Non è che la Polverini diventa una santa, vero?

nullRenata PolveriniCome sapete fra pochissimo, a maggio, si terranno le prossime elezioni in Birmania. E’ un evento molto speciale perché le ultime elezioni multipartitiche si sono tenute nel 1951-1952, nel 1956, nel 1960 e nel 1990, quando Aung San Suu Kyi avrebbe dovuto guidare il governo, con le conseguenze che sappiamo: l’arresto.

Nell’agosto 2009 Aung San Suu Kyi è stata condannata a ulteriori 18 mesi di arresti domiciliari per aver violato i termini dell’arresto, che sarebbe scaduto quei giorni, ospitando John Yettaw. Guarda un po’, non potrà quindi candidarsi alle prossime elezioni. L’alta corte birmana ora ha respinto l’appello di scarcerazione e ha deciso che rimarrà agli arresti. Oggi ha presentato ricorso, come la Polverini.

Sì perché mi viene un dubbio atroce: non è che con l’esclusione temporanea trasformiamo la Polverini in una Aung San Suu Kyi locale, vero?
Che poi vince.

La Bonino non la sopporto per più di un motivo, ma togliere terreno a chi vince sempre mi sembra essenziale. Per questo spero che le liste del PdL vengano ammesse subito, e non più tardi, in modo che ci sia tempo per dimenticarsene. (Ripensandoci: e se avessero fatto apposta a presentarle in ritardo per fare i martiri e attirare consensi?)



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.