che vale la pena di essere posseduto beh, lo vado in seguito ad acquistare. Non ho problemi a leggere libri usati, dunque della biblioteca (a differenza di quando ero studente universitario in cui invece dovevo per forza studiare su testi nuovi di pacca). In tal modo non riduco la mia presenza in questo luogo e incremento comunque le vendite :-)

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  37. Quanto ai libri con copertine migliori, oltre all'Adelphi d'obbligo una citazione per Iperborea (casa editrice, come sapete, che pubblica autori del Nord Europa, da questo il nome) che spesso reca immagini tratte da quadri famosi

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  38. condivido il parere su adelphi, iperborea è una bella casa editrice, ma osserverò meglio le copertine

    fra le case importanti direi che sono molto belle quelle di boringhieri e anche raffaello cortina

    ecco, il bibliomane feticista, riemerge in me…

    Scritto da diego, 7 anni fa


  39. Lo sapevo, basta poco e fuoriesce: il feticismo librario è insopprimibile :-)

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  40. Cari amici vedo che nonostante tutto siamo in buona compagnia….riguardo all'ansia del possesso devo dire che i miei libri li ho sempre prestati e qualcuno non é ritornato più indietro,ma questo avveniva in gioventù..

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  41. Basta, ribadisco: siete tutti insopprimibili feticisti del libro!:)

    Solo tu Diego sei scusato, visto che fai il grafico di libri o sbaglio?

    Fede Iperborea ha copertine belle, ma Adelphi fa la prima. I caratteri erano molto belli quelli dell’Einaudi, non so se ora che ha cambiato padrone siano rimasti gli stessi (credo Garamond).

    Conigliazzo che devo dirti? Io i libri non li presto, sinceramente ne ho prestato uno e non mi è mai ritornato indietro, anni fa, poi tanti altri quando stavo in USA e alcuni sono tornati altri no, poi ho cominciato a far segnare chi li prendeva con la firma, ma mi toccava inseguirli e telefonare 1000 volte per farmeli ridare, e tanto non bastava. Ora basta, se li comprassero e andassero in biblioteca anche gli altri, come faccio io.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  42. visto che fai il grafico di libri o sbaglio?

    solo piccole edizioni locali, nulla d’importante, sono un grafico/tipografo di provincia

    Scritto da diego, 7 anni fa


  43. I caratteri Einaudi dovrebbero essere sempre gli stessi (per fortuna). Ah, oggi mi son preso (sempre dalla biblioteca) l'ultimo di Camilla Baresani "Un'estate fa", la conosci Enrica?

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  44. Simpaticissimi Diego,Federica e Boh possiamo metterla così, il feticismo c'è e devo dire anche velato da note di sentimentalismo…l'amore per il libro come contenitore di emozioni, immagini, essenze e forse di forme di verità ci accomuna, penso, tutti. Questo per il piacere legato alla lettura non finalizzata, riguardo mentre alle letture legate al lavoro posso concordare con Boh che fà fotocopie di parti di libri o scarica libri o li legge su altri supporti.

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  45. che bellissima discussione…dagli amori nati in biblioteca al feticismo del libro :-))) io adoro i libri ma sinceramente non vado per case editrici (anche se cerco accuratamente di evitare la Mondadori per evitare di far rimpinzare ancor più il signor 'tutto mio') ma solo per autori che mi piacciono. ammetto che non amo i mercatini dei libri se non per comprare qualcosa di antico/vecchio come le stampe: ne ho alcune della campagna della FIAT post-fasciste bellissime! mi piacciono i libri nuovi e mi piace che siano miei!e sicuramente evito accuratamente di prestarli…troppe fregature! comunque per rimanere in tema: quando ho già letto tutto dei miei autori preferiti vado per copertina anche io!sempre e solo per copertina: i colori, le foto, le forme, i tratti…ed anche la impaginazione dentro :D

    Scritto da sole, 7 anni fa


  46. visto che questo è l’angolo del bibliomane (anche la simpaticissma sole lo è a quanto leggo) allora mi riallaccio alla faccenda di adelphi e della bellezza dei suoi volumi

    ho acquistato proprio ieri sera il dottor semmelweis di céline, nº 30 della serie piccola biblioteca

    il segreto di adelphi stà nella scelta della carta

    la copertina, è stampata (in questo caso un rosso mattone e, ovviamente, nero) su un bel cartoncino rigato che, almeno dalle mie parti, noi chiamiamo dalì (come il pittore)

    l’uso del cartoncino ruvido e le opportune e sempre eleganti alette, assieme alla carta interna che è avorio e non un bianco secco che fa tanto fotocopie, sono gli ingredienti della bellezza

    i materiali giusti, che conferiscono quel vago aspetto retrò, sono il segreto di adelphi, secondo me

