Il migliore dei mondi possibili: la Cina

censuraIl giorno prima che Google indirizzasse il traffico su Hong Kong Liu Yunshan, direttore del dipartimento della propaganda del partito comunista cinese, ha notificato ai maggiori quotidiani, televisioni, stazioni radio e alle più grandi compagnie Internet 18 argomenti proibiti.

Fra questi la rivalutazione dello yuan chiesta dagli USA, la corruzione, i problemi legati alla regione autonoma del Tibet e dello Xinjiang, le difficoltà degli studenti a trovare lavoro dopo l’università, la sicurezza alimentare, l’aumento del prezzo dell’olio per cucinare, l’alto prezzo delle visite mediche e la disparità di accesso alle cure. Ovviamente Liu ha bandito la critica contro la Cina mentre ha incoraggiato quella verso gli USA.

Ricorda molto il MinCulPop con le famose veline con cui il Duce richiedeva di non parlare di suicidi, malattie, problemi e calamità sociali e suggeriva i media – i giornali e l’EIAR, la nascente radio – di “ignorare la Francia. Al contrario, sempre ed in ogni modo criticare l’Inghilterra. Non considerare buono niente che viene da quel paese” (velina del 13 giugno 1939).



Commenti

  1. Va bene essere contro la censura, ma non dimentichiamo che noi (apparentemente non censurati) ci ritroviamo con il problema opposto. Tutti voglio parlare e dire la propria. Risultato? C'è una gran confusione.

    Scritto da Stella Rossa 73, 2 anni fa


  2. "noi"

    già questa parola, a spiegarla, richiede ore ed ore di riflessioni

    è vero comunque che anche la pruralità di voci insignificanti, diventa un silenzio, di fatto, una sorta di "rumore" di fondo senza senso

    quindi, caro stella red, hai ragione, però la censura vera, quella hard di una dittatura, è comunque peggio, almeno da un punto di vista morale, anche se il tuo dubbio radicale sull'insignificanza afasica del star tutti qui a blaterare, non è sciocco

    Scritto da diego b, 2 anni fa


  3. Stella Rossa, è vero, ma allora in una società per non avere confusione sarebbe meglio tacere?

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni fa


  4. diego, io inneggio alla libertà di parola in ogni senso. Francamente, è una grande conquista personale e sociale, volere e sapere parlare.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni fa


  5. senza ombra di dubbio: la libertà di parola e d'opinione (seppur ovviamente dentro delle regole a contenimento della diffamazione gratuita), è un bene assoluto, nel senso proprio del dermine, un bene "in sè", una prerogativa di cittadini liberi

    certo, poi ovviamente la questione se proprio in tutti i casi debba esistere la libertà assoluta d'espressione è più complessa;

    facciamo un esempio: nei teatri, almeno in passato, c'era una specie di serranda che si chiudeva verso la platea, velocemente, in caso d'incendio in scena; questo per evitare che il pubblico, in preda al panico per il fumo, fuggendo causasse un macello vero e proprio

    questo per dire che in qualche modo l'informazione, se arriva al pubblico impreparato, può causare danni molto seri (ricordo la prima guerra del golfo, la gente a comprare come forsennati farina e zucchero al market, spaventati per la guerra)

    quindi può essere che un governante dica: meglio non far sapere per esempio di un'epidemia perchè gli ospedali intasati di gente che non ha niente, ma solo paura, è peggio

    ovviamente a me ogni censura fa ribrezzo, ma comprendo il meccanismo che a volte la determina: si ritiene che il non far sapere certe cose abbia una utilità

    del resto, se mi convincono che il mondo finisce nel 2012, sarà difficile che faccio un investimento che magari frutta fra 10 anni

    insomma, il potere è "naturale" che tenti di controllare i pensieri, le paure, le aspirazioni delle popolazioni a lui sottoposte

    comunque, son ragionamenti, è ovvio che la libertà di parola è, in sè, un diritto fondamentale dell'uomo (e forse, a modo loro, anche degli animali superiori…)

    Scritto da diego b, 2 anni fa


  6. Diego, il punto è che la libertà ci deve essere, m non va usata in modo improprio. Anche e soprattutto la libertà di parola.
    Non credo che nessuno abbia il diritto di toglierla.

    Altra cosa è dire tutto a tutti, sempre e a ogni costo. Per esempio non sono d'accordo col dire a tutti i malati onclogici la verità, per alcuni è destabilizzante e li fa sprofondare nella depressione.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni fa


  7. io sono e sarò sempre per la libertà di parola ma è pur sempre vero che dar fiato solo per voler parlare non ha senso e toglie il vero significa del diritto!

    Scritto da sole, 2 anni fa


  8. e allora che proponi, che a metà della popolazione si tagli la lingua?;) Concordi con Diego che non tutte le informazioni si possono dare? O semplicemente dici che prima di parlare si dovrebbe pensare (cosa verissima tra l'altro)?

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni fa


  9. [...] chiamare un reporter occidentale per fornire aggiornamenti sulla questione tibetana o qualche altro argomento scomodo al Governo Popolare, beh, avrebbe dovuto fare i conti con quella che è stata definita la più [...]

    Scritto da Crocevia… tra Oriente e Occidente » SOS Cina: quando hai il sole contro, 1 anno, 3 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.