Il paradiso del giornalismo

Free speechL’Islanda diventerà presto il paradiso del giornalismo su carta e online. Il Parlamento infatti sta per approvare un provvedimento chiamato Icelandic Modern Media Initiative per garantire e proteggere il giornalismo, specie quello investigativo, e tutte le libertà di espressione, convinto che la trasparenza e la totale libertà di informazione siano uno dei più importanti strumenti di democrazia. Garantirà anche la massima protezione per le fonti e gli informatori.

La legge applicherà la “best practice”, cioè prenderà il meglio dalle leggi e dalle procedure che tutelano la libertà di informazione di altri paesi. Sarà incluso nel provvedimento la legislazione dello Stato di New York che blocca l’applicazione delle sentenze sui casi che coinvolgono giornalisti nella Gran Bretagna, considerate le più restrittive del mondo. Sarà introdotta una legge del 2005 del Belgio che garantisce una fortissima protezione sia ai giornalisti sia alle loro fonti. Sarà applicata la legge costituzionale della Svezia sulla libertà di stampa Press Freedom Act.

Mi chiedo se per la proposta di legge anti-corruzione Berlusconi si rifarà alla “best practice” dell‘India e del Nepal, paesi nei quali i provvedimenti per garantire la trasparenza e l’onestà nei pubblici uffici e nella politica ci sono da molti anni, ma con scarsi risultati sia come lotta preventiva alla corruzione, sia in termini di punizione dei corrotti.



Commenti

  1. Questo consentirà, finalmente, ad un giornalista italiano di dire quello che pensa, vivendo e lavorando in Islanda, ad esempio da un blog? Temo che comunque verrebbe perseguito appena posasse un piede sul suolo continentale

    Scritto da Stefano / The Catcher, 7 anni, 8 mesi fa


  2. Parlando di rapporti e differenze tra abroad (estero) e Italy, di come dobbiamo sempre fare i conti con la nostra realtà alla fine-

    Oggi l’ennesima conferenza in contesto accademico. Invitato un professor dagli stati uniti, uno come tanti, seguìto da interventi di esponenti delle grandi imprese (chissà perchè!). Il contrasto tra best pratice e praticoni, per quanto elevati, è sempre illuminante. Concretezza e senso dei risultati, contro banalità e ovvietà.

    I numeri puri sono ancora più spietati. Negli USA, 378 miliardi di dollari investiti in ricerca l’ultimo anno (escluso l’education quindi che è completamente a carico del cittadino singolo). Contro gli "80 milioni di euro sono troppi," di Gelminiana memoria. Parliamo di 6.000 volte di meno, come ordine di grandezza e di circa 2000 volte di meno procapite. Duemila volte. Pro capite.

    O gli americani sono 2000 volte più ricchi di noi in media, oppure abbiamo delegato il nostro futuro a copiare le idee da loro. Pagandole, ovvio.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 7 anni, 8 mesi fa


  3. Stefano, se un giornalista italiano scrive su un giornale islandese sicuramente sarà più libero.

    La cifra che dici sull’investimento sulla ricerca in USA è spaventosa, ma sapevo che Obama voleva potenziarla per ridare fiato all’economia del paese, come investimento. Evidentemente in Italia non ne abbiamo bisogno, secondo i governi degli ultimi 10 anni (non pensiamo poi alle dichiarazioni della Gelmini, standiamo un pietoso velo che adesso diventa mamma..).

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 8 mesi fa


  4. Beh, noi siamo già il Paese con il migliore Premier del mondo, no? E allora accontentiamoci…:-)

    Scritto da marco restelli, 7 anni, 8 mesi fa


  5. Marco, come no? Non dobbiamo copiare niente da nessuno.

    Scritto da Boh/Orientalia, 7 anni, 8 mesi fa


  6. I numeri sono peggio. Il premier non è il problema. Il problema è che è il meglio che possiamo esprimere, se ad una conferenza per dottori ricercatori (età media 30 anni scarsi) vedo parlare un "giovane imprenditore" di circa 80 anni, facendo lezioni sul significato della ricerca.

    Io insisto, secondo me ce la prendiamo troppo con chi governa, non ce la prendiamo mai col burocrate insipido, il direttore "idiota", l’impiegato che non è chiaro o di aiuto, il gestore di locale che non paga le tasse.
    Non ci rendiamo conto, che siamo noi, non altri a portare avanti l’Italia ogni giorno. E ogni giorno dobbiamo credere nel nostro valore (il nostro lavoro serve), e richiedere che le cose vadano.

    Berlusconi è un effetto di questo nostro modo di fare, del nostro non voler mai sentirci cittadini a tutti gli effetti.
    E’ più comodo delegare ai "superpoteri", dare colpa ad altri, lasciare che altri si facciano cittadini.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 7 anni, 8 mesi fa


  7. povera libertà, per quanto grande è il mondo, lei, impaurita, deve cercar rifugio in quell'isola lontana

    Scritto da diego b, 7 anni, 8 mesi fa


  8. Stefano, sì certo, ma è anche vero, come dice il proverbio, che il pesce puzza dalla testa. Non parlo dei politici di primissimo piano, parlo appunto di direttori, amministratori di buon livello ecc. Io vedo un sistema profondamente corrotto.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 8 mesi fa


  9. diego, ci sono vari livelli di libertà e credo che oggi in Italia certe libertà siano meno garantite. Di fatto, non de iure.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 8 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.