La triste fine del Museo Civico di Arte Orientale di Trieste

testa di Buddha del GandharaCircolano indiscrezioni secondo cui il Museo Civico di Arte Orientale di Trieste chiuderà.

Il museo è situato nel bellissimo Palazzetto Leo di Via San Sebastiano 1 e offre in mostra non solo collezioni e oggetti d’arte orientale, ma anche memorie e ricordi di viaggio, armi, strumenti musicali, testimonianze di vario tipo e reperti di carattere etno-antropologico provenienti da tutta l’area asiatica, in particolare dalla Cina e il Giappone e acquisiti dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste a partire dalla seconda metà del XIX secolo.

Il museo ospita al primo piano la sezione “Trieste e l’oriente” e la sezione Gandhara, di cui ho parlato più volte, al secondo piano la sezione Cina e al terzo e quarto piano la sezione Giappone.

La probabile chiusura è dovuta ovviamente alla cronica mancanza di fondi, che con l’ultima finanziaria è diventata un vero e proprio collasso non solo per i parchi ma per le università, i musei, gli istituti di ricerca e quelli di cultura.

Mi chiedo quando i nostri politici smetteranno di considerare la ricerca, la cultura e la scienza solo un optional, un lusso per pochi di cui si può fare tranquillamente a meno, e capiranno che è un bisogno di tutti. Perché senza di esse non c’è progresso tecnologico, quindi investimenti, lavoro e avanzamento economico.

E, soprattutto, non c’è l’espressione più alta dell’umanità: la bellezza e la conoscenza dell’Altro, e in questo caso dell’Asia, attraverso i suoi prodotti culturali e artistici.

Nella foto, testa di Buddha – e una breve spiegazione sulle origini dell’arte del Gandhara. A proposito, fu Tucci che fece conoscere all’Occidente l’arte buddhista del Gandhara.



Commenti

  1. Non credo che i politicanti considerino la cultura un optional. Penso che molti sarebbero felici di saccheggiare i magazzini di un museo un po' per la casa, la barca ma anche per i regali. Sarebbero, eh.

    Scritto da Bubbo Bubboni, 7 anni, 5 mesi fa


  2. Caro Bubbo, la tua bubberia intrinseca è molto saggia: si dice, ovviamente si dice e basta, senza ombra di verità alcuna, che delle migliaia di tavolette e reperti di varie culture archeologiche nascoste bene (pardon, conservate) nei piani sotterranei dell’università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, alcune siano già state prese. Il pettegolezzo riporta che i presunti saccheggiatori siano anche dei professori che se le tengono a casa, ma solo per studio.

    Scritto da Giovanna, 7 anni, 5 mesi fa


  3. Mie cari, smettete di fare illazioni su cosa farebbero politici e non solo con i pezzi di arte e archeologia varia: lo farebbero certamente solo per conservarli.

    D’altronde, come mi disse un noto professore, che aveva una fornitissima biblioteca di testi rari buddhisti e induisti di proprietà dell’università, a casa sua i testi e i manoscritti si conservavano meglio! Lo faceva per noi…:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 7 anni, 5 mesi fa


  4. E questi sono siti "non strategici" per il bilancio del ministero. Dovresti vedere in che condizioni sono Ercolano e Pompei, che sono una delle principali fonti di reddito… Il fatto è che da un lato i politici si riempiono la bocca di cultura e turismo, e dall'altro mettono in oggettiva difficoltà tuto il vasto patrimonio culturale.

    Scritto da mimmo torrese, 7 anni, 5 mesi fa


  5. ps Giovanna studi alla Facoltà di Lettere della Sapienza per caso?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 7 anni, 5 mesi fa


  6. Mi ricordo Ercolano e Pompei, dove sono stata qualche volta da bambina. Al tempo erano conservati così bene che erano chiusi!

    Mimmo, c’era la fila di scuole e turisti stranieri prenotati per andarli a visitare. Ora invece che succede? Sono sempre chiusi o sono aperti ma quasi incustoditi e tutti possono prendere pezzi di qua e di là?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 7 anni, 5 mesi fa


  7. è in corso una sorta di rivoluzione anticulturale, ho come la sensazione che non sia semplice incuria, ma un disegno ideologicamente perseguito

    la rivoluzione culturale delle guardie rosse, che voleva distruggere la sapienza antica e tradizionale, è oggi appalesata nella rivoluzione anticulturale del consumismo sciocco ed individualista che tenta il colpo finale, relegando nella categoria dell’inutile e del vecchio ciò che invece è antico, sapienziale, connesso alle correnti profonde dell’umana vicenda

    è un rogo, sono forbici che tagliano i fondi, ma soprattutto vogliono tagliare il pensiero, il vero nemico

    Scritto da diego, 7 anni, 5 mesi fa


  8. diego, credo anche io che questo sia frutto di una precisa politica culturale, purtroppo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 7 anni, 5 mesi fa


  9. e pensare che siamo famosi nel mondo per le bellezze artistiche…d'altronde senza arrivare ai politici credo che le case dei vip abbiano parecchi pezzi storici che ovviamente troneggiano nei salotti solo per motivi di prevenzione dei ladri dei musei!le loro case difatti sarebbero più sicure che i semplici musei…

    Scritto da sole, 7 anni, 5 mesi fa


  10. ah sì, anche Baglioni ce l'ha..:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 7 anni, 5 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.