Le elezioni, Santoro e la politica del prete

Che GuevaraDopo il liceo, quando cominciai l’università, mio padre aveva preso in affitto da un suo amico un appartamento minuscolo ma vicinissimo alla Sapienza, agli inizi della Tiburtina.

Sul pianerottolo c’era la porta di un altro appartamento ben più grande: quello di un prete della parocchia. Che continuamente protestava presso il mio padrone di casa perché vedeva dei “negri entrare e uscire a ogni ora del giorno e della notte” (verbatim, ci ho riso molto). In effetti uno dei miei amici senegalesi era venuto a trovarmi e avevamo cenato insieme, ammetto il mio peccato.

Mi dette così tanto fastidio quel prete, mi importunò così tanto, bussando di continuo alla mia porta e facendo chiassate sul pianerottolo, che per non dare problemi all’amico di mio padre lasciai l’appartamento dopo soli pochi mesi. Subito dopo venni a sapere che lo aveva preso in affitto lui per la sua amante, una donna sposata con figli. Divenne il loro nido d’amore.

Che dire sul caso del parroco che sapeva, sui preti cattolici molestatori – fenomeno noto anche nei monasteri buddhisti giapponesi, per carità, ma non meno grave – e così via? Mi pare che una comunità religiosa che è coinvolta a livello di massa, di intera comunità, in questo genere di cose non possa dare indicazioni su cosa votare, su quello che fare, perché ha perso totalmente di credibilità e autorevolezza. I suggerimenti etici da un clero corrotto non li accetto.

E’ un po’ come se si credesse a Berlusconi che tuona in difesa dei valori familiari, o sulla libertà e i tanto sbandierati progetti – pardon – rivoluzioni, liberali. Rivoluzioni liberali che tappano la bocca sul servizio publico a un giornalista. Che può piacere o meno ma sbandiera come la pensa e non mistifica chi è, che fa e quello che vuole.

Tra parentesi, questo è il canale di raiperunanotte con il nuovo palinsesto, in attesa che Arianna Ciccone (quella del Festival Internazionale del Giornalismo, per intenderci, e del sito Valigia blu) carichi il suo materiale. Viva la libertà di parola.



Commenti

  1. Enrica, mi pare che il ragionamento sia eccessivamente manicheo. Confondere la parte per il tutto è sempre esagerato, a mio giudizio. Che un prete avesse un'amante e che moltissimi si siano macchiati di reati di pedofilia non vuol dire che la chiesa è fatta da pedofili e concubini. E come tutti, anche la chiesa ha la libertà di dire quello che vuole. anzi, ne ha l'obbligo, nei confronti dei credenti, dal momento che indirizza per loro la loro vita dal punto di vista morale. Dopotutto, tutti possono esprimere il proprio parere, non significa che sia obbligatorio seguirlo. Per quetso non credo che berlusconi sia un pericolo, almeno in Italia, perchè comunque santoro può andare in onda sul web ed essere visto da milioni d persone. Anche gandhi parlava dal carcere. in quel momento era colpevole, era sotto accusa, eppure parlava ed era seguito. perchè non avrebbe dovuto? chi stabilisce la qualità morale di fatti che non possono essere universalmente condivisi? viviamo in un paese democratico, chiunque ha facoltà di parlare come ognuno è libero di fare le proprie scelte. mi vergognerei e soprattutto mi preoccuperei se ritenessi di vivere in un paese dove una apparizione in televisione in più oppure una battuta fuori luogo o l solito attacco nei confronti di importanti pezzi dello stato civile, possano diventare indicazioni obbligatorie da seguire. spengo il televisore o cambio il canale, e il gioco è fatto.

    Scritto da nello, 7 anni, 8 mesi fa


  2. beh vedo che gli anni passano ma l'italietta rimane sempre uguale.anche a me è successa una cosa simile con la mia portinaia di casa. un'amica è venuta a trovarmi dagli USA e siamo state interrotte ben due volte a cena perchè la portinaia fuori orario ha fatto chiassate per dirmi che l'avevano avvista che 'un negro si aggirava per le scale con un grande mazzo di chiavi come s'antonio con aria m inacciosa'. stessa cosa la mattina dopo. malgrado lei non parlasse l'italiano ha capito subito e mi ha detto 'they are very racist in this city'. mi sono sentita molto male per lei

    Scritto da sole, 7 anni, 8 mesi fa


  3. Nello, tu che sei giornalista dovresti sapere che se togli un programma chiaramente definito a livello politico, ma comunque giornalistico, non è certo sintomo di libertà. E non tutti vedono il Web, per esempio mia madre, che si divertiva molto con Santoro e lo seguiva.

