Ma noi con l'Islam siamo in guerra?

Si riapre la polemica con le comunità islamiche e con le forze progressiste. A dicembre infatti nel comune di Trenzano, circa 5000 abitanti nella bassa bresciana, il sindaco di centrodestra, Andrea Bianchi, ha bandito «l’uso delle lingue straniere durante i raduni di circoli e associazioni locali».

La giunta comunale ha approvato il provvedimento proprio poche settimane dopo l’inaugurazione di un’associazione islamica di integrazione culturale, definizione ridondante per indicare un piccolo circolo di immigrati marocchini.

Il comune di Castel Mella poi, sempre in provincia di Brescia, con una delibera ha escluso i ragazzi stranieri meritevoli dalle borse di studio comunali.

La lingua, si sa, è il medium della cultura di un popolo – e, viceversa, la cultura, almeno quella ufficiale, si esprime anche e soprattutto attraverso la lingua. E’ evidente quindi che il provvedimento dei ridenti comuni bresciani miri non solo a proibire l’uso della lingua araba nelle riunioni pubbliche, ma anche a esprimere pubblicamente la cultura araba – e non solo.

poster contro la lingua italiana in USASe nel bresciano hanno paura delle attività delle comunità islamiche, non sarebbe più semplice e proficuo, anche per partecipare ai concorsi del Ministero degli Esteri dove è lingua preferenziale, che qualcuno in Questura imparasse l’arabo? Oppure che nei comuni o nella Questura impiegassero dei marocchini, tunisini, egiziani ecc. per monitorare i discorsi e le attività esterne, come fanno per esempio a Londra?

Per tutti i bresciani che vogliono cominciare a capirci di più sulla cultura islamica e vogliono leggere il Corano in italiano suggerisco a questo proposito Tenzil, un’applicazione per navigare all’interno del testo in molte lingue e traduzioni diverse, tra le quali anche l’italiano. Si possono scorrere tutte le 114 Sure, saltare da una all’altra e ascoltare le Sure recitate in lingua araba.

Purtroppo quello che è successo nel bresciano ricorda un provvedimento statunitense che durante la Seconda guerra mondiale ha proibito l’uso della lingua italiana in pubblico, ed è stato così efficace che la scarsità delle cattedre di italiano nelle università e nei licei americani è attribuita proprio a questo. Un provvedimento che evidentemente poneva gli italiani, con la loro cultura, su un piano di inferiorità rispetto ad altri gruppi di madre lingua inglese o francese.

Soprattutto mi chiedo, anche pensando al giro di vite fatto da Obama contro il terrorismo e per la sicurezza internazionale – che poi a lui interessa quella in casa propria-: ma noi con l’Islam siamo in guerra?

Siamo tornati come durante la Seconda guerra mondiale, quando l’italiano in USA era la lingua del nemico? L’Italia è in guerra contro l’Islam e non ce ne siamo accorti?



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.