Afghanistan, Pakistan e la guerra dei media

torru gemelleIeri sera sono tornata da Torino, dove tengo un corso di storia dell’Afghanistan e del Pakistan per la laurea specialistica in Scienze Politiche, indirizzi “Asia” e “Diritti Umani”.

Non pensavo di trovare così tanti studenti interessati e interessanti – un paio di loro legge addirittura questo blog! – svegli, con gli occhi bene aperti sul mondo anche più lontano e un sincero interesse per la regione AfPak.

Come faccio sempre, comincio le lezioni con delle domande: perché siete qui, cosa vi aspettate di trovare, qual’è il vostro intresse specifico e così via.

E poi la domanda clou: cosa hanno portato gli attacchi dell’11 settembre 2001? Io credo che abbiano cambiato la concezione e la percezione del mondo: perché, secondo voi?

Di tutti gli studenti in aula, alcuni dei quali molto avanzati, uno addirittura ufficiale di carriera che lavora nella nostra intelligence di stanza in Afghanistan, il primo a parlare è stato un ragazzo che mi ha detto: “La cosa più importante che ha portato gli attentati, quella che ha cambiato la percezione del mondo, è stata l’attenzione dei media. Prima quelle regioni non le conosceva nessuno, ora sappiamo tutti dove sono e quello che accade“.

Sono rimasta senza parole: di tutto quello che è successo dopo, come conseguenza, in particolar modo la nuova concezione di (in)sicurezza internazionale, la minaccia globale del terrorismo e così via, non è stato detto niente. La cosa più importante è stata l’attenzione dei media!

Quando ho obbiettato che il “probema Afghanistan” esisteva da ben prima, dalla guerra contro l’invasione sovietica come minimo, il ragazzo e la sua vicina hanno ribattuto: “ma se non ne parlano i media, specie la televisione, tutto questo non esiste“.

Ecco, non sapevo da che parte cominciare: per dei ragazzi di 22-25 anni i media sono potenti al punto che se una cosa non la trattano loro nella percezione comune non esiste? E tutto quello che è successo prima del 2001 in Afghanistan non ha alcuna importanza, perché la televisione non ne ha parlato e la gente comune non lo conosceva?



Commenti

  1. "ma se non ne parlano i media, specie la televisione, tutto questo non esiste"

    Non è possibile che lui l’abbia detto ironicamente? Dopo tutto, ciò che ha detto non è falso, ma un semplice fatto. Anche i libri sono dei media. Quanti di noi hanno una conoscenza diretta di Afghanistan e la sua storia di millenni?

    Scritto da Bos Indicus, 7 anni, 1 mese fa


  2. Sono d’accordo con te sul fatto che quello che è cambiato dopo l’11 settembre è stato soprattutto una diversa percezione della sicurezza.

    "per dei ragazzi di 22-25 anni i media sono potenti al punto che se una cosa non la trattano loro nella percezione comune non esiste?" purtroppo questo è un dato di fatto non solo per i giovani, ma per tutti. È una cosa che a chi si interessa di cose che nei media non hanno riscontro fa ’male’, ma purtroppo è così.

    Pace e benedizione
    Julo d.

    Scritto da Julo d., 7 anni, 1 mese fa


  3. Bos, da una parte hai ragione (certo che si parlava di tutti i media), dall’altra lui diceva che i media se ne sono occupati dopo l’11 settembre 2001 e per questo i paesi sono diventati importanti.

    Non per quello che è successo e le conseguenze internazionali, ma perché i media hanno focalizzato il problema.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  4. Pià che fa male mi sembra crassa ignoranza e, cosa ben peggiore, cecità. Tutti sanno quanto grande è il mondo e che aldilà della siepe c'è qualcos'altro.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  5. è indubbio che i media giocano un ruolo centrale, e la possibilità o meno, attraverso i media ad ampia diffusione, di far passare come verità oggettiva il tuo punto di vista è l’arma letale, il vantaggio decisivo

    quindi direi che il compito del professore, dell’esperto, del docente esperto, è proprio quello di fornire le conoscenze che attraverso i media non passano

    quindi, direi cara boh, che il tuo insegnamento è importante proprio perchè altrimenti passa solo la verità dei media più potenti

