Il fascino discreto dell'ipocrisia: il fascismo e La Repubblica. Intellettuali e potere

Giuseppe TucciContinua la polemica della stampa e dei politici per avere intitolato uno slargo a Giuseppe Tucci e, udite udite, anche il Museo Nazionale di Arte Orientale G. Tucci.

Intanto vorrei dire che sul blog Giuseppe Tucci, che parla, anche attraverso documenti originali, di lui e dei personaggi con cui entrò a contatto e della politica italiana in Asia da Mussolini a Andreotti, ho ricevuto commenti ingiuriosi, perlopiù anonimi, ma anche da parte di un politico del PD – se è lui, perché bisognerebbe verificarne l’identità – e di una giornalista alla moda – sempre se è lei -, che ho cancellato.

Ho ricevuto fra gli altri anche i commenti, critici ma costruttivi, di un giudice liberale, di uno scrittore di fama e della nipote di Giuseppe Tucci, la giornalista Gilda Tucci, che riporto per intero. Lei dice, con ragione, che tutta la vita e l’opera del nonno furono la dimostrazione che non fu razzista e non fu antisemita.

Aggiungo che Tucci in patria fu amico personale di intellettuali ebrei, che come lui collaboravano all’Enciclopedia Italiana, e lo fu sempre, anche se per ovvie ragioni di convenienza non ci prendeva più il tè insieme al’Hilton, come faceva ogni giovedì.

E che donò le sue immense collezioni di manoscritti, statue, thangka, manufatti ecc. allo Stato italiano. A tutti noi.

Però, è indubbio, firmò l’adesione alle leggi razziali.

E qui mi chiedo: qual’è il sano rapporto fra un totalitarismo e scienziati? Andare contro il potere e commettere un suicidio culturale, lavorativo e sociale, o aderire formalmente alle sue esigenze, anche le più odiose, ai suoi diktat, e portare avanti la scienza? Dopo il delitto Matteotti Croce ruppe con il fascismo e fu emerginato, però continuò a lavorare: ma, in fondo, lui scriveva “solo”.

Tucci compì ben 14 o 15 spedizioni in paesi allora probiti o a loro volta governati da regimi totalitari, il Tibet e il Nepal, innmeri volte andò in India, Sikkim, Bhutan, Ladakh e, dagli anni Cinquanta, Pakistan, Afghanistan, Iran e così via: aveva bisogno del passaporto per uscire dal paese – al tempo di Mussolini non era possibile muoversi liberamente fuori i confini -, di ingenti fondi per compiere le sue spedizioni che implicavano l’uso di 60-70 persone per la carovana, di armi per difendersi dai briganti che infestavano i pianori della catena dell’Himalaya, di appoggi politici per lavorare in loco e dei permessi per riportare tesori in Italia: manoscritti, statue, quadri, manufatti, reperti archeologici – che nei primi decenni era legale prendere e che in loco venivano lasciati per terra o lasciati marcire – e così via. Ha conservato un immenso patrimonio dell’umanità, che ora è di proprietà dello Stato italiano: perché lui non l’ha venduto, l’ha regalato al Museo Nazionale di Arte Orientale, che lui stesso fondò! Non ha distrutto l’arte in Tibet, l’ha preservata dalla distruzione cinese.

Per questo, tanto più, la sua opera è immensa.
Certo, firmò l’adesione alle leggi. Certo è deprecabile.

Però, come dice lui, noi vediamo tutto con il filtro di quello che sappiamo a posteriori: il genocidio, l’Olocausto, Atrocità immense, bestialità allo stato puro. Ma lui non sapeva, e come lui tutti ancora non sapevano, e non si interessava neanche: lui vedeva solo il suo lavoro e a questo sacrificò tutto.

Non sono in grado di condannare o assolvere Tucci, ma una cosa è certa: se non vogliamo uno slargo o un museo, allora non accettiamo neanche i tesori delle sue collezioni. La coerenza ci vuole per gli intellettuali e gli scienziati, ma tanto più per i politici.

Anzi, per tutti noi, tutti noi che studiamo i manoscritti che lui ha riportato o andiamo a visitare il museo che lui ha fondato, rifornito e regalato all’Italia.

Vorrei fare una precisazione riguardante lo scienziato Giuseppe Tucci, il più importante orientalista del nostro secolo, a cui, sebbene tardivamente, nella giornata di ieri 25 maggio, è stata dedicata una targa nel Bioparco.

Mio nonno Giuseppe Tucci non era né un gerarca fascista né nazista né tantomeno autore di genocidi. Era uno scienziato che in nome della Scienza firmò nel ’38 il “Manifesto sulla razza” insieme ad altri 180 personalità. Fra questi, Agostino Gemelli, Amintore Fanfani, Giorgio Bocca che il 9 settembre del ’43 passò con i partigiani avendo così una “sorte “ migliore.

