Medio Oriente, come ti faccio la guerra per riportare la pace

soldati israelianiLa marina israeliana assalta nella notte una nave turca della Freedom Flotilla con a bordo volontari delle ong internazionali diretti verso la Striscia per portare aiuti umanitari ai palestinesi. Nove turchi uccisi, fra le vittime molti arabi. (La Repubblica)

Timesonline informa che i sottomarini di Israele equipaggiati con missili cruise sono stati stazionati nel Golfo vicino alle coste iraniane come deterrente, ma sono pronti ad agire contro “chiunque vuole compiere qualcosa di male nel Golfo di Persia”.

Come si fa a rimanere indifferenti davanti agli enormi fatti successi? Come si fa a non biasimare la politica americana che appoggia Israele sempre e in ogni modo, grazie alle potenti lobby ebraiche al governo e nei centri della finanza e della cultura?

A scanso di equivoci, quello che penso l’ho detto in Note sull’antisemitismo, Hitler, Karl Haushofer, Mussolini e The New York Times.

Forse quando Obama faceva le sue dichiarazioni programmatiche, che avrebbe ricercato la pace in Medio Oriente in modo aggressivo, intendeva questo: fare la guerra anche ai pacifisti per portare la pace.



Commenti

  1. Prima anch'io la pensavo come te, ma ora sono convinto che Israele abbia fatto bene. Certo, il politically correctness ci obbliga a non dirlo, ma è bello, in fondo, sapere che c'è qualcuno che ha deciso di armarsi, di rischiare in proprio, criticato da tutti, solo baluardo nel mondo contro l'estremismo musulmano. Quell'estremismo che pure nelle nostre città si denota in mille forme: nello sguardo libidinoso delle palandrane nei confronti delle ragazze un poco scosciate, che poi tramutano in una smorfia che denuncia la nostra immoralità alla luce dei loro occhi. Quelll'estremismo che traspare pure negli occhi gonfi di rabbia e di voglia di ribellione delle donne velate, maltrattate e uccise perché debbono essere sottomesse violentemente ai mariti. Il coraggio di Israele, che manda i suoi figli a morire per la nostra libertà è lo stesso coraggio delle tante Hina Saleem e dei Theo van Gogh, che nel silenzio e nell'indifferenza dell'occidente molle e pigro combattono contro una superstizione barbara e violenta, che nel frattempo si sta costruendo la bomba e si prepara a spedirci tutti nell'olocausto nucleare per accelerare l'avvento del Mahdi.

    Scritto da Shemàistrael, 1 anno, 11 mesi fa


  2. Il punto, caro amico anonimo, è che Israele manda a morire i suoi figli per se stesso, non per noi. Per conquistare territori. Per controllare il Golfo e così via.
    Cos'è stazionarsi davanti all'Iran se non una provocazione?

    E tantomeno per combattere l'estremismo islamico.

    A parte che, se leggi qualche volta questo blog, anche sul mandare a morire non sono d'accordo, sia da parte di Israele sia da parte degli arabi o dei musulmani (e tantopiù se è fatto così e per il poco nobile motivo della fame di terre).
    Non è una questione di politically correct o no.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 11 mesi fa


  3. Quanto a Hina, ho scritto proprio qui su di lei. E' il mio modo di protestare in pubblico, non vedo tanta indifferenza ma solo, purtroppo, tanta retorica demagogia.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 11 mesi fa


  4. Shemàistrael,

    al di là delle considerazioni retoriche su ciò che sia o non sia un baluardo che ci protegga dagli estremismi religiosi (per inciso, a mio sommesso parere nessuna delle religioni abramitiche ha mancato di dimostrare di essere capace di azioni sanguinose in asserita difesa delle proprie credenze, né si può dire con certezza che sia immune dal ripeterli) la questione oggettiva dal punto di vista umano–e, se vogliamo, del diritto internazionale–sta in questi termini: quale diritto ha lo stato di Israele di controllare e di impedire con la forza l'accesso alle acque territoriali della striscia di Gaza?
    La questione è di non poco conto poiché la presenza o l'assenza di legittimità di tale controllo dal punto di vista del diritto internazionale fa la differenza tra un uso legittimo della forza e un atto di guerra non provocato compiuto ai danni della nazione di bandiera delle navi attaccate.

