Crocefisso no, burqa sì?

burqaLo dice Secondo protocollo. Human Rights Defenders, un’associazione laica per la difesa dei Diritti umani, e lo scrive una persona di fede ebraica: Crocefisso: completamente errata la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani.

Concordo da quando ho visto, nell’atrio dell’Università Cattolica di Milano, una donna, penso una studentessa, con il burqa integrale: mi ha imposto di non vedere il suo volto e non essere riconoscibile né identificabile, facendomi sentire a disagio e insicura. Avrebbe potuto essere la n.1 ricercata dall’Interpol e nessuno l’avrebbe saputo. Avrebbe potuto nascondere sotto il sottanone chili di esplosivo e non si sarebbe minimanente visto.

Avrebbe potuto essere la persona migliore del mondo ma il disagio che causa una persona senza volto, senza identità, è assai maggiore e più potenzialmente pericoloso del disagio che causa “un simbolo di pace e di tolleranza”.

Ciò non toglie che lo stato, tutti gli stati, dovrebbero essere laici per un solo, grande motivo: solo la laicità garantisce l’uguaglianza davanti alla legge, e solo una legge laica garantisce l’uguaglianza nello stato. Che poi è la scelta che fu fatta nel 1947-50 dall’India, quando l’Assemblea Costituente doveva redigere la Costituzione, benché gli induisti costituissero il 90% della popolazione, gli islamici avessero formato uno stato a sé stante, il Pakistan, e le altre minoranze religiose fossero assolutamente esigue, quasi inesistenti numericamente.

[...] La Corte Europea dei Diritti Umani ha emesso questa sentenza probabilmente spinta non tanto da una idea di laicità, che dovrebbe comunque esserci a certi livelli, quanto piuttosto per mandare un segnale alle migliaia di proteste islamiche pervenute da più parti d’Italia. Togliere il crocefisso dalle aule di scuola non è certo una idea nuova. Già in passato diversi Imam avevano scatenato cause legali per farlo togliere e nella politica che regna ultimamente in Europa, quella cioè della totale tolleranza alle pretese e imposizioni islamiche, il fatto che a fare una richiesta del genere sia stata una famiglia non islamica (almeno per quello che si sa), ha fatto si che si cogliesse la palla al balzo per ribadire la politica europea verso le imposizioni islamiche senza però destare sospetti di sorta.

La Corte Europea dei Diritti Umani ha deliberatamente dimenticato che il crocefisso, prima di essere un simbolo religioso, è un simbolo di pace e di tolleranza. La sua presenza non è “impositiva”, non è “offensiva” e, soprattutto, non è “discriminatoria”.

Stando alla sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani, cioè applicando lo stesso parametro ovunque, si dovrebbe togliere il crocefisso e le immagini sacre cristiane da ogni strada, da ogni vicolo. Le cappelle votive (ce ne sono migliaia in tutte le strade d’Italia) andrebbero demolite. I campanili civili non dovrebbero più avere la croce al loro apice. Il crocefisso dovrebbe rimanere solo nelle chiese e non “inquinare” anche gli stabili civili. Stupiti di questo? E perché? E’ questo che fondamentalmente sentenzia la Corte Europea dei Diritti Umani, certo, non direttamente ma crea un precedente che presto porterà proprio a questo. E su cosa si basa questa sentenza? Sul fatto che la presenza del crocefisso in un ambiente che dovrebbe essere laico, come la scuola, “costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro usanze”. E perché? Forse che il crocefisso “impone” la religione cristiana? E’ forse un “sistema impositivo”? E’ in qualche modo “coercitivo”?

Paradossalmente la decisione della Corte Europea dei Diritti Umani è tutto fuorché una decisione laica, in quanto “impone una scelta” mentre la laicità vera rispetta tutte le scelte altrui, comprese quelle inerenti le tradizioni storiche.

E allora, arrivati a questo punto, stabilito che il crocefisso non è una imposizione, analizziamo quelle che invece sono veramente “imposizioni religiose”. Il burqa, il velo islamico, il non poter sposare una persona di religione diversa, le imposizione che violano i Diritti delle donne nel mondo islamico, il fatto che una donna, per credo religioso, sia considerata un essere inferiore, la poligamia, la misoginia religiosa e, soprattutto, la sharia Questi sono gli argomenti che la Corte Europea dei Diritti Umani dovrebbe trattare, non la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche che a differenza di certe “pratiche religiose” non impone niente, nel perfetto rispetto della libertà di scelta che proprio la laicità pone al primo posto.

E’ stato detto che la Corte Europea dei Diritti Umani ha fatto una scelta laica. Secondo noi non è affatto così, anzi, ha fatto una scelta “imposta” dal volere islamico che sta portando l’Europa verso un credo imposto, verso usanze e tradizioni che non sono né sue né liberali.