Mio nonno è stato un grande scienziato e se qualcuno prima di polemizzare si prendesse la briga di leggere attentamente i suoi scritti capirebbe che non è animato da nessuna idea razzista, perché se una persona è definita tale non può esserlo unilateralmente.
E’ stato un uomo che ha trascorso parte della sua vita fra le popolazioni orientali, è stato amico di Gandhi, Nehru, Indira Gandhi. Ha ricevuto onorificenze in tutto il mondo. Nessuno, credo, avrebbe raccolto tanti consensi e attestati di stima mondiali se fosse stato alla stregua di un Herman Goehring o un Martin Bormann.

Penso che l’adesione al “Manifesto” sia stato un compromesso in nome della scienza. E qualsiasi persona di buon senso dovrebbe soffermarsi su questo evitando le solite polemiche strumentali.

Gilda Tucci



Commenti

  1. Mi spiace tu non accetti link: posso consigliare di andare su Wikipedia e controllare questa tremenda lista. Ci troviamo anche i nomi Guareschi e Fanfani. L’autore di Don Camillo e il noto Democristiano. Ma anche di molti altri.

    Non accettiamo QUINDI neanche vie, slarghi e targe dedicate a personaggi firmatari anche loro come Giovannino Guareschie e Fanfani. Cosa li distingue da Tucci?

    Eppure ci sono migliaia di vie titolate a loro. Non capisco, qualche anima bella mi spieghi.

    Rammento POI che gli ebrei passavano per la Repubblica di Salò rima di andare in direzione dei lager. Dario Fo fu repubblichino. Come lo giustifica? Non si vergogna? E ha preso il Nobel.
    Cosa lo distingue da Tucci? Per me Dario Fo non è certo materia da Nobel.

    I tuoi amici di sinistra come come giustificano la loro ipocrisia di comodo?

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 2 mesi fa


  2. rimaniamo alla questione tucci, che è a mio avviso il focus del problema

    ricapitolando: la comunità ebraica romana ha disappunto all’intitolazione della piazza causa il fatto che firmò il famoso documento sulla razza, poi alcuni esponenti del partito democratico sollevano la questione nelle sedi che ritengono opportune

    fin qui, se non sai chi è tucci, nulla da ridire, onestamente se non avessi saputo chi era, avrei pensato senza problemi che capivo la rimostranza

    che poi questo sia oggetto di polemica politica, è inevitabile, del resto la lotta politica si fa anche così, mettendo in evidenza le contraddizioni, i difetti del campo avverso; lo fanno gli esponenti del centro sinistra, lo fanno senza sconti e con copiosi mezzi telegiornalistici gli esponenti della destra; che c’è di strano? la polemica politica è componente della democrazia, è una lotta ritualizzata che in qualche modo sostiuisce una lotta fra ceti ed interessi che sarebbe altrimenti molto peggio, probabilmente violenta

    quindi, la polemica politica c’è, è democrazia, è normale che ci sia, anche quando è aspra e dura

    ma noi, che abbiamo la fortuna di esserci imbattuti nella lettura del blog di boh, e quindi abbiamo cominciato a capire qualcosa del personaggio vero, del tucci grande studioso, possiamo con più profitto invece che partecipare alla rissa, cercar di capire le circostanze e i contesti storici, e forse anche capire il vero pensiero di questo personaggio

    voglio dire, ora che so, seppur in termini molto amatoriali, chi è, mi interessa capire e la polemica la lasciamo fuori da queste pagine

    non significa neutralità; proprio la nostra ospitante, che è lo studioso più importante credo in italia su tucci, scrive chiaro: ha fatto male a firmare, ma al di là di questo ha dei meriti enormi per la cultura italiana e lo studio del suo lavoro scientifico è di enorme interesse, ieri come oggi

    la questione del rapporto fra regimi e uomini di scienza, è molto complessa, e credo difficilmente è una matassa sbrogliabile, la cosa migliore è studiare seriamente o quantomeno lasciar studiare chi vuole farlo

    Scritto da diego, 4 anni, 2 mesi fa


  3. Stefano, i miei amici di sinistra tacciono. E forse neanche sanno, chi sa.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  4. Cara Enrica, spero che il tuo editore capisca che questo è il momento ideale per pubblicare finalmente il tuo libro…

    Scritto da carlo buldrini, 4 anni, 2 mesi fa


  5. Diego, il tuo discorso sarebbe giusto se in nome di questa polemica mi si lasciasse fare il mio lavoro. Invece un politico mi ha già minacciato che si stava operando per bloccare la pubblicazione!

    Sto verificando se davvero è chi dice di essere. Poi, in caso, vedrò coem agire nei modi e nelle sedi opportune.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  6. Carlo, sai che in effetti non hai tutti i torti? Invece purtroppo ha già la sua data, in Autunno.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  7. ps si vede che pubblichi libri per il pubblico, oltre agli articoli, da anni.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  8. certo che in italia (ma sto vedendo che purtroppo un po\' ovunque) è ben difficile fare bene il proprio lavoro senza piegare la testa un po\' qui e un po\' di là…d\'altronde senza andare così indietro nel tempo un ambasciatore oggi giorno può dire pubblicamente che dissente delle scelte del proprio governo? quanti ambasciatori italiani, americani, israeliani adesso si trovano nella posizione di voler dissentire delle scelte della propria nazione e non poterlo fare? Chi davvero la possibilità di fare e dire solo quello che gli piace o pensa sia giusto? Chi ha questo privilegio?

