Il peggior incubo di chi scrive: consigli spassionati

gobbo-cornoQuesti giorni leggo appena i giornali, non accendo nemmeno la televisione e ascolto solo il radio giornale delle 6-7 di mattina. Lavoro come una forsennata 12-14 ore al giorno, tutti i giorni. Infatti mi è capitata la cosa peggiore che possa capitare a chi scrive: il file del testo del libro, e anche tutti i 3 backup che faccio ogni sera, era corrotto.

Per corrotto intendo completamente andato, senza rimedio. Mi ha aggiunto 105 pagine e ne ha cancellate circa 50, ha cancellato decine di note e unito a caso migliaia di parole, specie quelle tibetane e sanscrite, e decine di paragrafi anche molto distanti fra loro, il tutto in modo assolutamente casuale.

Benito Mussolini si era unito a Guido Gonella diventando Benella Gossini, per esempio, e Giulio Andreotti negli anni Quaranta risultava in India, sposato a Gandhi e in procinto di scalare l’Himalaya!

Insomma, un vero caos formale e sostanziale.
Così ho dovuto ricostituirlo. Prima ho pensato di aver perso solo gli ultimi giorni di lavoro e ho usato la funzione di Word per confrontare due file, quello corrotto e quello della sera prima; poi, visto che il problema era proprio il file in sé, sono andata indietro a rispescare quello dei giorni precedenti. Il primo buono, senza problemi, era quello di 12 giorni prima! Senza problemi, ma anche senza il lavoro degli ultimi 12 giorni.

Così mi sono messa di santa pazienza a ricostituirlo: 5 giorni. In tutto, 17 giorni persi. Solo da 3 giorni ho ricominciato ad andare avanti e ancora trovo, qua e là, dei dati mancanti.

Il problema? La maledetta ventola. Stavo lavorando su di un computer di seconda mano (mi si sono rotti 3 lap-top questi ultimi due mesi, tutti di serie A), con lo schermo molto largo e ad alta risoluzione, che permette di confrontare due file vicini. Scaldava un po’ ma neanche più di tanto, visto che quando apro i database e magari dei testi interi in sanscrito traslitterato (prima dell’Unicode erano tutte immagini) il computer scalda comunque: però ogni tanto fischiava, questo sì, a intermittenza, come un treno.

Ovviamente non gli ho dato retta, figuriamoci. Mica posso dar retta a un computer. Poi l’orrenda scoperta: quando fischiava mi corrompeva i file! Quindi anche i backup!

Il consiglio per chi scrive, specie se è arrivato alla fine del libro, è: ascoltate sempre il vostro computer. Poi comprate un computer nuovo. O se proprio non potete, appena sentite che la ventola è rotta (fischia) o il computer scalda troppo salvate e spegnete tutto al volo.

E, ovviamente, fatevi regalare un corno. A me voleva regalarlo un amico, il bravissimo fotogiornalista Mimmo Torrese, poi proprio quel giorno uno dei bambini che abita di sotto l’ha trovato sulle scale e mi ha chiesto se lo volevo. Anzi, tecnicamente è un gobbo-corno simile a quello della foto.

Pensate, regalato da un bambino che l’ha trovato per caso: forse perché la sera del 1° novembre è venuto a casa travestito a chiedermi un dolcetto e gli ho regalato un’intera scatola di cioccolatini al liquore?;)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.