    Scritto da diego, 7 anni fa


  47. Lancio un appello affinchè siano sempre di più gli editori che utilizzano carta riciclata: ahimè, anche noi bibliofili siamo 'mangiatori di piante', soprattutto se acquistiamo libri, e dunque ben vengano coloro che, come Fazi o Marsilio prestano attenzione a questo aspetto non secondario

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  48. Concordo con l'appello di Migliorati.

    Scritto da q.e., 7 anni fa


  49. Diego non mi ero mai resa conto che l’Adelphi avesse la carta avorio, ma è vero.

    Cmq ti assicuro che i colori e le immagine delle copertine incidono al 90% alla fortuna di Adelphi, sono stati i primi a usarli. Ricordo dei consocenti che li compravano i loro libri a metri per ornare la libreria in sala.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  50. Fede, sottolineo con tutte le mie forze la carta riciclata, anche se ho letto che per farla usano dei solventi che sembrano molto tossici.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  51. @diego: grazie mille del complimento! concordo con te che il segreto dell’adelphi è l’aspetto retrò, aggiungerei anche le immagini che sono decisamente poco forti e quasi sbiadite…insomma tenendo un libro dell’adelphi si dà l’idea di essere sicuramente una persona di cultura e quasi quasi anche intelligente :-)))

    è vero, bisognerebbe stampare su carta riciclata ma lo sapete che quello che si usa per rendere riutilizzabile la carta è più nocivo all’ambiente rispetto ad usare nuova cellulosa?Le gite a Fabriano sono servite a qualcosa!

    Scritto da sole, 7 anni fa


  52. ah conigliazzo, se dovessimo attaccarci a tutte le cose belle, profumate, ecc., saremmo presi da un’ansia di possesso di libri da bibliomani.

    Che ci sono (lo sarei anche io), e ho visto che poi, quando se ne vanno, la prima cosa che fanno i loro figli è vendere la collezione, o peggio ancora parti di essa qua e là, al miglior offerente. Di solito è il primo atto post-mortem degli amati eredi.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  53. Sole, ma dici le stesse cose che dico io al momento in cui le dico io?;)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  54. Per tutti, un contributo interessante al nostro discorso che avevo letto qualche tempo fà………..

