Il peggior incubo di chi scrive: consigli spassionati

gobbo-cornoQuesti giorni leggo appena i giornali, non accendo nemmeno la televisione e ascolto solo il radio giornale delle 6-7 di mattina. Lavoro come una forsennata 12-14 ore al giorno, tutti i giorni. Infatti mi è capitata la cosa peggiore che possa capitare a chi scrive: il file del testo del libro, e anche tutti i 3 backup che faccio ogni sera, era corrotto.

Per corrotto intendo completamente andato, senza rimedio. Mi ha aggiunto 105 pagine e ne ha cancellate circa 50, ha cancellato decine di note e unito a caso migliaia di parole, specie quelle tibetane e sanscrite, e decine di paragrafi anche molto distanti fra loro, il tutto in modo assolutamente casuale.

Benito Mussolini si era unito a Guido Gonella diventando Benella Gossini, per esempio, e Giulio Andreotti negli anni Quaranta risultava in India, sposato a Gandhi e in procinto di scalare l’Himalaya!

Insomma, un vero caos formale e sostanziale.
Così ho dovuto ricostituirlo. Prima ho pensato di aver perso solo gli ultimi giorni di lavoro e ho usato la funzione di Word per confrontare due file, quello corrotto e quello della sera prima; poi, visto che il problema era proprio il file in sé, sono andata indietro a rispescare quello dei giorni precedenti. Il primo buono, senza problemi, era quello di 12 giorni prima! Senza problemi, ma anche senza il lavoro degli ultimi 12 giorni.

Così mi sono messa di santa pazienza a ricostituirlo: 5 giorni. In tutto, 17 giorni persi. Solo da 3 giorni ho ricominciato ad andare avanti e ancora trovo, qua e là, dei dati mancanti.

Il problema? La maledetta ventola. Stavo lavorando su di un computer di seconda mano (mi si sono rotti 3 lap-top questi ultimi due mesi, tutti di serie A), con lo schermo molto largo e ad alta risoluzione, che permette di confrontare due file vicini. Scaldava un po’ ma neanche più di tanto, visto che quando apro i database e magari dei testi interi in sanscrito traslitterato (prima dell’Unicode erano tutte immagini) il computer scalda comunque: però ogni tanto fischiava, questo sì, a intermittenza, come un treno.

Ovviamente non gli ho dato retta, figuriamoci. Mica posso dar retta a un computer. Poi l’orrenda scoperta: quando fischiava mi corrompeva i file! Quindi anche i backup!

Il consiglio per chi scrive, specie se è arrivato alla fine del libro, è: ascoltate sempre il vostro computer. Poi comprate un computer nuovo. O se proprio non potete, appena sentite che la ventola è rotta (fischia) o il computer scalda troppo salvate e spegnete tutto al volo.

E, ovviamente, fatevi regalare un corno. A me voleva regalarlo un amico, il bravissimo fotogiornalista Mimmo Torrese, poi proprio quel giorno uno dei bambini che abita di sotto l’ha trovato sulle scale e mi ha chiesto se lo volevo. Anzi, tecnicamente è un gobbo-corno simile a quello della foto.

Pensate, regalato da un bambino che l’ha trovato per caso: forse perché la sera del 1° novembre è venuto a casa travestito a chiedermi un dolcetto e gli ho regalato un’intera scatola di cioccolatini al liquore?;)



Commenti

  1. cara boh, sapessi quante persone in gambissima poi scivolano su questa faccenda dei files

    certamente il dio delle bozze è sempre maligno e in agguato, e da quando gli scrittori devono fare i linotypisti le cose sono sempre peggiorate

    una volta andavi in una tipografia, c’era un omone o una robusta signora che trasformava le tue cose in belle tavolate di piombo, scomodissime ma indistruttibili, ti tirava le veline e tu correggevi

    adesso lo scrittore scrive, correggere, riscrive, tutto nel computer, ed è, come mi ha spiegato un mio conoscente scrittore anche famoso, cambiato proprio il modo di "pensare" i libri

