La passione della Chiesa: Clergy Abuse database

pretiQuesti giorni sono impegnata anche più di prima della consegna del libro in questioni di cuore: salvare la vita alla mia sorellina maggiore, Charlie Manas.

Questo però è il mio contributo a una delle discussioni più dolorose e vergognose per la nostra cultura, quella sugli abusi sessuali della Chiesa cattolica. Lo faccio nella speranza che la chiesa si ripulisca un po’ perché, come dice un mio amico giapponese innamorato dell’Italia, noi beviamo il cattolicesimo insieme al latte materno. D’altronde, la Chiesa ha contribuito per millenni a forgiare a conservare la cultura del mondo occidentale e non è una voce che si possa mettere da parte.

Il Clergy Abuse è un database che contiene decine e decine di articoli sugli abusi sessuali perpetrati principalmente da preti e suore della Chiesa cattolica, ma anche da preti protestanti e rabbini ebrei.

E’ stato fatto da The Rick A. Ross Institute, un’organizzazione senza fini di lucro che studia culti e movimenti distruttivi o controversi con articoli tratti da riviste e giornali i più disparati nell’arco quattordici anni: dal Jewish Bulletin of Northern California (1° novembre 1996) al Newsweek (4 marzo 20002), il New York Times (9 aprile 2002) e il The Commercial Appeal di Memphis (8 aprile 2010).

Fonti, insoma, totalmente verificabili e di una certa autorevolezza.
Purtroppo gli articoli sono solo in lingua inglese ma forse è un bene, perché se fossero in tutte le maggiori lingue del mondo penso che il database sarebbe così grande da risultare impossibile da scaricare.

Enjoy!



Commenti

  1. La chiesa o le chiese. Sai, in Italia se dici Chiesa si intende quella Cattolica. Forse bisognerebbe semplicemente chiudere la Chiesa cattolica Americana.

    D'altro canto quei "santi" di americani prendono un fucile vanno in Iraq e ammazzano a sangue freddo i giornalisti della Reuters "per fare gli sboroni" (vedi post sul mio sito quello di ieri su WikiLeaks). Dovremmo fare un "US Word Rape database", e forse sarebbe molto molto più grande e estremamente vergognoso.

    Ho difficoltà a capire queste iniziative, se non come sistema estremo di difesa, e non condivido l'idea di fare di tutta l'erba un fascio. Mi sembra sconveniente.
    Sappiamo tutti che la Chiesa non è questo e dipingerla così mi sembra eccessivo. Forse ha più senso una iniziativa meno americana e più Italiana, parlarne?

    Scritto da Stefano / The Catcher, 1 anno, 10 mesi fa


  2. Parliamo del fatto che - come cattolici - non possiamo minimamemnte influire sulla elezione di Vescovi e Papi, l'elezione di quegli uomini che possono decidere QUANDO denunciare questi fatti. Il Cristianesimo delle origini era democratico, non autoritario. Forse questo è uno dei punti da sollevare-

    Scritto da Stefano / The Catcher, 1 anno, 10 mesi fa


  3. è un enorme groviglio di problemi, intorno ai quali si potrebbe discutere per ore; per esempio un ragionamento serio e non ideologico sul rapporto fra l'essere sacerdoti, uomini di chiesa, e sessualità, dovrebbe essere all'agenda delle riflessioni dentro la chiesa; è vero, a quanto sembra, che le gerarchie ecclesiastiche hanno spesso privilegiato il riserbo, la segretezza, rispetto alle colpe dei religiosi, ma è chiaro che far chiarezza, mantenere trasparenza, ha dei costi, dei costi molto alti; mi viene il paragone con le marche automobilistiche: se richiamano un modello per pericolosi difetti ai freni, agendo quindi con correttezza verso gli utenti, di certo poi hanno un calo delle vendite di quel modello; allo stesso modo mettiamo che una diocesi è impegnata in utili e magari meritevoli opere di assistenza, e poi se di un singolo prete si vengono a conoscere i suoi gravissimi atti, è tutta trasparenza, ma le offerte, le offerte che servono per mandare avanti tante iniziative, non arrivano più, ovviamente calano; con questo voglio dire che è orribile coprire le colpe, ma non nascondiamoci la verità che non è semplicissimo raccontare i fatti che danneggiano l'immagine in modo così grave, con evidenti conseguenze e contraccolpi ben oltre il singolo colpevole; insomma è chiaro che a questo punto, però, l'unica strada è la trasparenza