    Scritto da Calgacus, 1 anno, 11 mesi fa


  5. @Calgacus Secondo varie e non minoritarie interpretazioni del diritto internazionale, Israele ha diritto di fare quello che fa. L'occupazione forse sarebbe illegale sulla base della Quarta convenzione di Ginevra. Ma Israele argomenta che tale atto non è vincolante per il caso a quo, dal moemnto che si riferisce esclusivamente a territori già dotati di sovranità statale poi occupati. Ora, Gaza non è un'entità statale, e non ha sovranità; sicché secondo Israele la convenzione non si applica. Inoltre, i legali istraeliani hanno argomentato che l'assedio sarebbe legittimo anche alla luce del fatto che da quando Hamas ha preso controllo di Gaza, con i sanginari attacchi missilistici sulle città isrealiane, l'ANP ha perso il controllo della stessa, sicché anche quel minimo residuo di sovranità statale che aveva, tale da renderla marginalmente assimilabile ad un'entità statale si è dissolto, e Gaza è stata così declassata a mera entità ostile. Quindi, in assenza di obblighi giuridici, rientra in gioco il diritto all'autotutela (che comunque essendo fonte consuetudinaria è gerarchicamente sovraordinata anche alla Convenzione di Ginevra), che è diritto internazionale consuetudinario e comunque codificato pattiziamente nell'art. 51 della Carta ONU.

    Scritto da Shemàistrael, 1 anno, 11 mesi fa


  6. Shemàistrael,

    non arrampichiamoci in argomenti che esulano dall'episodio che stiamo commentando: il fatto che–a tuo dire–secondo varie e non minoritarie interpretazioni del diritto internazionale, Israele ha diritto di fare quello che fa, è un'asserzione troppo generica per il fatto che ci occupa oggi, per il quale non mi pare i giuristi si siano ancora pronunziati.

    Il quesito è assai semplice: le acque antistanti Gaza di chi sono?

    Israele ha attaccato una nave turca ed altre navi non israeliane in quelle acque, l'atto compiuto oggi può essere legittimo solo se avvenuto in acque territoriali israeliane e solo se giustificato dal diritto internazionale, dato che è il territorio turco che è stato violato, non quello di Gaza.

    Se le acque appartegano o no a Gaza, è irrilevante ai fini dell'illegittimità di quanto compiuto oggi.

    Scritto da Calgacus, 1 anno, 11 mesi fa


  7. al di là di acque internazionali, di diritto internazionale ecc, ma stiamo parlando di un attacco avvenuto alla flotta di aiuti umanitari?!!ma scherziamo?ci sono persone che sono morte per aiutare altri e qui si parla di bandiere?ma il diritto alla vita?il dirtto di poter aiutare senza rimetterci la propria pelle?

    Scritto da sole, 1 anno, 11 mesi fa


  8. Istrael, tu scrivi che "i legali istraeliani hanno argomentato": e che dire se si ascoltassero i legali arabi, palestinesi, iraniani o altro?

    Ognuno lavora pro domo sua e la legge è un perfetto strumento per i governi e un perfetto esempio di interpatazione della legalità. E anche le varie convenzioni UN, infatti la "guerra presentiva" in Iraq, a ben vedere, non era legale né contemplata dal diritto internazionale.

    Ti porto un esempio, il Nepal: nel 2002 venne Colin Powell e dichiarò terrorisi i maoisti (e seguirono quasi tutti i paesi occidentali), in primis i due capi storici e la moglie di uno di essi, in testa fra i ricercati dell'Interpol.

    Nel 2005 i Maoisti, sempre ancora terroristi, sono entrati in una coalizione di governo; nel 2008 il capo maoista Pracanda è diventato primo ministro. Riconosciuto dai governi, per i quali era ancora ufficialmente terrorista.

    La legge internazionale e l'atteggiamento dei governi cambiano a seconda del comodo. La legge si piega. Come si dice: fatta la legge trovato l'inganno.