    è vero però che, dato che i media col loro racconto giocano un ruolo pesante nella vicenda stessa, allora può essere utile che l’esperto aiuti a smascherare le bugie o i luoghi comuni che i media propalano

    c’è un altro aspetto però, che vorrei sottolineare, i media informano ma rendono anche banale ciò che mostrano, alla fine ti abituano a ciò che vedi; faccio un esempio: un servizio su una catastrofe, con migliaia di morti e, subito dopo, lo spot pubblicitario della schiuma da barba e poi magari l’oroscopo, in un’unica orrenda marmellata di informazioni

    in questo senso i media piccoli, verticali, possono essere più pungente e qualche volta davide sconfigge golia

    comunque, molto interessante la tua testimonianza sul campo, cara boh

    Scritto da diego b, 7 anni, 1 mese fa


  6. È vero: crassa ignoranza e cecità. Ma sapere e vedere richiede fatica, impegno, sudore. È più facile e comodo non sapere e non vedere.

    Scritto da Julo d., 7 anni, 1 mese fa


  7. è pur sempre vero che luoghi per noi così lontani possono suscitare interesse solo per coloro che interesse già ce l'hanno. perchè altrimenti si vuole sapere cosa è successo in Afghanistano negli anni 80'?per un posto lontano da noi, con una cultura totalmente diversa?con codici e leggi che non comprendiamo? con una religione che a volte è per noi persino offensiva?i media è vero che focalizzano l'attenzione ma portano però forse anche un po' di conoscenza a coloro che vivono nella crassa ignoranza! la cosa tragica per te è che i tuoi studenti dovrebbero mangiare pane e relazioni internazionali ma a quanto pare non è così… quindi in bocca al lupo perchè ti tocca arginare bei gap!!!

    Scritto da sole, 7 anni, 1 mese fa


  8. Diego, in effetti cerco sempre di offrire diverse verità storiche, cosa non facile. Ma quello che passano i media è imbattibile, credimi.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  9. Julo sono studenti interessati, ti assicuro: mi figuro gli altri, appna entrati all'università, come sono.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  10. Julo sono studenti interessati, ti assicuro: mi figuro gli altri, appena entrati all'università, come sono.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  11. Sole sono bravini invece, ma questa cosa dei percorsi fa sì che magari nelle relazioni internazionali studino Storia dei paesi latini e poi al secondo anno, quello di pura specializzazione, diano l’esame con me: dimmi, che vuoi che ne sappiano? A malapena sanno dov’è l’India, e non sono obbligati a dare l’esame sull’India moderna e contemporanea.

    Comunque la curiosità ce l’hanno, ma limitata. Parca. Non hanno quella sete di sapere come me o altri.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  12. Sarò polemico mia cara. :D. Però almeno ho preavvisato.

    "uno addirittura ufficiale di carriera che lavora nella nostra intelligence di stanza in Afghanistan". Premettiamo subito che questo non è un buon curriculum. Innanzi tutto perché se tu lo sai alla prima lezione, o questo tizio è un cazzaro o non ha capito molto del suo lavoro, magari possiamo rispedirlo alla scuola intelligence interforze.

    Ma anche li, cara E., c’è poco da fare: non si può fare HUMan INTelligence (quella sul campo in pratica, non quella col satellite) in un paese di cui non si conosce nulla. Ma se anche si conoscesse, capisci che non basterebbero le tue lezioni (per quanto tu possa essere brava) per aprire la mente di occidentali che in patria vivono a pane e totti. Senza contare che la nostra Intel sia interna alle FFAA che quella direttamente imputabile ai Servizi va avanti da 40 anni solo attraverso raccomandazioni: mandiamo all’estero gente che non ha neanche livelli minimamente decenti di inglese (quando li hanno, è perché si son fatti raccomandare durante gli esami alla Scuola di Lingue Estere dell’Esercito a Perugia).

    Poiché questa carenza è stata finalmente percepita, adesso si fa perfino l’errore inverso: si prende gente come te, la si imbraca con quattro nozioni sull’intelligence, e si spedisce in Afghanistan. Rimembri sicuramente che qualche mese fa un tuo collega orientalista (Colazzo), nominalmente capo cellula a Kabul, è morto durante gli scontri in un Hotel. Colazzo aveva fatto un po’ la carriera di Ronconi (forse più anonima: in finale ai funerali di Ronconi c’erano svariati vertici dell’Aise): prima decoder della Marina e poi Analista, poi agente in loco.

    Le circostanze della sua morte, agli occhi di un esperto, sono ben chiare: vi è stato un buco nella maglia degli informatori e lui e i suoi colleghi sono stati "pescati".