    sulla sessualità dei religiosi posso dire che è un problema sentito, io stesso ho conosciuto un sacerdote, tanto tempo fa, che confidò come fosse molto difficile, fonte di autentica sofferenza, non cadere nell'istinto sessuale che, in definitiva, è una pulsione naturale, mentre innaturale è secondo me la castità forzata; certo la questione dei minori è altra e ben più grave faccenda, ma io sinceramente credo che il celibato non abbia ragione di essere, tanto è vero che la sua introduzione nella storia della chiesa è stata lenta e difficoltosa e, secondo alcuni teologi, non ha fondamento nel vangelo; io non me ne intendo, ma anche dalla mia superficiale lettura dei vangeli sinceramente questa cosa del celibato non la vedo, anche se ovviamente parlo da incompetente

    certo, la chiesa del concilio era una chiesa che voleva essere chiesa del popolo di dio e non gerarchia autoreferenziale, ma il concilio vaticano II molti della destra religiosa l'hanno sempre guardato con sospetto

    Scritto da diego b, 1 anno, 10 mesi fa


  4. Stefano, io ho solo riportato un database (minimale, peraltro) di articoli presumibilmente affidabili sul problema. E il problema, inutile negarlo, c'è.

    Ho già parlato anni fa dell'amico del mio migliore amico americano che è diventato gay da ragazzino seminarista, dopo 15 anni di collegio dai gesuiti. Iniziato da loro e diventato l'amante d un prete.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 10 mesi fa


  5. ps anche lui era prete, si è spretato e sposato felicemente da 20 anni con un uomo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 10 mesi fa


  6. diego, penso che gli abusi sui minori siano un problema (anzi, un crimine) molto grave e ben diverso dalla questione del celibato o della castità, o dell'avere una donna adulta e consenziente.

    Comunque, come dice sempre un parroco (casto) di mia conoscenza, chi ha detto che chi ha una vita sessuale sia più felice? E ancora, perché farsi prete cattolico se al momento la Chiesa cattolica impone il celibato? Può diventare protestante. O può sposarsi, diventare prete non è un obbligo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 10 mesi fa


  7. cara boh, ovviamente non sono uno psicologo o un sessuologo, ma io la penso diversamente su quel punto lì; se una persona non può avere una vita erotica normale, è a mio avviso possibile che cerchi di averla come può, magari deviando verso chi ha a portata di mano; mi pare che ad esempio tanti racconti di vita carceraria confermino questo fatto, cioè che può esservi un tentativo, orrendo lo so nel caso di minori, di sfogarsi dove si può; certo, vi sono pedofili sposati e magari con figli, però la castità secondo me "aiuta" la deviazione; certamente la castità se è una scelta va benissimo (conosco persone che lo sono e non sono neanche sacerdoti); comunque, sono argomenti complessi e le mie solo considerazioni quasi "da bar"

    Scritto da diego b, 1 anno, 10 mesi fa


  8. diego, anche le mie, che ne so delle difficoltà di un prete o di una suora? Dico solo quello che mi hanno detto più amici sacerdoti, anche un pezzo molto grosso dei gesuiti.

    D'altronde il fenomeno della non castità esiste anche in molti monasteri buddhisti zen.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 10 mesi fa


  9. In questo campo lo studio più serio è quello del John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, che analizza non gli articoli di giornale (che come campione statistico ha validità quasi zero) ma i dati dei tribunali (denunce, processi e condanne) negli USA dal 1950 al 2002 (lo studio è uscito nel 2004).
    Da questi dati risulta che il maggior numero di atti pedofili viene compiuto da persone sposate. A livello di categoria 'lavorativa', quella con più episodi sono gli insegnati di ginnastica.
    Rimane il fatto che quando questo odioso reato viene commesso da un prete risulta doppiamente odioso.
    Quando sento una notizia di questo genere mi si rivolta lo stomaco, ma quando poi vi risulta coinvolto un ministro di culto (non importa di quale religione) proprio perdo il lume della ragione. La prima reazione è quella del ripristino della pena di morte, ma dopo atroci torture. Mi ci vuole molto autocontrollo, molta meditazione e molta preghiera per superare la voglia di vendetta. È un reato che riesce proprio a scatenare la mia parte più animale.