    I legali di Israele poi vuoi che lavorino pro Palestina?
    Quello che mi consola è che in Israele c'è una larga fetta di opinione pubblica, specie i giovani e molti intellettuali, che pensano che la politica di Israele sia inutilmente aggressiva.
    Non ci sarà mai pace, così.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 11 mesi fa


  9. Calgacus, la nave era di NGO! Questo conta, e questo è non etico e penso anche contro ogni diritto.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 11 mesi fa


  10. Sole, leggo adesso. Appunto.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 11 mesi fa


  11. Prima anch'io la pensavo come te, ma ora sono convinto che Israele abbia fatto bene. Certo, il politically correctness ci obbliga a non dirlo, ma è bello, in fondo, sapere che c'è qualcuno che ha deciso di armarsi, di rischiare in proprio, criticato da tutti, solo baluardo nel mondo contro l'estremismo musulmano."

    Non so cosa tu definisca "estremismo musulmano" ma ti assicuro che in occidente abbiamo estremismi molto peggiori. Certo, un nemico bisogna pur trovarlo. Stalin ebbe a dire–parafrasandolo–"dai al popolo un nemico e farà per te quello che vuoi". Ecco, lui ai russi diede il nazismo, gli americani a noi hanno dato prima l'URSS e adesso l'islam. Sic!

    "Quell'estremismo che pure nelle nostre città si denota in mille forme: nello sguardo libidinoso delle palandrane nei confronti delle ragazze un poco scosciate, che poi tramutano in una smorfia che denuncia la nostra immoralità alla luce dei loro occhi. Quelll'estremismo che traspare pure negli occhi gonfi di rabbia e di voglia di ribellione delle donne velate, maltrattate e uccise perché debbono essere sottomesse violentemente ai mariti."

    Sono basito da tanto qualunquismo. Dico, ci sei mai stato in qualche paese islamico o ti sei letto la biografia di Calderoli? Perfino Urbano II prima di dichiarare la crociata aveva una visione più realistica dell'islam.

    Però hai ragione su una cosa: mandiamo a quel paese il politically correct. Quindi, tolto il politically correct, mi perdoni la detentrice del blog, ma posso dirti che quanto hai scritto finora denota uno dei più grandi problemi della civiltà (eufemismo) occidentale di oggi: l'ignoranza, la cecità. E ti assicuro, è un nemico ben peggiore di feticci propagandistici quali l'islam dipinta dagli yankee.

    "Il coraggio di Israele, che manda i suoi figli a morire per la nostra libertà è lo stesso coraggio delle tante Hina Saleem e dei Theo van Gogh, che nel silenzio e nell'indifferenza dell'occidente molle e pigro combattono contro una superstizione barbara e violenta, che nel frattempo si sta costruendo la bomba e si prepara a spedirci tutti nell'olocausto nucleare per accelerare l'avvento del Mahdi."

    Le superstizioni sono date dall'ignoranza. L'islam invece ha una tradizione culturale che tu, dal tuo divano da cui segui la propaganda televisiva, neanche puoi immaginare. Al contrario, puoi pensare che una Hina Saleem sia la martire per la libertà e la democrazia, cosa che invece NON era. Però hai ragione, la superstizione barbara è quella islamica, e il pericolo nucleare viene proprio dall'Iran, non dalle decine di testate israeliane (sic!).

    Comunque, tornando in tema: l'assalto (mal condotto) degli israeliani. Ammetto che mi ha lasciato un po' basito. Certo, mi sconvolge ancor di più la debole reazione internazionale. Sintetizziamo: Israele manda in giro l'esercito per il Libano, il Mossad a scannare gente dove capita (tipo negli Emirati Arabi, con gli agenti camuffati da europei), la marina in acque internazionali, e si parla ancora di "diritto internazionale" non violato?

    Mi sa che bisogna dare una ripassata alla lunga lista di risoluzioni ONU regolarmente infrante dal paese in questione….

    Scritto da Alessandro, 1 anno, 11 mesi fa


  12. Alessandro, a fronte delle deboli reazioni internazionali contro Israele c'è la condanna di oggi del Papa! Pensa tu.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 11 mesi fa


  13. Non mi stupisce in realtà. Giuseppina sedicesima, da buon inquisitore, è dotato di lungimiranza politica. Non mi stupirebbe se vedesse di buon occhio un avvicinamento ulteriore della Turchia alla UE, soprattutto in un'ottica decennale di riavvicinamento e riunificazione con la chiesa orientale… Si veda viaggio a Cipro e il chiamare i musulmani "fratelli".