E’ stato detto che la Corte Europea dei Diritti Umani ha fatto una scelta laica. Secondo noi non è affatto così, anzi, ha fatto una scelta “imposta” dal volere islamico che sta portando l’Europa verso un credo imposto, verso usanze e tradizioni che non sono né sue né liberali. Il fatto che abbia usato una famiglia “normale” per farlo non toglie che le ragioni di fondo siano altre, quelle che stanno portando all’introduzione della sharia in Gran Bretagna, quelle che portano all’assassinio di vignettisti che disegnano il Profeta, quelle che stanno portando ad una costante islamizzazione dell’Europa.

Ecco perché dopo millenni nei quali il crocefisso è rimasto li come un simbolo di pace e tolleranza, di negazione delle imposizioni, non possiamo permettere che quel simbolo venga cancellato proprio da una imposizione. Non diamo all’Islam radicale questo assist, ce ne potremmo pentire amaramente (Secondo protocollo. Human Rights Defenders)



Commenti

  1. Non posso che essere d'accordo Enrica, ma non perchè cristiano-cattolico, ma perchè quello che dici e dice anche Levi è profondamente vero anche per uno stato che vuole essere laico come il nostro. Il Crocifisso è innanzitutto un simbolo di cultura, il burqa no. I miei piccoli alunni la pensano esattamente come me e te: sono indignati da questa sentenza (e ti assicuro che a scuola cerco di lasciarli liberi di esprimersi come vogliono) e non sono favorevoli al burqa (mi fanno sempre l'esempio che in banca i loro genitori si devono togliere il casco per farsi riconoscere). Magari i grandi ascoltassero i piccoli!! Tra le altre cose anche la Bandiera Europea ha una radice cristiano-cattolica, chi la pensò si era ispirato alla corona della Madonna. Che fare dunque togliere anche quella? Non sono convinto però che l'offensiva verso il crocifisso venga dal mondo musulmano ma piuttosto da quello evangelico, non a caso la signora che ha fatto l'esposto era originaria del nord-europa. Che dire di fronte a questo? E' una vera battaglia per la laicità o contro la Chiesa Cattolica maggioritaria in Italia? Mi sembra più vera la seconda ipotesi, in questo caso nel giusto non c'è nessuno, nè la Chiesa che deve rimettersi in discussione per capire i motivi di queste ostilità, "Santa sed purificanda", nè il mondo evangelico che nega le proprie radici culturali. Come sempre in questi casi nè vinti, nè vincitori… Per il burqa mi dispiace solo che la proposta di toglierlo venga solo da una certa area politica, cosa che ne inficia il vero valore e la vera importanza per la nostra società…

    Scritto da Luca, 4 anni, 5 mesi fa


  2. Luca, io so una cosa: quel burqa in quella istituzione era una bella presa in giro.

    Quanto alla crociata anti-crocefisso, ci sono questioni molto più importanti di cui occuparsi in Italia: una per tutte, la crescente maleducazione e mancanza di educazione e rispetto che gli adulti impartiscono ai bambini. Un crocefisso, che in Italia in aula c’è sempre stato, mi sembra sinceramente attaccarsi al pretesto per dividere il paese.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  3. Il crocefisso. E’ un paradosso, ma mentre si cerca di fare di tutto per toglierlo dai luoghi in cui di solito si trova, ne rafforza il messaggio, anzi lo rende, per certi versi, ancora più attuale, infatti, a mio parere, si crocifigge nello stesso momento,tra l’altro: la ragione, il buon senso, il rispetto e la libertà. Il burqa. Aldilà del simbolismo religioso, naturalmente importante, non sono contario al suo uso, a patto che non copra il viso. Altrimenti è come andare a scuola, o in un supermercato con il casco in testa. In ultima analisi, fermo restando la visibilità del viso, è un indumento come tutti gli altri. e, cosa importante, che lo decidano i soggetti interessati, in questo caso le donne, e non delegare altri a fare questa scelta.

    Scritto da q.e., 4 anni, 5 mesi fa


  4. nn capisco xke si debba ascoltare sempre gli altri.se la nostra religione dice cosi,nn vedo xke bisogna acconsentire a persone di un altra religione.ognuno a casa propria fa quello che vuole,quindi a chi nn sta bene sa quello che deve fare, alla fine ci prendono tutto!!!!!!!se si azzardasse noi con una proposta del genere saremmo già in galera se nn peggio!!!! apriamo gli occhi stanno succedendo fatti che ci porteranno alla totale nullità……………."FATE QUALCOSA ALLA SVELTA X FAVORE"

    Scritto da tiziana conti, 4 anni, 5 mesi fa


  5. Tiziana, non sono così pessimista, ma l’evoluzione per andare avanti ha bisogno dei suoi tempi,impedire che ciò avvenga è come voler imprigionare lo spazio, il che non è possibile. L’evoluzione fa due passi in avanti e uno indietro, ma alla fine tutto pocede. Queste storture cosiderali come effetti collaterali della globalizzazione e del progresso (entrambi fatti positivi)

    Scritto da q.e., 4 anni, 5 mesi fa


  6. q.e. appunto, non il burqa che aveva quella ragazza! Non penso che tutte le donne deleghino: alcune scelgono, ad altre viene imposto. Dipende molto da dove nasci e da chi nasci.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  7. Tiziana, infatti il punto è che questa estate all’aereoporto di Marsa Alam, in Egitto, si è fermato un servizio perché alcuni assistenti a terra hanno preso a pregare col loro tappetino in un angolo. Da noi è vietata anche la minima espressione di religiosità, se non si vuole essere presi per caproni. Fra i blogger poi…!?