    Scritto da sole, 4 anni, 2 mesi fa


  9. in effetti cara boh, io, come semplice lettore di queste tue pagine, posso solo scriver commenti generici, da un mio ragionare senza riferimento a fatti ed atti precisi (non posso certo permettermi d’andar oltre quest’ambito)

    sulla questione che solleva sole, cioè su quale sia il grado vero di libertà che ha ognuno di noi nel proprio interagire sociale, nel proprio lavorare, nel proprio decidere, direi che è argomento interessantissimo, ci sarebbe da scrivere per sei ore di seguito, ma niente paura, mi astengo dal farlo

    Scritto da diego, 4 anni, 2 mesi fa


  10. Sole, ma come pensi che un ambasciatore, che rappresenta non solo il proprio paese, ma ilo governo di quel momento, possa essere libero di dissentire? Siamo seri.:)

    Il privilegio di dire la propria ce l’hanno solo gli intellettuali, in parte: e infatti di solito sono poveri e spiantati.:) E comunque non sono presi tanto sul serio, se non dai regimi totalitari.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  11. diego, peccato!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  12. in effetti, sole, ha ragione boh, in quanto un ambasciatore è appunto un portatore d'opinioni dello stato che rappresenta, non è ambasciatore di se stesso, è pagato per "rappresentare"

    Scritto da diego b, 4 anni, 2 mesi fa


  13. @diego… sono esattamente sulla questione Tucci. Lo dico sommessamente.

    La questione è "Tucci non est dignus" perchè sottoscrittore (non firmatario) di un atto indegno. Sto dicendo che c’è una tonnellata di ipocrisia dietro queste parole.

    Accetterei "lezioni" nella posizione di Enrica (o meglio di Tucci), quando Guareschi e Fanfani– che avevano 30 anni nel 1938 (e non 18 anni) quando hanno sottoscritto lo stesso atto di Tucci–quando anche loro non avranno intitolati nomi di vie e piazze. E invece ne vedo a centinaia.

    Nessuno si indigna QUA, tra i lettori di sinistra di ENRICA, che Guareschi fosse un sottoscrittore pubblico di un atto antisemita? Sono basito da questa cecità selettiva. O meglio lo sarei, se non conoscessi certe persone.

    Senza queste correzioni anche su altre persone, si fa della ipocrisia. Prima di fare lezioni di vita, bisognerebbe leggere il "fronte" e il "verso" di quello che si afferma. Il "fronte" è Tucci (magari), il "verso" è che una cospicua parte degli uomini specie di sinistra sono stati conniventi col fascismo, prima di accorgersi che non era più conveniente esserlo.

    Il "fronte" è che qualcuno ha tenuto un atteggiamento di basso profilo dopo il ’45 capendo la debolezza della propria posizione passata- Il "verso" è che qualcun altro cambiata la veste, "voltata la gabbana", si è messo poi a fare catone il censore a chi era come lui e lo fa ancora. Brutta cosa l’ipocrisia.

    L’Italia si basa su principi antifascisti. Atteniamoci a questi, per tutti. E’ troppo comodo farlo in modo selettivo, solo per chi vogliamo noi. Oppure si leggano i fatti anche nel loro contesto storico, che è quello che–in poche parole–la prof.ssa Garzilli sta dicendo, nel suo preciso ambito di competenza.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 2 mesi fa


  14. Poi…Se un deputato si indigna, ne ha facoltà: ma gli rammenterei che ci sono questioni più urgenti a cui pensare, se sono la democrazia e i principi di antifascismo e di libertà la sua comprensibilissima preoccupazione. C’è un oggi democratico in discussione e in pericolo: ad esempio un disegno di legge per impedire ai giornalisti di parlare di intercettazioni e per impedire e a chi indaga di effettuarle: mi concentrerei su quello, oltre che sulla storia, al posto suo.

    Forse non conviene oggi pestare i piedi a Berlusconi secondo certe persone, come nel 1938 non conveniva pestarle a certe altre. Ed è questa cecità di comodo che è pericolosa.
    E divertente vedere che chi si erge a censore sui giustissimi principi, che nessuno mette in discussione, del nostro passato e presente, non vede la trave nell’occhio della democrazia di oggi. Ma tutti teniamo famiglia, anche i deputati.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 2 mesi fa


  15. bellissimo spunto, caro stefano, da cui riparto volentieri

    buon stefano, senz’altro c’è ipocrisia in alcuni, quando alzano alti lai sulla piazzetta per tucci; ma l’ipocrisia nell’affermare un concetto, non distrugge, non invalida il concetto stesso;

    faccio uin esempio: giustamente il santo padre scaglia fulmini sinceri contro il grave peccato di chi insidia i fanciulli, e qualcuno reagisce affermando: ma come, proprio voi che avete al vostro interno questi disgustosi comportamenti, fate la predica agli altri?

