Il Pakistan dei tre disastri

Elezioni in Pakistan E’ così. Altri 12 militanti uccisi dai missili statunitensi lanciati sull’area del Pakistan, al confine con l’Afghanistan, dove si trovano i militanti islamici del gruppo Haqqani, legato a Al Qaeda. Solo questo mese 72 persone uccise in 3 attacchi consecutivi.

Gli americani stanno intensificando la guerra ai gruppi terroristi proprio in un momento in cui il paese, secondo l’organizzazione belga Institute of Peace and Development (INSPAD), sta contando le vittime dell’alluvione. Qualche dato:

200.000.000 di senzatetto, con estrema scarsità di cibo, acqua potabile, vestiti e utensili essenziali. In pratica, non possiedono assolutamente più niente. In più, la mancanza di medicine e di igiene sta causando ai sopravvissuti decine di malattie della pelle.

6000 villaggi, 400.000 animali e 31.000.000 acri, cioè 125.452.549.094 metri quadri di terra coltivabile completamente distrutti.

Il 70% di strade inondate e di ponti e campi di cotone spazzati via, raggiungibili solo con i muli o con gli elicotteri.

E intanto, fra l’indifferenza del mondo e della classe politica locale, sembra che l’ex presidente Pervez Musharraf il 1° ottobre lancerà un nuovo partito per candidarsi alle presidenziali, nonostante sia stato accertato che nel dicembre 2007 non fece niente per difendere Benazir Bhutto, la sua principale opponente, dall’attentato che la uccise.

Fra statunitensi, calamità naturali e il disastro ancora maggiore di una classe politica corrotta e instabile, il Pakistan è forse ora una delle zone più a rischio del mondo: per loro, certo, ma anche per noi.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.