Il Giornale non è razzista, i sindacati sì

leccapiediSCIOPERO VIETATO AI NEGRI

[...] La Cisl ha fatto sapere che il discorso è troppo vago, servono contenuti precisi, certe cose non s’improvvisano: «È inutile parlare alla pancia degli immigrati». La Uil ha risposto con un no secco: «Gli italiani non capirebbero questo tipo di sciopero». La Cgil ha preso atto, tergiversato, con generici vediamo. Cose del tipo: il primo marzo è troppo presto, meglio prima delle elezioni e poi non è che possono incrociare le braccia solo gli immigrati, qui serve una grande manifestazione nazionale, con italiani e stranieri in piazza, insieme. Hanno cominciato, insomma, a buttarla sulla politica. Imbarazzo.

Il titolo è provocatoriamente razzista, l’articolo su Il Giornale è in sostanza convidisibile, e vi dico il perché: il no dei sindacati mi ricorda il divieto e l’accusa di qualunquismo alle manifestazioni spontanee, cioè non organizzate dall’alto, dei gruppi di femministe e di donne sciolte, negli anni Settanta-Ottanta, da parte di sindacati, del PCI e dai vari gruppi di estrema sinistra.

Questi ultimi specialmente accusavano le donne che protestavano “senza permesso” di essere borghesi, perché la lotta di classe è appunto di classe, e non di genere.

Ora i sindacati non appoggiano uno sciopero nazionale degli immigrati. Forse il problema del razzismo sul lavoro non è degno della loro attenzione? Oppure pensano che i neri e gli immigrati dai paesi africani e asiatici siano trattati davvero come gli italiani, o che gli italiani non siano razzisti? Oppure, peggio ancora, i sindacati hanno paura di perdere consensi fra gli italiani?

Io a metà degli anni Ottanta sono uscita da un famoso gruppetto, pensando in cuor mio che fossero degli idioti, quando i “capi” mi hanno sottoposto a una specie di processo ironico, ma non per questo meno violento, con l’accusa di lavarmi troppo spesso i capelli. Ero considerata una ribelle, una che non sta alle regole – non scritte, ma ferree e dittatoriali.

E intanto, i capi del gruppo relegavano le femmine al ciclostile – le più “vecchie”, cioè over 20 -, e le ragazzine a distribuire i volantini al freddo – che io già soffrivo tantissimo -, mentre i maschi facevano le cose importanti: pensavano. Spesso e volentieri anche male.

Mi pare che da allora le cose nella sinistra non siano tanto migliori: prima le donne, ora i neri.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.