    ma il santo padre, allora, non dovrebbe condannare questo immondo peccato, solo perchè alcuni fra i suoi subalterni lo praticano? secondo me fa bene, benissimo a condannarlo

    quindi, se uno afferma ad esempio che il tucci ha fatto malissimo a formare quel documento, questa affermazione, se valida, non è inficiata dall’ipocrisia di taluni giudicatori

    altro eempio: se il medico ti dice: stefano, non fumare che ti fa male, mentre lui si accedende una bella nazionale senza filtro, senza dubbio lui è incoerente, ma che fumare ti faccia male è vero, è vero lo stesso

    vedi, buon stefano, se qualcuno proclama una cosa giusta, hai ben ragione di far osservare che il proclamatore è un ipocrita magari, ma, la cosa giusta, rimane giusta

    il vecchio hegel ci ha insegnato, almeno a noi della vecchia europa, che con le contraddizioni dobbiamo convivere, sono annidate in ogni cosa, in ogni processo, non è forse la vita stessa incoerente, visto che ci porta, per eterogenesi dei fini, proprio alla morte?

    io accetto che una cosa sia giusta anche in un contesto sbagliato, senza tronfalismi, certo

    Scritto da diego, 4 anni, 2 mesi fa


  16. vorrei aggiungere: per le mie umillime conoscenze su tucci, ritengo che la sua lezione, il suo insegnamento, il patrimonio culturale che ha lasciato sono, al di là delle caratteristiche personali, al di là ed oltre le responsabilità dell’uomo tucci, un valore che va proprio nella direzione opposta del razzismo, in quell’invito a studiare e conoscere altri popoli e altre civiltà, altri patrimoni religiosi ed artistici, proprio per la consapevolezza implicita che la creazione umana, le sue opere anche atiche e lontane, richiamano l’unità fondamentale dell’uomo, della sua esperienza esistenziale, al di là d’ogni cultura, d’ogni civiltà; insomma per me tucci è l’opposto dell’angusto orizzonte d’un pensiero razzista; ma questo, ripeto, al di là perfino delle sue intenzioni personali

    certo, peccato che io non sia uno studioso, ma questo mi pare d’averlo colto dal lavoro della nostra ospite

    Scritto da diego, 4 anni, 2 mesi fa


  17. Concordo diego. Quindi il papa quando si dichiara contro la pedofilia ha chiesto o non ha chiesto recentemente che vengano condannati i preti pedofili daal giustizia normale?
    Ci siamo indignati o no, quando si cercava di usare due pesi e due misure (diverse) se in questi fatti era coinvolto un prete cattolico?

    Se ci indigniamo per Tucci, perchè nessuno si indigna per Guareschi?
    Se invochiamo, come deputati del PD, o stimate giornaliste, lo sdegno per una targa a Tucci, dove era lo stesso deputato (e noi tutti) quando dedicavano targhe vie e piazze a Guareschie a Fanfani…sottoscrittori dello stesso identico atto.

    Non ho detto che l’antisemitismo è bello (nessuno l’ha detto qua): ho detto che le persone che sono contro qualcosa per motivi giustissimi che comprendiamo tutti, e che sono fondanti la nostra democrazia, non possono soffrire di cecità selettiva e dimenticarsi di questi principi se riguardano gli amici, i compagni. Fo e Gaureschi ad esempio.

    Togliamo le vie a Guareschi, il Nobel a Fo, e le piazze a Fanfani, poi anche indignamoci per Tucci, casomai (mi sembra che ci siano cose più preminenti al momento però).
    Il deputato presunto o vero che scrive sul blog a Enrica pieno di indignazione per Tucci, dovrebbe ricordarsi–come dicevi giustamente tu–che i principi veri restano veri anche se le persone ci sono simpatiche. Le vie a Guareschi e Fanfani sono un oltraggio alla memoria degli ebrei morti, se il principio di cui parliamo è quello.

    L’ipocrisia è nella richiesta e nell’indignazione selettiva. Una indignazione molto comoda diciamo.
    Si chiede di applicare rigorosamente le leggi per i nemici. Di "interpretarle" per gli amici. Nè io nè te concordiamo, io credo, con questi sistemi…

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 2 mesi fa


  18. Premetto che sono agli antipodi come posizioni dalla Garzilli e dai commentatori, per cui seguo solo come lettore un po' per stima della titolare che ho incrociato per caso su un altro blog e un po' per masochismo. Per una volta mi permetto di commentare. Sulla questione degli intellettuali italiani durante il fascismo si è tornati a parlare in questi giorni sulla stampa per il ritrovamento di nuovi elenchi di pagamenti del regime, ma più in generale da appassionato di letteratura io penso che ciò che conta e resta di un intellettuale sono le sue opere. Tutto il resto, le idee politiche, i gusti sessuali, la vita privata, ha un valore biografico e di semplice curiosità, ma nessun peso sulla valutazione generale. Per stare al campo che conosco meglio, Celine era un antisemita, Hamsun un filonazista, Mann forse un pedofilo, Tolstoj un pessimo marito, Dostojevskij uno che faceva debiti in mezza Europa e scappava. E allora? Di Tucci nulla so se non quanto letto qui, ma il suo coinvolgimento con il regime non intacca minimamente il valore delle sue ricerche e la reazione suscitata dall'avergli intitolato una via la dice lunga sul conformismo e sull'ipocrisia della cosiddetta intellighenzia nostrana. Ma qui mi fermo prer non entrare in un campo minato che mi porterebbe ad irritarvi e a irritarmi. Mi scuso per l'intervento che garantisco non si ripeterà

    Scritto da kalz, 4 anni, 2 mesi fa


  19. stefano, concordo in pieno. L’ipocrisia è una gran brutta cosa e anche essere voltagabbana. Una cosa si può dire chiara e forte: Tucci fu sempre coerente, cioè uomo di destra, anzi, anticomunista.