    Pace e benedizione
    Julo d.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 10 mesi fa


  10. Chiedo scusa, ma ho letto solo ora i commenti del carissimo Diego. Anni fa, parlando con uno dei segretari della C.E.I. (quindi un pezzo piuttosto grosso) gli dicevo che si parla sempre della scelta del diaconato permanente come successiva alla scelta matrimoniale, ma non si parla MAI della scelta presbiterale come successiva alla scelta celibataria. Anzi, si dice spesso che "se vuoi diventare prete allora non ti puoi sposare", cioè la scelta celibataria come conseguenza, non come premessa. E lui mi dava ragione, dicendo che questo è stato un grosso errore culturale e pastorale.

    Un altro problema è, a mio avviso, il fatto che dato il calo vocazionale, non si è prestata molta attenzione a chi si ordinava. Soprattutto fino a una decina di anni fa sono state ordinate delle persone che proprio non erano indicate, che sarebbe stato meglio, soprattutto per loro, se avessero fatto nella vita tutto tranne che il prete. Devo dire che in questi ultimi anni la situazione è molto cambiata, c'è molta più attenzione.

    Entrambi questi errori sono stati gravi e fonte di enormi sofferenze.

    Pace e benedizione
    Julo d.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 10 mesi fa


  11. Julo, quello che ho indicato non e\' uno studio ma un database su fonti di giornali autorevoli, ne\' più ne\' meno. Da\' un\' idea del fenomeno, per difetto.

    Sai pero\' che ti dico? Il tuo tono così forte mi sembra molto autodifensivo e arrabbiato..

    Scritto da Boh/Orientalia, 1 anno, 10 mesi fa


  12. Ps non analizza niente, raccoglie solo delle fonti.

    Scritto da Boh/Orientalia, 1 anno, 10 mesi fa


  13. Autodifensivo no. Arrabbiato si, anche se speravo di essermi calmato. È da questo pomeriggio che penso a questo post, e ho cercato di ritrovare la calma interiore prima di rispondere. Pensavo di esserci riuscito, ma evidentemente mi sbagliavo. Ma non sono arrabbiato con te. Sono arrabbiato con la notizia. Come ho detto, la notizia di atti pedofili riesce proprio a tirar fuori il peggio di me, letteralmente mi sconvolge.

    Poi diffido dei giornali. Non che non dicano la verità, ma è sempre una verità parziale, mediata. E inoltre incompleta. Chiaramente non pubblicano tutte le notizie (non c'è spazio) e quindi operano una selezione (è stato calcolato che solo il 10% delle notizie che giungono in una redazione vengono pubblicate). Scopo di un giornale non è la notizia, ma la vendita. E quindi è logico che vengano pubblicate le notizie che più attirano, che più colpiscono, e che quindi hanno più probabilità di far aumentare le vendite.
    Per cui sinceramente un database sul fenomeno X (qualunque esso sia) basato solo sugli articoli di giornale, anche autorevolissimi, non dice niente sul fenomeno in sé, ma solo sull'attenzione che la stampa ha dedicato a questo fenomeno, che è un'altra cosa.

    Pace e benedizione

    Julo d.

    PS ho riletto il mio scritto precedente e sinceramente mi spiace che ti sia sembrato che abbia usato un tono 'forte'. Non era mia intenzione. Fai conto che cercavo di essere 'freddo' ;-) Decisamente la mancanza della comunicazione non verbale è uno dei limiti di questo mezzo. Che ha però altri pregi.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 10 mesi fa


  14. Aggiungo, a scanso di equivoci, che sto scrivendo col sorriso sulle labbra.

    Buona notte
    Julo d.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 10 mesi fa


  15. Caro Julo, tre cose.

    1) Premesso che non mi dispiace la tua rabbia per il mio post, mi dispiace per te, ho la capacità di leggere fra le righe, letteralmente, e ho letto la tua rabbia, anche mista a un certo disprezzo per la stampa.

    Guarda che anche gli studi scientifici scelgono di considerare solo certi dati, ne fanno una cernita, analizano dati in un certo modo e per certi fini. La scienza è solo un gradino più scientifica della stampa, ma dipende chi la fa. Può essere anche molto più mistificatrice e fuorviante.

