Libri all'indice: Sonia Gandhi perseguita Il sari rosso

Sonia e Rajiv GandhiUna vicenda non proprio edificante fra Javier Moro, autore di Il Sari rosso, e Sonia Gandhi. Dove a fare una figuraccia è Sonia.

Il Sari rosso, che ho comprato tempo fa, è un libro scorrevole, molto romanzato, molto interpretativo, che racconta la storia di Sonia Gandhi e, attraverso lei, anche un po’ quella del marito (insieme nella foto) e della suocera Indira.

Non contiene verità nascoste, il materiale è abbastanza reperibile, non è basato su interviste originali alla famiglia – perché i Gandhi si sono sempre rifiutati di concederle – ma certamente merita di essere letto da chi non conosce la storia della potentissima Sonia Maino, presidente del Partito del Congresso, e, in parte, della dinastia Gandhi, quella che ha influenzato più profondamente la storia dell’Asia meridionale.

Non alleandosi né dalla parte della Nato né dell’URRS, ai tempi della Guerra fredda, l’India di Jawaharlal Nehru ha compiuto una scelta che l’avrebbe portata molto vicina ad altri paesi che sarebbero stati chiamati del Terzo mondo, una definizione che non ha niente di spregiativo, come di solito si crede, ma rappresenta la “terza via” e un’alleanza fra la maggior parte dei paesi in via di sviluppo, neutrali e non allineati: America meridionale e centrale, India, Stati Arabi e Sudest asiatico. Una scelta importante per i futuri rapporti regionali, che ha messo al centro del mondo politico per la prima volta l’India e i Gandhi, che hanno dato alla nazione ben tre primi ministri – Jawaharlal Nehru, la figlia Indira Gandhi e suo figlio maggiore Rajiv – e politici di primissimo piano come, appunto, Sonia.

Il Sari rosso è stato presentato ieri al Salone del Libro di Torino dallo stesso autore. Subito dopo la pubblicazione del libro in Italia, nel 2009, lui e i suoi editori sono stati raggiunti da ingiunzioni da parte dei legali della famiglia Gandhi che accusavano il libro di essere calunnioso nei confronti di Sonia e della sorella. Alla fine Javier e i suoi editori avevano concordato sulla pubblicazione di un disclaimer che recita testualmente:

Questo è un romanzo basato sulla storia di Sonia Gandhi. Né Sonia né alcun membro delle famiglie Gandhi, Nehru e Maino hanno fornito informazioni o collaborato al libro. Alcuni dialoghi e situazioni in esso contenuti sono il prodotto dell’interpretazione dell’autore, senza corrispondere necessariamente alla realtà.

La cosa sembrava destinata a finire lì. Tre giorni fa però un nuovo messaggio da parte dei legali di Sonia Gandhi all’autore e all’editore italiano ha ingiunto l’immediato ritiro del libro e ha diffidato Javier dal partecipare a presentazioni del libro o a rilasciare interviste su di esso. Al che, ovviamente, Javier, sostenuto dall’editore, Luca Formenton de Il Saggiatore, ha deciso che non solo il libro continuerà a circolare, ma ha cominciato anche a dare pubblicamente conto della vicenda. In fondo uno scandalo non può che fare bene a un libro; e poi non siamo più ai tempi dell’Indice e della Santa Inquisizione.

In realtà il libro illumina Sonia e Indira di una luce molto favorevole, sin troppo, e non si dilunga certo su fatti e scandali miliardari – come lo scandalo Bofors - che hanno coinvolto la famiglia, di cui invece io ho parlato nell’articolo sulla Gandhi Dynasty pubblicato su Limes, o sugli intrighi. Quindi Sonia dovrebbe essere compiaciuta.

Ma a Sonia dà fastidio la verità sulle sue origini italiane. Infatti è noto che dice di non saper parlare più in italiano – le poche interviste che concede sono in hindi o in inglese – ed evita accuratamente i contatti con gli italiani, sebbene lo scandalo miliardario Bofors abbia coinvolto il marito Rajiv e Ottavio Quattrocchi, un amico della famiglia Gandhi, il cui figlio è cresciuto insieme ai figli di Sonia e Rajiv, Rahul e Priyanka, entrambi politici. Il primo siede in Parlamento dal 2009 e da allora non veste più gli abiti occidentali ma castigati e sofisticati kurta pajama chiamati “Rahul Kurta”. Priyanka poi pare abbia conosciuto suo marito, Robert Vadra, tramite Massimo, il figlio di Ottavio Quattrocchi.

