Pier Paolo Pasolini, Madre Teresa di Calcutta, l'India e l'amore

pasoliniPochi giorni dopo l’anniversario della sua scomparsa terrena ripropongo questo post che scrissi per rendere omaggio a Madre Teresa di Calcutta, la piccola grande donna che ha ricordato a tutti che “nel mondo ne muoiono tanti per mancanza di cibo, ma ne muoiono ancora di più per mancanza d’amore“.

E a Pasolini, il poeta che ha informato la mia infanzia. Due amori apparentemente distanti, ma così simili. Due poeti. Due ispiratori.

Insieme all’Asia, due miei grandi amori.

E per rendere omaggio all’amore, perché “se amore non c’è, niente c’è“.

Mia madre è una madre poco materna, nel senso più occidentale del termine, secondo i prototipi un po’ lisi della mamma-mamma mediterranea a tutto tondo. E’ forte, indipendente, netta, sincera e assai poco chioccia, grazie al cielo! Non mi ha tenuto appiccicata alla vesti sin dai miei primi giorni e non mi ha mai spinto ad accattare un buon partito – petulante, asfissiante e iperprotettiva fino a che non avessi infìnocchiato un pollo triste e nevrotico ma ricco. Insomma, ha delle doti che un tempo mi sembravano una mancanza, ma di cui ora la ringrazio a piene mani.

Per una cosa però l’ho sempre ringraziata anche da piccolissima: l’amore e l’ammirazione per Pier Paolo Pasolini (1922-1975), di cui teneva tutte le opere in una teca grande. Lei lo amava dagli anni ’50, ben prima che il Partito comunista lo ghettizzasse e non sapendo niente della denuncia per corruzione per minorenni che ricevette (di cui dubito che si sarebbe interessata, tuttavia). E decenni prima che la stampa ufficiale lo riconoscesse come Maestro.

A questo suo amore è rimasta fedele, e lo è tuttora. Amava i suoi libri, i suoi film, le poesie, la sua voglia di vivere cupa e feroce e, soprattutto, le sue scelte da vero intellettuale, scelte critiche e mai supine anche del suo partito e della sua gente. Pasolini era uno che non le mandava a cercare, se voleva dire qualcosa: le sparava e basta. Gli intellettuali, si sa — e lo dico spesso, scherzando ma non troppo — quando lo sono veramente, sono critici e criticoni, specialmente verso le scelte che abbracciano e le persone che amano. Sono dei critici per natura, dei veri rompiscatole. Profetici talvolta, costruttivi sempre. Come lui.

Di due libri mi ricordo ancora quando ero bambina, perché li ho letti più volte con avidità: la raccolta di poesie La meglio gioventù, del 1954, e L’odore dell’India, del 1962. E’ questo il Pasolini che amo, non quello in dialetto del Friuli o della tenerezza struggente verso sua madre, né quello dell’erotismo decadente di Salò che, un po’ di anni dopo, trovai così brutto e noioso che mi ci feci sopra un gran bella dormita. Due volte ho provato a guardarlo, due volte mi sono annoiata e addormentata. Ci ho rinunciato, forse per sempre.

Pasolini aveva appena cominciato a girare il suo primo film da regista, Accattone, ma i contrasti con l’amico Fellini, che in questa occasione era il produttore del film, avevano portato le riprese a uno stallo. Così, alla fine del 1960, poco prima del Capodanno, Pasolini partì per il suo primo viaggio indiano in compagnia di Alberto Moravia e Elsa Morante. Rimasero sei settimane.

Lui fu assolutamente stordito dalla folla di 400.000.000 di persone (ora ce n’è oltre 1 miliardo) e dalla vita, dagli odori. Si spogliò della mentalità eurocentrica e si immerse nel noto marasma indiano. Girava di notte, come sempre, e nei falò accesi per strada e nella disponibilità della gente vedeva qualcosa che qui, nella vecchia Europa, non c’è più: la gioia e la voglia profonda di vivere e di stare con gli altri, perché l’oggi si sa, ma del domani non sappiamo niente. Ma non è così per tutti? Siamo sotto la cappa del cielo e non sappiamo neanche se domani saremo qui a godere di questo grigio milanese e di questa umidità fredda.

E amava, come sempre, di notte, girava fra gli umili e i diseredati e amava. Ognuno ha un suo modo di amare e certamente, anche se pagava i suoi incontri, non credo che lui amasse di meno: perché si donava tutto, completamente, era lì. Le sue pagine indiane trasudano sessualità e vita e credo che desse di sé infinitamente di più di tanti mariti svogliati e tante mogli assonnate.

Soprattutto, Pasolini aveva capito dell’India, anche negli ambienti borghesi degli alberghi di lusso che frequentava, nelle feste d’Ambasciata, nei circoli culturali e nei party, una dote che nel mio ultimo viaggio ho visto che si sta perdendo, ma che ho avuto la fortuna di sperimentare anche io, vivendo lì un po’ di anni fa: la tolleranza. Tolleranza delle persone fra loro, tolleranza nei suoi confronti. Io direi, accettazione.

