Cyberwar, scoppia la guerra informatica fra la Cina e l'Occidente

uomo cinese con computer Una relazione della NATO pubblicata venerdì riporta che il numero di attacchi al Congresso e alle agenzie governative USA è cresciuto in modo smisurato, fino a 1,6 milioni al mese. Il livello di allarme è alto e anche gli uffici europei sono stati allertati. Lo riporta il Times. Pare insomma che la Cina abbia deciso di carpire in tutti i modi i segreti dell’Occidente.

Gli Stati Uniti però non stanno con le mani in mano e hanno messo in campo l’Office of Cyber Security, fondato l’anno scorso, ed è sceso in campo il generale supremo, il cosiddetto cyber zar, Howard Schimidt.

Insomma, si sta scatenando una vera e propria guerra informatica. Ma siamo sicuri che gli attacchi vengano da cracker governativi e non da privati che usano i dati per rivenderli a nazioni nemiche fra loro? In fondo il capitalismo porta come conseguenza la voglia spasmodica di fare un mucchio di soldi a tutti i costi, anche quelli della sacra patria. Se poi la patria è di qualcun altro, meglio ancora.



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.