    SFOGLIARE LIBRI IN TUTTI I SENSI
    Dev’essere una mania. Chi come me ama i libri in modo eccessivo, quando li acquista esagera. Non voglio dire nella quantità o per lo meno non solo. Esagero nell’attenzione al libro come oggetto. Un libro preso dallo scaffale della libreria o sfilato da una busta imbottita quando arriva per posta offre più percezioni, sensazioni, attese. 
    Subito l’impatto delle copertine, alcune sono illustrate con ricercatezza a volte un po’ snob, altre essenziali: l’autore, il titolo in cima a una distesa bianca o in mezzo a un cielo blu; altre coloratissime; altre ancora una specie di collage foto/lettere ritagliate/pennellate di colore: copertine in cui addirittura diventa difficile scovare il titolo. Carta patinata, lucida, preziosa; qualche nuovo libro ha una sopra-copertina trasparente… 
    Fogli di carta ruvida, granulata, magari coi bordi ancora da tagliare (ho ricevuto recentemente le poesie di Bianca Dorato in testi così, il piacere è stato doppio). Pagine leggere di carta non sbiancata o pagine formato lenzuolo di fotografie, che devi orientare al riparo dalla luce d’ambiente sennò non puoi leggerle tanto sono luminose. 
    I libri scritti in nero e in braille su carta necessariamente spessa dell’editrice Zamorani, il catalogo della mostra di Marzia Migliora alla Fondazione Merz, Tanatosi – libri che si leggono con gli occhi e con le mani. 
    I libri per bambini, poi, che belli! Quelli che si aprono in pagine che sono teatri, con boschi come quinte e personaggi e animali che saltano su dal letto di carta, con linguette e rotelline che animano e svelano ancora altre azioni e altre figure animate. Ne ho visto uno in cui animali marini con tentacoli arrotolati e bocche di pescecani creavano un effetto-sorpresa ogni volta, impressionante. O quelli di stoffa per piccolissimi e quelli cartonati spessi. 
    Toccare le pagine è il secondo gesto, quelle effetto grattugia e quelle lucide a effetto schermo-tv. Andare in seconda, in quarta di copertina, e poi finalmente incominciare a leggere. 
    Ho un amico che dopo aver guardato e toccato, annusa. Io non arrivo a tanto, anzi mi sembra che la carta lucida sappia un po’ di pesce, l’odore del libro non fa per me, a volte sa un po’ di cantina anche da nuovo, altre volte le pagine odorano di lana umida appena le sfogli… 
    Cioè prima di iniziare la vera e propria lettura del libro abbiamo già usato tre dei nostri sensi. 
    La vista, il tatto, l’olfatto. 
    Alcuni hanno un cd in quarta di copertina, così si possono anche ascoltare. 
    Pagine da mangiare non credo esistano: a un libro di Costanzo Martini Diario di un goloso , se ricordo bene, era abbinato un pacco di spaghetti “invitatemi a cena da voi”, era una stupenda trovata anche perché l’autore era davvero piacevole (‘era’ perché ci ha lasciati da una decina d’anni). 
    In verità noi chiamiamo la nostra capacità di apprezzare gusto. 
    Il nostro buon gusto, la nostra valutazione e la nostra scelta che vorremmo sempre raffinate, eventualmente anche eleganti. E allora sembra che questo senso si racchiuda e comprenda anche gli altri. 
    Il gusto speciale della rivista Bra, o della felicità (Istituto storico di Bra e dei Braidesi) ad esempio, è stata una scoperta piacevole di bellezza, gusto, intelligenza. Come L’Alpe, di Priuli & Verlucca, come Slow Fooddella omonima editrice: riviste che solleticano tutti e in tutti i sensi. 
    Nel libro di Satwell, I sei nomi della bellezza , (Einaudi, 2006) si dice che “tutti i sensi si aprono alla bellezza, perché ognuno di loro è un sentiero dentro e attraverso il desiderio” – tutti.
    Sì, per fortuna non c’è iPod che tenga, siamo smisuratamente tecnologici ma felicemente ancora animali desiderosi di fare esperienza di piatti buoni, di tiglio da annusare, di verde da vedere e da sentire col naso e con la pelle. 
    Senza contare le connotazioni simboliche che ovviamente sono associate alla percezione. Possono estendersi all’infinito, oltre a toccare e a coinvolgere decisamente anche la percezione del dolore e del piacere, il senso estetico, lo spazio, il tempo… 
    Cioè se ce la facciamo ad andare oltre i limiti stretti dei nostri modelli, se andiamo più in là di noi stessi, cioè oltre , ci rendiamo conto di quali e quante infinite esperienze legate alla sensorialità possiamo godere. 
    Se ci sostiene il gusto potremo anche liberare la mente e buttarci in un mare di libri quest’estate. 
    Provo a proporvene un po’ per tutti i gusti, presi dalla mia biblioteca di casa e da quella di ufficio curata dalle Case Editrici del Piemonte. 
    Buona lettura.
    a cura di Emma Dovano

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  55. Grazie conigliazzo della lunga citazione degna di un articolo di carta. Abituata allo schermo, ho fatto fatica a leggerla tutta!;)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  56. davvero….per un pc è alquanto lungo!!! @boh direi che siamo sulla stessa lunghezza d'onda! :-)

    Scritto da sole, 7 anni fa


  57. Tornando a Boh, catastrofista…proprio al caso dei figli degeneri dovevi andare a parare? Io credo che proprio chi ha dei figli dovrebbe trasmettere il piacere del possesso, soprattutto perché i libri a volte trattengono anche dei ricordi, che nella vita possono anche fare molto bene. Cmq ciò mi ha ricordato il mio caro amico Ugo Lanzalone, poeta e scrittore, che viveva da solo e possedeva una immensità di libri, purtroppo é morto recentemente e chissà che fine hanno fatto i suoi amati libri. Forse si potrebbe lanciare una campagna del tipo "lascia un bel ricordo di te dona i tuoi libri ad una biblioteca"……

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  58. congliazzo sono semplicemente realista, non catastrofista.

