Cuore, cuore e ancora cuore

chiave del cuoreIo non ho nessun tipo di dubbio: il cuore vince sempre. Nel momento delle decisioni finali e delle scelte, quelle davvero importanti, apro la porta – che comunque spesso si apre anche da sola -, al cuore, che per me vuol dire anche intuizioni e sensazioni, e lo lascio occupare la mia vita.

Non ha mai sbagliato, anzi, gli sbagli più grandi li ho fatti solo quando ho mediato con il cervello e il ragionamento.

Quindi, senza esitazioni, rispondo qui alla domanda di Mitì se lasciar vincere il cuore o il cervello: nelle scelte importanti la chiave che apre tutte le porte è quella del cuore, e il cuore non sbaglia mai.
E secondo voi?



Commenti

  1. definitivamente. E' l'unico modo per sbagliare meno nel caso sbagliare meglio e comunque evitare i rimpianti.

    Scritto da patrizia, 7 anni, 11 mesi fa


  2. concordo con te!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  3. cara boh, ho risposto presso placida signora, sarei davvero l'incarnazione della vanità scrivana se riportassi anche qui il mio umillimo parere, per cui, se credi, puoi leggermi lì

    Scritto da diego, 7 anni, 11 mesi fa


  4. Placida è una mia cara amica ma questo è un altro blog. E poi fra poco è Natale, ti perdoniamo tutti!:)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  5. ps e sono molto curiosa..

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  6. cara boh, ecco un ignobile copia/incolla di me stesso:

    il cervello non è unitario, in realtà, come ben spiegato anche in opere divulgative (non serve essere neuroscienzati per saperlo), il cervello è composto di almeno 3 livelli: un cervello antico, che regola reazioni istintive, arcaiche quasi, e poi un cervello capace di ragionamento al fine di “organizzare” risposte più articolate al momento, all’evento; e infine un cervello “intellettuale”, che le moderne tecniche di studio collocano approssimativamente nei lobi frontali della corteccia; sembra che i primi due cervelli li abbiamo in comune con gli altri animali, mentre il cervello capace di astrazioni e previsioni d’alto livello è tipico solo della specie umana

    però, data la complessità dell’essere umano, è evidente che noi abbiamo un’attività di pensiero molto maggiore di quel che accede al semplice livello cosciente, nella nostra mente c’è una stratificazione complicata di elementi, ed un’elaborazione “sotto il cofano” assai complessa e continua; si sa ad esempio che durante il sonno il cervello lavora molto di più che durante la veglia;
    noi siamo molto complicati e l’aveva intuito il grandissimo nietzsche quando scrisse che se noi guardiamo l’abisso, l’abisso guarda in noi

    il cuore batte, per le emozioni, per i sentimenti, per le passioni, ma il poeta, il sentimentale, l’innamorato, colui che percepisce quei momenti incredibili che definiamo “poesia”, è già nel cervello, che non è un ragioniere, ma è appunto quella meravigliosa struttura che ci rende uomini

    io propendo per il cervello, ma è un cervello che “è” il cuore

    Scritto da diego, 7 anni, 11 mesi fa


  7. sì anche io ripenso spesso alla frase del grande Nietzsche, ma in altro senso.

    E anche io per cuore intendo quell’insieme di intuizioni e sensazioni profonde che per esempio ci mettono in allarme: quindi il mio cuore è quello che intendi tu.

    Quando ragiono da contabile o da ragioniere, che poi i conti nella vita li faccio male, allora sbaglio sicuro.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  8. Tu ha un cuore grande così :-*

    Scritto da Mitì, 7 anni, 11 mesi fa


  9. Difficile giudicare razionalmente le scelte prodotte dal cuore: diciamo che, a volte, anche il cuore fa prendere decisioni di cui ci si pente 'col senno di po'. Credo che, come dicevano i latini, in media stat virtus

    Scritto da federico migliorati, 7 anni, 11 mesi fa


  10. Miti'!:)

    Scritto da Boh/Orientalia, 7 anni, 11 mesi fa


  11. Federico, hai risposto in un modo che piu' Federico di così si muore..:)

    Scritto da Boh/Orientalia, 7 anni, 11 mesi fa


  12. Lo so, a volte paio davvero molto razionale al limite dell'insensibilità. In realtà anch'io, in certe occasioni, mi lascio prendere dal sentimento sull'onda dell'emozione del momento. E, va detto, in taluni casi mi rimangerei tutto :-)

    Scritto da federico migliorati, 7 anni, 11 mesi fa


  13. Federico, come dice Woody Allen: whatever works!:) To be happy, of course.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  14. Come ho già precedentemente scritto da Mitì, nel mio caso, cuore e cervello stanno cercando di rispettare i propri ruoli, quando ha prevalso il cuore (troppo spesso) ne ho pagato un pò le conseguenze ;)

    Scritto da Romano, 7 anni, 11 mesi fa


  15. Romano, ma sono certa che ne è valsa la pena. Voglio dire, almeno hai imparato qualcosa, no?;)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  16. Anch’io in genere lascio decidere il cuore.

