Viola che più viola non si può

mano violaOltre a Berlusconi, il silenzio pre-elettorale – che mi sembra una cosa che più stupida non si poteva pensare – e i continui attacchi ai poteri non totalmente manovrabili come la magistratura qualche altra forza assurge agli onori della cronaca, e che cronaca.

Il movimento trasversale che veste viola ma vede rosso sale sul palco della BBC News. Forse ora chi comanda ne terrà un po’ conto. Non tutto si compra.



Commenti

  1. Come ti dicevo altrove, se c'è un luogo dove la democrazia può partire davvero from scratch (da zero) è internet, essendo un mezzo individuale pensato per connettere individui è la reale controparte tecno-comunicativa della democrazia fatta da individui (e non da interessi di casta, la parlamento-crazia).

    Riporto due cose dell'articolo della BBC

    "The Purple People organisation was founded somewhere on Facebook.
    There are rumours about who started it a few months ago, but no-one is quite sure.
    It is a political movement outside of the political system."

    " Italy's official opposition is weak and divided and is not doing its job "

    Mi sembra quindi che sia anche evidente–all'esteor . che l'opposizione in Italia non fa il suo natualre e dovuto lavoro. Non sta facendo proprio nulla. Si affida (solo) all'azione della magistratura.
    Non è sufficiente. Oltre che essrre metodoligicamente deprecabile. Manca il contatto con la gente, che sta fuggendo dalla sinistra a gambe levate.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni, 2 mesi fa


  2. Sì, c'è unìopposizioen debole e non unita, anche perché Veltroni era improponibile secondo me. Comunque, dovrebbero coalizzarsi tutte le forze anti-berlusconiane per fare qualcosa di buono.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 2 mesi fa


  3. ps concordo che la gente sta fuggendo a gambe levate dalla sinistra, e condivido.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 2 mesi fa


  4. Certo è che la questione del silenzio pre-elettorale è un fatto che suscita ilarità, se non altro perché anacronistica, vista la varietà e la capillare diffusione dei mezzi alternativi di informazione. La televisione tende a essere ormai uno dei tanti mezzi. In quanto alla credibilità (dei maggiori schieramenti) credo che essa dipenda anche da un altro fattore e cioè dall’autorevolezza. Quando un politico dalla mattina alla sera parla dei difetti dello schieramento rivale (o dei suoi componenti), ma non fa nessun cenno (salvo eccezioni) alle altrettanto manchevolezze e inadeguatezze di persone che stanno nel suo stesso schieramento, quello che balza subito agli occhi (almeno ai non pivellini) è la perdita di obiettività e di conseguenza di autorevolezza e credibilità. La cosa divertente poi è che quando uno schieramento perde o la gente si disaffeziona e si astiene, subito dopo si invoca un periodo di riflessione (?). Solo che la riflessione sarebbe bene farla prima e non dopo. E’ un pò come quando succede qualche disgrazia, si dice: “Lasciamo da parte per ora di chi sono le responsabilità, pensiamo ora a unirci per risolvere il problema”. Ottimo proposito, se non fosse che la frase suona un pò come una sorta di mantra-incantesimo atto a suscitare lentamente oblio e sopore tra il popolo sovrano (?), diluendone con il tempo la capacità di incidere sugli eventi, spianando così la strada a ritardi e ad accumulo di errori. Quante volte si è parlato della riduzione di province, riduzione di stipendi ai politici, la corruzione, ecc… Cose che invece pare (se non mi sbaglio) godano di ottima salute.

    Scritto da q.e., 2 anni, 2 mesi fa


  5. Già, scappare a gambe levate, ma per andare dove? Non vedo approdi. Sono ormai anni che davanti alla scheda mi metterei a piangere. Abbiamo cominciato "baciando il rospo" (Dini vi ricordate vero?) e da allora non si è più visto un principe azzurro. La tentazione di non votare è sempre forte, ma va oltre le mie capacità.