    comunque, un buon corno se ci credi aiuta, ma considererei anche google documents, che attualmente uso, comodissimo, stà tutto sul web, ti possono anche incendiare la casa, basta che ti colleghi e ritrovi tutto

    meglio mac che pc, però questa è un’opinione non condivisa da tutti, lo so

    Scritto da diego, 4 anni, 5 mesi fa


  2. ah sì diego, erano corrotti anche quelli ovvisamente…

    perché meglio mac?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  3. per il mac ti posso dire che quello con cui ti scrivo più spesso, non questo che è di mia moglie, è un vecchio imac fatto a palla comprato usato nel 2004: da allora non ho mai dovuto riformattarlo; uso mac dal 1986 e mi sono trovato bene, tieni presente che per la grafica si usano files a volte molto pesanti; per il lavoro usoun G5 mac che ha 7 anni, e (mano che stringe qualcosa per scaramanzia) non s’è mai rotto; ovviamente i lavori li tengo tutti esterni dal computer, su hd esterni così se si rompe il computer non perdo anni di lavoro;

    questa cosa dei files corrotti non mi è chiara, la perdita di dati dovrebbe accadere solo per rottura dell’HD, ma io non sono un tecnico e non vorrei scrivere sciocchezze

    comunque, gli scrittori, anche importanti come te, sono spesso un pò pasticcioni…

    Scritto da diego, 4 anni, 5 mesi fa


  4. diego, io non sono importante ma in compenso sono pasticciona..:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  5. ps come fai a saperlo? E distratta in modo quasi patologico, meno che sulle mie cose specifiche..

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  6. cara boh, il discorso sarebbe lungo, ma cerchiamo di condensarlo

    nella mia lunga militanza di tipografo compositore ho conosciuto persone che si possono definire appunto scrittori, non certo scrittori famosi, ma comunque persone che avevano preparato saggi, libri d’un certo interesse storico o scientifico

    fino all’avvento del computer il lavoro per preparare un libro è ben diviso fra due soggetti: lo scrittore, colui che ci mette lle pagine scritte, il "contenuto", e il collaboratore "homo faber" il tipografo, il compositore; il compositore, non avendo alcun titolo sul contenuto, è una mente completamente assorbita dal lavoro "duro" del battere i testi, memorizzarli in modo sicuro, tenere le varie bozze, e spesso, specie in realtà piccole come quelle ove ho operato io, deve anche aiutare l’autore stesso a tenere in ordine la cosa (per esempio capire bene quali sono titoli, sottotitoli, corsivi e loro "senso" nel libro); alla fine, l’autore è libero da quel lavoro, da quei pensieri, e spesso debbo dire anche riconoscente per il duro lavoro "sotto il cofano" fatto dal compositore

    adesso, con qeusto dannato computer, chi scrive un libro è solo, la sua mente deve tenere insieme l’architetto e il muratore, e questo è dannoso

    anche perchè poi a volte arrivano in tipografia libri "finiti" che sarebbero da ristrutturare da cima a fondo, ma il preventivo non lo prevede e quindi sono guai (ovviamente non vale per l’edizione importante che stai facendo tu)

    insomma il computer nuoce allo scrittore, secondo me

    Scritto da diego, 4 anni, 5 mesi fa


  7. Erano per caso portatili HP o Compaq? Perché quello del surriscaldamento con conseguente danneggiamento è un noto problema loro. Comunque una avvertenza è quella che i file importanti non vanno MAI lasciati solo nell'hd del pc. Sempre copia anche su supporto esterno, possibilmente su più supporti esterni. Anche il suggerimento di Diego di usare Google-documents è buona, è un buon servizio, affidabile, per certe cose lo uso anch'io. I Mac sono delle buone macchine, più care delle altre, ma con tutto assemblato ad hoc. Certo che in questi ultimi anni anche loro sono un po' scaduti di qualità, ma rimangono ancora delle macchine affidabili. Io rimango dell'idea che, specie per un portatile, non conviene spendere cifrone, anzi! Meglio prenderne uno da 4-500 euro. A meno che uno non abbia esigenze particolari. A te ad esempio basterebbe, se ho capito bene, un monitor esterno grande: lo colleghi al portatile quando devi lavorare su file multipli. Pace e benedizione Julo d.

