Ajmal Amir Kasab, il giovane terrorista islamico ritenuto colpevole delle stragi di Mumbai del 2008 e per la cui partecipazione l’organizzazione Lashkar-e-Taiba, di cui ho parlato, ha pagato 150.000 Rs alla famiglia, ha avuto la pena di morte.
Un gruppo di induisti però si è imbufalito e ha scritto al governo per protestare. Questi signori dicono che per un fondamentalista islamico la pena di morte è una liberazione e una cosa stupenda, dato che crede che vi siano 72 vergini ad aspettarlo nell’aldilà.
In fondo non hanno tutti i torti.


ah ah ah!sarebbe da ridere se non fosse così atroce pensare che la famiglia ha scritta al governo per evitare di 'liberarlo'!
Scritto da sole, 1 anno, 9 mesi fa
sì atroce, in effetti
Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 9 mesi fa
in effeti c'è del vero nel fatto che la morte, in determinati contesti, è un suggello, un onore; mi viene in mente i kamikaze del giappone, che, con la loro morte diventavano una sorta di divinità; la morte in qualche modo rende mitico colui che si è immolato in un gesto: per esempio di giordano bruno ci si ricorda bene perchè l'hanno bruciato, quel rogo è un simbolo eterno; in tutti i movimenti in cui si mescola l'aspetto religioso con quello sociale e politico, c'è una forma di tanatofilia; del resto mi pare che anche noi, nella nostra cultura, abbiamo i monumenti ai caduti e, in fondo, perfino alla radice del cristianesimo c'è una morte, anche fortemente ribaltata in una resurrezione; molto più mitico è che guevara di fidel castro, e il motivo è la sua morte in battaglia;
è un problema molto grande un nemico che ha un rapporto quasi privilegiato con la morte, perchè è un nemico che non puoi fermare con la paura della stessa
c'è un fascino della morte, da sempre
Scritto da diego, 1 anno, 9 mesi fa
ah sì Diego, da eros e tanatos al mito della bella morte dei mistici nazisti e fascisti, e anche lo spregio della morte che era quasi una ricerca dei volontari della Folgore.
Certo, in questi signori qui il mito della morte viene inseguito per motivi meno nobili, per uccidere gli altri. Ma d'altronde anche in una corrente del buddhismo uccidere a fin di bene (per una giusta causa, tipo la difesa della libertà di religione) non è peccato perché serve a liberare l'altro dal corpo.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 9 mesi fa
Ma gli indù non devono credere invece che il Kasab stia per rinascere come un verme, o qualche essere vivente anche più basso, il CM di qualche stato indiano per esempio? Devo chiedere alla moglie. Ma in ogni caso tutti gli indiani che io conosco e me ne hanno espresso la loro opinione, vogliono che lui sia punito colla morte, e presto. Non si sentono spesso, qui, protesti contro la pena di morte.
Scritto da Bos Indicus, 1 anno, 9 mesi fa
in India forse, ma fra gli indiani all'estero è diverso.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 9 mesi fa