Milano, viale Padova: gli ispanici musulmani

Domenica pomeriggio sono andata in vale Padova a vedere i disastri. La via e la zona erano deserti, c’erano solo cartacce. Forse proprio il deserto e la calma inusuale erano lo specchio della battaglia fra i gruppi di neri e ispanici accaduta poche ore prima.

Stamattina presto ho ascoltato il telegiornale del 3 e tutti quelli locali disponibili. Roberto Jonghi Lavarini invocava la Legione straniera per “gestire l’ordine nei quartieri a rischio e mantenere i rapporti con le rispettive comunità etniche, culturali e religiose di appartenenza, insegnando loro come ci si deve comportare in un paese civile e democratico dove sono ospiti“.

C’era anche un amministratore leghista che ribadiva che “c’era da aspettarselo che si scatenasse una battaglia da parte di bande di fondamentalisti islamici, perché la loro cultura non gli permette di integrarsi nel territorio“.

Questa affermazione mi pare ancora più mistificatoria, demagogica e pregiudiziale, se possibile, perché non suona neanche come una provocazione ma è ammantata di “cultura”: ma il gruppo di ispanici che ha ucciso l’uomo egiziano non è cattolico?

Questo è il secondo episodio grave di violenza che coinvolge gli immigrati dall’inizio dell’anno: il problema immigrazione quindi c’è, e va affrontato e risolto non con la demagogia acchiappavoti ma con una politica verso l’immigrazione legale, che preveda un lavoro e una sistemazione abitativa, idee chiare e buon senso. Che vuol dire anche senso di giustizia, oltre che legalità.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.