Inoltre in India circola la leggenda secondo cui Sonia Maino apparterrebbe a una famiglia di ricchi imprenditori. Le sue origini insomma sono molto, molto abbellite. Infatti l’origine dei Maino, come Javier documenta, è invece assai umile. Il padre, prima di trasferirsi dal Veneto a Orbassano, faceva il guardiano di vacche. Una volta in Piemonte ha risalito la scala sociale passando da muratore, a capo mastro, a piccolo imprenditore edile. Sonia non è mai andata all’Università; si trovava a Cambridge, dove ha conosciuto Rajiv, perché stava perfezionando la sua conoscenza della lingua inglese, visto che lavorava come interprete in occasione di eventi come fiere o convegni. Certo, era bella e bianca: e in India la bellezza è un vero dono dal cielo e spesso supera le barriere sociali e di casta.

Le obiezioni fatte a livello legale sono che tutto quanto dice Javier è inventato di sana pianta, cosa assolutamente non vera. In ogni caso Javier non solo aveva tentato di intervistare Sonia senza riuscirci ma le aveva scritto, offrendole di visionare il dattiloscritto inedito, per fare le critiche e le obiezioni che ritenesse opportune. La lettera, però, non aveva mai avuto nessuna risposta. A quel punto, il libro era stato pubblicato in spagnolo, riscuotendo subito successo, e poi in italiano.

È vero che, all’inizio della sua carriera politica, il tema dell’italianità è stato un’arma che è stata spesso brandita contro Sonia. Ma ora gli indiani adorano Sonia, eccetto gli induisti più radicali che l’accusano di non essere indiana – e quindi induista, dato che secondo i bramini ortodossi induisti si nasce, non si diventa. A parte che Sonia è cittadina indiana da decenni, ma in India una donna che si sposa diviene parte della famiglia dello sposo. Dal punto di vista dell’indiano medio, cioè di centiniaia di migliaia di votanti, Sonia è indiana perché si è sposata in una famiglia indiana. E lei ha fatto sempre di tutto per venire riconosciuta come tale: veste solo in sari, parla solo in hindi, specie in pubblico, mangia solo cibo indiano ed era vicinissima alla madre del marito, la potente Indira, che intelligentemente accettò da subito una nuora “diversa” ma scelta dal figlio, che l’adorava.

Insomma, la reazione della signora Sonia Gandhi Maino è davvero abnorme. Penso sia molto più lesivo per la sua immagine questa persecuzione, anche se giova al libro di Moro, che ammettere la sua italianità. Vorrei davvero sapere però perché pensa che in Italia, o nel resto del mondo, si debba tutti aver paura del suo enorme potere politico.

E poi, si può davvero cucire la bocca a un libro? Un libro se piace circola uguale, in un modo o nell’altro, non si ferma. Anzi, la signora Gandhi gli ha fatto una bella pubblicità!



Commenti

  1. Questa è una Lectio Magistralis sulla vita di Sonia Gandhi. Capisco perchè sei un apprezzatissima orientalista. Stile invidiabile, argomenti interessanti, ragionamenti lineari.

    Sonia è una delle figure Italiane più misteriose e intelligenti. Avrà altri motivi per inquietarsi per queste banalità biografiche. Forse non ama che la si dipinga come di umili origini, ma chi non lo è? Lo era anche un altro Gandhi, il "mahatma" non correlato con questa famiglia. Quindi restano solo i motivi politici? Essere Italiana evidentemente la danneggia?

