Domenica pomeriggio sono andata in vale Padova a vedere i disastri. La via e la zona erano deserti, c’erano solo cartacce. Forse proprio il deserto e la calma inusuale erano lo specchio della battaglia fra i gruppi di neri e ispanici accaduta poche ore prima.
Stamattina presto ho ascoltato il telegiornale del 3 e tutti quelli locali disponibili. Roberto Jonghi Lavarini invocava la Legione straniera per “gestire l’ordine nei quartieri a rischio e mantenere i rapporti con le rispettive comunità etniche, culturali e religiose di appartenenza, insegnando loro come ci si deve comportare in un paese civile e democratico dove sono ospiti“.
C’era anche un amministratore leghista che ribadiva che “c’era da aspettarselo che si scatenasse una battaglia da parte di bande di fondamentalisti islamici, perché la loro cultura non gli permette di integrarsi nel territorio“.
Questa affermazione mi pare ancora più mistificatoria, demagogica e pregiudiziale, se possibile, perché non suona neanche come una provocazione ma è ammantata di “cultura”: ma il gruppo di ispanici che ha ucciso l’uomo egiziano non è cattolico?
Questo è il secondo episodio grave di violenza che coinvolge gli immigrati dall’inizio dell’anno: il problema immigrazione quindi c’è, e va affrontato e risolto non con la demagogia acchiappavoti ma con una politica verso l’immigrazione legale, che preveda un lavoro e una sistemazione abitativa, idee chiare e buon senso. Che vuol dire anche senso di giustizia, oltre che legalità.


Chi semina vento raccoglie tempesta. Ecco i frutti della politica leghista.
Pace e benedizione
Julo d.
Scritto da Julo d., 2 anni, 3 mesi fa
E' provato che anche la legge sul'immigrazione clandestina mi sembra assolutamente fallimentare.
Il proverbio però non me lo ricordavo, lo sentivo spesso da piccola, è bellissimo (e vero)!
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
Manco da Milano da molto. Pensavo: vuoi vedere che ora con la lega ci saranno gli immigrati tutti ben integrati che affollano cinema, teatri, biblioteche e schiere di industriali (anche loro immigrati) a pregare le istituzioni di andare all’estero per far venire i lavoratori da noi, che non se ne trovano più neanche a cercarli con il lanternino, e poi in città le strade tutte belle linde e pinte senza neanche un mozzicone di sigaretta a terra, i muri delle abitazioni candidi come in un plastico, senza imbrattamenti. Insomma, un pò come Alice nel paese delle meraviglie. A parte gli scherzi. La situazione è molto è più complessa, del resto, bastava guardare anche qualche volta le trasmissione della brava Gabanelli, da pensare che soltanto persone “moto distratte” (per non dire altro) potevano non immaginare che questi episodi sarebbero certamente accaduti. Ma, come si sa, il giorno dopo, riguardo questi servizi, nessuno ne parlava, come per esorcizzarli. Penso che in tema di immigrazione le contrapposizioni politiche, fatti per lo più di slogan preconfezionati e triti, però non aiutano affatto. Credo però che Maroni è obiettivamente uno dei migliori ministri, fatto riconosciuto anche dalla sinistra.
Scritto da q.e., 2 anni, 3 mesi fa
"Penso che in tema di immigrazione le contrapposizioni politiche, fatti per lo più di slogan preconfezionati e triti, però non aiutano affatto."
Infatti q.e. E neanche le sciocchezze di certi politucoli azzeccagarbugli.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
…che curioso…mi è nuovo che noi siamo un paese civile e democratico?!? difatti basta guardare la nostra classe politca che fa a botte in diretta per avere il belll'esempio della civiltà!LOL
Scritto da sole, 2 anni, 3 mesi fa
Beh Sole, da quando la politica e' diventata spettacolo..!
Scritto da Boh/Orientalia, 2 anni, 3 mesi fa
Vero, Sole. Qualcuno, immigrato o no, che vede quello che succede in parlamento (quando si prendono a botte), è portato a pensare: “figuriamoci! Se lo fanno loro, a quel livello e con quel potere, perché non dovremmo farlo anche noi?”. E' un ulteriore sdoganamento?
Scritto da q.e., 2 anni, 3 mesi fa
Magari con qualche corso di educazione civica per TUTTI. Giusto per capire che non siamo la casbah d'Europa ma un Paese (ancora?) civile
Scritto da federico migliorati, 2 anni, 3 mesi fa
federico, sul paese ancora civile sinceramente non ci giurerei più. Fino a qualche anno fa in USA mis entivo "più civile": ultimamente mi sentivo venuta dalla zolla, dal paese dalla legge della giungla
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
Julo d. Non sono d'accordo.
Come sempre si fanno buoni discorsi quando si vive agli ultimi piani nella cerchia dei navigli. Consiglieri una tenera immersione nella vita di tutti i gg.
Magari uno stipendio di 1150 euro al mese in due e un figlio, un contratto a termine, che costringe a vivere in zone mal abitate, e verso viale Padova.