    Scritto da julo d., 4 anni, 5 mesi fa


  8. Oh, sono d'accordo anch'io, tutto illuminista, sul cornetto portafortuna! Basta che dentro ci siano un paio di GB di flash e un connettore USB…

    Scritto da Bubbo Bubboni, 4 anni, 5 mesi fa


  9. Ma sono io l’unico fesso che, quando scrive, la sera, si autoinvia una copia del lavoro in mail?

    Per chi scrive tante volte non è utile solo il backup, ma anche sapere come si era impostato il lavoro quel determinato giorno. Le "revisioni" dei word processor, infatti, non vanno indietro così tanto.

    Scritto da Egon Von Petersdorf, 4 anni, 5 mesi fa


  10. diego, discorso corretto: non si può pensare a un libro elaborato (per farlo semplice è molto, molto difficile!) e a tutte le cose di lauout e composizione, e in più un occhio ai 4 possibili lettori perché al casa editrice ci pensa! Siamo come gli asini, facciamo tutto da soli (proverbio nepalese).

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  11. Julo, erano IBM! E uno era Lenovo. Quello usato della ventola rotta era anche IBM.. In teoria, robustissimo.

    Il mio primo lap top l’ho comprato nel 1991, ne ho avuti 7 (il Toshiba era il migliore) e solo da un paio di anni ho IBM e si rompono: fortuna che dicono siano robustissimi.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  12. Bubbo, siamo moderni noi, che credi. E razionali.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  13. Egon, infatti..

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  14. Bhe, IBM e Lenovo sono la stessa cosa, cambia solo il logo.

    A questo indirizzo:
    http://www.tomshw.it/cont/news/notebook-e-netbook-ecco-gli-indici-di-rottura/22860/1.html
    trovi un’interessante statistica sull’affidabilità dei portatili. Ti può servire per il prossimo acquisto ;-)

    Buona domenica
    Julo d.

    Scritto da julo d., 4 anni, 5 mesi fa


  15. Lenovo in realtà è IBM peggiore..

    Grazie del sito (benché URL non sono ammesse qui, lo sai)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  16. Julo, infatti i migliori sono sempre stati Toshiba (top) e Asus! Ho sempre avuto solo quelli. Gli IBM sono una bufala.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  17. Come si sono corrotti 3 backup? Nessuna copia su altri personal o via posta, o dall’editore?

    Hai provato con uno strumento forensic, per estrarre il testo…?

    Scritto da Stefano / The Cathcer, 4 anni, 5 mesi fa


  18. L'ho scritto Stefano. L'editore vuole le copie finite e pulite.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  19. Ohps! mi scuso, mi ero dimenticato che non si possono mettere link. Julo d.

