Il Pakistan e i peccatori di Google

Pakistan protesta

This blog exposes the reality of Allah’s evil nature, his Profit’s evil conduct and the disgusting dogma of their perpetual war cult. (Islam Exposed)

Da tre giorni in Pakistan questo blog è stato oscurato. Critica l’Islam radicale e linca siti che si battono contro il fondamentalismo musulmano.

In maggio è successo a Facebook, e per un po’ anche a Youtube.
Ora, seguendo le ordinanze dell’alta corte di Islamabad, che si è mossa in seguito a una petizione nella città di Bahawalpur, il Pakistan controllerà Google, Yahoo, MSN, Hotmail, YouTube, Amazon e Bing in modo che blocchino contenuti e link anti-Islam. Ha anche oscurato altri 17 siti accusati di blasfemia.

Khurram Mehran, il portavoce dell’Ente per le Telecomunicazioni del Pakistan, una specie di garante che però garantisce la censura, dice che se qualcuno cerca di aprire un link offensivo (contro Allah, la Sharia o le istituzioni islamiche) questo si bloccherà immediatamente, senza creare disturbo al sito principale.

Per fortuna in Pakistan c’è stata una flebile protesta contro queste ordinanze: la gente deve decidere da sola quali siti sono leciti e quali no. Ma la missione per l’Ente per le Telecomunicazioni è

Creare un regime di regolamentazione equo per promuovere gli investimenti, incoraggiorare la competitività, proteggere gli interessi del consumatore e assicurare l’alta qualità dei servizi IT.

Sembra proprio un ufficio per la censura tecnologica.
Sinceramente, mi sento ancora molto fortunata di poter vivere in Italia, nonostante tutto. Anche se mi sento così perché mi paragono al peggio.



Commenti

  1. Nonostante tutto il fatto che ci sia comunque un'opposizione induce ottimismo per il futuro ( chissà quanto lontano ). La tua considerazione finale è giusta è invece preoccupante che il potere ci voglia portare piu' verso il pakistan che verso una maggiore libertà piu' consapevole

    Scritto da Maurizio, 7 anni, 4 mesi fa


  2. La nostra opposizione non è molto credibile e affidabile, a mio modesto parere: ma grazie al cielo c'è! (Fino a quando?)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 4 mesi fa


  3. quanto tempo ancora passerà prima che si possa liberamente dire cosa si pensa sul governante in tutti gli angoli del mondo?e fino a che punto noi fortunati possiamo dire di poter usufruire del dibattito?fino a che punto varie leggi/leggine bavaglio ci copriranno la bocca? ma poi alla fine, se avessimo davvero la possibilità di parlare liberamente potremmo davvero usufruire di questa opportunità? ecco…mille domande più che risposte perchè c'è gente che lotta per i diritti ma poi noi umani siamo sicuri che una volta ottenuti tali diritti ci vorremmo prendere tale responsabilità?io non so perchè ma non credo…se qui - tra i paesei fortunati - si scappa e non si ha voglia di ammettere che tale opinione l'abbiamo detta noi, la vedo un po' difficile!insomma oltre ad avere il diritto di parlare bisognerebbe poi farlo seguire da gente che non lancia il sasso e nasconde la mano, altrimenti mi chiedo se tutta questa lotta sia solo inutile!

    Scritto da sole, 7 anni, 4 mesi fa


  4. diritti accompagnati da responsabilità: mi pare giusto Sole.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 4 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.