    Sul fatto dei preti certo, sono esseri umani: ma non è 1 prete, o pochi preti, che hanno fatto cose orrende, forti per di più dell’abito talare e del ruolo (quindi, grave quanto a fare queste cose è un parente, perché tu del prete, come del parente, ti fidi). Sono tanti, sono troppi. E’ un intero gruppo.

    E se certamente hanno diritto di parola e di dare indicazioni, io ho il diritto di dire che qualcuno che appartiene a un gruppo così corrotto, così ipocrita, farebbe bene a starsene zitto in materia etica. Perché parlano a livello etico e morale, non politico. Si ripulisca un po’, si sciacqui la bocca con l’aceto, come diceva la mia nonna, e poi parli. Da un pedofilo non accetto che parli contro l’aborto, anche se posso essere contro l’aborto. Non accetto che parli di morale e di etica e di un mucchio di cose, in pratica tutte, punto.

    Anche sul Vangelo è scritto che meglio una persona retta che non crede piuttosto che una che crede ma che agisce male.

    E hai ragione: se non mi piace un programma, cambio canale. Santoro, che tra l’altro neanche vedevo spesso, teneva concione: ma deve potersi esprimere, se a uno non piace cambia canale, appunto. Vivi, e vivo io, in un paese dove la libertà di opinione è in serio pericolo, a mio avviso. Questo è stato il segnale definitivo.
    Oltre tutto, facendo così ne hanno fatto un mezzo santo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 8 mesi fa


  4. sole, con te non so ma con me il razzismo era una scusa: per liberare il mio appartamento. Forse lo era anche con te: chiedi se la portinaia vuole l'appartamento per un figlio, un nipote, non so.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 8 mesi fa


  5. cara boh, in effetti però io non credo che i preti, i monaci o le suore siano "in sè" persone migliori o peggiori delle altre; in fondo nella chiesa abbiamo martiri del nostro tempo come nonsignor romero e nel contempo abbiamo casi come lo ior e marcinkus; abbiamo la teologia della liberazione e radio maria; c'è tutto e il contrario di tutto; il problema non è questo, quel che è emerso dai fatti di potenza e dai molti scandali sulla perversione verso minori, il problema vero è come l'istituzione gestisce queste cose; sicuramente vi sono tantissimi religiosi che sono persone meravigliose, ma i meccanismi che dovrebbero presiedere ai casi gravi di cui parliamo, non funzionano, c'è delle catene gerarchiche tortuose, delle difficoltà enormi ad avere trasparenza; è il concilio vaticano II che è stato disatteso, quella chiesa che doveva essere chiesa della comunità cristiana, delle genti, è rimasta invece una struttura arcaica, gelosa del proprio potere; spero che questi fatti portino finalmente ad un dibattito per una chiesa democratica, che dà voce ai cristiani, che ascolta e accoglie le istanze dei poveri, degli sfruttati, anche sessualmente, e che rende trasparente ogni evento; una vera chiesa degna del nazareno; sperarci è dura, ma bisognaù

    Scritto da diego, 7 anni, 8 mesi fa


  6. Diego, se diventi prete o suora da te mi aspetto altro. Come se sei un politico. Penso di possa fare di meglio.

    Scritto da Boh/Orientalia, 7 anni, 8 mesi fa


  7. sono d’accordo con te, boh, hai ragione a porre l’accento sul giudizio etico, riguardo chi ha fatto delle scelte impegnative, e condivido in generale il tuo approccio che non considera il valore morale ed etico un fattore secondario ma fondante del modo di condurre la propria missione;

    però secondo me esiste anche il problema di come una struttura, una gerarchia, un corpo sociale organizzato riesce al suo interno a controllare, punire, neutralizzare coloro che si macchiano di gravi mancanze