Provare anche a chiedere un appartamento all'Aler. Lista di attesa 20 anni, per appartamentino malmesso in zona gallaratese.
La poesia è bella, la retorica anche, ma non aiuta a capire chi nel disagio ci vive.
Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni, 3 mesi fa
@federico migliorati.
Siamo un paese umanamente intelligente, ricco di storia.
Civile… mmmm ?
Dovremmo forse definire cosa si intende con civile…così tutti assieme, per provare.
Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni, 3 mesi fa
Stefano, Joyce la donna della Malesia da cui ogni tanto prendo un panino ha fatto domanda per le case comunali, è single con bambina (in Malesia però, dai genitori), vorrebbe portare la figlia qui perché deve operarsi agli occhi e qui è gratis mentre lì dovrebbe pagare.
In sunto: le hanno risposto dopo un anno perché ha la priorità assoluta (è single, con figlia, lavora da 5 anni di cui gli ultimi quattro in regola). Le hanno offerto un apartamento di 3 stanze grandi e 2 bagni fuori città. Lei ha rifutato peché lavora vicino all'università statale, in centro. Dopo *una settimana* le hanno offerto 3 stanze più piccole con un solo bagno in una traversa di corso XXII marzo, in fondo. Affitto di 500 eu mensili, incluso condominio e riscaldamento. Sinceramente mi sembra una cosa stupenda e molto ragionevole, il posto è quasi in centro come sai e le case sono degli anni Trenta, Quaranta, soffitti alti e muri spessi. Zona di piccola boghesia del tempo. Da dove lavora sono 6 fermate di tram.
Ieri mi diceva che guadagna 1350 Eu (+ tredicesima e un mese di ferie, in regola insomma), appena le danno l'ok per la scuola a tempo pieno per la figlia (ha anche lì la priorità assoluta) la porta, intanto ha accetttato l'appartamento e ci andrà a vivere da sola.
Non cadiamo nella retorica al contrario, per favore. Il punto è che fare ricerca all'università è un lavoro da schifo, a livello economico, e in più non hai le agevolazioni di essere extracomunitario nelle fasce "povere". Come invece è lei, che risulta single extracomunitaria con figlia a carico.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
Stefano sulla civiltà c'è uan definizione vecchiotta del'ONU che dice (e molti studiosi la condividono) che per vedere il grado di civiltà di una società bisognerebbe vedere come sono trattate le donne a livello legale, in teoria e in pratica (sentenze ecc.), nel lavoro (status e retribuzione) e così via, comparativamente all'uomo.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
pardon: donne e bambini, le fasce deboli insomma. Io ci aggiungerei anche i portatori di handicap, i vecchi e gli extracomunitari, tutte fasce deboli.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
il caso della signora malese da te esposto, cara boh, è interessante
io credo che una parte del disagio, dell'insofferenza, anche diciamolo del razzismo di alcune fasce dei ceti "bassi" della popolazione italiana, sia dovuto al timore di una certa "concorrenza" nell'usufruire dello stato sociale
il ragionamento di stefano credo vada inserito in questo contesto: è facile essere generosi se tanto tu comunque stai a distanza siderale da certe realtà
invece, accade che una parte della piccola borghesia commerciale e artigianale, si senta scivolare da una modesta agiatezza giù verso la povertà, ma in quel mondo, trova altri poveri, ha la sensazione di dover subire una certa concorrenza che prima non c'era
ovviamente sono sensazioni, ovviamente molte paure sono create dalla propaganda, ma il fenomeno ha una sua fondatezza: c'è un ceto sociale italiano a rischio che, come tutti gli animali feriti, diventa aggressivo, intollerante, rabbioso
detto questo, garantisco che un artigiano di 53 anni, non ce la fa a portare a casa 1350 euro, assolutamente no, di questi tempi
Scritto da diego b, 2 anni, 3 mesi fa
sì Diego penso che la tua analisi sia esatta.
Ci sono tanti, anche all\'università, che non arrivano a 1350 al mese. Per esempio per un corso di 8 crediti (pieno quindi) all\'Uni di Torino danno 50 eu: l\'anno.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
Non è facile integrare questa gente. Ho vissuto e lavorato per quasi cinque anni nel subcontinente indiano e sono ancora sotto shok per quello che ho visto e quello che ho dovuto subire. Sono paesi drammaticamente arretrati, dove parole come "diritti delle donne o dei più deboli" non esistono proprio. Strutture sociali violentissime. Credo fermamente che vada fatto qualche cosa. Ma cosa? E il dubbio (io ho tentato e ritentato e alla fine mi sono arresa, non si riesce a farli smuovere, almeno nel loro paese) che finiscano per imbarbarire anche noi mi sorge forte. Perchè spesso la natura umana si volge più facilmente al peggio che non al meglio.
