La crescita economica dell'Asia a due velocità: il rapporto della Banca Mondiale

bus indianoNel rapporto appena pubblicato Promoting Economic Cooperation in South Asia la Banca Mondiale si è finalmente accorta che l’Asia meridionale ha degli squilibri enormi.

Da una parte, dal 1980 ad oggi – quindi facendo una media con gli anni prima della liberalizzazione in India degli anni Novanta, che ha segnato l’inizio del boom economico – ha visto una crescita del PIL del 6% medio annuo.

Dall’altra questo enorme sviluppo e l’innovazione che ne consegue, come dicevo, ha toccato quasi esclusivamente le classi urbane e certi ceti sociali, quindi una piccola percentuale del pianeta India e dell’Asia meridionale.

Gli analisti della World Bank si sono anche accorti che questa parte del mondo è sede di conflitti – i Naxaliti indiani, i maoisti e gli ex maoisti nepalesi, per non parlare della situazione politica in Pakistan e Afghanistan -, e che lo sviluppo a doppia velocità e i conflitti regionali impediscono una vera integrazione della regione nella politica e nell’economia internazionale.

Come a dire: ci sono i ricchi e una classe media, se pure urbana, mentre i poveri di quella regione, specie nelle campagne, sono esclusi completamente dal flusso della storia e della vita, sono bloccati, non hanno neanche le risorse per emigrare.

Ben arrivata World Bank, grazie di averci rivelato fatti ben noti!



Commenti

  1. sono assolutamente convinto che il capitalismo generi ricchezza, e anche generi un forte progresso tecnologico, ma il beneficio per tutti avviene solo con un atto "politico" cioè con una redistribuzione decisa politicamente, forzatamente oseriei dire; per esempio, in italia, c'è stata un'ampia redistribuzione attraverso le pensioni dei coltivatori diretti, un grande fenomeno di redistribuzione di ricchezza avvenuto a suo tempo per scelta politica, non certo per reali versamenti contributivi da reddito; a mio avviso dunque se in un paese si crea ricchezza, è necessario, indispensabile, assolutamente opportuno, che lo stato provveda a fare un poco il robin hood, perchè la riccheza da sola, spontaneamente, rimane appiccicata ai ricchi, c'è poco da fare; la politica serve a questo, secondo me

    Scritto da diego b, 7 anni, 9 mesi fa


  2. diego, assolutamente vero: quindi tu invochi il primato della politica sull'economia, invece la filosofia alla base della globalizzazione è l'esatto opposto. Tutto si dovrebbe sottomettere alle leggi di mercato internazionale. E' per questo che cose apparentemente improduttive o non direttamente improduttive vengono tagliate, come le ricerche svincolate dalla produzione (specie quelle "umanistiche", che poi sono in parte anche quelle veterinarie, per dire).

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 9 mesi fa


  3. cara boh, quelli che tuonano per il primato dell’economia, poi, in tempo di crisi battono cassa allo stato, ovviamente

    come dire: libero mercato quando guadagno tante palanche, intervento dello stato quando invece ci dovrei rimettere

    tutto è politica, rapporti di forza, non esistono leggi dell’economia, esiste la legge del lupo e dell’agnello, e basta

    Scritto da diego b, 7 anni, 9 mesi fa


  4. ah sì, penso alla Fiat quando lo Stato ha tolto gli incentivi: libero mercato quando conviene, protezionismo quando conviene.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 9 mesi fa


  5. Va bene la redistribuzione guidata dalla politica. Purtroppo però spesso quando questa è avvenuta è avvenuta in modo scorretto e sprecone, fomentando così le ire del ceto medio (più e/o meno medio) che deve pagare così più tasse per finanziare sia servizi fantasma, sia per creare enti e carrozzoni inutili e aumentando così il debito pubblico. Stella lo illustra benissimo. Alla fine anche chi è a favore di una supremazia dello stato sull'economia, opta per l'opposto, fino a quando lo stato impari a gestire meglio o, in aternativa, a meglio regolarizzare.

    Scritto da q.e., 7 anni, 9 mesi fa


  6. buon qpuntoe, tutto vero, considero stella un grandissimo giornalista

    però, non vorrei che si volesse buttar via il bambino con l’acqua sporca

    cioè, lo spreco assistenzialista è orrendo, ma con la scusa di combatterlo qualcuno amerebbe distruggere lo stato sociale, che, con tutti i suoi difetti, è sempre meglio che esista

    Scritto da diego b, 7 anni, 9 mesi fa


  7. Diego, d'accordo. Però bisogna ricordarlo un giorno si e l'altro pure quando la sinistra va al governo, poichè si distrae in continuazione. Alla fine si da la zappa sui piedi. Sembra un pò la solita storia dello scorpione e della rana. La sinistra pare faccia sempre la fine dello scorpione (trascinando anche la sprovveduta rana).

    Scritto da q.e., 7 anni, 9 mesi fa


  8. quando sento di parlare di stato sociale penso sempre a Mussolini, che fece un vero stato sociale. E, purtroppo, se non si vogliono dei servizi come nei paesi comunisti di beata memoria, ricordo la Jugoslavia comunista, lo stato sociale perché non sia sprecone e solo clientelare dovrebbe stare in una dittatura. E anche questo non va bene. La soluzione sarebbe quella di un libero mercato con delle regole guida etiche e sociali, con servizi base garantiti da persone che ne abbiano e si assumano la responsabilità anche personale, e così via. Invece qui, basta fare delle fotocopie all’università per accorgesene, nessuno si prende la responsabilità neanche del suo piccolo e tratta i servizi come una mucca da mungere.

    Piccolo esempio: un segretario di ultimo livello in una università faceva le fotocopie (a centinaia di migliaia) per una squadra di calcio di serie B, per cui lavorava come segretario part-time (del tutto illegalmente, dato che era segretario a tempo pieno all’università), e anche per la squadretta dove militava suo figlio. Tutte a spese dell’università in termini di mezzi e di tempo regolare impiegato a fare gli affari suoi, e credo anche di straordinari pagati!

    Se gli chiedevi qualcosa te la spiegava ma non la faceva, la dovevi fare da sola: lui non era responsabile né della fotocopiatrice, né del servizio. Quindi anche se si inceppava non la toccava. Le fotocopie non concernevano il suo livello, però l’uso della macchina a scopo personale evidentemente sì.

    Ora, fotocopie per tutti all’università? Questo è il risultato. Niente fotocopie o fotocopie contate? Il risultato è che spesso quelle per gli studenti le ho fatte a spese mie.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 9 mesi fa


  9. ps per ultimo livello intendo alto ma non amministrativo.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 9 mesi fa


  10. …beh ma che lo dica la Banca Mondiale o le UN o lo dicano gli accademici/giornalisti direi che ha tutto un'altro impatto…

    Scritto da sole, 7 anni, 9 mesi fa


  11. sole, mi piace l'accostamento WB/UN e accademici/giornalisti: come a dire che la prima categoria è affidabile, la seconda no.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 9 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.