    Non l’ho presa alla larga, tale incipit mi serve per ben inquadrare il problema. Stiamo parlando di "incompetenza" professionale ed "incapacità" culturale di percepire il "diverso". Questi due punti si riflettono anche nelle cosiddette "psyops", le operazioni psicologiche volte a saldare il rapporto tra truppe occidentali e popolazione autoctona, operazioni per ora fallimentari.

    Da dove vengono questa incompetenza ed incapacità?

    Dalla nostra cultura. Non quella migliore, sia chiaro. Quella consumistica, quella americana. Noterai che le risposte dei tuoi studenti sono quelle che 10 anni fa noi imputavamo all’ignoranza tipicamente americana. Uscirono un paio di settimane fa delle cartine geografiche sarcastiche in merito sul corriere mi pare.

    Ad ogni modo, proviamo una differente percezione, magari puoi anche proporla ai tuoi studenti. Se vai su google, cerca un articolo di Gul Ghotai Sowaillah intitolato "uccisi quattro terroristi italiani".

    Premetto che può far alterare gli animi. Ma sicuramente va letto, perché è uno shock a quella limitata percezione che in occidente si ha sia del medio oriente che dell’oriente. Ma questa limitata percezione non l’abbiamo da sempre.

    Sole ha scritto: "erchè altrimenti si vuole sapere cosa è successo in Afghanistano negli anni 80’?per un posto lontano da noi, con una cultura totalmente diversa?con codici e leggi che non comprendiamo? con una religione che a volte è per noi persino offensiva?i media è vero che focalizzano l’attenzione ma portano però forse anche un po’ di conoscenza a coloro che vivono nella crassa ignoranza!"

    Io non concordo su nulla: oggi non esistono posti lontani prima di tutto. Quando io 20 anni fa andai a Teheran era lontano. Oggi è alla portata di tutti. E l’Islam non è mai stata offensiva. E non è vero che non l’abbiamo mai compresa: perfino i cristiani durante le crociate sono stati in grado di comprenderla e relazionarsi con essa, in pace ed in guerra, ma sempre in maniera costruttiva. Io non sono pro islam sia chiaro. Ma prima di questo, sono sicuramente contro l’ignoranza perpetua che invece sono proprio i media che propugnano.

    "Ora sappiamo dov’è l’Afghanistan". Lo sapevano i Greci, lo sapeva Alessandro Magno, lo sapevano i mercanti di Traiano. Non è storica la nostra ignoranza: ce la siamo conquistata negli ultimi 10 anni, in cambio degli hamburgher e dei SUV.

    Scritto da Alessandro, 7 anni, 1 mese fa


  13. "Quelle regioni non le conosceva nessuno" vale come alibi forse fino alle medie. Dopo la terza media devi conoscerne bene almeno la geografia, e al liceo dovresti averne una ragionevole comprensione geopolitica anche senza 9/11. Se non ci arrivi vuol dire che tu e i tuoi insegnanti siete delle capre, e la tua famiglia non ha corretto le storture educative. Boh, dev'essere dura insegnare in questi anni ignoranti… Sarò ingenuo, ma a me queste sembrano cose da Don Milani alla scuola di Barbiana!

    Scritto da Fabs, 7 anni, 1 mese fa


  14. @Fabs: hai ragione, ma don Milani arrivò a Barbiana nel ’54. Hai presente cosa insegnano oggi alle scuole medie e in quali condizioni? La scuola è già cambiata da un pezzo e non certo per rendere i ragazzi più liberi e più capaci di ricercarsi le informazioni da soli.

    Certo è assurdo che un universitario possa anche solo ipotizzare di ricevere informazioni sofisticate dai massmedia degli staterelli a bordo impero, ma non mi pare sbagliato credere che questi siano i mezzi con cui la massa ricevere la maggior parte delle istruzioni.

    Oramai la divisione tra chi riceve informazioni dalla TV e chi usa in autonomia altri canali (rete, libri, conferenze, ecc.) è insanabile. Gli uni hanno un mappamondo, un vocabolario e un quantitativo di idee limitatissimo mentre gli altri sono sempre allegri e spensierati. O no?

    Scritto da Bubbo Bubboni, 7 anni, 1 mese fa


  15. "Lo sapevano i Greci, lo sapeva Alessandro Magno, lo sapevano i mercanti di Traiano. Non è storica la nostra ignoranza: ce la siamo conquistata negli ultimi 10 anni, in cambio degli hamburgher e dei SUV."

    Lo sapevano i pochissimi greci che partecipavano nell’alta cultura di una società oligarchica. La vasta parte dei greci di quel periodo sapevano quasi nulla. Considerata nettamente, la nostra società moderna è infinitamente più informata e intelligente che quella greca.