    Scritto da Alessandro, 1 anno, 11 mesi fa


  14. Beh, l\'entrata della Turchia nell\'UE sarebbe utile anche a noi, ma vedi che sono anni che hanno promesso ma non hanno mai mantenuto di modificare alcune questioni interne, tipo il rispetto di alcuni diritti fondamentali, la questione del genocidio armeno e così via.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 11 mesi fa


  15. Credo che l'entrata della Turchia in Europa–culturalmente–sarà possibile quando si smetterà di leggere la storia in base ad una dicotomia oriente-occidente.

    A me non piace parlare di "utilità". Preferisco dire che la Turchia, ottomani o no, islam o no, è intrinsecamente europea. Credo anche che così come i musulmani convivevano pacificamente nella Sicilia federiciana, possono farlo anche in una Turchia europea. Anzi, sostanzialmente già lo fanno.

    Credo anche fermamente che determinati processi, tipo l'appianare le questioni armene e cipriote, sarebbero più semplici da dirimere una volta accettata la questione dei tratti in comune con la Turchia in quanto paese europeo.

    Scritto da Alessandro, 1 anno, 11 mesi fa


  16. Non ti piace parlare di utilità e il termine è brutto, concordo, ma credi che la Turchia voglia entrare, e l'UE ci stia pensando da anni, per motivi umanitari o utilitaristici?

    Comunque dissento, la Turchia è intrinsecamente un ponte fra Oriente e Occidente. Non è europea, non è orientale, è entrambe e allo stesso distinta. E' un ponte cona ls ua cultura e le sue specificità (per esempio l'esercito e il ruolo fondamentale che ha nella vita anche culturale del paese).

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 11 mesi fa


  17. Il fatto che la UE si basi su meri termini economici testimonia il fatto che il tutto si basa su termini utilitaristici. Infatti ho specificato che parlavo in ambito culturale, ambito che nella UE è più che mai diviso, e quindi siamo ben lontani dal tipo di unità che una persona come il sottoscritto può auspicare.

    Concordo sul tuo dissentire, ma in tal senso si viene a chiudere il cerchio: bisogna cominciare a leggere la storia non in base a delle dicotomie, ma a delle sintesi (che non devono affatto sopprimere le specificità di ognuno, come avviene nella moderna globalizzazione, ma al contrario esaltarle). La Turchia è una sintesi/ponte come tu hai accennato.

    Scandalizza che una sintesi/ponte tra culture quale è anche il nostro paese, sia ad oggi ancora insensibile di fronte a tali "incroci" culturali.

    Scritto da Alessandro, 1 anno, 11 mesi fa


  18. isdraele è stato ultra sanguinario prende ciò che vuole con la forza. è ammissibile che piangano i loro caduti ma ne fanno una lagna senza fine molti popoli hanno subito molto di più piangendo meno sono sessantanni di piagnistei, ci sono popoli che quando piangono i loro caduti e loro festeggiano con i carnefici, festeggiano lo sterminio di un popolo orgoglioso fino al punto di lasciarsi sterminare senza piagnucolare, ovviamente parlo di quel meraviglioso popolo che chiamiamo con disprezzo Pellerossa (ma io no, io li amo), anche perche questi non hanno un Dio a gettoni un Dio da pagare per avere ascolto, grazie e miracoli, tutto a pagamento. leggendo quanto scrivete ho capito che secondo voi e giusto imporre la propria volontà magari con la forza, quel popolo era lì da prima e ora reclame un diritto si accontentano anche parziale. i stati nemici non devono avere armi atomiche sarebbe giusto che non le avesse nessuno ma il diritto di uno è il diritto di tutti

    Scritto da Lisetti Mariano, 1 anno fa


  19. [...] Gaza, non stupiamoci troppo di quello che è successo a Vittorio Arrigoni. Evidentemente accadono cose terribili, e sotto gli occhi del mondo. [...]

    Scritto da Gaza, quando Israele nega la vita ai bambini | Orientalia, 12 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.