    Tu sei sempre pacato ragionevole e gentile ma la rabbia era evidente anche dal "rilancio": io ho proposto un database, tu hai detto che non era serio, in pratica, e hai rilanciato uno studio "serio", presumibilmente scientifico. L'opposizione era fuori luogo, sono due cose diverse.

    Quindi non è il mezzo (il computer) fallace, anzi, come dico sempre spesso è più sincero di un discorso fatto a voce. Sfatiamo i vari studi che la mimica e il tono aiutino a dare parametri e decodificare: spesso aiutano a mentire.
    Conosco donne, ma anche un paio di uomini, che dicono e scrivono con estrema "sincerità" delle emerite bugie, dei falsi anche piuttosto importanti, anche in Tribunale, in chiesa e così via. Con facce mimica voci e occhi assolutamente "veri".

    2) Che ci siano tanti articoli sugli abusi sessuali delle chiese, e sono per difetto, mostra che c'è un'attenzione speciale, di massa, per il fenomeno, e che il fenomeno stesso è diffuso. Ovvio che si cerca di vendere ma vuol dire anche che la misura è colma e stracolma, trabocca.

    3) La stampa spesso è la voce della mediocrità e della gente, perché parla alla gente, con qualche variazione di target ma la gente deve essere tanta. Quindi, dà un'idea delle idee correnti e dei fenomeni.

    D'altronde, parlando di giornalismo online su Nova del Sole 24 Ore, ho spiegato come abbiano fatto uno studio serissimo sul crimine per la polizia di Chicago basato sgli articoli dello Washington Post. Sono serviti appunto per costruire un database con molti parametri: cosa, quando, da chi, la frequenza, le vie dove è accaduto il fatto, età dei presunti criminali, denunce, condanne ecc.

    Se il giornalismo è buon giornalismo ha un ottimo grado di attendibilità, talvolta maggiore della scienza: il giornalista riporta il fatto, in USA, dandone almeno due versioni opposte; lo scienziato parte da una tesi da dimostrare (e spesso, magari, trova tutt'altro: le famose scoperte casuali).

    Last but not least: felicissima che sia sorridente, a me certe cose fanno arrabbiare anche quando ne scrivo!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 10 mesi fa


  16. trovo interessante l'impostazione cui accenna l'amico julo riguardo il celibato, cioè come "premessa" al diventare sacerdote e non come "conseguenza" da subire

    è assolutamente vero che non esser sposati è utile laddove vuoi esser meno condizionabile, ricattabile; mettiamo il caso dei sacerdoti che hanno pagato con la vita la loro opposizione "sul campo" del sociale alla criminalità organizzata; questi uomini, questi veri seguaci della parola del nazareno, se fossero stati padri e mariti sarebbero stati meno liberi di lottare, più facilmente li si sarebbe potuti intimorire;

    quindi, il celibato è anche un valore, ma, ovviamente se inserito in un progetto di vita molto alto, direi perfino pericoloso anche

    a latere, caro julo, tutti noi, anche non credenti, abbiamo presente la figura del nazareno che paga sulla croce, con la croce; ma a me qualche volta è venuto un pensiero: non gli dispiaceva far soffrire sua madre? l'eroe, il santo, il martire, non si pone mai il problema dei suoi cari, di quelli che soffrono per il suo martirio? non c'è in fondo un impercettibile egoismo anche nell'essere eroi?

    scusa per la divagazione, cara boh, ma questo tema, il tema di "come" possiamo spendere la moneta della nostra vita, e delle relazioni con chi ci ama, mi ha sempre affascinato

    Scritto da diego, 1 anno, 10 mesi fa


  17. @Boh
    Ti ringrazio molto della tua risposta. Mi ha fatto molto riflettere e mi ha fatto capire anche molte cose. Ti risponderò con più calma perché ora non ho molto tempo.

    @Diego
    Da ministro sposato devo dire che quello che dici sulla ricattabilità è vero. Ma è anche vero che se non sei sposato hai anche maggiore disponibilità. Non bisogna dimenticare che anche laddove ci sono i preti sposati (ortodossi e cattolici di rito orientale) comunque la vocazione primaria è quella matrimoniale. Quindi in caso di 'conflitto' tra le due, la famiglia ha la precedenza.