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni fa


  2. Mi è venuta voglia di leggerlo, ma in india non conoscono Cenerentola ?

    Scritto da Maurizio, 2 anni fa


  3. Stefano, ti ringrazio. Sono una persona che a livello teorico semplifica, a livello pratico rende le cose difficili, si sa:)

    Penso che per Sonia essere italiana, e di umili origini, la danneggi, visto che era l'unico motivo di rimprovero da parte degli induisti ortodossi e della destra. altrimenti avrebbe accettato di diventare Primo ministro, invece così, da semplice presidente del Partito di maggioranza e della coalizione che ha vinto le elezioni, è molto più potente e inattaccabile.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni fa


  4. Maurizio, ne dubito.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni fa


  5. Cara Enrica, non ho nulla da dire in merito allo scontro Javier Moro Vs. Sonia Gandhi. Qualcosa da dire, invece, ce l'avrei a proposito del libro "Il sari rosso". Con una battuta potrei dire che Sonia Gandhi sta cercando di "proteggere" Javier Moro. Se il suo libro fosse infatti pubblicato in India, Javier Moro verrebbe fatto a pezzi. Imbarazzante è il suo aver saccheggiato a piene mani alcuni libri che nella bibliografia definisce "particolarmente utili", quello di Pupul Jayakar in particolare. Quando leggevo "Il sari rosso", ogni tanto ne controllavo la copertina perché mi sembrava di rileggere le pagine di "Indira Gandhi: A BIography". Di suo, Javier Moro ci ha messo un mare di castronerie. Una delle più belle la si trova a pagina 445 là dove Moro scrive: "Il Mahatma Gandhi pagò con la vita: fu assassinato da militanti della Rss, che più tardi si affiliò al Bjp". Il Rashtriya Swayamsevak Sangh che si "affilia" al Bjp: è ridicolo. Ma è tutto un florilegio di approssimazioni. La distruzione della Babri Masjid è così descritta: "Alle due del pomeriggio, il primo minareto crolla…" La moschea aveva tre cupole e non aveva minareti. La svolta nelle indagini sull'assassinio di Rajiv Gandhi è giustamente attribuita a una fotografia scattata da Haribabu. Scrive Moro: "Le indagini sono state rese possibili grazie al coraggioso lavoro di un giovane fotografo di Sriperumbudur, di nome Haribabu" Peccato che dal rapporto ufficiale di D.R. Kaarthikeyan sull'assassinio di Rajiv Gandhi (rapporto che è conservato in copia originale sotto una teca di vetro al N° 1 di Safdarjung Road a New Delhi assieme ai brandelli del kurta che Rajiv Gandhi indossava quando è stato assassinato) risulti che il "giovane fotografo" fosse parte integrante del drapello che ha assassinato Rajiv Gandhi a Sriperumbudur. E mi fermo qui, per non portarti via troppo spazio. Javier Moro con "Il sari rosso" ha voluto scimmiottare "Stanotte la libertà" di Lapierre e Collins. Questi ultimi, però, per scrivere illoro libro hanno intervistato per 30 ore Lord Mountbatten, e poi Indira Gandhi, la sorella di Nehru V.L. Pandit e così via. Le "fonti" di Moro sono invece una vecchia segretaria di Indira Gandhi e un tale Christian von Stieghlitz che si vanta di aver fatto conoscere a Cambridge Sonia e Rajiv. Un po' poco per scrivere un'"epica".

    Scritto da carlo buldrini, 2 anni fa


  6. Caro Carlo, neanche a me il libro è piaciuto molto, nel senso che se si naviga su Internet si trovano moltissime cose messe nel libro, dicerie, ecc. E mi è sembrato troppo interpretativo e poco documentato. Avevo notato la cosa della moschea/cupola e quella del RSS, non quella di Rajiv! Grazie.

    Io credo però che Moro non abbia voluto scrivere una biografia storica vera e propria, il tono il registro e la documentazione non sono da libro di storia, ma da romanzo storico. O da storia da giornalista, vedi tu. Senza sminuire il lavoro dei giornalisti, penso che la maggior parte dei giornalisti dovrebbe fare quello che dice il nome: scrivere la storia giornaliera, del giorno, non quella del passato, né quella del futuro. Quello è un altro tipo di lavoro, che va fatto su documenti (scritti e orali). Nel libro di Moro i documenti sono carenti.

    D'altronde, a sua totale discolpa si deve dire che né Sonia né la famiglia hanno mai accettato di dargli documentazione, di farsi intervistare e così via.
    E anche, che un libro su Sonia mancava.

    Comunque ti ringrazio del commento, sai bene che tengo in gran conto quello che dici e che non rubi assolutamente spazio: lo spazio sta qui apposta per essere usato, e usato bene. E tu lo hai usato benissimo!