    Diego, hai ragione pure tu: Tucci era una cosa e il suo opposto, in tutti i campi. L’unica cose fissa che ebbe erano l’amore per la scienza e le sue ricerche, le esplorazioni, l’arte e in politica, l’anticomunismo.

    Eppure fu luic he stabilì le prime relazioni diplomatiche fra Italia e Cina, agli inizi degli anni Cinquanta!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  20. Kalz, grazie del tuo commento ("per masochismo"? sei certo che qualcuno ti cassi, qui?).

    Stai sollevando una questione molto interessante e ben nota agli storici.

    Da una parte hai ragione da vendere, la vita personalissima e privata non conta, o solo marginalmente, a livello aneddotico. Dall’altra, quando le scelte nella vita privata influiscono pesantemente sulle scelte sociali, sul mondo, sugli altri–e Tucci era molto famoso fino agli anni Settanta, ma specialmente negli anni Trenta-Cinquanta, quando andava spessissimo sui giornali, le sue imprese venivano raccontate e strombazzate, scriveva lui stesso, veniva intervistato, e teneva conferenze molto seguite, centinaia di persone a volta -, dicevo che quando le scelte di un intellettuale famoso pesano sulle scelte degli altri, fanno consenso, perché lui era sempre additato come un mito culturale, un eroe delle esplorazioni e così via, allora mi chiedo se tutto questo non conti.

    Certo, non conta sulla sua opera, se non che fece carriera grazie alla sua genialità ma anche grazie al supporto del regime.

    Tanto più certo che non conta adesso, quando quello che rimane di lui, le sue opere, sono la cosa grande che ha lasciato.

    E, oltre tutto, pare che Marx trattasse malissimo sua moglie! E Gandhi vendette, per finanziarsi le sue campagne, l’unica proprietà intoccabile delle donne del tempo, cioè i gioeilli e i sari della moglie Kasturba. Poi le chiese perdono perché proprio non si fa, ma lo fece. Anche se niente è uguale all’Olocausto. Ma noi sappiamo che ci fu, ma lui?

    E comunque ora rimane di lui l’opera, che è quello che conta, e le nuove ricerche a cui lui ha dato inizio. Ha fatto avanzare la scienza, questo è quello che conta adesso. Penso proprio che uno slargo lo meriti!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  21. Uno studioso, un artista, un individuo, pur con i suoi tanti difetti dovrebbe essere valutato e ricordato per gli studi e il lavoro che ha fatto o che fa e non per quello che "ha creduto" e per le sue idee politiche in passato. Ricordo che, neanche tantissimo tempo fa, trovandomi ad entrare in una chiesa con un amico, un signore amico di questi mi disse, serioso, tra la nostra l'incredulità: "entrare in una chiesa con un pullover rosso non è tanto opportuno", (perchè nella sua mente faceva tanto comunista). Voglio dire che oggi molte delle anime belle che si dicono illuminate e di sinistra nel passato condividevano molte delle teorie ed opinioni "fasciste" poichè allora, anche dopo il fascismo, era sia "politicamente corretto" e conveniente socialmente (poichè la persona perbene "doveva" pensarla in un certo modo) sia perchè effettivamente c'era una scienza che in alcuni casi giustificava e avallava un certo modo di pensare, indottrinando le persone sin da piccoli. Ma poi la nuove ricerche scientifiche correggono, smentiscono o completano quelle precedenti. A proposito: vorrei aggiungere anche al lungo elenco che è stato fatto che c'è qualche strada (tra le quali credo pure a Roma) intestata anche a Cesare Lombroso. Allora che si fa, la togliamo?

    Scritto da q.e., 4 anni, 2 mesi fa


  22. q.e. sì certo, anche Lombroso!

    Il punto forse è che il fascismo è ancora una nota molto dolente, molti ancora lo ricordano, e infatti anche Giovanni Gentile, che ha strade intitolate in mezza Italia, non ha neanche uan viuzza nella sua città, Firenze. O forse, come dice Stefano, è solo ipocrisia.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  23. Scopro oggi il network della Garzilli (cui notifico il mio entusiasmo per il tutto), ma non posso evitare di dire la mia sulla questione.

    Mi si permetta però di contestualizzare il tutto introducendo intorno al Tucci 3 personaggi apparentemente non collegati: Pio Filippani Ronconi, Franz Altheim e Raimondo Vianello. Non sgranate gli occhi, vado a spiegare perché questa associazione.