    Scritto da Vera, 2 anni, 2 mesi fa


  6. è abbastanza importante che questo movimento sia nato sponaneamente sull'internet, confermandone l'importanza ed anche le possibilità;

    in effetti comprendo anche il riferimento di stefano ad una possibilità: le nuove tecnologie di comunicazione, che rendono molto più facile il comunicare da parte del soggetto singolo, possono in effetti rendere in parte superata la presenza di "corpi intermedi"

    però credo che per il breve termine ciò che può muovere l'internet, i movimenti nati e sviluppati su di esso, non è tale da modificare gli equilibri elettorali in modo decisivo

    per fare un esempio: ho partecipato alle primarie del partito democratico (ho votato franceschini, per la curiosità di chi legge), e ricordo i sondaggi sul web davano marino con una base di consensi pari agli altri due, ma al voto "di tutti" in realtà i suoi suffragi erano decisamente inferiori (anche se significativi); questo per capire come a volte chi sta dentro il web crede che tutta la società ci stia dentro

    certamente però il fenomeno "viola" è importante, e lo capiremo sempre di più nei prossimi cinque/sette anni

    per il colore, una piccola nota: in politica si fa presto a consumare tutti i colori: verde, rosso, blu, arancione, lo spettro è quello che è, c'era evidentemente rimasto solo il viola, del resto un movimento "marrone" o "granata" non è che funzionerebbe

    meno male che il viola era ancora libero! (anche se non piace a teatro…)

    Scritto da diego, 2 anni, 2 mesi fa


  7. Qe, ogni mattina appena sveglia ascolto la pubblicità dei partiti alla radio privata, a pagamento si intende. Che ipocrisia che non si possa vedere in tv.

    Scritto da Boh/Orientalia, 2 anni, 2 mesi fa


  8. Vera, questo e' il punto: andare dove? Votare per chi?

    Scritto da Boh/Orientalia, 2 anni, 2 mesi fa


  9. Diego, il viola e' il colore di un'associazione contro il cancro e di una religiosa americana. Non era tanto libero se non a livello politico.

    Scritto da Boh/Orientalia, 2 anni, 2 mesi fa


  10. diego, ma forse non è tanto il fatto che tutta la società NON sia dentro internet, è più che altro il fatto che tutta la società non va ai congressi del PD.

    Quel che intendo è ovviamente che è più difficile controllare l'informazione e il comportamento dal basso con internet. La promozione di un Referendume era impossibile senza l'apporto della TV e delle radio. Ora non è più così impossibile.

    L”altra stravaganza, spendiamo milioni di euro ogni 5 anni per sapere come la pensa la gente su chi deve governare. Il parlamento potrebbe essere eletto senza una convocazione fisica degli elettori. Analogamente il parlamento potrebbe essere composto da tutti i cittadini (Dio ce ne scampi), ogni giorno.

    Le possibilità–di errore–sono infinite ora.

    Scritto da stefano / The Catcher, 2 anni, 2 mesi fa


  11. Se ci fossero elezioni senza convocazione fisica degli elettori ci sarebbero brogli. Anche i morti voterebbero.

    Scritto da Boh/Orientalia, 2 anni, 2 mesi fa


  12. qui il problema è capire, almeno riferendomi alle considerazioni di stefano, quanto i nuovi mezzi di comunicazione possono cambiare in "qualità" la democrazia, nel senso che non c'è solo un'accelerazione tecnica di procedure, per cui si fa solo più in fretta e meglio quel che si faceva prima, ma, c'è proprio una possibilità di un nuovo e diverso rapporto fra il cittadino e il potere

    però, e qui mi riallaccio all'ultima saggia considerazione di boh, non è che un sistema "più elettronico" non abbia i suoi rischi e difetti

    poi vedi, caro stefano, io ho anche i dubbi sulla democrazia esageratamente "diretta"; metti che uno si alza e dice per esempio "volete voi cittadini una diminuzione generale delle tasse?", e magari quasi tutti in coro pigiano sul loro pc "siii! che bello", senza magari accorgersi che così salta tutta l'assistenza sanitaria pubblica, tanto per dirne una

    insomma le voci dal basso possono essere qualificate, magari di gente istruita e preparata, ma le voci "dal basso" sono anche quelle del "ventre molle" d'una società, non so se non vi siano rischi di demagogia eccessiva in una sorta di telereferendum continuo

    comunque, sono temi interessanti e non è che io ho la ragione in tasca, sia chiaro

    Scritto da diego, 2 anni, 2 mesi fa


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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.