Scritto da niki, 2 anni, 3 mesi fa
Quinfi tu Niki li consideri barbari? Una cosa è sicura: che molti di loro considerano noi barbari, sotto certi aspetti. E' difficile fare una gara fra civiltà, o di barbarie.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
Dillo alle mie amiche nepalesi che sono state torturate dalle famiglie e che sognano di poter scappare.
Scritto da niki, 2 anni, 3 mesi fa
è un confine difficilissimo da definire quel che è "cultura" (e come tale non giudicabile con i parametri d'un'altra "cultura") e quel che è comunque "sbagliato"
certamente, a mio umillimo avviso, ogni violenza grave, concreta, è sempre e comunque condannabile
naturalmente la catena delle responsabilità è difficile, spesso si allarga: per esempio, se io mi faccio fare un pavimento al mio appartamentino al mare con il parquet di legno pregiato, magari vene dalla distruzione d'una foresta in asia, ed è connessa a inumane sofferenze di popolazioni autoctone (è un esempio scemo, ma è tanto per spiegare)
è un problema, un problema irresolubile, culture diverse non possono che essere diverse, ed è secondo me impossibile sciogliere del tutto il nodo, c'è una contraddizione inevitabile, non si può che auspicare compromessi decenti o quantomeno non troppo indecenti, non soluzioni perfette
Scritto da diego, 2 anni, 3 mesi fa
niki, se una civiltà si misurasse solo in come tratta le donne, metà mondo è barbaro. Quando le donne erano segregate in India, c'era la civiltà Moghul che ha creato opere meravigliose.
Sono d'accordo che un parametro vitale della civiltà di un popolo è lo status femminile ma, ripeto senza giustificare nulla ovviamente, quasi metà dell'umanità è altamente incivile se si considera solo quello.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
ps per corroborare la tesi di Diego, che condivido appieno, sai che c'è una Carta dei Diritti umani orientale? Tanto per dire che anche sul concetto di valori e diritti umani universali ci sono problemi.
Ovvio però che, se di torture si tratta, quello è barbaro e incivile: però ti assicuro che in Nepal ci sono donne che non solo stanno benissimo, ma che comandano. Certo in città e certo di alto status. Siamo sicuri che è una questione di civiltà e non di povertà, ignoranza o semplice criminalità?
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 3 mesi fa
Preferisco la libertà ai monumenti. Tieni presente che sono una designer, che ho decicato la mia vita alla ricerca del bello, ma se potessi scegliere tra un mondo che rispetta le donne e i deboli ma non ha monumenti e un mondo pieno di opere d'arte che pratica il sati, o l'infibulazione o quant'altro, non ho nessun dubbio. Gli esseri umani per me contano più di tutto il resto. Ed è per questo che, avendo vissuto storie e situazioni di un drammatico impensabile per la nostra mentalità, ho perso tutte le idee preconcette che avevo dell'Asia. Per me, la sofferenza umana e il tentativo di alleviarla valgono più delle cosiddette civiltà. Anche della nostra cosiddetta civiltà. Anche se, mi rendo conto, che noi occidentali siamo delle privilegiate e che non potremmo proprio lamentarci.
Scritto da niki, 2 anni, 3 mesi fa
niki, che siamo delle privilegiate (e soprattutto pribilegiati) rispetto all'Asia non ci piove, ma quando dicevo che parli delle torture sulle donne in generale in Nepal ti ho detto che non si tratta di un fatto culturale, ma di ignoranza, povertà e soprattutto criminalità.
Le leggi per proteggere le donne e garantire uguali diritti (anche ereditari) le hanno, ma le leggi devono essere implementate e tu sai benissimo il tasso di alfabetizzazione, e quindi di ignoranza e di povertà nelle campagne, e gli enormi problemi economici del Nepal (16 ore di mancanza di elettricità al giorno, per dire).
Non è per la Cultura del Nepal che la gente tortura, è per la fame, la povertà, l'ignoranza e la pura e semplice criminalità.
E comunque quello che a noi sembrano torture spesso per loro non lo sono affatto: vedi per esempio un marito scelto dalla famiglia.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 2 anni, 2 mesi fa
Ciao, capisco benissimo i sentimenti di Niki, e anche dell'autrice del blog Incredible India Yeah Right, dove ho letto Niki prima. Vivo in India da anni, anche ora vedo ogni giorno cose orrificanti, inguiste, tristi, che mi infuriano, anche se, sì, meno di prima, naturalmente, perché che ne potrei io fare? Ma ho pensato tantissimo di queste cose e oramai condivido l'opinione di Enrica che un problema come la misoginia ed il castismo (possente anche nelle società occidentali, fino a recentemente), per esempio, non sia l'effetto di una cultura particolare, ma dell'ignoranza nata dalla povertà, e che, data la prosperità, ogni società lascierà indietro simili inguistizie, l'eredità comune della razza umana. La cultura, e le differenze culturali, certamente ci sono, ma non sarebbero queste cose, che rappresentano un livello più fondamentale della cultura umana. Ma forse io sia troppo ottimista.
Scritto da Bos Indicus, 2 anni, 2 mesi fa