    Pio Filippani Ronconi–le cui esequie si sono svolte lo scorso 10 febbraio–era orientalista e storico delle religioni. Già docente dell’istituto universitario l’Orientale di Napoli, ebbe anche l’onore della laurea Honoris Causa presso l’università di Teheran in Scienze dell’Islam. Lo stesso fuoco di fila che si è svolto in questi giorni contro Tucci, si è svolto contro Ronconi (che nel suo cursus honorum poté anche vantare di essere stato letteralmente "lanciato" lungo tutte le scale della facoltà dagli occupanti sinistrorsi) alla sua morte. Motivo: Ronconi aveva militato nella legione SS italiana dopo l’8 settembre del 43. è bene specificare che Ronconi fu anche uomo dei Servizi Segreti della Repubblica, e rappresentanti degli stessi erano presenti alle esequie. D’altronde chi è dell’ambiente, sa in tutta tranquillità che i Servizi, anche oggi, tendono a reclutare per ovvi motivi gli orientalisti.

    Franz Altheim, accademico tedesco. In Italia non viene pubblicato, fatta eccezione per il suo Deus Invictus edito da Mediterranee. Per capirci, Altheim è una sorta di Franz Cumont meno storico religioso e più storico universale. La sua ricerca si basò principalmente sulla koiné mediterranea tardo antica intesa come rapporti tra impero romano ed oriente antico. Ci si può chiedere perché vede la propria opera di così limitata pubblicazione in Italia. è presto detto: era un uomo dei servizi segreti del Terzo Reich.

    Raimondo Vianello, di cui poche settimane or sono tutta l’italiota nazione ha pianto la scomparsa, celebrandolo attraverso commoventi panegirici su tutte le testate giornalistiche, menzionando tutta la sua vita e tutti i suoi pregi. Curiosamente, nessuno si è ricordato che Vianello, l’8 settembre, scelse di stare coi fascisti della Repubblica di Salò.

    Mi sovvengono a dire il vero anche le polemiche contro i presunti pensieri politici destrorsi di accademici del calibro di Eliade e Dumezil.

    Ciò che intendo dire è quindi questo, che l’episodio di Tucci è solo l’ultimo di una lunga serie che usa due pesi due misure (la collusione col fascismo pesa per Tucci e Ronconi, non per Vianello o Scalfaro o gli altri citati circa la firma dei manifesti): un fuoco di fila che non intende attaccare Tucci in sé, ma–ben più grave–un intero settore della cultura accademica. Un settore che, risulta ovvio, coincide–a ben guardare–con settori dell’apparato statale e con formazioni personali eticamente e filosoficamente "diverse" di certo dalla cultura 68ina che ancora regna massicciamente in molti nostri atenei, o di certo non favorevole al turbocapitalismo e al neoliberismo sul piano della "mediocrizzazione" della cultura.

    Scritto da Alessandro, 4 anni, 2 mesi fa


  24. Alessandro, Filippani- Ronconi è stato il mio padrino scientifico, è lui che mi ha fatto pubblicare i primi due libri con l\’Istituto Universiario Orientale di Napoli, due edizioni critiche e prime traduzioni originali dal sanscrito di testi alto medioevali filosofici e poetico-filosofici, quindi lo conosco benissimo. Mi chiamava, con mio sommo scorno, \"uomo di scienza\"!

    Era un grande e una persona assai colta, era un uomo perbene e dava senza chiedere in cambio (cosa che ora non fanno più), ma arruolarsi volontario nelle SS tedesche è stato secondo me un grave errore. Specie perché lui mi disse di averlo fatto per dispetto! Come si fa a fare una cosa così grave per dispetto?

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  25. ps Anche Dario Fo divenne repubblichino, eppure ha vinto il Nobel.

    Sulla mediocrizzazione della cultura io la chiamo democratizzazione: diventa più accessibile, diventa per tutti, e il livello si abbassa: è inevitabile.

    Ma tanto chi deve spiccare prima o poi spicca uguale, non preoccuparti.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  26. Io non ho avuto la fortuna di conoscere il Ronconi, pur tuttavia, permettimi di rispondere alla tua domanda

    "Era un grande e una persona assai colta, era un uomo perbene e dava senza chiedere in cambio (cosa che ora non fanno più), ma arruolarsi volontario nelle SS tedesche è stato secondo me un grave errore. Specie perché lui mi disse di averlo fatto per dispetto! Come si fa a fare una cosa così grave per dispetto?"

    In considerazione delle decorazioni presenti alle esequie sul feretro, non credo che il Ronconi si fosse arruolato "per dispetto". E’ un discorso estremamente ampio e che non può essere affrontato in toto in questa sede, perché genererebbe la solita baruffa politica, e a me personalmente la moderna politica non interessa.

    Mi limito quindi ad affrontare il discorso da un punto di vista misto tra una blanda "filosofia della storia" e una altrettanto superficiale (in questa sede) "antropologia militare", o se vogliamo polemologia.