    Però c’è da dire che noi occidentali viviamo un po’ una dicotomia: da una parte il cervello (la razionalità) e dall’altra il cuore (il sentimento). E queste due parti vengono viste spesso ’in lotta’ tra di loro.
    Invece mi piace molto la visione semitica, ripresa poi dai Padri della Chiesa e dai mistici, del cuore come "centro della persona umana". In questo senso si deve cercare di arrivare a quello che viene detto "cuore indiviso", cioè ad avere tutta la propria persona armonizzata e con un unico ’obiettivo’. A questo punto cessa la lotta tra razionalità e sentimenti e tutta la persona si realizza armonicamente. E di conseguenza cade l’aut-aut (cuore o cervello?) per arrivare all’et-et (cuore E cervello).
    Spero di essermi spiegato
    Pace e benedizione
    Julo d.

    Scritto da julo d., 7 anni, 11 mesi fa


  17. Dicotomia insanabile, julo, però. Il cuore rappresenta spesso il "noi": i desideri, l'io, lo spazio emozionale, la fantasia; il cervello: la realtà, il dovere, il necessario, il funzionale. Questi mondi si conciliano solo a tratti…

    Scritto da Stefano / The Catcher, 7 anni, 11 mesi fa


  18. Io uso il cuore, carissima Boh. Il cuore, il cuore e ancora il cuore.
    Male, ma lo uso.
    E poi faccio quel che il maledetto senso del dovere mi ricorda di fare.

    La dicotomia nel mio caso non è cuore/cervello. Ma desiderio/coscienza.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 7 anni, 11 mesi fa


  19. molto interessante la prospettiva dell’ottimo julo, e altrettanto calzante l’obiezione dell’amico (mi permetto) stefano

    stefano, ecco io penso che la prospettiva che suggerisce julo vada intesa come una tendenza, un percoso, un cammino, una tensione verso la compiutezza, verso l’armonizzazione, quindi vada collocata più come un’orizzonte finale di saggezza, mentre l’esperienza dell’oggi è invece questa tensione, questa dicotomia

    in fondo, io credo che alla fine sia giusto riconciliarsi con se stessi, perchè siamo, secondo me, unitari, la dicotomia la percepiamo, la soffriamo, proprio perchè il vero intimo "noi" cerca invece l’unità, la compiutezza

    quindi sono vere entrambe le prospettive, perchè noi siamo un divenire, non una statua già finita

    perdonate la prolissità e il doppio intervento, ma sono argomenti d’interesse enorme, per me

    Scritto da diego, 7 anni, 11 mesi fa


  20. Per me il cuore è il motore, il cervello un filtro. Le scelte dipendono da diverse variabili: a volte sono dettate dal cuore, a volte solo dal cervello, a volte da entrambi. Col tempo si attutisce l’impulsività e si innescano quasi meccanismi di autodifesa per esperienze pregresse, per timore di vedere deluse le proprie aspettative o perché più inclini a valutare i pro e contro. Nel mio caso, se mossa da intima convinzione o passione, procedo seguendo la prima intuizione .

    Scritto da skip, 7 anni, 11 mesi fa


  21. "Per me il cuore è il motore, il cervello un filtro"

    scusa skip se mi permetto di chiosare, ma questa affermazioneè interessante non poco, perchè corrisponde anche ad alcuni aspetti "concreti" del funzionamento del cervello; proprio in questi giorni sto leggendo un libro divulgativo dello scienziato boncinelli, dove appunto si accenna ad una funzione di "filtro" che la parte nobile del cervello, la corteccia celebrale, svolge riguardo alla molteplicità delle percezioni e degli impulsi, quasi che la principale caratteristica del cervello più che conoscere, sia in realtà "scegliere", distinguere, filtrare, selezionare

    ora basta boh, mi sono allargato troppo, mi impartisco almeno 24 ore di silenzio…

    Scritto da diego, 7 anni, 11 mesi fa


  22. Vedo che il caro Diego mi ha preceduto. In effetti è proprio una meta. Ma non è una meta asindotica, bensì raggiungibile. Questo non vuol dire però che lo sia facilmente. Né che una volta raggiunta non la si perda più. Richiede una costante attenzione, un costante discernimento, una costante purificazione. Quello che dici, Stefano, sulle differenze cuore-cervello, è vero. Però non è una dicotomia insanabile. Pace e benedizione Julo d.