    Ogni progetto di vita che sia un minimo 'alto' è sempre pericoloso.

    Interessante anche la tua considerazione sull'egoismo (diciamo così per riassumere il tuo ragionamento) dell'eroe. Domanda che mi sono posto anch'io. Se la 'decisione eroica' viene presa in maniera totalmente solitaria, senza coinvolgere le persone vicine allora è molto probabile che ci sia una più o meno forte componente di egoismo e narcisismo. Ma se questa decisione è frutto di scelte condivise e partecipate allora non è più una scelta solitaria, ma fatta in comune. Da scelta personale diventa scelta comunitaria.

    Io so che le mie scelte hanno influito anche sulle persone a me vicine. E so anche che questa influenza non è stata né solo positiva, né solo negativa. Però penso, e soprattutto spero, che ciò maggiormente conti sia l'esempio dato. E proprio in questi giorni ho avuto una conferma di ciò. Per sapere come ti rimando all'ultimo post sul mio blog.

    Pace e benedizione

    Julo d.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 10 mesi fa


  18. Diego, una professoressa americana di buddhismo diceva spesso che Gesù non ha pensato alle sofferenze della mamma, causate da lui stesso, e per questo non poteva essere Dio. D'altronde i grandi paladini della libertà in Birmania o in Nepal rinunciano alla famiglia. Si staccano dai figli, e così via. Per non fargli male, oltre che per non essere ricattabili. Quindi il tuo ragionamento e' condiviso.

    Scritto da Boh/Orientalia, 1 anno, 10 mesi fa


  19. Innanzi tutto la rabbia. È vero, questo argomento mi fa molta rabbia. Ma fino ad ora non l'avevo analizzata fino in fondo. Invece la tua risposta mi ha obbligato ad analizzarla, a cercare di capirla e non solo in maniera superficiale.
    Devo dire che deriva soprattutto da due esperienze.
    Una è essere stato molto vicino ad una persona che da piccola aveva subito degli abusi sessuali. E una volta adulta, anche se sposata, questa persona ne era ancora fortemente segnata. Nonostante anni di cure psicologiche aveva ancora molti problemi relazionali, specie col coniuge. Tanto che è stato uno (non l'unico) motivi del naufragio del matrimonio.
    La seconda riguarda proprio un prete. Nella sua parrocchia si è verificato un caso di pedofilia che coinvolgeva un collaboratore laico, sposato e padre di due figli. Una volta arrestata questa persona, c'è stata una violenta reazione nei confronti anche di questo prete, accusato dalla pubblica opinione di collaborazione e di aver taciuto. Riceveva telefonate di insulti, c'erano scritte insultanti sulla chiesa. Invece lui è stato uno dei primi ad avere sospetti, a segnalare la cosa alla polizia. E aveva anche pensato di allontanare subito questo collaboratore, solo che ne era stato impedito dal giudice, che anzi l'aveva obbligato a continuare il rapporto come se niente fosse per non rovinare le indagini.
    A queste esperienze aggiungi il fatto che per indole la violenza nei confronti dei più deboli, e dei bambini in particolare, è la cosa che più mi manda in bestia, che più mi fa star male.
    E poi di base c'è il fatto che la Chiesa è una realtà che amo, se no non avrei deciso di legarmici a vita. Ma amare non vuol dire non vedere i difetti. Ma quando questi difetti vengono attaccati dall'esterno, da un estraneo ci rimani doppiamente male.
    Non nego che ci siano dei preti pedofili. Non nego un prete pedofilo sia di scandalo maggiore di un'altra persona che abbia lo stesso vizio. Quello che mi fa star male in tutta questa ondata di notizie è che pare che si voglia far passare l'idea che solo nel clero cattolico ci sia questa piaga e che tutto il clero cattolico ne sia affetto. Perché è questo il messaggio che passa, questo è ciò che si sente in autobus o nella file in posta. E io penso a tutti quei preti che spendono la loro vita in difesa dei più poveri, dei più indifesi, dei più deboli. Penso a un don Puglisi, a un don Di Noto, ma soprattutto a tanti che fanno le stesse cose nel silenzio e nel nascondimento. E, ammetto, penso anche a me, membro del clero. E mi monta ancora di più la rabbia che per colpa di alcune mele marcie un esercito di ottime persone venga screditata e offesa.
    Ci sono i preti pedofili. Ed è anche vero che fino a 10-15 anni fa la tendenza (e dico tendenza, non prassi) della gerarchia era a minimizzare, nascondere. Ma è da un po' che le cose sono cambiate, che si è adottata la massima severità e chiarezza.
    Devo ammettere una cosa che non mi piace, ma sempre più spesso mi sembra che questa ondata di notizie celi qualcos'altro, che lo scopo non sia la verità, ma la denigrazione e l'emarginazione della chiesa cattolica. È un'idea che assolutamente non mi piace (non ho mai sopportato la dietrologia) ma certe volte mi viene proprio in mente (come diceva Jack Lemmon: nessuno è perfetto).

