Passi in pace a Roma, 14 novembre 2010 (meditazione camminata)

monaco buddhistaPassi in pace e passi di pace, perché quando si medita tutti insieme è impossibile poi farsi la guerra.

Per iniziativa dei discepoli del maestro Thich Nhat Hanh e con il sostegno della Rete Buddhista dell’Italia centro-meridionale si è ormai instaurata la tradizione di organizzare a Roma la manifestazione “Passi in Pace, camminata in consapevolezza”. Si tratta di una meditazione camminata, di cui ho già parlato, una pratica insegnata dal Buddha come rimedio alla confusione mentale che genera i conflitti interiori ed esteriori.

La meditazione camminata di quest’anno inizierà alle 11,00 di Domenica 14 novembre a Piazza San Marco (adiacente a Piazza Venezia), a Roma, e terminerà a Piazza Navona con un breve momento di meditazione. Per questo motivo siete tutti invitati a portare una piccola stuoia o comunque qualcosa su cui mettervi seduti per terra.

Cos’è la meditazione camminata? E’ una pratica zen e buddhista che sembra facile ma che in realtà non lo è: provate a guardare per soli cinque minuti le lancette di un orologio, così, giusto per fare pratica di concentrazione – che non è meditazione, ma nello yoga è lo step precedente – e poi mi direte. La nostra mentre vaga incessantemente e macina, macina, non si ferma mai, e la meditazione è difficile per questo, perché bisogna stare concentrati per camminare in un certo modo, e per questo si usa una tecnica specifica.

L’Unione Buddhista Italiana ha deciso di patrocinare l’iniziativa, condividendo le motivazioni che ne stanno alla base e considerandola un esempio di come il Buddha-Dharma possa in pratica contribuire a costruire condizioni per un mondo più pacifico. Di fatto, “Passi in Pace” diviene uno degli eventi a cadenza annua regolare in cui tutta la comunità buddhista, di tutte le scuole e tutte le sette, si può ritrovare a praticare in unione.

Quando: 14 novembre h. 11
Dove: Roma, Piazza San Marco

E questa è la pagina sul forum Buddhismo Italia per organizzarsi.



Commenti

  1. quando si medita tutti insieme è impossibile poi farsi la guerra.

    Mizoguchi, protagonista del mio romanzo Il Padiglione d’oro (金閣寺, Kinkaku-ji), basata su fatti veri, begs to differ.

    rimedio alla confusione mentale che genera i conflitti interiori ed esteriori.

    All together now: in marcia, compañeros blogadores!

    勘弁してくれぞよ~~。

    Scritto da Yukio Mishima, 3 anni, 6 mesi fa


  2. Una bella iniziativa, spero di esserci anche quest'anno, e magri stavolta non piove!

    Scritto da alfredo, 3 anni, 6 mesi fa


  3. Yokio, in pratica ti sei fatto un po' di pubblicità?

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 6 mesi fa


  4. Alfredo sì una cosa davvero bella! E che venga il sole:)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 6 mesi fa


  5. mi sembra molto interessante una pratica che coniuga una disciplina della mente e del corpo, perchè, a quanto sembra, tutte le più recenti teorie intorno alla mente convergono in una sempre maggiore compresenza del corpo nel pensiero, e tendono ad allontanarsi da una prospettiva cartesiana, scissa, con una mente che pensa ed un corpo/macchina che esegue; il corpo è tutt'uno con la persona ed il pensiero è ingenerato da questo interagire complessivo; ora io cara boh sono un ingorantissimo di buddhismo e discipline orientali, ma ho come la sensazione che in esse vi siano delle verità cui, probabilmente, converge anche la scienza occidentale più moderna

    Scritto da diego, 3 anni, 6 mesi fa


  6. penso di sì, che l’Occidente stia scoprendo che corpo e mente sono strettamente collegati e interdipendenti, e la difficoltà è su uno, in modo che entrambi ne abbiamo beneficio, quando si ammala, si squilibria, succede qualcosa di grave. Infatti nella medicina cinese sai bene che un ago messo in un certo punto non solo ha rispondenza su un organo, interno o esterno, e non solo sui nervi e quindi sul dolore, ma anche nella mente.

    E io direi nell’anima perché ancora è un fattore che non consideriamo, ma c’è anche quella. Non siamo finiti qui, e non credo sia tutto finito con il nostro limitato mondo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 6 mesi fa


  7. eh, sull’anima molto vi sarebbe da ragionare

    sinceramente io penso che già nel concepire l’idea di anima vi sia comunque una concessione ad un dualismo anima/corpo che in una concezione unitaria dell’uomo non dovrebbe trovar spazio

    io non credo all’anima come entità distinguibile dal corpo e dalla mente, ma è questione grandissima, io non ho l’attrezzatura filosofica adeguata per avventurarmi nella questione

    certo, se intendiamo il modo d’essere, la disposizione verso il mondo d’una persona, allora va bene usare la parola anima, magari parlando di un’anima gentile come la tua cara boh, per un esempio

    ma l’anima, in quanto entità distinta, è fuori dal mio orizzonte culturale

    Scritto da diego, 3 anni, 6 mesi fa


  8. Enrica, Enrica… stai parlando di una meditazione buddhista. Ricordati che il Buddha, in contrasto con il brahmanesimo, parlò di "anatman": l'anima non esiste.

    Scritto da carlo buldrini, 3 anni, 6 mesi fa


  9. Diego, sei sempre molto carino. Grazie.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 6 mesi fa


  10. Vero Carlo, ma non so descrivere meglio quella \"cosa\" che anela a dissolversi nella luce. E che fa sì che non guardiamo solo a un orizzonte limitato al garage e al tetto di casa..

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 3 anni, 6 mesi fa


  11. [...] solo nell’induismo, ma anche nel buddhismo i serpenti sono venerati perché eressero i loro cappucci per proteggere il [...]

    Scritto da Nagarjuna e il culto dei serpenti nel buddhismo » Giuseppe Tucci, 3 anni, 1 mese fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.