    Scritto da julo d., 4 anni, 5 mesi fa


  20. Perchè si corrompono i files? Per un'infinità di motivi, quasi sempre per un errore dell'operatore che magari non da abbastanza spazio libero al sistema operativo o ai dischi dove si allocano i files. A me è capitato quattro anni fa di perdere completamente tutti i miei articoli pubblicati dalla seconda metà degli anni Ottanta durante una conversione. Erano stati scritti con il primo word processor IBM Easy Writer, altri con il più "moderno" WordStar, erano stati trasferiti da Floppy morbidi a quelli rigidi, ma ora non erano leggibili dai moderni programmi odierni. Nel trasformarli in files Word è successo l'imprevisto e tac, tutto distrutto. Purtroppo non avevo delle copie di backUp, quindi solo colpa mia. Oggi che le fotografie sono digitali, noi fotografi viviamo sempre pericolosamente. Da un momento all'altro un scheda o un disco può dare forfait, e cara Enrica non si può ricostriore l'attimo catturato dall'obiettivo.Senza pensare che magari con un click sbagliato cancelli tutto. Quindi l'unica arma è qualla di fare copie multiple del proprio lavoro e soprattutto usare hard disk esterni. Oggi per pochi soldi si può comprare un hard disk esterno che fa automaticamente copie di back up di quello che si sta lavorando. Per i lap top, soprattutto per uso lavorativo bisogna spendere una cifra non bassa e affidarsi a marche di qualità. Per ovviare a molti problemi derivanti dal surriscaldamento basta comprare delle basi ventilate che sono molto economiche. Vedo che la solita teoria sulla presunta superiorità Mac resiste ancora, anche se non è suffragata dalla diffusione, solo pochi anni fa la casa sera sull'orlo del fallimento, e si è salvata grazie a capitali freschi e alla diffusione dellIpod. Per quanto riguarda la nostalgia della tipografia vecchia maniera mi trovate in netto disaccordo. Avete mai provato ad impaginare un giornale con il piombo? Io l'ho fatto per tanti anni e vi posso assicurare che aveva tantissime limitazioni, cosa che con l'avvento del computer sono scomparse, senza pensare ai refusi provocati dalla "mediazione" del tipografo, che non sempre aveva una cultura grafica adeguata come adesso non hanno alcuni scrittori. Con l'avvento del computer l'espressione e la diffusione del pensiero è stata notevolmente facilitata e resa alla portata di tutti. Ricordo ancora adesso la dimostrazione di un primissimo sistema di editing digitale a cui partecipai negli annni Ottanta, ridicolo rispetto a quelli di oggi, ma in molti comprendemmo le potenzialità del sistema binario su quello analogico, al quale siamo affezionati perchè ci ricorda la gioventù, am che ha sicuramente fatto il suo tempo.

    Scritto da mimmo torrese, 4 anni, 5 mesi fa


  21. vorrei commentare questa interessante affermazione di mimmo

    "Avete mai provato ad impaginare un giornale con il piombo? Io l’ho fatto per tanti anni e vi posso assicurare che aveva tantissime limitazioni, cosa che con l’avvento del computer sono scomparse"

    è vero, sarebbe assurdo negare l’enorme praticità della composizione con un pc rispetto al lavoro enorme che comportava la linotype

    però io ho focalizzato il mio ragionamento intorno alla questione della "divisione del lavoro", cioè lo scrittore che fa "solo" lo scrittore era cosa diversa dall’attuale scrittore che si deve improvvisare come "mezzo tipografo"

    insomma è proprio lo scrittore che mi sembra compresso in incombenze divergenti rispetto al senso del suo "essere" scrittore

    ovviamente, noi tipografi siamo gente che lavora, alcuni bene, alcuni male, alcuni bene in relazione al rapporto costi/benefici, ed io con chi ha scritto libri ho sempre avuto un ottimo rapporto, spesso diventato un’amicizia, ricordo con affetto un libro composto con uno psicanalista, un uomo eccezionale che non c’è più, che leggeva nei miei refusi il significato "profondo", fare un libro con lui è stata un’esperienza eccezionale

    Scritto da diego, 4 anni, 5 mesi fa


  22. Diego sono daccordo con te sulla divisione del lavoro, che consente anche una divisione dei rischi. Io applico questo principio anche sulle schede di memoria fotografica. Uso schede di capacità ridotta rispetto alle attuali, per dividere il rischio in caso di default. Perdo una parte del lavoro, non tutto. Per ritornare al discorso iniziale, purtroppo la professione del fotografo o del tipografo sono destinate a modificarsi radicalmente o a scomparire addirittura. Penso che hai visto l'interesse sui libri on demand, stampabili solo su richiesta dell'acquirente che di fatto taglia fuori tutto un mondo. Un pò come le agenzie di fotostock a basso prezzo stanno tagliando fuori fotografi e grafici. Sul raporto di amicizia che si instaura tra tipografo e giornalista o scrittore o fotografo, sono sicuramente daccordo con te. Due dei miei migliori amici sono tipografi. Uno di questi ha una tipografia che non ha nemmeno la linotyphe, fa composizione a mano carattere per carattere. E io sono rimasto sempre affascinato dai tanti cassetti di caratteri, dalla pedalina e delle cose che riuscivano a fare anche con mezzi del genere.

