Mentre il mondo fa festa, in Turchia le donne

woman cryingIeri grandi celebrazioni internazionali per la caduta del muro di Berlino, un evento che ha dato la stura a trasformazioni internazionali epocali.

Prima di tutte, oltre alla riunificazione della Germania, la caduta dell’URSS e la creazione dei 14 stati centrali e della Russia indipendente, con tutta una serie di ricadute sul piano internazionale: le ovvie politiche, ma anche economiche per i transiti di gas e petrolio, sociali per lo spostamento migratorio di gruppi di persone dall’est all’ovest, criminali per la vendita di armi e di residui atomici da parte dell’ex URSS a gruppi terroristici, e così via.

Mentre tutti facevano festa, sono state rese note le cifre ufficiali della violenza contro le donne in Turchia, inclusa quella domestica, che sono in crescita esponenziale e sono state fornite dal ministro della Giustizia Sadullah Ergin in risposta ad una interrogazione presentata in Parlamento dalla deputata Fatma Kurtulan del Partito per una Società Democratica (DTP o Demokratik Toplum Partisi, il partito filo-curdo).

L’incremento di donne uccise dopo una violenza rispetto al 2002? Il 1400%. In pratica, da 66 donne nel 2002 a 953 nei primi sette mesi del 2009. Un dato che fa rabbrividere. I motivi? Qualcuna è stata uccisa addirittura dopo aver fatto domanda in un’agenzia di modelle.

Qualche numero dall’ANSA:

[...] un “picco” nei primi sette mesi di quest’anno, periodo in cui sono state assassinate 953 donne (pari a una media di 4.5 donne al giorno, 31 a settimana) con un incremento del 1.400% rispetto al numero di donne uccise nel 2002 che furono “solo” 66. Nel 2003 le vittime furono 83, 164 nel 2004, 317 nel 2005, 663 nel 2006, 1.011 nel 2007 e 806 nel 2008.



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.