It's still Eurozone, isn't it?

EurozoneE’ appena uscito un bel report sull’economia europea dello Stratfor Global Intelligence, un settimanale di geopolitica internazionale, intitolato Germany, Greece and Exiting the Eurozone di Marko Papic, analista del continente euroasiatico e Associate Director all’European Union Center of Excellence dell’Università del Texas ad Austin, Robert Reinfrank, docente alla Southern Methodist University in Texas e Peter Zeihan, anche lui analista allo Stratfor.

L’articolo rimarca la forza finanziaria e produttiva della Germania e i problemi delle nazioni del sud, incluso l’Italia. Il nodo gordiano è che da una parte gli stati della fascia mediterranea devono operare dei cambiamenti che comportano “sforzi erculei” e molto impopolari della loro gestione economica, e gli stati del nord devono accettare il peso dell’altra metà dell’Europa. Dall’altra, il costo dell’uscita dall’area dell’euro, specie in momenti come questo di crisi globale, è per tutti più che allarmante. L’unione, si sa, fa la forza.

La cosa inquietante è il tono di generale soddisfazione dell’articolo, pare quasi di vedere gli analisti sfregarsi le mani al pensiero che l’area dove è stato adottato l’euro, l’Eurozone, si possa disgregare e (specialmente) gli stati dell’Europa meridionale si vengano a trovare col sedere per terra. Impressione generale: se l’Europa di indebolisce ancora gli USA sono solo contenti (e fortuna che gli analisti scientifici sono imparziali).



Commenti

  1. Il termine nord-europa è una semplificazione…. L'economia Danese non è solida la metà della nostra. Quella svedese quasi irrilevante.
    Si intende con questo termine indicare la Germania, il popolo Tedesco, e la Merkel.
    So che quanto dico è anticonvenzionale e irrituale. L'uscita della Germania da sola, dall'Euro non comporterebbe questo cataclisma.
    La Germania avrebbe la moneta forte che desidera e noi avremmo la deflazione monetaria che ci serve.
    L'inghilterra, da sola è fuori dala zona Euro, e nessuno si stupisce.

    Il punto è che la Germania vorrebbe il contrario: fuori tutti tranne lei.
    Sono due settimane che seguo l'andamento della questione (sul blog).

    Le nostre economie sono bloccate perchè la Germani non vuole inflazionare la moneta.
    Siamo 27 paesi nella Eurozone, la Germania non può decidere a suo comodo per tutti deve mettersi da parte e lasciare la conduzione della politica monetaria.

    L'inflazione monetaria rilfette solo il valore in campo di un bene. Se di 27 paesi 24 fanno acqua (grecia compresa), che si vuole dalla moneta? un valore magico? Gli USA hanno inflazionato il valore della loro moneta per tenere in piedi l'economia. Non sono morti. La germania nel suo stile purista, vive di miti astratti. La vita di tutti i giorni e la crescita economica non si fonda sulle astrazioni.

    La moneta deve seguire l'economia e non il contrario. Questa è anche l'opinione dei Francesi.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni fa


  2. interessante il punto di vista di stefano: è la germania ad essere anomala nell'area dell'euto, e se non ci fosse la germania l'euro verrebbe svalutato e le esportazioni europee andrebbero meglio e i turisti tedeschi verrebbero in vacanza con i marchi "pesanti"

    onestamente, non sono all'altezza di giudicare, per esempio ipotizzo: le materie prime diventerebbero molto più care, e magari i mutui più costosi, i tassi pagati dai bot più alti e il crack finanziario dello stato avverrebbe lo stesso

    però quel che pensa stefano non è privo di logica

    Scritto da diego b, 2 anni fa


  3. Non credo che possiamo permetterci di stare isolati, o che ci adeguiamo al basso. L'unica possibilità di essere competitivi sul piano mondiale e' di esserlo e adeguare i paesi con più problemi a quelli con meno problemi. E' il mercato globale, non credo si possa evitare e la svalutazione ulteriore non risana la finanza ne' l'economia.

    Scritto da Boh/Orientalia, 2 anni fa


  4. Enrica… forse non ho capito perfettamente, ma non ho detto "noi isolati" però. Non è l'ITALIA vs il resto d'europa. E' la Germania che vuole un Euro che ha solo nella sua testa, contro il resto d'europa…
    Fuori loro. Gli isolati lo sono loro, già adesso.

    Intendo noi assieme agli altri europei, niente affatto isolati, con inflazione della moneta forse (non dei beni) ma maggiore competizione delle nostre merci verso l'estero.
    La moneta misura l'economia di una nazione, non è il SENSO o lo scopo dell'economia. Mi sembra si scambi lo strumento (il termometro) per lo scopo (vivere).
    Poi io ho una vision e più alla Amartya Sen (premio Nobel) dell'economia come strumento di benessere e non come misura della ricchezza monetaria.

    Lo scopo dell'economia è lo sviluppo, il welfare e vivere sereni. Non difendere un pezzo di carta. La moneta vale quello che vale. Se l'economia fa acqua in 25 paesi su 27… bisogna prendere atto che la nostra moneta ha minor valore di scambio ( pezienza mica è la prima volta) anzichè difendere un valore puramente contabile ammazzando lo sviluppo economico.

    Poi non mi pare si possa scegliere. Si svaluterà comunque l'Euro.
    I mercati non hanno le fette di salame—-

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni fa


  5. Un altra cosa. Si fa politica monetaria perchè non c'è altro strumento e non si sa fare altroi. In EU manca una costituzione di grandi principi (e non una costituzione fatta di norme e normette come quella ventilata qualche nno fa), non c'è quindi una base comune di regole generali, non c'è di conseguenza un governo europe e una politica. Si pensa di poter controllare tutto con la Moneta. Le parole stesse della Merkel di oggi (che ti invito a leggere sul mio blog, come ti dicevo seguo da tempo la questione) lo rivelano.
    Ma è una pia illusione.

    Quindi o si fa l'Europa o si diventa più pragmatici e realisti anche verso l'Euro.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.