    Scritto da Mimmo Torrese, 4 anni, 5 mesi fa


  23. scusate se intervengo, la vera distinzione è fra chi scrive da giornalista e chi scrive da studioso o scrittore. Da giornalista è ovvio e giusto che si faccia tutto da sé, come gli asini (sempre il proverbio nepalese). Soprattutto perché deve essere veloce. Ma guadagna in numero di cose che scrive, guadagna sulla quantità.

    Ma chi fa ricerca e poi la spiega e la scrive, facendone un libro o magari un librone, dovrebbe essere aiutato e seguito da chi sa fare il mestiere: editor, tipografo o compositore o insomma quello che fa Diego, quello che sceglie le immagini e così via.

    Invece se fai i libroni, a meno che non ti chiami Umberto Eco, devi per forza pubblicare con case editrici piccole ma di qualità. La più grande casa editrice italiana mi aveva proposto un contratto per questo lavoro, ma di 230-40 max pp. in tutto, apparato indice e tutto. Perché è quello che si vende. Un’altra, sempre grandina e famosa, mi ha proposto 250.
    E poi i tempi sono categorici.

    Non avrei certo ricostruito la politica fascista in India e, sopratutto, non avrei inestigato sui sogni e le mire di Mussolini, supportati dai documenti ovviamente, nè tante altre cosette nuove che ho trovato in anni di ricerca in India, in Nepal, in Inghilterra e, ovviamente, a Roma e Milano, a Parigi, e su Internet. Spulciando archivi e bibliteche sia pubbliche sia private.

    Ecco, ho fatto molta difficoltà a fare tutto tutto da sola e per fortuna la casa editrice è stata così magnanima da pagarmi un editor di mia scelta! Non uno di quelli loro, intendo, ma uno che volevo io.

    Ma ha solo rivisto il testo, specie le parti più orientalistiche. Per fortuna fa l’editor di un notissimo editore-scrittore-studioso ed è mio amico, posos contarci: ma certo che anche lui non è che può lavorare, come di solito lavorano gli editor esterni, per 2-3 eu l’ora! Quindi ha fatto solo quello pagato dalla cifra datagli del proprietario della casa editrice, che di fatto ha coperto solo il testo.

    Insomma si torna sempre lì: ai soldi. Ai tagli, sempre sulle spalle di chi scrive, e così via. Noi ormai facciamo tutto, compresa in parte la commercializzazione. E ovviamente non sappiamo fare tutto (o almeno, non io).

    Chi fa ricerca per tanti anni e scrive per due-tre anni non è giusto che faccia tutto da sé. Eppure, devo ringraziare di cuore chi avrà il coraggio di pubblicarmi. Perché tutto costa molto e caricare un lavoro del genere di altri costi penso che per una casa editrice sia assolutamente proibitivo. Tutte le case editrici, piccole medie e grandi.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  24. Prendendo lo spunto dai commenti letti e da profano (né scrivendo libri, né pubblicandoli, ma da semplice lettore) al di là della conservazone dei file e della loro evoluzione, molto interessante, spero di poter leggere anche sul blog di Boh (se e quando ne ha voglia) l’argomento riguardante gli ibook. Trovo ancora una certa perplessità, riluttanza, timidezza e strano ritardo (tra case editrici, scrittori ecc.) a confrontarsi su questo tema. Eppure con la tecnologia raggiunta (inchiostro elettronico, fogli elettronici pieghevoli, e altre innovazioni) molti costi possono essere ridotti di molto, e alla fine anche chi scrive può averne dei vantaggi. Parlando spesso con persone, le più disparate (anche chi è dentro al digitale quasi 24h su 24h ) mi sembra di notare un affezione al libro cartaceo più sentimentale che di sostanza (..eh, vuoi mettere il profumo della carta…., l’annotare….). Però considerando i benefici e i costi (come quello della carta e dello spazio) Pima o poi (qualche generazione?) credo che il sistema digitale prevarrà di molto su quello cartaceo.