    Quanto poi riguarda scienza-stampa. Lavorando in un dipartimento scientifico conosco l'ambiente, ho visto scartare i risultati sperimentali che non confermavano la teoria, ho visto modificare i risultati per farli rientrare nella teoria. Insomma, alla Blade Runner, ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare. E con la mancanza sempre più marcata di fondi, per cui per avere un po' di soldi per andare avanti bisogna pubblicare, pubblicare e ancora pubblicare, ti lascio immaginare cosa non si riesce ad escogitare. Ma l'impatto mediatico e quindi sulla gente è minimo. Senza considerare poi che c'è sempre chi ha tutto l'interesse a smentirti e quindi a verificare quanto pubblicato.
    Lo stesso meccanismo non c'è nella stampa, o almeno non è così sviluppato (almeno in Italia). E poi l'impatto sull'opinione pubblica è molto differente. I media non si limitano a seguirla, ma anche e soprattutto la indirizzano e la formano. Ed è per questo motivo che ho sampre considerato per il cristianesimo molto più pericoloso e dannoso Berlusconi che qualsiasi altro partito anti cattolico o anti clericale.
    Quindi se hai letto nel mio post una certa prevenzione nei confronti della stampa e dei media in generale, hai letto bene. Ma è la stessa prevenzione che ho nei confronti della scienza e di tutti i centri o gruppi di potere. E quando dico tutti intendo proprio tutti, alte sfere cattoliche comprese.

    Tu dici che "Se il giornalismo è buon giornalismo ha un ottimo grado di attendibilità". Il problema, almeno qua in Italia, è che il buon giornalismo è morto e sepolto. E da quel poco di stampa internazionale che leggo mi pare che anche all'estero sia molto malato. Queste sono mie impressioni personali.

    Chiudo qui per non rubare tutto lo spazio. Solo un'ultima cosa. Il sorriso non si riferiva all'argomento (che fa star male anche me) ma ai vari misunderstandig o presunti tali.

    Pace e benedizione

    Julo d.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 10 mesi fa


  20. Julo, ti ringrazio della tua lunga e dettagliata risposta e della volontà di parlare in pubblico di una vicenda così delicata, visto il tuo mestiere–o attività?

    Intendo dire che ti definisci ministro laico: che cosa vuol dire? Puoi dir Messa? Puoi impartire i Sacramenti? Sei stato ordinato, e cosa? Insegni religione? Come si concilia il tuo ministero con la famiglia?

    Perdonami l'ignoranza ma della religione cattolica non ne so niente, oltre alle poche cose imparate per la Prima Comunione, un po' di tempo fa.:)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 10 mesi fa


  21. Non sono più laico, ma ordinato diacono, cioè membro del clero. Non posso dire Messa, ma posso impartire alcuni Sacramenti, Battesimo e Matrimonio (anche se in questo caso non è corretto dire 'impartire' perché i ministri del matrimonio sono gli sposi, diciamo che posso celebrare validamente un matrimonio). Posso impartire tutte quelle benedizioni che non siano riservate al vescovo. Posso distribuire la Comunione e anche tenere l'omelia durante la Messa, e infine posso celebrare i funerali
    Sono stato ordinato con lo stesso Sacramento dell'Ordine comune a preti e vescovi. È un sacramento che viene dato in tre gradi, il primo è il diaconato, il secondo il presbiterato e il terzo l'episcopato. Tutti i membri del clero ricevono prima il diaconato, chi poi diventa prete in seguito viene ordinato presbitero, e se poi ha la sfortuna di essere nominato vescovo, lo riceve nel terzo e ultimo grado.
    Non insegno religione. Non essendo laureato non potrei farlo. E anche se lo potessi non lo farei. A ognuno il suo mestiere, e l'insegnamento non è una delle mie doti.