    Scritto da Bos Indicus, 7 anni, 1 mese fa


  16. L'allucinante teoria circa l'importanza centrale di mantenere alta l'attenzione dei media, a ogni costo, ha tristemente fatto adepti in tutto il mondo. Per certi tibetani della diaspora l'esempio dei kamikaze e terroristi tipo talebani e hamas in Afghanistan, Pakistan, Iraq ecc ecc andrebbe seguito pari pari. A mia domanda: ma perche'? Mi hanno risposto: cosi' saremo anche noi spesso in prima pagina, altrimenti con la middle way e il pacifismo non facciamo notizia, di noi si scordano !

    Scritto da xiaota, 7 anni, 1 mese fa


  17. Chiedo scusa, nel post appena inviato mi sono erroneamente firmato xiaota, che e' il nome con cui comunemente mi chiamano i piccoli beggars di Lhasa. Qui, anche per rispetto al grande Tucci, uso il mio nome tibetano dawa-la

    Scritto da dawala, 7 anni, 1 mese fa


  18. "La vasta parte dei greci di quel periodo sapevano quasi nulla. Considerata nettamente, la nostra società moderna è infinitamente più informata e intelligente che quella greca."

    Fortunatamente non tutti credono nella filosofica bufala che questo sia "il migliore dei mondi possibile".

    Intelligenza ed informazione dici tu: noise dico io, termine tecnico che significa che viene prodotta una mole tale di dati da rendere impossibile, al soggetto che ne viene investito, il poter discernere tra potenza e atto, tra realtà e finzione.

    Che poi la massa stupida ed ignorante ci sia sempre stata, questo è un altro paio di maniche.

    Scritto da Alessandro, 7 anni, 1 mese fa


  19. gentile alessandro, è vero quel che tu affermi: anche ai tempi dei greci antichi c’era una gran massa di ignoranti poco informati, così come ora

    c’è un dettaglio però che cambia la prospettiva: ora, ai tempi nostri, questa grande massa di male informati vota, e con il suo voto determina il potere di chi viene suffragato, quindi, la questione dell’informazione è più cruciale e di molto, che ai tempi di sofocle

    Scritto da diego b, 7 anni, 1 mese fa


  20. Seguo in ritardo ma con estrema attenzione questa discussione e vorrei dire qualche cosa anche io:

    Alessandro, sai bene che Gentile, nel discorso di inaugurazione dell’IsMEO sezione lombarda (mi sembra, dovrei controllare sui documenti ma mi sembra in quell’occasione), parlò di un grande orientalista che, rivoltosi a un’autorità in forbito farsi, in realtà non fu capito e lui commentò su quanto sapesse bene il latino (o altra lingua "morta"). Il punto è che un orientalista non è un asiatista. Le lingue e la cultura moderna sono una cosa, quelle antiche un’altra. E se è vero che la base antica aiuta a capire la realtà moderna, non è sufficiente. Tanto meno per i nostri orientalisti, abituati a girare in hotel 5 stelle e taxi privato con autista, a fare una certa vita ecc. Come certi nostri famosi giornalisti, peraltro.
    Quanto allo studente, è ufficiale dell?Esercito e ha insegnato anche all’Accademia Militare di Modena. E’ bravo, credimi, e ora scrive analisi per loro (e fa un dottorato all’università). Non è che bisogna essere spie alla 007 soltanto, eh!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  21. Fabs no, sono svegli e bravini: solo molto superficiali, per studiare quello che studiano. Ma d'altronde il livello del'università si è abbassato moltissimo non solo da quando studiavo io, ma da quando sono tornata in Italia! Abbassato ma allargato, seguono cose su Internet, sulla tv, sui giornali, molto più di quanto facessi io alla loro età (Internet a parte). Però leggono pochi libri di approfondimento, si interessano di tutto ma superficialmente. Si chiama cultura di massa.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  22. Concordo con Bubbo Bubboni sulla divisione dei saperi e delle conoscenze, e sui mezzi, e concordo con Bos: al tempo dei Greci c’era solo una ristretta elite che sapeva, e i seguaci di Alessandro Magno videro con i loro occhi le cose d’Asia e ne scrissero: Onesicrito, Aristobulo, Nearco, ecc. Erano un po’ dei cronisti, noi li consideriamo storici ma non lo furono: raccontavano il presente. Ma la massa? Il resto?