    Scritto da q.e., 4 anni, 5 mesi fa


  25. ciao cara,
    ogni tannto rispunto sul web e mi sparo qualche post e commento.
    volevo prendere sul serio il tuo suggerimento di un tempo e vorrei attivare un blog di sole foto, hai qualche piattaforma da consigliarmi???
    perdonami se uso inmpropriamente il tuo spazio per comunicare con te, ma se vuoi, dopo avermi risposto, cancella il mio commento personale.

    grazie e a presto

    Scritto da permettetemi, 4 anni, 5 mesi fa


  26. q.e. beh è presto detto sugli e-book: perfetti, se non facesse male agli occhi leggere sempre sullo schermo!

    Certo che avere in mano un libro, tastarlo e odorarlo, è un’altra cosa: ma gli ebook sono praticissimi e non occupano spazio, va detto, in più si leggono ovuqnque uno si trova e non pesano. Io da molti anni uso testi sanscriti e tibetani, nonché dizionari, online. Li potrei anche mettere sul mio iPhone.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  27. Riguardo l’affaticamento agli occhi, man mano che si va avanti questi problemi tenderanno ad essere risolti, (personalmente non mi stanca più di tanto, non trovo ormai quasi più una diffrenza abissale tra carta e display). Per ora con la nuova tecnologia e-ink (credo si chiami così) pare che gli inconvenienti si siano uleriormente ridotti, dicono che si ha proprio l’impressione di leggere un libro di carta. Vedrai che in un tempo relativamente brevi (salvo flop) ci si porterà dietro un normale oggetto magari foderato in pelle, o in materiale impermeabile come le fotocamere e sarà possibile usufruirne in condizioni ritenute estreme (tipo su un materassino in mare o in ambienti che in alcune condizioni possono danneggiare i normali supporti, come sabbia, polvere, cadute ecc.). Certo che il bakup allora sarà doppio o triplo. Perdere un ibook, significherebbe perdere una stanza piena di libri.

    Scritto da q.e., 4 anni, 5 mesi fa


  28. sì ma gli schermi che tu dici sono giganti e poco pratici, su iPHone per es fa male. Sì concordo che fra poco si porterà al mare, materassino ecc.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  29. i libri, quelli veri, saranno sempre meglio che gli ibook.per carità per la praticità e tutto il resto ma se pensiamo solo a quello allora nn faremmo MOLTE e troppe cose…io al mare preferisco un buon libro anche se poi so che lo riporterò a casa insabbiato…ma è bello anche quello!mi ricorderò che quella sabbia era di quell'anno e di quel posto…io sinceramente mi sto un po' stufando di tutta questa tecnologia e non smetterò mai di ricordare quello che diceva il mio maestro dei computer 'sono dei cretini veloci'…

    Scritto da sole, 4 anni, 5 mesi fa


  30. Ciao a tutti,
    scusate l’intromissione. Personalmente per la pubblicazione della mia tesi di dottorato ho optato per la casa editrice Aracne, che non richiede alcuna cifra a priori, per pubblicare testi scientifici. Basta inserire il testo nella bibliografia di un corso universitario. Penso sia una casa editrice abbastanza nota in ambiente universitario, ma se fosse utile qualche informazione aggiuntiva, posso fornirvela.
    Altra possibiltà è costituita da lulu.com, un editore totalmente on-line, che provvede anche ad un’efficiente commercializzazione a livello europeo e/o mondiale (utile, ovviamente, soprattutto se il testo è scritto in inglese).
    Ciao
    Alex

    P.S. Boh, ci conoscemmo tempo addietro, quando ti contattai a proposito del rapporto Tucci-Gentile. Io ho dovuto invece cambiare argomento di ricerca, per le solite relazioni di incontro/scontro con il tutor di riferimento (date le mie idee poco allineate e allineabili).

    Scritto da kirillov81, 4 anni, 5 mesi fa


  31. sole, infatti è vero sono dei cretini veloci ma fanno risparmiare un sacco di tempo. Pensa che prima si scrivevano i libri con la matita così potevi cancellare, aggiungere e così via..