[Gli indiani borghesi] possiedono una qualità assolutamente rara, nel mondo moderno: la tolleranza.

Dal viaggio trasse una serie di articoli per Il giorno, che furono rilegati e formarono il volumetto L’odore dell’India.

Ieri pensavo a quando, ragazzina, leggevo il libricino, preso a caso fra quelli di mia madre, e mi aveva assalito quell’odore di umanità, quella voglia di sperimentare, di amare, di immergermi nella vita e nell’aria dell’India, quella voglia fanciullesca godereccia e ridereccia, un po’ spietata, che ho tuttora.

Sono stati Pasolini e Madre Teresa di Calcutta (1910-1997) i miei primi amori e i miei primi insegnanti sull’India. Lui col suo amore carnale per il paese e i suoi mercenari dell’amore che, se non si leggono, si intuiscono chiaramente. Lei, col suo amore spirituale talmente forte da essere doloroso per gli umili fra gli umili, i sofferenti e i morenti dell’India.

Madre Teresa l’ho poi vista in televisione quando ha parlato al conferimento del Nobel della Pace e ho tremato: di gioia, di commozione, di preoccupazione per la sua assolutezza che, temevo, l’avrebbe portata ad andarsene presto. Non sapevo ancora che lo spirito è più forte del corpo! La sua presenza scuoteva letteralmente lo schermo e l’ho sentita Santa. Se i santi sono uomini che col loro forte spirito fanno del bene a tutti noi — tutti, non a 10 o 150.000, ma a tutta l’umanità — in nome di Dio, e nel suo nome ci proteggono, ecco, Lei lo era.

Tutte e due, Madre Teresa di Calcutta e Pasolini, per me non erano che le facce della stessa medaglia dell’amore. E tutti e due hanno amato l’India e la sua gente, se pure in modi apparentemente opposti. Leggete quello che ha detto Madre Teresa quando le ha stato conferito il Nobel sui poveri dell’India, sulla tolleranza, sull’autocontrollo, sull’amore che non può essere che totale, con dedizione assoluta e consapevole. Sulla dignità della morte.

Pensavo che un giorno avessi potuto anche io amare così, fare del bene così, come Lei. E invece eccomi qui, a parlare a un piccolo popolo di blogger dei due miei grandi primi amori, di due fratelli di fanciullezza a cui mi sento accomunata in vario modo dall’amore per la gente senza pretese, la gente reale che si vede ogni giorno, che soffre e che lotta per vivere, che ama e che talvolta ride. Dall’amore per San Francesco d’Assisi. E dall’amore per l’India.

Luca M. di Blublog e Ludo M. di Qix.it mi hanno chiesto di dire cinque cose che nessuno sa di me. Ecco, questa è una e proprio non la sapeva nessuno.

(p.s. per tutte le signore e signorine, nonché i signori, che intendano copiare a man bassa, come è successo più volte: tutto il materiale pubblicato su questo blog è protetto da copyright. E’ chiaramente scritto in fondo alla pagina. La foto di Pasolini è tratta dal sito Subterranean Cinema).



Commenti

  1. Era un po' di tempo che non leggevo l'Enrica che ho conosciuto, seppur solo per i suoi scritti, qualche anno fa proprio quando ero in India. E la cosa mi piace. Brava. Il problema è che purtroppo il loro amore, sentimento simili ma nello stesso tempo diverso, è stato troppo strumentalizzato. Madre Teresa e Pasolini, entrambi troppo strumentalizzati, troppo spesso citati a ufo e in maniera sbagliata, troppo spesso fraintesi e abusati. Ma due inarrivabili giganti.

    Scritto da nello, 1 anno, 5 mesi fa


  2. Grazie Nello, sei gentilissimo.

    E hai ragione che il loro amore è stato strumentalizzato, ma non è sempre così dei grandi? Fanno o dicono cose così universali che spesso pagano con la propria vita per questo, ma quelle cose tutti le possono leggere e \"usare\" a piacere. Pensa solo alla pubblicità con Gandhi! Non credo che avesse voluto parlare per far vendere più abbonamenti a un servizio telefonico.

    Io penso che ben venga che siano usati e strumentalizzati, ma a fin di bene!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  3. mi è piaciuto moltissimo leggere questo post. finalmente la scrittura vera, quella che manca nei giornali di tutti i giorni. ti ammiro molto che da bambina avevi già due grandi amori, due miti come loro. io da bambina non ne avevo…

    Scritto da sole, 1 anno, 5 mesi fa


  4. Grazie sole, anche tu sei molto gentile.
    Non credo che tu non abbia avuto grandi amori da piccola, assolutamente. Magari avevi degli amici che amavi, o degli animali, o delle piante! Io invece ero molto solitaria e isolata.