    E quello che raccontavano era come quello che raccontano i giornalisti ora, solo che i giornalisti, anche se spesso fanno di tutto per essere rapiti in Afghanistan, per esempio, generalmente se ne stanno belli belli all’Hotel Serena, stanze da 260$ in su, spa, ecc. Certo non si avventurano come soldati al seguito del Macedone.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  23. dawa-la (passo della luna?), è allucinante ma reale: se non se ne parla non esiste. Anche per i tibetani, che rischiano di essere di nuovo dimenticati se nessuno ne parla, e ne parla con clamore. Sensazionalizzare la notizia, ma che ci sia la notizia: se stanno sempre in pace chi se ne interesserà?

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  24. diego, non solo votano, ma intervengono e parlano sempre tutti, spesso a sproposito.

    Faccio in esempio: l’usciere. L’altro giorno l’usciere dell’università mi ha rimproverato aspramente, davanti a tutti gli studenti, perché avevo osato lasciare il proiettore delle slide acceso e il microfono sul tavolo! E in più con un’arroganza, come se avessi commesso chi sa quale errore.

    Io sono rimasta a bocca aperta e gli studenti anche, tutti imbarazzati, e ovviamente gli ho risposto a tono (tanto che poi si è scusato, ma in privato ovviamente: scuse, quindi, comode ma irrilevanti), ma il punto è che qualche anno fa un usciere non si sarebbe minimamente sognato di fare una scenata del genere. Questione di educazione, certo, ma anche di ruolo.

    Ora a nessuno interessa più del ruolo, anche se uno lo riveste con dignità, e non solo vota, ma dice la sua a tutti e su tutto. Come un po’ come qualcuno su questo blog che nota (educatamente, almeno) il minimo errore. Un po’ come i tifosi che sanno sempre meglio dell’allenatore quello che bisogna fare, gli schemi da adottare e il giocatore più in forma da mettere in campo. E se sgarra, anche una picola cosa, viene messo in croce.

    Ora lo studente, anzi la massa, vota, e critica, giudica, guarda, crede di sapere e potersi permettere di giudicare tutto e l’operato di tutti. Ma per fare così tanto su larga scala, è ovvio che diventa più superficiale. Il tempo, in fondo, è poco, e le informazioni troppe.

    Che voglio dire? Voglio dire che l’informazione è essenziale, e più ce n’è meglio è: ma la difficoltà è discernere e scegliersi buone fonti. Magari meno cose ma chiare e "vere". E qui entra in gioco anche la credibilità e l’autorevolezza, ma è un altro discorso.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  25. Il la di dawa-la e' il cosiddetto "la" di rispetto, non il passo. Dawa significa si' luna.

    Scritto da dawala, 7 anni, 1 mese fa


  26. seguendo in ritardo posso dire come scusante per gli studenti (anche io ex-studentessa!) che ovvio che si sa molto meno, si roncorre il tempo sempre!cercando di fare più esami possibili nel più breve tempo possibile per prendersi un pezzo di carta che vale ormai zero!poi il tempo per approfondire lo si ha dopo lavorando e continuando gli studi, magari con un master, un dottorato ecc. no?

    Scritto da sole, 7 anni, 1 mese fa


  27. Dawala, beh, non sapendo chi tu sia..

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  28. Non so Sole, questi sono studenti di specializzazione. Posso assicurarti che studiano meno di quanto studiavamo noi, per legge poi.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  29. A proposito di cultura di massa potrebbe forse esserci utile ancora una rilettura del grande Pio Baldelli nel libro "informazione e controinformazione" pensa un pò ancora edito da stampa alternativa..! oppure proprio per discernere e scegliersi buone fonti consiglio vivamente di visitare il sito http://www.terranauta.it .

    Scritto da conigliazzo, 7 anni, 1 mese fa


  30. Cara Boh, se vuoi il mio indirizzo email ce l'hai.

    Scritto da dawala, 7 anni, 1 mese fa


  31. dawala, hai un nome fittizio in email.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


  32. Quello in email e' proprio il mio vero nome e cognome, non e' uno pseudonimo ! Sai, mica tutti si possono chiamare Mario Rossi. Dawala e' invece il nome tibetano impostomi dal lama di Sakya. Non uso nomi falsi o fittizi….e perche' dovrei ?

    Scritto da dawala, 7 anni, 1 mese fa


  33. Ma davvero dawala non tutti si chiamano Mario Rossi? Ma guarda, io non lo sapevo..

    Maria Esposito

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 1 mese fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.