    E i figli non sono degeneri magari, semplicemente poco interessati. E comunque tenere dei libri costa, e molto. Per questo molte biblioteche rifiutano le donazioni!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  59. Per la pragmatica Boh, i figli spetta a noi provare ad interessarli e cmq se fin da piccoli vivono in una casa dove i libri li trovano anche nel bagno, l'interesse é quasi automatico. Riquardo alle donazioni se le rifiutano le biblioteca esistono tante associazioni culturali di vario tipo per giovani, anziani,disabili e comunità terapeutiche che le accetterebbero penso con molto piacere.

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  60. caro conny, sulla questione di come eventualmente interessare i figli, non la vedo così automatica

    e sulla questione che spesso c’è difficoltà a "piazzare" i libri quando il lettore è passato alle biblioteche dell’al di là, per me ha ragione la nostra amica boh

    sono convinto che molte biblioteche personali, magari con volumi non pregiatissimi di cui si conosce il valore già prima, finiscano al macero, nel cassonetto della carta insieme ai numeri arretrati di sorrisi e canzoni tv (tieni conto che magari non lo dicono che li hanno buttati, ti raccontano di fantomatiche biblioteche parrocchiali che li hanno presi)

    mio padre due anni fa trovò nel cassonetto della carta una bella serie di libri di luciano de crescenzo insieme ad altri libri della medusa mondadori: era morto un signore e poco dopo il funerale, per sgombrare la stanza, rapidamente i discendenti hanno cacciato i libri; mio babbo qualcuno l’ha preso per leggerli

    io stesso "la scimmia nuda" di morris, libro fondamentalissimo, l’ho trovato mentre sbaraccavo il soggiorno di una casetta di campagna che avevo preso in affitto

    non prendiamocela, è destino, leggere serve anche a prendere le cose con filosofia

    Scritto da diego, 7 anni fa


  61. conigliazzo, e diego, se sapeste quanti libri sono nelle soffitte. Io stessa ho una soffitta (non a Milano) dove tengo libri bellissimi, di un certo pregio, opere complete in più volumi ed enciclopedie abbastanza rare, ma non so dove metterli. Eppure mi riprometto sempre di fare spazio, ma proprio non lo ho.

    Quanto ai vari luoghi che sarebbero felici, organizzazioni ecc, sai che non è affatto vero? Soprattutto per un motivo: chi ha dei libri importanti, o almeno importanti per lui, vuole essere certo che siano ben conservati (se non liberamente utilizzati: io per esempio non ci tengo che tutti utilizzino i miei libri, perché poi? Li deve usare solo chi li apprezza). E per essere certo devi vincolare la donazione, e lasciare una congrua somma per la conservazione e magari al catalogazione e la consultazione degli archivi online.

    Insomma, non è un affare semplicissimo, a meno di non dare tutto alla scuola di qualche parrocchia minore, che allora forse per un po’ di tempio li userà e poi non saprà che farne. E comunque il problema della conservazione e archiviazione rimane.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  62. cari Diego e Boh comprendo il vostro pessimismo ma non riesco a concepire una società che non trova il modo di riutilizzare un prodotto culturale come il libro. Forse bisognerebbe proporre ai comuni di dedicare degli spazi comunali a chi vuole portare libri ed eventualmente scambiarli.

    Scritto da conigliazzo, 7 anni fa


  63. conigliazzo, l\’idea è ottima: infatti in molte biblioteche rionali di Milano si possono portare libri in regalo.

    Ho trovato volumi vecchi davvero notevoli (e ne ho lasciati dei nuovi secondo me brutti, ma sono andati a ruba).

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  64. Nella biblioteca della mia città vecchi libri e riviste vengono regalati

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  65. Federico davvero? Qui a Milano erano di proprietà degli utenti, uno scambio insomma.

    Scritto da Alexis, 7 anni fa


  66. Infatti, a Milano nelle rionali è uno scambio. Non so se le biblitoeche regalino libri, non l’ho mai visto.

    In USA le grandi biblioteche vendono a prezzi irrisori (1-2 $ max) i doppioni di libri anche pregiati, o antichi. Non hanno più spazio.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni fa


  67. Si Alexis, è anche un modo per smerciare libri e/o riviste altrimenti destinati al macero sollevando la biblioteca da tale (sempre ingrato) compito. Chiaramente si tratta di edizioni vecchie di qualche anno e a volte non in condizioni particolarmente godibili dal punto di vista della lettura, ma tant'è. Qualche chicca si trova sempre

    Scritto da federico migliorati, 7 anni fa


  68. Federico, ma devi portarne di tuoi per prendere quelli lasciati in regalo?

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 6 anni, 12 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.