    Bisogna partire da un presupposto: in guerra non esistono buoni e cattivi. Esistono solo vinti e vincitori. I criminali di guerra sono da entrambe le parti, non solo da una. Ma in questo, ai contemporanei, le guerre balcaniche non hanno insegnato nulla (forse perché pochi, come il sottoscritto, hanno avuto modo di gettare il proprio sguardo nelle profonde ferite di quella terra, che non sono di certo solo ferite inflitte dai serbi).

    C’è, prima di tutto, da saper ammettere un punto: l’Italia fu letteralmente gettata in una guerra civile. Gettata dagli alleati, ma anche e soprattutto da una classe dirigente fatta da incompetenti e volta faccia, che ha generato l’attuale. Fu fatta l’Italia nel risorgimento, ma gli italiani, e soprattutto i politici italiani, non furono mai fatti.

    Si poteva certo, scegliere di cambiare schieramento, ma lo si doveva fare in modo diverso.

    Il Ronconi fu Granatiere del Primo Reggimento Granatieri, dove anche il sottoscritto, oramai quasi 10 anni fa, ebbe il privilegio di servire (di servire cosa, ancora oggi mi chiedo…). Paradossalmente, mentre alcuni come il Ronconi, dopo l’8 settembre, si schierarono coi tedeschi, altri suoi commilitoni del Primo morirono a Porta San Paolo per difendere Roma dai teutonici ex-alleati.

    Oggi la caserma del reggimento è intitolata al Generale Gandin. Gandin era il comandante della divisione Aqui, quella massacrata dai tedeschi a Cefalonia (di cui al film "il mandolino del capitano Corelli").

    La storia, talvolta, è curiosa. Gandin e la sua divisione presero le armi contro ufficiali tedeschi con cui, il giorno prima, scherzavano al circolo ufficiali. Per questo oggi politicamente sono degli eroi. Ma si concorderà con me che se io oggi prendo un caffè con un collega e domani lo scanno, umanamente non sono un granché.

    Ronconi, come altri, scelsero la parte avversa. Dobbiamo capire che in quel momento, di fronte ad una classe dirigente che si era ammutinata e letteralmente era fuggita con il savoiardo in testa, rimanere con l’Italia che era rimasta fedele ad un patto, era la cosa più ovvia.

    Ronconi può essere criminalizzato per questo? Io credo di no. L’Italia era in una guerra civile. Rileggiamo–prima di lasciare giudizi che, di fatto, non ci competono- la storia.

    Furono gli stessi americani (Eisenhower) a dire che le modalità di spostamento dell’Italia da uno schieramento all’altro ne denunciavano l’incapacità politica e la totale inaffidabilità.

    Furono gli stessi americani a prelevare personaggi del calibro di Valerio Junio Borghese e a rispedirli in Italia a tempo debito.

    La storia, spesso, non va letta sui libri. Va letta attraverso le testimonianze dirette e non ufficiali. Così, si scoprirebbe che non sempre i criminali erano tedeschi. Talvolta erano francesi, altre algerini, americani, inglesi, perfino italiani.

    La stessa ignoranza con cui oggi si condanna l’islam in toto, è quella con cui si condannano in toto tutti coloro che fecero una scelta che oggi è facile non approvare, ma che li, nel momento stesso del crollo, bisognava fare con un coraggio che oggi–te lo assicuro–pochi avrebbero, conoscendo l’inconsistente pastafrolla con cui sono fatti i giovani.

    Poco prima si diceva che l’aneddotica non rende la grandezza di un accademico. Forse dovremmo rigirare la questione. Forse dovremmo chiederci perché, se grandi personaggi hanno intrapreso determinate scelte che a noi sembrano errate, non sia la nostra concezione della storia ad essere parzialmente errata.

    Scritto da Alessandro, 4 anni, 2 mesi fa


  27. Alessandro, ripeto, lo conoscevo molto bene, andavo spesso a casa sua e così via. L’ho anche intervistato più volte per il mio ultimo libro.

    Lui mi disse che lo fece "per dispetto e per protestare contro il tradimento degli italiani", come per protesta contro la chiesa cattolica, che ammise gli annullamenti del matrimonio della Sacra Rota, divenne cristiano ortodosso (lui e la sua famiglia).

    Non l’ho detto a caso. Mi attengo a quello che lui diceva spesso.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  28. "per dispetto e per protestare contro il tradimento degli italiani"

    concorderai con me che comporta un concetto più specifico di

    "averlo fatto per dispetto"

    Comporta per la precisione la nozione di "tradimento" che non è poca cosa nell’esprimere una concezione non poco importante in una scelta simile.

    Tu hai chiesto "come si può fare una cosa così grave" "per dispetto". Domanda che non è più lecita se il "dispetto" è a fronte di un "tradimento". Cosa che ho spiegato nel mio precedente intervento.

    Insomma, non credo il "dispetto" sia interpretabile come "dispetto bambinesco" ma piuttosto come "dispetto ben ponderato".

    Da ritenersi ben ponderato–secondo me–a fronte dei dilemmi da me esposti nell’intervento precedente.

    Scritto da Alessandro, 4 anni, 2 mesi fa


  29. non credo ben ponderato, faceva molte cose per "andare contro". Certo, in qualche modo ci credeva, ma era un uomo che amava scandalizzare e stupire e in questo rientravano anche le sue scelte.