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni fa


  7. Carissima Enrica, è passato tanto tempo da quando ti conobbi a Delhi, dove studiavi sanscrito con un maestro indiano. Ti rivedrò in questa vita?

    Scritto da carlo buldrini, 2 anni fa


  8. Caro Carlo, sai bene come trovarmi. Mi spiace non essere venuta a sentirti alla Fiera del Libro, ma ci si può vedere ovunque in Italia, non credi?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni fa


  9. non è questo il caso ma in un certo senso la capisco, a volte essere italiani è davvero vergognoso!

    Scritto da sole, 2 anni fa


  10. Sole, ma Sonia non ci fa una bellissima figura, sbaglio? Sarebbe stata molto più carina se fosse stata magnanima e si fosse fermata al disclaimer; oltre tutto, gli sta facendo solo pubblicità.

    E comunque è vergognoso talvolta ma in quanto a corruzione non è che all\'India manchi qualcosa, anzi!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni fa


  11. Ma, vi rendete conto della posizione delicata di Sonia Gandhi? Se fossi al suo posto non autorizzerei nessuna biografia, nè darei informazioni sul mio passato. In Italia siamo abituati al fatto che il nostro Premier non si cura affatto di mantenere un contegno…anzi più dà spettacolo e più è contento; non ha il minimo senso di responsabilità rispetto al ruolo che ricopre. Noi ci siamo abituati a questo esibizionismo;è diventata quasi una droga per il popolo. Sonia sta compiendo un'impresa titanica in India. Deve assolutamente controllare tutto ciò che potrebbe compromettere la sua missione e la sua incolumità.

    Scritto da Simonetta Nulchis, 1 anno, 10 mesi fa


  12. concordo con Simonetta;purtroppo in Italia abbiamo perso di vista il senso della misura,in tutte le manifestazioni pubbliche,laddove la vita privata di un politico,vita che dovrebbe essere,non dico irreprensibile,ma quantomeno decorosa,diventa uno spettacolo vergognoso,costellato da escort,personaggi sinistri,ospiti stranieri seguiti da amazzoni e cavalli bianchi ecc……La signora Sonia Gandhi,di cui noi italiani dovremmo andare estremamente orgogliosi,rappresenta la parte piu' nobile e pulita del nostro paese ed e' riuscita a farsi amare profondamente da un miliardo di Indiani,grazie alle sue politiche sociali a favore dei piu' poveri,delle minoranze etniche e religiose e delle donne.Mi dispiace solo che una donna cosi'grande,non sia qui,presente nel panorama politico italiano,e Dio solo sa quanto ne avremmo bisogno!!Namaste' signora Gandhi,grazie a te riesco ancora a sentirmi orgogliosa di essere italiana!!

    Scritto da ivana camma', 1 anno, 8 mesi fa


  13. Sì certo anche io sono orgogliosa che sia italiana, anche se è ben noto che ha ripudiato le sue origini da un pezzo. E doveva farlo, se voleva entrare nella politica attiva. Ed è verissimo che è molto amata e rispettata dalla maggioranza degli indiani. Però il comportamento che ha tenuto riguardo al libro è strano, non credete?

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 8 mesi fa


  14. Ho acquistato il Libro ancora a Gennaio e ho finito di leggerlo durante le vacanze, lo conserverò con cura visto che potrebbe essere messo al bando. Sono orgogliosa che nel sangue di questa donna scorra sangue Italiano, anzi veneto e, anche se lei ha rinnegato tutto per fare politica, anche volendo non può certo modificare il suo DNA e, mi sarebbe bello se anche tra le nostre donne politiche ce ne fosse una con un carattere simile, ma per tutto il resto mi fermo alla semplice lettura del libro, non sono così preparata per fare confronti ecc. ecc.