    E poi per me non erano miti ma amori veri, che mi consolavano e facevano compagnia, come fossero amici. Non sembra ma ero molto timida e non legavo facilmente (sono cambiata dopo, da adolescente), così leggevo pensavo e sognavo. Meglio gli amici in carne e ossa!:)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  5. sicuramente due personaggi "estremi", pasolini e madre teresa, estremi nel senso profondo del termine, ed è anche interessante questo modo di accostarli

    rileggerò questo post cara boh, perchè non va bene leggerlo quando vai di fretta, per ora ti scrivo che è molto interessante

    Scritto da diego b, 1 anno, 5 mesi fa


  6. La nobiltà di Suor Teresa non va confusa con il populismo di Pasolini. Teresa ha portato solo bene, Pasolini ha lasciato belle opere ma quanto a fare del bene non lo ha fatto neanche a se stesso.

    Scritto da Alexis, 1 anno, 5 mesi fa


  7. Grazie Diego, aspetterò le tue riflessioni sempre acute.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  8. Alexis in realtà ho solo avvicinato il loro amore, e quel particolare tipo di amore che è tolleranza.

    In effetti, l'una era costruttiva quanto l'altro è stato autodistruttivo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  9. Teresa agiva in nome di Dio, Pasolini a nome suo. Questa è la sovrana differenza fra i due.

    Scritto da Alexis, 1 anno, 5 mesi fa


  10. quando ero un ragazzino, frequentavo un gruppo parrocchiale dove si organizzavano piccole rappresentazioni teatrali; colui che scriveva questi testi era un signore molto amante delle filastrocche popolari; ecco, mi ricordo che questo nostro "regista" amava pasolini e lo citava ogni tanto; più tardi conobbi il pasolini regista (per me in fondo era soprattutto quello); ho visto solo tre film, ma li ho amati parecchio (il vangelo, l'edipo re e medea), poi, in seguito mi sono imbattuto in articoli di pasolini, articoli molto ma molto profetici di quello che stava per accadere, di questo tipo di mondo post moderno, dove ai saperi e ai valori arcaici non abbiamo saputo/potuto trovare un surrogato decente; certe intuizioni di quel che stava per accadere, già negli anni 70, sono state profetiche (ripeto la parola perchè è l'unica davvero calzante)
    comunque, cara boh, la cosa strana è che io non ho letto nessun libro intero di pasolini, ma sono così tanti e continui i richiami a lui, in questo nostro mondo di anime orfane d'un senso, d'un passato, d'un dolore che sia poetico, che pare quasi che il pensiero di pasolini sia un fiume carsico, che scorre sotto, e spesso zampilla idee fresche per l'oggi

    la tua mamma, cara boh, forse ti ha dato una forza interiore tenace ed elastica come certe canne, poetica ma non autopiangente,

    io non credo ai cromosomi, ma alle parole ascoltate nell'infanzia, quello sì, e di certo tu "sei" quelle parole

    madre teresa e francesco, quelli li ho letti, ma non posso dilungarmi, anche se credo d'aver capito il legame "di senso" con pasolini, il legame fra tutti gli umani che cercano il "contatto" con la verità fisica e innocente dell'essere umano

    Scritto da diego b, 1 anno, 5 mesi fa


  11. Sì Diego, concordo: tu sei le parole che hai letto, che ti sono state dette, che hai ascoltato. Verissimo, al solito.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  12. Alexis, è vero, ma il bisogno di amare era molto simile, e in entrambi bruciante.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  13. Bello questo post. Bello perché racconta non segreti ma cose intime. E le cose intime sono le cose elaborate, cercate, volute del nostro passato. Grazie a Blublog e Ludo M. di Qix. Così ti vogliamo!! ;)

    Scritto da Alessandro, 1 anno, 5 mesi fa


  14. Grazie Ale, anche tu di solito racconti cose intime infatti.

    Insomma, pare che tuttu mi vogliano così, "intima".;)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  15. Grazie che bello questo articolo mi fa sognare!!! Mia madre invece legge le riviste oppure vede la televisione. Non mi ha insegnato Pasolini.

    Scritto da Giovanna, 1 anno, 5 mesi fa


  16. Guarda che nenche la mia mi insegnava Pasolini, solo che quando ero lì trovavo i suoi libri o la vedevo intenta a leggere e leggevo. Leggevo di tutto da bambina, poi mi sono "specializzata", purtroppo.

    Comunque fai sempre a tempo a leggerlo anche tu.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  17. beh sì ne parlava anche devo dire.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  18. beata te io vedevo sempre la televisione. Però mi leggeva le fiabe la sera e poi andavamo ai giradini.

    Scritto da Giovanna, 1 anno, 5 mesi fa


  19. "Se amore non c'è, niente c'è”. Semplicemente vero. Bellissimo. Grazie

    Scritto da marco restelli, 1 anno, 5 mesi fa


  20. Marco, prego. E' il mio personalissimo motto!:) Felice che tu lo condivida e felice di condividerlo con te.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 5 mesi fa


  21. Fantastica Enrica Senza Tempo Ama.

    Sai, leggendo questo pezzo, ti/mi sentivo fuori dal tempo!

    Forte, appassionata, profonda e diretta; sei proprio così, nell'esprimere i talenti dei tuoi maestri, mostri quanto hai realizzato….

    Mi piace/i

    Scritto da Jack, 1 anno fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.