Pakistan, quando i terroristi aiutano

Inondazione in Pakistan

Tutti seguiamo con angoscia le sorti del Pakistan devastato dalle alluvioni. Il paese, grande quasi tre volte l’Italia, con una popolazione di quasi tre volte tanto, è in ginocchio. Questi sono tragedie gravi, cose su cui pensare, non le accuse gratuite di un onorevole italico sensazionalista che spazzerei via volentieri come carta straccia.

Governi e organizzazioni si stanno producendo in una gara di umanità per il Pakistan: la World Bank, per esempio, presterà 900 milioni di dollari, il Giappone 10.

Anche gli appartenenti di Jamaat-ud-Dawa (JuD), Sipah-e-Sahaba, Jaish-e-Muhammad, Lashkar-e-Taiba, Harkatul Jihad al-Islami, Harkatul Mujahideen, Hizbut Tahrir e Lashkar-e-Jhangvi hanno montato diverse decine di campi di aiuti in diverse parti del paese, hanno raccolto milioni di rupie per i sopravvissuti e sono attivamente impegnati nelle operazioni di salvataggio. Sono utilissimi e, grazie alla struttura paramilitare di molti di loro, immagino siano anche molto ben organizzati.

Queste organizzazioni infatti sono tutte dichiarate terroriste e messe fuorilegge. La Lashkar-e-Taiba (LeT) poi, cioè l’Esercito dei Giusti, ha stretti legami con Al Qaeda e cellule sparse in tutto il mondo ed è probabilmente responsabile degli attacchi di Mumbai del novembre 2008.

La questione in Pakistan è quindi molto dibattuta: questi campi di fondamentalisti islamici impegnati in servizi umanitari, di cui c’è assoluto bisogno, possono continuare a lavorare e prestare soccorso, oppure per il semplice fatto di appartenere a delle organizzazioni terroristiche devono essere smantellati?

Lo abbiamo imparato con il caso Moro: con i terroristi non si tratta. E’ così da noi, era così nel 2002 con Colin Powell in Nepal. E’ così in tutto il mondo.

Oppure si tratta solo quando fa comodo? Il caso del Pakistan è drammatico, ma non si rischia di sostenere indirettamente le organizzazioni, avvallandone la presenza? E cosa succederà quando l’emergenza sarà finita? Perché la gente sarà anche grata a chi l’ha aiutata, avrà familiarizzato con i terroristi, avrà stretto legami con loro. E’ un affare pericoloso.

Accettare l’aiuto sì, o no?



Commenti

  1. io sono d'accordo sul non trattare con il terrorista ma è anche vero che qui c'è davvero bisogno e sicuramente saranno più all'avanguardia gli aiuti dei fuorilegge che quelli della World Bank - se non altro perchè sono sicuramente più abituati alle situazioni di 'emergenza'! non si tratta ma io forse Moro non l'avrei lasciato morire sentendosi solo, senza appoggio dal nostro stato. non si tratta certo ma si parla di vite umane e se si cominciasse a capire bene come funzionano davvero i terroristi (la psicologia, l'organizzazione ecc.) allora forse si potranno un giorno debellare…ci sentiamo sempre superiori ma i terroristi sono fatti da uomini quindi persone che alla fine non possono essere tanto diverse da noi…un punto di partenza simile al nostro lo hanno avuto!

    Scritto da sole, 6 anni, 10 mesi fa


  2. Sole, certo, verissimo: ma non credo che ai governi interessi chi davvero sono ma la figura che fanno con chi vota se l’appoggiano o meno. La faccia, e i voti.
    Comunque queste organizzazioni sono efficentissime, in effetti.

    Quanto a Moro, c’è chi dice che lo abbiano lasciato morire i suoi stessi compagni di partito. Mi sa che la verità non si saprà mai.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 10 mesi fa


  3. Il terrorismo è figlio del capitalismo borghese. Non potrebbe esistere in una società schiettamente aristocratica, dove i premiati sono i migliori. Se un giorno i terroristi pakistani prendessero il potere, come i maoisti in Nepal, sarebbero sempre terroristi o sarebbero legittimati?

    Scritto da alexis, 6 anni, 10 mesi fa


  4. Caro Alexis, a me sembra che durante la Rivoluzione francese il periodo del terrore avvenne proprio sotto l’aristocrazia. Va bene che non erano i migliori, ma siamo sicuri che un popolo in cui pochi detengono molti privilegi non nasca l’odio?

    Quanto alla tua domanda "Se un giorno i terroristi pakistani prendessero il potere, come i maoisti in Nepal, sarebbero sempre terroristi o sarebbero legittimati?" io direi che c’è una differenza fra terroristi votati ed eletti dal popolo, quindi legittimati dalla volontà della maggioranza, e terroristi vicini solo a un gruppetto sparuto di persone.

    Però non so, dovrei rifletterci perché, in effetti, molti gruppi terroristi hanno largo seguito: basti pensare a quelli palestinesi. Quindi non so, devo pensarci.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 10 mesi fa


  5. I terroristi seminano sempre il terrore nel popolo e non possono essere usati!! però in questo caso sono utili. Un bel dilemma..

    Scritto da Giovanna, 6 anni, 10 mesi fa


  6. Infatti anche per il Pakistan è un dilemma, però vedo che intanto accetta l'aiuto poi li condannerà, credo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 10 mesi fa


  7. Mia cara amica, credo proprio che non si possa portare l'esempio della Rivoluzione Francese perché sono passati due secoli. Io intendevo il governo dei migliori moralmente, di chi lo merita ed è capace di governare. Ovvio che ci sarà sempre chi sta in un certo modo e chi sta meglio, non siamo tutti uguali.

    Scritto da alexis, 6 anni, 10 mesi fa


  8. Ah ho capito caro Alexis. E dimmi, chi sceglie chi è il migliore e in grado di governare? Pochi, o tutti quelli che possono votare? O si autoscelgono da sé?

    Sul fatto che non siamo tutti uguali (né intelligenti uguale, né belli uguale, né nasciamo richci uguale) siamo d’accordissimo. Ma tutti dovremmo avere le stesse possibilità, tutto qui, lo stesso accesso alla cultura, al bello, all’amministrazione, al potere. Certo, è un’utopia, ma ci dobbiamo tendere, credo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 6 anni, 10 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.