    cioè la chiesa, seppur fatta in gran parte da persone singolarmente valide e animata da una parola d’eccezionale qualità come quella del vangelo, poi come istituzione ha delle carenze vistose, dei meccanismi di potere deleteri e dannosi; insomma un buon cristiano da solo, santo che sia, non addrizza nulla se non c’è la possibilità per quelli come lui di unirsi e far sentire, pesare la propria voce

    a me pare di vivere i tempi di lutero, che non voleva certo mettere in dubbio la fede cristiana, ma la chiesa romana appariva lontanissima proprio dalla parola di Cristo

    cara boh, il tuo richiamo alla responsabilità personale è giusto e nobile, ma uno da solo, non credo che ce la faccia, in fondo anche il nazareno ha cercato gli apostoli che gli dessero una mano

    Scritto da diego, 7 anni, 8 mesi fa


  8. ho scritto troppo, chiedo perdono a te e ai malcapitati lettori

    Scritto da diego, 7 anni, 8 mesi fa


  9. Parlare non e\’ mai troppo, Diego, e non vedo come ci possa essere un limite, quando si dicono cose civili e intelligenti. Sul discorso etico penso che possiamo certo scusare e perdonare: ma dopo. Dopo che tutto e\’ stato portato alla luce e ripulito e i preti ritenuti colpevoli sono sospesi.

    Ripeto: da un religioso, cattolico e altro, mi aspetto e pretendo di più. La pedofilia è un reato troppo infame, specie poi se a commetterlo è uno investito di un potere sul ragazzo/a: un genitore, un parente, un prete, un insegnante.

    Scritto da Boh/Orientalia, 7 anni, 8 mesi fa


  10. E' inutile che nascondiamo la testa nella sabbia. Io sono stato in un collegio di religiosi e ho subito molestie. Per carità, avevo già 16 anni e mi è bastato dire un no perchè la cosa non si ripetesse. Però mi sono stati riferiti due casi meno fortunati del mio, di amici in altrettanti collegi. E come mai mio padre, prima di iscrivermi a quella scuola mi ha fatto un discorsetto su collegi e omosessualità? Ma perchè da sempre è così e si sa. Non sono un moralista e mi piace cercare le cause di ciò che accade. Sono anche convinto che la pedofilia non sia una particolarità dei preti. In qualsiasi comunità ove la gente vive a stretto contatto si corre il rischio che vengano oltrepassati i termini di un rapporto corretto (soprattutto di potere! perchè è questo il problema, non tanto il sesso). In conclusione, poniamo pure che sia comprensibile che succeda, che non siano solo i religiosi ad essere coinvolti, che moltissimi preti facciano il loro dovere, magari "nella tentazione"; ma non possiamo sostenere che, almeno nel passato, il fenomeno fosse marginale. Che se ne parli è un bene. Però, la Chiesa, veda di riformare le istituzioni dove ciò è avvenuto perchè è proprio il tipo di organizzazione, una volta si diceva "totalizzante" che comporta questi rischi. Poi, va bene, buona cosa sarebbe lasciare liberi i preti di sposarsi ma non per evitare molestie ai minori. Continuiamo a leggere sui giornali casi di pedofili maestri, bidelli, carabinieri, professionisti, tutti (felicemente) sposati.

    Scritto da Armando Ferrari, 7 anni, 8 mesi fa


  11. Sì Armando, ogni comunità che vive a stretto contatto di gonito corre questo rischio. Pensiamo anche ai marinai di lungo corso, le storie e storielle si sprecano, o ai collegi di suore.

    Ma la pedofilia è un crimine odioso perché è sempre di potere: sfido io a trovare una persona anche di 16 anni che sia allo stesso livello di difese, di maturità, di esperienza e di mezzi sociali di un quarantenne, mettiamo, ma anche di fisico.

    Però chi è "addetto all’educazione" morale degli altri, come un prete, per me pecca di più. Se poi ci sono altri che coprono i suoi misfatti, peccano 10 volte di più, peccano anche di ipocrisia. Non era Cristo che aveva scacciato gli ipocriti dal tempio?

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 8 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.