    L'ultima domanda è la più difficile. È la continua ricerca di un equilibrio tra varie esigenze. Finché queste esigenze sono d'accordo non c'è problema, quando entrano in rotta di collisione in effetti qualche problema c'è. La cosa importante allora è il dialogo con mia moglie, ma anche col parroco con cui collaboro e con cui sono a più stretto contatto. Comunque la precedenza ce l'ha sempre la famiglia. D'altra parte è questa la prima vocazione, sia in termini temporali che di importanza. E in effetti in certi periodi in parrocchia mi hanno visto poco, proprio perché i problemi familiari richiedevano la mia presenza in casa piuttosto che in chiesa.

    Non hai niente di cui chiedere perdono. Sapessi quante persone che passano più tempo in chiesa che altrove non sanno minimamente cosa sia un diacono! (per non parlare anche di certi preti).

    A questo punto vorrei farti io una domanda, se permetti.
    Proprio oggi una famiglia di cingalesi mi ha chiesto di battezzare il figlio. Il nome che hanno scelto per il bambino "Thenush Gayesha". Sai se per caso ha un significato? è traducibile in italiano? Te lo domando per curiosità. Trovo la capacità dei popoli non europei di dare nomi 'particolari' molto bella. Fai conto che anni fa ho battezzato un bambino eritreo il cui nome significava 'Goccia di speranza' e anni dopo ho battezzato la sorella 'Fiore di gioia appena sbocciato'.

    Pace e benedizione

    Julo d.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 10 mesi fa


  22. Mi spiace, la loro lingua non la conosco, non è sanscrito né hindi né nepali: è appunto singalese. Anche se appartiene al ceppo indoeuropeo il suo alfabeto è un misto di devanagari e lettere che somigliano al Tamil, e quindi non riesco a leggerlo. Quello letterario e traslitterato un po' sì, perché è la lingua di un canone buddhista. Ma il nome di cui mi chiedi non l'ho mai sentito, vorrà certo dire qualcosa di auspicioso oppure è una divinità.

    Sei un uomo molto impegnato e molto completo, hai una vita bella piena e pare assai soddisfacente e mi piace che tu abbia detto che la tua famiglia è venuta prima e anche per questo viene prima: intendo dire che molti si scordano gli impegni presi. Ti faccio i miei complimenti. Grazie di leggermi.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 10 mesi fa


  23. Peccato. Grazie lo stesso.
    A me quel "Gayesha" mi ricordava, forse per assonanza, Ganesha che se non erro nell'induismo è una divinità molto favorevole.
    Ho chiesto a loro, ma siccome non parlano bene italiano mi hanno detto che non sanno. Ho detto cingalesi perché mi hanno detto che vengono dallo Shri Lanka, ma non so se sono singalesi o tamil. Io pensavo che fossero indiani del Kerala o del Malabar (zone in cui è abbastanza diffuso il cristianesimo). Sono delle persone molto belle, sempre sorridenti e piene di speranza.

    Ti ringrazio dei complimenti, anche se non li merito. Però non sei tu a ringraziarmi di leggerti, in quanto sei tu per prima che hai letto me, e solo dopo io sono venuto a leggere il tuo blog.
    Quanto all'impegnato, come diceva mia mamma:"Si ….. al monte di pietà!" ;-) Faccio solo quel poco che posso come posso. Niente di più. C'è un mucchio di gente che fa centomila cose più e meglio di me.
    Per gli impegni presi, mi piace guardarmi allo specchio quando mi faccio la barba. Se ne prendo uno vuol dire che lo porto in fondo.

    Pace e benedizione
    Julo d.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 10 mesi fa


  24. in effetti la figura del diacono è poco conosciuta e potrebbe essere invece considerata quella più a "cerniera" fra laici e religiosi, ho l'impressione che nella chiesa sia una figura da valorizzare di più

    Scritto da diego, 1 anno, 10 mesi fa


  25. Visto che se no si divagava troppo, ho fatto un post sul tema "egoismo degli eroi" sul mio blog citando sia Diego che te, cara Boh. Se volete intervenire fate pure Pace e benedizione Julo d.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 10 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.