    Scritto da rosa, 1 anno, 7 mesi fa


  15. Rosa in effetti anche io sono contenta che sia italiana, dopo tutto.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 7 mesi fa


  16. Sono alle ultime pagine de "Il sari rosso" che ho letto avidamente dopo aver scoperto Javier Moro con il suo "Pasiòn india" scovato in una libreria di usato a Telde, Gran Canaria. Io penso che bisogna prendere gli scrittori e i libri per quello che sono. Javier Moro non è uno storico, né un professore universitario, non è autore di saggi critici. Sul risguardo del "Sari" si legge "è un giornalista e uno scrittore". Credo sia un capace romanziere che anziché scrivere storie nate dalla sua fantasia, scrive attingendo a fonti reali, su personaggi e periodi storici di particolare interesse, romanzandoli. Perdòno volentieri la sua "mancanza di perfezione" perché in cambio ha dalla sua una grande capacità di trasmettere emozione, sentimento. Sa contestualizzare e comunque dare un sapore netto a ciò di cui narra. A me, assolutamente digiuna di storia dell'India (penso come la maggior parte dei lettori) è piaciuto moltissimo leggere nella lingua originale dell'autore, quindi con tutte le sue sfumature, la vita della ballerina di flamenco che sposò un maharaja, e scoprire tanto sull'India, attraverso questa storia che si snoda dal 1909 al 1947, per concludersi con la morte della protagonista pochi anni dopo. Ero assolutamente conscia del fatto che non dovessi prendere il testo come vangelo, ma ne sono uscita con la gran voglia di continuare a "sapere" e una volta scoperto che aveva scritto anche su Sonia Gandhi Maino, dunque sul periodo immediatamente successivo al primo libro, ho affrontato la lettura del "Sari" con curiosità, avidità e passione. Se Sonia Maino non ha gradito, avrà le sue motivazioni e sarebbe saggio che le manifestasse. Quanto a chiedere il ritiro del libro, credo sia eccessivo. Io ho "vissuto" tramite le parole di Javier Moro le difficoltà di Indira, la sua grandezza e i suoi limiti, il suo essere una "persona", un essere umano, con le sue grandezze e i suoi timori e le sue grandi debolezze: una donna come me, non un super essere lontano e astratto, ma carne, ossa e cuore. E nel leggere di Sonia Maino ho sentito la difficoltà di una scelta, anzi di tutte le scelte che ha dovuto fare, in continuazione. Ho sentito le sue nostalgie, le sue paure, il suo amore per la suocera premier, la sua capacità tutta italiana di farsi amare, il tremore delle sue emozioni, la sua disperazione per la morte di Rajiv. Ho "visto" le campagne elettorali nei villaggi sperduti, le piogge scroscianti, sentito il caldo soffocante, percepito l'odio dei sikh, sentito il boato dell'esplosione che uccise Rajiv e altre 17 persone… Ripudia il suo essere italiana, oggi, Sonia Maino? Io mi sento comunque orgogliosa che lei abbia avuto qui i suoi natali e che sia riuscita a farsi amare dagli indiani che la sentono una di loro, anche se "straniera". Chiedere il sequestro di un libro però è una cosa che non mi trova mai d'accordo. Questo è un aspetto del carattere di Sonia che Javier Moro non mi aveva lasciato intravedere… Infine ho trovato interessante mettere a confronto le due storie, quella di Anita Delgado protagonista di "Passione Indiana" e quella di Sonia protagonista de "Il sari rosso" stranamente parallele e così profondamente diverse, due straniere, nella stessa "nazione" se l'India si può definire così, a sessant'anni o poco più di distanza, in due mondi assolutamente diversi, in cui solo una è e rimane rimane totalmente identica: la situazione delle classi più indigenti.

    Scritto da Marisa, 1 anno, 7 mesi fa


  17. Sì Marisa, anche io mi sento orgogliosa che Sonia sia italiana.

    Lei però no, ma sono affari suoi. Il punto è perché non sopporta il libro e cerca di ostacolarlo, secondo me.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 7 mesi fa


