Sembra che in Afghanistan la produzione del bene di consumo più smerciabile e facile al mondo, l’oppio, diminuirà drasticamente nel 2010. Aveva raggiunto il massimo nel 2007, nel 2008 era scesa a 193.000 ettari di terra coltivati a oppio e nel 2009 a soli 123.000 ettari.
Fino al settembre dello scorso anno però l’Afghanistan produceva 6.900 tonnellate di oppio l’anno, cioè circa 1900 tonnellate in più di quello che il mondo consuma.
La conseguenza è ovvia: con l’iperproduzione il prezzo del bene è crollato, gli agricoltori sono meno pagati, i gruppi terroristici che comprano prendono meno soldi dalle mafie che regolano il commercio, ai vari ed eventuali paesi che l’oppio attraversa il transito non conviene più come prima.
Quindi hanno deciso di seguire una semplice regola di mercato: diminuire la produzione per far rialzare il prezzo. In realtà ci sarebbe un’altra soluzione: adottare misure protezionistiche per la filiera dell’oppio in modo che tanti Morgan e tanti politici (et varia) non ne risentano.
Chi sa perché non ci hanno pensato.


Non vorrei che per difendere il prezzo basso qualcuno volesse portare un po' di democrazia in qualche altro paese, un po' come qualcuno diceva che era stato fatto per il petrolio.
Del resto se i politicanti vanno a oppio, forse è la democrazia che lo richiede?
Scritto da Bubbo Bubboni, 1 anno, 11 mesi fa
Oh sì certo, anche la medicina richiede che i chirughi usino la cocaina. Me l'ha detto un conoscente chirurgo, dice che altrimenti è troppo stanco.
Scritto da Boh/Orientalia4All, 1 anno, 11 mesi fa