Contro la legge bavaglio: ieri c'ero, ma fino a cena

bavaglio all'informazioneCronaca da Milano della manifestazione del 1° luglio contro la legge bavaglio.

Bella la manifestazione di ieri a piazza Cordusio.

Ore 6:30: piazza gremitissima.
Ore 7: tram bloccato per la gente. Presenti dei poliziotti, alcuni del popolo viola, qualche bandiera del PD che sventolava moscia, molti con le bandiere tricolore e moltissimi giornalisti, anche fra i manifestanti. Ma più sul palco.

Parla fra i primi Peter Gomez, direttore de Il Fatto. Dice che tutto è cominciato con i due anni di governo centro-sinistra di Prodi. Finisce. Richiamato sul palco riporta i numeri delle pageview e degli utenti unici del suo giornale. Con tono veemente ci invita a leggerlo e cliccarlo di più. Assicura che così ci sarà libera informazione.

Fra gli altri la FNSI, Sky e varie organizzazioni antimafia fra cui Libera, un sindacalista in rappresentanza della CGIL in camicia azzurra e pantaloni grigi che sembra capitato lì per caso, uno strepitoso Salvatore Borsellino che ricorda che il fratello Paolo è stato ucciso dallo stato e inneggia alla rivoluzione e tanti altri, intervallati dal giornalista attivista presentatore che concede a tutti 3 minuti e parla come i politici d’altri tempi, solo più a lungo. Sottolinea a ogni pié sospinto l’importanza di esserci e rivela che la rivoluzione non si fa su Facebook.

Ore 7:45: tanti controllano nervosi l’orologio. La piazza comincia a svuotarsi. I milanesi mangiano presto.

Ore 8:30: piazza quasi vuota.

Ore 9
: siamo in 30 o 40 circa sotto il palco.

Ore 9:30
: vado a casa.
E per oggi abbiamo dato il nostro contributo alla rivoluzione.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.