La zia di Milano e altre storie col suo becco giallo

testa

Così chiude. Questo sito garbato un po’ venato di malinconia, con tante riflessioni, ricordi e foto, dove la donna è una presenza quasi costante, chiude.

Non si capisce perché, Diego non me l’ha detto, ma mi dispiace perché è un pezzo di mondo un po’ crepuscolare pieno di curiosità e di riflessioni, sogni, di ricordi e di colori sfumati – eccetto per le foto che spesso sono coloratissime. Un pezzo di mondo interiore online.

Così copio questo racconto, La zia di Milano, e lo dedico a tutte le donne che hanno tanti sogni in testa, sogni che magari è difficile anche vivere, o che talvolta rimangono solo sogni. Ma aiutano a vivere, oh quanto aiutano!
Grazie Diego.

Per le feste, arrivava la zia Piera. Era immancabile, ad un certo punto dell’inverno, andare alla stazione a prenderla. Fischiava, all’uscita della galleria, il treno da Milano. Quando le carrozze gemevano per il freno, dal finestrino, quasi sempre, il suo viso tondo, il rossetto vivo, i suoi guanti li vedevo subito. A casa della nonna, questa zia dall’accento diverso, apriva i suoi pacchetti, srotolava stoffe fruscianti sul tavolo, che mia mamma, sarta, accoglieva con una piccola ovazione, già immaginandole trasformate in bei vestiti da donna, con la vita molto stretta, come usava i primi anni sessanta. Mentre si cambiava, mi chiamava un attimo in disparte e per me c’era una mancia favolosa, rispetto al rigore sobrio dei miei. Era bello, a tavola, ascoltare le vicende di vita, le storie condite di malizia, nel suo accento diventato milanese. In realtà seppi più tardi della vita dura, in fabbrica, delle mille insidie di una vedova giovane nella giungla della grande città. Ma allora, era tutto bello, tutto ricco, tutto milanese ciò che faceva ridere la tavolata. Non tutte le battute le capivo, perchè ero un bimbo di allora, di quelli che non sapevano niente. Dopo la befana, alla stazione, grandi saluti e, mentre il treno stiracchiando e gemendo sui binari partiva per Milano, dai suoi occhi, sul viso tondo e allegro, lacrime di commozione. Non sapeva trattenersi, era grande in tutto, era milanese, almeno per me. (Racconto e immagine di Diego Bruschi)



Commenti

  1. sei molto, molto gentile

    il sito lo chiudo perchè non mi sembra opportuno insistere oltre, è stata una esperienza di sito "non blog", anche se ho ricevuto spesso mail e addirittura lettere di vera carta da lettori amici

    una sola notazione interessante: i disegni, son tutti miei, realizzati ad hoc, senza impoertare immagini dall’internet

    il riferimento diretto dei miei scritti da questo blog importante, la considero una soddisfazione, ed una buona conclusione dell’esperienza

    grazie, boh, i primi di maggio il sito chiude, e così chiude in bellezza

    Scritto da diego, 4 anni fa


  2. chiedo scusa, una piccola precisazione sulle foto: non sono professionali, realizzate con una vecchia casio pagata in lire, tanto per chiarire la vecchiaia, e coloratissime anche a causa d’una certa abitudine, da grafico, di saturare circa il 20% con pshop, per compensare una digitale dai cromatismi di suo un pò slavati; tu, cara boh, sei molto gentile, ma io, da grafico, conosco qunto son pignoli i veri fotografi, siano essi professionisti o amatori evoluti

    grazie ancora

    Scritto da diego, 4 anni fa


  3. Ho letto anche io. Grazie. Be', chiuderà il sito, ma le parole da qualche parte rimarranno di sicuro, chissà dove.

    Scritto da Antonio, 4 anni fa


  4. Diego, è un bel sito, lasciatelo dire, e francamente non vedo il perché di chiuderlo. Ma magari, da grafico, puoi pubblicarne un libro corredato di disegni e foto. Alcune sono molto belle, sembrano quelle dei giapponesi che fanno cose incredibilmente espressive fotografando un campo appena arato, o il particolare di una finestra. Sai guardare. (Però so che i fotografi, specie i dilettanti bravi, sono molto pignoli) Ma non dire più che questo è un blog importante, per favore. Lo è per me, senz'altro, ma per il resto non cambia niente al mondo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni fa


  5. Antonio infatti, è quello che penso anche io. E magari le trasferisce nei suoi nuovi siti, chi sa.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 4 anni fa


  6. terrò i testi nel mio hard disk, cose nuove le scrivo nel blog su wordpress che è molto pratico, perchè realizzare pagine in html e css non è difficile, ma alla lunga è un pò faticoso, mentre con queste piattaforme di blogging fai davvero poca fatica;

    che dire? c’è tante cose scritte che val la pena di leggere, più delle mie; per esempio quel simpatico avvocato abruzzese, era davvero un poeta, ma è un pò che non passa di qui

    è interessante ragionare sul "perchè" si scrive, perchè è troppo facile dire "per esprimersi", dire così è una tautologia, ne ragioneremo insieme alla prossima occasione

    Scritto da diego b, 4 anni fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.