    Scritto da julo d., 7 anni, 11 mesi fa


  23. Caro diego (amico, certo, senza ma e senza se: ci mancherebbe) spunti interessanti:

    "la dicotomia la percepiamo, la soffriamo, proprio perchè il vero intimo "noi" cerca invece l’unità, la compiutezza"

    Eh si la percepiamo, sembra quasi la definizione dell’io la ricerca dell’unità.

    "la principale caratteristica del cervello più che conoscere, sia in realtà "scegliere", distinguere, filtrare, selezionare"

    Credo anche io di sì, in senso proprio, cognitivo.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 7 anni, 11 mesi fa


  24. Bel dibattito.

    Scritto da Attenzione, 7 anni, 11 mesi fa


  25. julo, il cuore come centro di tutto, e centro anche della coscienza, è una caratteristica della filosofia e delle credenzxe indiane più antiche. Che poi le Upanishad hanno formalizzato come "cuore cittadella del Brahman" cioè del principio ultimo.

    Il cuore, insomma, vince sempre!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  26. Stefano, sì ì anche pe rme valeva desideri/coscienza: nel senso che fino a ora sono stata sempre coscienza, ma adesso ho deciso di lasciarmi andare di più ai desideri. Leciti!:) Di vivere amandomi e coccolandomi un po' di più, cosa che mi è mancata. Sono stata allevata nel senso rigidissimo del dovere e sono cose difficili da superare o, meglio, da mediare.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  27. skip, pensa tu che per me i meccanismi di difesa sono sempre quelli attuati da cuore, che è anche intuito. L'irrazionale non sbaglia mai, il razionale spesso. Non siamo robot. E poi il primo intuito, la prima impressione, ho notato che è sempre quella giusta.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  28. "Questo non vuol dire però che lo sia facilmente. Né che una volta raggiunta non la si perda più. Richiede una costante attenzione, un costante discernimento, una costante purificazione."

    Julo, quanto giusto! Però, permettemi, anche un po’ di autoindulgenza, almeno per persone come me che hanno fatto dell’attenzione e della purificazione il fulcro della loro vita. Autoindulgenza perché siamo umani e perché, come umani, la tolleranza con cui guardo agli altri, almeno su certi aspetti, la devo applicare ancche a me! Scoperta recente ma verissima, quando me lo dicevano, anche mio padre da bamnbina, non la capivo. La capisco solo ora!:)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  29. Insegnamento del Budda: se la corda è troppo tesa si spezza, se lo è troppo poco suona stonata (o non suona affatto).
    Mio pensiero: la vita di fede è come camminare su una corda tesa. È molto facile cadere da una parte o dall’altra, cioè nel rigorismo o nel lassismo. Bisogna trovare il giusto equilibrio.

    Giusto quello che dici, cara Boh, a volte si cade, però questo non deve fermarci, ma solo dobbiamo rialzarci e ritentare. Il bello della vita non sta tanto nella riuscita, ma nel tentativo di riuscire. E le cadute fanno parte del tentativo.
    (e a volte quando si cade la cosa migliore da fare è quella di unirsi alle risate di chi ci circonda)
    Pace e benedizione
    Julo d.

    Scritto da Julo d., 7 anni, 11 mesi fa


  30. Sai Julo, talvolta mi sembra che quando avrò imparato a stare dritta avrò terminato questa mia vita. Mi scoccia, vorrei aver imparato prima…:)

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  31. Beata te che solo ’talvolta’ !!!!!

    Pace e benedizione
    Julo d.

    Scritto da Julo d., 7 anni, 11 mesi fa


  32. @Boh Ci sono ANCHE desideri illeciti? Ad esempio a che pensavi…? ;)

    Scritto da Stefano / The Catcher, 7 anni, 11 mesi fa


  33. Eheheh Stefano i desideri sono quasi sempre e solo illeciti.:) Tutto il resto, il lecito intendo, si fa..

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 11 mesi fa


  34. Dovresti rendermi partecipe, chissà che sogna segretamente una grande ricercatrice del sapere …? ;) In fondo è Natale, chissà che non si realizzino? ;) Magari qualcuno..

    Scritto da Stefano / The Catcher, 7 anni, 11 mesi fa


  35. Stefano, magari…

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 10 mesi fa


  36. Testa e cuore. Cuore e testa. A volte l'uno e a volte l'altro. Ma chi dà retta alla testa, in determinate occasioni, dimostra di avere più cuore di molti altri.

    Scritto da Glendra, 7 anni, 10 mesi fa


  37. Sì, se la testa ragiona bene.:) Ma ci sono tante follie razionali in giro.

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 10 mesi fa


  38. L'amore stesso è una pazzia! :D.

    Scritto da Glendra, 7 anni, 10 mesi fa


  39. assolutamente vero, ma dà colore e calore alla vita. E' tutto più bello se ami (e sei riamata)!

    Scritto da Boh/Orientalia4All, 7 anni, 10 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.