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  32. ciao kirillov81, non mi ricordo di te ma sinceramente mi chiedono così tante persone biblio, articoli ecc. che dovrei fare un file speciale.

    Mi spiace moltissimo che tu abbia sovuto cambiare la tesi di dottorato, l’argomento ora lo ricordo ed è bellissimo! Al momento non ricordo te ma l’argomento, perdonami.:)

    Comunque immagino che Tucci avrà fatto rizzare i capelli in testa al relatore, o Tucci-Gentile: è un personaggio assai controverso, almeno politicamente (e umanamente). Ma non certo a livello di studi, era un vero genio e tu lo sai! Erano i due maggiori intellettuali del ventennio, ognuno nelle sue discipline, e certamente fra i pochi che spiccano a livello internazionale ancora oggi. Quasi insuperati, a tutt’oggi.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  33. @Enrica… la mia domanda era rettttorica ;-) intendevo dire "mi spiace".
    Avrai già finito di correggere a mano, oramai .

    Se posso fare un appunto inutile e indisponente ;) da system engineer: backup è una copia esterna. Altrimenti è solo una copia locale e sei sempre a rischio. E come viaggiare con un preservativo bucato (scusa la volgarità).

    Backup è una copia CONTEMPORANEAMENTE su altro disco, altro supporto (disco esterno), altro computer (univ e casa), altro server (magari anche email), altra azienda (magari una copia ad un amico), altra città (sui server di google, IBM, yahoo, e su uno in Cina contemporaneamente), e anche su un altro pianeta:metti che esploda la terra, viene sempre utile la copia lasciata su Marte… che pensavi fosse inutile eh… ;)

    Scusa ma io copio in tre luoghi differenti anche i post dei blog . Odio queste stupide macchine senza cervello.

    Scritto da Stefano / Thec Catcher, 4 anni, 5 mesi fa


  34. Stefano, anche il mio ex direttore di Harvard manda una copia di tutto in Japan, dice che se gli USA sono attaccati almeno il lavoro si salva. E una in Germania.;)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  35. Ahem, non credo che il "fischio" sia così direttamente attribuibile alla corruzione dei files. Può dipendere da svariate cose: dal filesystem che usi, da come l'applicazione scrive su disco, da eventuali virus, eccetera. Cmq, in bocca al lupo per la "ricostruzione" :)

    Scritto da Simone Brunozzi, 4 anni, 5 mesi fa


  36. Simone, già fatto, credo.

    Non so se non siano collegati perché la concomitanza è quanto meno sospetta. Virus dici? Uhm… AVG antivirus non va bene? Gira ogni giorno (versione free).

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  37. Il tuo ex-direttore di Harvard ha seguìto i miei stessi corsi di security. Perchè le macchine sono macchine…

    Scritto da Stefano / Thec Catcher, 4 anni, 5 mesi fa


  38. Simone, tra parentesi ha corrotto solo il file enorme su cui sto lavorando (l'editor ha unito tutti i capitoli). I file leggeri, brevi, non sono stati toccati.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  39. Stefano, non segue mai nessun corso, ci ha pensato da sé perché è uno fissato con la privacy e la security, sia a livello personale sia di lavoro. Ed è molto intelligente.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  40. "il file enorme su cui sto lavorando"

    non mi permetto di criticare l’altrui lavoro, ma a me, che i libri li impagino per mestiere, mi pare strano un "filone" unico, non uso word ovviamente, ma penso che esista, come avviene nell’ottimo indesign, impaginatore professionale, una funzione "book" che tiene collegati i files dei capitoli, per cui aggiorna la numerazione delle pagine, ma evita di creare un blocco unico, che è anche pesante da maneggiare

    comunque, è solo una nota a margine, boh, può darsi che io non sia informato su come si lavora in altri "mondi"

    Scritto da diego, 4 anni, 5 mesi fa


  41. diego, è esattamente come facevo io ma l'editor ha fatto così. Hai perfettamente ragione in tutto.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  42. stermineditor

    Scritto da diego, 4 anni, 5 mesi fa


  43. diego..:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.