  18. Secondo me è molto probabile che lei il libro non lo abbia letto per niente e che si sia inalberata sulla base di quanto magari qualche "cattivo" consigliere le ha riferito… Inoltre è vero che lei non mette mai in risalto la sua italianità, ma come potrebbe farlo senza scontrarsi col suo essere diventata una indiana? Mettiamoci anche nei suoi panni. E l'Italia, quanto e quando si è mai interessata a promuovere l'immagina di Sonia Maino? Noi abbiamo mostrato di equiparare l'India a quanto ci sia sia più giù del terzo mondo, col nostro comportamento. E abbiamo sempre osannato Farah Diba, Soraya, oggi osanniamo Carla Bruni compagna di Sarkozy… o Nancy Reagan… ma una italiana come Sonia, diventata moglie del figlio di Indira Gandhi e poi moglie dello stesso premier, e oggi capo del Congresso dell'India,… forse per noi italiani è troppo poco e non ci pensiamo nemmeno a dare il giusto risalto e la dovuta attenzione a questa Figura, no? Poi ci sono risvolti politici di maggior peso: la vicinanza dell'India alla Russia, l'atteggiamento storico degli USA nei confronti di questa giovane democrazia… Chissà che non abbia ragione Sonia Maino a non voler ricordare di essere italiana…

    Scritto da Marisa, 1 anno, 7 mesi fa


  19. Io ho trovato "Il sari rosso" molto piacevole. Non avevo certo l'aspettativa di leggere nè un saggio storico e neppure una biografia tradizionale. Viene subito specificato, infatti, che si tratta di una biografia "romanzata". Il libro di Moro, a mio avviso, è di piacevole lettura. Certo, gli esperti del mondo indiano noteranno molte imprecisioni ed inesattezze, ma per i "profani" si tratta sicuramente di un modo non non noioso e tecnicistico per entrare in contatto con una nazione ed un popolo non molto conosciuti in Italia (fuori dall'accademia, ovviamente). A me, leggendo il libro di Moro è venuta tanta voglia di conoscere l'India. A proposito: qualche lettura interessante in italiano sull'India contemporanea e sui Gandhi (da Indira ion poi)? Grazie tante.

    Scritto da Alessandro, 1 anno, 1 mese fa


  20. ...girato ultima pagina del "il sari rosso" credo che dovremmo essere un poco più "italiani" ed essere orgogliosi di avere una rappresentante così dignitosa,intelligente,riservata.Conosco bene l'India con i miei bimbi adottati lebbrosi,poveri ma con tanta dignità......impariamo dalle persone umili!!! Bel romanzo di facile lettura un poco ..piacione.Entrare nel pianeta India è talmente poliedrica che non basta una vita per dire....conosco l'India.grazie per l'ospitalità

    Scritto da taramelli luigi, 1 anno fa


  21. Sì è vero, è un bel romanzo un po' piacione.:) Ed è vero che dovremmo imparare da tanti umili. Ed è anche vero che l'India è talmente poliedrica che non basta un libro, o moltissimi libri, per descriverla.

    Grazie a lei per il commento!

    Scritto da boh, 1 anno fa


  22. Ho vissuto in India durante la campagna elettorale del 2004. Quando chiedevo alla gente per chi avrebbe votato, molti dicevano "Sonia Gandhi, ma solo per buttar giù il BJP. Lei non è indiana e non può governare l'India". Altri dicevano "Sonia dovrebbe tornare in Italia e rimanerci, cosa vuole ancora qui? Non ha paura che ammazzino anche lei e i suoi figli? Vada via, "italiana"! Noi vogliamo un indiano al governo!"....e così via. Dunque, la sua posizione è delicatissima, come ho già scritto, e una biografia che fa leva sulle sue origini italiane, potrebbe essere un pretesto per il BJP, per sobillare gli integralisti indù contro di lei. Non si scherza con queste cose, Moro.

    Scritto da Simonetta Nulchis, 11 mesi, 4 settimane fa


  23. Sì certo, però non si è comportata molto democraticamente, non credi?

    Scritto da boh, 11 mesi, 4 settimane fa


  24. I think Sonia Gandhi has deliberately shown to the world something know as Hindu fundamentalist whereas there is nothing like that in India.BJP consists of educated class of people and is supported by the higher middle class.Sonia's congress buys votes paying Rs 1000 from the money made through corruption.The whole ideology of Sonia is to let the poor remain poor so that they become vote banks.She is portrayed as mother Teresa but people are beginning to know the reality.If I am wrong in any way,kindly go to India,make and find things out.She being Italian is not the reason people dislike here,but corruption is the main reason for people wanting to get rid of her family.Since she is the only card congress can show to the public,they shield her corruption.

    Scritto da Sana, 8 mesi, 3 settimane fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.