    Cosa stupida ma molto esemplificativa: uan sera a cena, saputo che ero vegetariana da 17 anni ha ordinato il riso con lo stinco di maiale. Ecco, era un "dispetto". O una provocazione, come vuoi metterla tu. Era l’incarnazione vivente della sua protesta antiborghese.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  30. l’"antinomia" non può essere ben ponderata?

    Eppure poco più sotto scrivi "era l’incarnazione vivente della sua protesta antiborghese".

    Non posso che credere che la "protesta antiborghese" e probabilmente anche "antimoderna" di Ronconi fosse assolutamente ben ponderata.

    Non si può leggere sempre Don Chisciotte come un mero idealista. Talvolta va letto come exemplum nel senso più romano del termine.

    Scritto da Alessandro, 4 anni, 2 mesi fa


  31. non credo ben ponderata, anzi, molto istintiva. Lui era tutto e integralmente così. Non doveva neanche pensarci. Era un tutt\'uno con essa.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni, 2 mesi fa


  32. "era un tutt'uno con essa". Credo che tu - volente o nolente - abbia espresso l'immagine magnifica di una coscienza che andava ben al di là, tanto per esperienza di vita quanto di spirito - del mero "ben ponderare" logico.

    Scritto da Alessandro, 4 anni, 2 mesi fa


  33. Credo che la signora Gilda Tucci abbia detto la cosa più sensata che si potesse dire. Non posso che esprimere la mia personale solidarietà a lei. Al suo posto sarei altrettanto indignato.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 2 mesi fa


  34. Scusate la (tardiva) intromissione. A mio modestissimo parere un uomo di cultura dovrebbe essere valutato per quanto è riuscito a propagandare cultura, ossia quanto è riuscito a far crescere il sapere nel panorama culturale in cui opera. Per questo motivo Giuseppe Tucci, uno dei maggiori orientalisti della storia, ha tutti i diritti di vedere riconosciuta la sua vita di uomo di cultura, sia attraverso l'intitolazione di una strada, sia attraverso le molteplici iniziative che, nel mondo, sono ispirate alla sua vita ed alle sue opere. Se, oltre a ciò, un uomo di cultura è tanto intelligente da sfruttare la politica per i suoi scopi, e non a farsi asservire da essa, cosa che fanno molti "intellettuali" blasonati dei nostri giorni, tanto di cappello… Mi dispiace che la comunità ebraica si risenta per l'intitolazione a Tucci di "qualsiasi cosa", ma trovo il tutto francamente anacronistico… Mi verrebbe da rispondere citando Alberto Sordi nel "Marchese del Grillo", quando rivolgendosi ad Aronne Piperno, falegname ebreo vittima di un suo raggiro, gli dice:"Perché tu sei giudìo, ed i tuoi antenati falegnami misero insieme la Croce che crocifisse Nostro Signore… Posso esse' ancora un po' inc…to per questo?" Buona vita a tutti

    Scritto da Luca Mancini (biblioteca Tucci di San Polo), 4 anni, 1 mese fa


  35. Ahah Luca, ben detto. Scusami la tardiva risposta, ma è proprio vero: di Tucci rimane l'opera, e che opera! Il suo passato da fascista è passato, come lui del resto, ma l'opera rimane e fruttifica. Questo conta.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni fa


  36. Gentile Enrica Garzilli Questo commento è poco attinente all'attuale argomento ma non sapevo come contattarla in modo diverso… Sono un insegnate di italiano e latino nel Liceo e sto reperendo materiale per approfondire la conoscenza dell'orientalista e geologo Giuseppe de Lorenzo; ho visto che si parlava di lui in un intervento (un po' datato) del blog Mussolini=Buddha (tra parentesi segnalo che il pezzo su Mussolini-novello Buddha è stato sapientemente espunto dal Nostro nelle riedizioni successive dell'intervento). Ho pensato che sarebbe stata (le dò del lei per mantenere il carattere formale della richiesta ma lei potrà rispondermi col tu) tanto gentile da segnalarmi se possiede qualche testo, lettera, o se potesse fornirmi qualche indicazione di studio originale su De Lorenzo in base alle sue esperienze di ricerca. Per completezza le fornisco qualche indicazione sul punto a cui sono arrivato: ho reperito e letto diversi volumi originali di De lorenzo; ho individuato vari articoli in rivista tratti da siti tipo "Open Library" et similia (Flegrea, Il Marzocco, Nuova Antologia); mi mancano gli interventi "Gerarchia" (che credo siano i più importanti) e ogni comunicazione o lettera. Resta inteso che se dovesse essere utile qualche materale su De Lorenzo - anche a tutti coloro che potranno leggere l'intervento - io resto a disposizione. ogni aiuto sarà gradito! Luigi Beneduci

    Scritto da Luigi Beneduci, 4 anni fa


  37. [...] sapete Tucci è stato un grande intenditore di arte buddhista, specie tibetana, e un grande collezionista. Si [...]

    Scritto da Mostra di arte orientale Il Fondaco di Brera, Milano » Giuseppe Tucci, 3 anni, 3 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.