    Sempre ferma restando l’immancabile laicità dello stato.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  8. q.e. Infatti anche il terrorismo, o la rivolta antimoderna e antioccidentale, sono considerati effetto della globalizzazione. Un fatto positivo e inevitabile ma che crea enormi problemi, a cui ancora non si è data una risposta, primo fra tutti il terrorismo ma non solo.

    Un altro effetto è l’impoverimento delle politiche agricole, che in India miete 17.000 agricoltori suicidi l’anno.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  9. Bho, Il burqa: certo, intendevo la negatività dell’imposizione.
    La globalizzazione: è vero che gli altri aspetti negativi del progresso che tu citi, esistono e esisteranno ancora per molto. Ma essendo tutto sommato ottimista mi piace pensare che prima o poi questi svaniranno come neve al sole, per mancanza di cause che li generano (quali ignoranza, povertà, fanatismo ecc.).Insomma prosciugare. Sai come si dice? "l’acqua è poca e la papera non galleggia" (intendendo come acqua le cause e la papera gli effetti negativi della globalizzazione) A meno che l’uomo opti per la scelta audistruttiva, il che è tecnicamente improbabile. La coscienza servirà pure a qualcosa, come ad esempio a creare armonia.

    A proposito:

    "L’ armonia è la legge della vita, la discordia è la sua ombra, dalla quale scaturisce la sofferenza, la maestra che risveglia la coscienza" (H.P.Blavatsky)

    Scritto da q.e., 4 anni, 5 mesi fa


  10. q.e. Touché! Se ora citi la Madame non posso più controbattere!

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  11. Si, però era una birichina.

    Scritto da q.e., 4 anni, 5 mesi fa


  12. In che senso?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  13. Boh, l’argomento è molto vasto e interessante per parlarne in uno spazio succinto. In estrema sintesi: quando si parla riferendosi a dei simboli e questi si pretende di “materializzarli” su “altri” piani (come quello pratico, che, peggio, in quello politico), lei, anche se era una donna intelligente e estremamente intuitiva, fu involontariamente (insieme a altri) creduta un po’ l’ispiratrice di certe correnti spirituali e di pensiero reazionarie (a dir poco) . Io non credo a ciò per vari motivi. Ma penso che lei, forse, presa dal “demone” del protagonismo (era pur sempre umana), fece non molto per smentire ciò e credo che simulò (alcune sue colleghe lo riferirono) alcuni fenomeni mistificandone la vera natura. Però bisogna considerare il contesto storico arretrato in cui si trovava questa donna. Per cui bisognerebbe capirne di più del suo comportamento

    Scritto da q.e., 4 anni, 5 mesi fa


  14. il burqa, in effetti, è un abbigliamento un pò inquietante, anche se a me ha colpito che questa presenza così fortemente connotata in termini culturali, fosse nell'atrio dell'università cattolica; e questo fatto mi induce anche ad un moderato ottimismo; penso che riguardo l'abbigliamento la posizione migliore sia quella d'adottare semplicemente la legislazione vigente, per cui, laddove questo burqa può essere contrarioalla legge, va proibito, non in quanto usanza musulmana, ma semplicemente perchè fuori dalle norme valide per tutti; sulla pericolosità, onestamente, non la vedo molto, giacchè è vero che non è che così agghindati si passa inosservati, mentre un comune volto occidentale è molto più "anonimo" in un luogo pubblico; come dire, non è che un ladro esce vestito da diabolik quando va a lavorare; semmai comprendo il disagio "profondo" come donna alla vista d'un'altra donna sottoposta ad una regola molto gravosa, per lo meno da un punto di vista occidentale

    Scritto da diego, 4 anni, 5 mesi fa


  15. Qe pero' fu molto seguita! Era famosa al tempo e fior fiore di intellettuali si ispiravano a lei, o alla teosofia. O entrambe.

    Scritto da Boh/Orientalia, 4 anni, 5 mesi fa


  16. Diego, in realtà un velo integrale e' come una maschera, nasconde l'identita'. Da qui il disagio. Quanto al pericolo, che ne sai chi fosse?

    Scritto da Boh/Orientalia, 4 anni, 5 mesi fa


  17. Personalmente, non riesco a vedere la minima analogia, ma proprio nessuna, tra la questione del crocifisso in aula e quella del velo islamico, perché quest\’ultimo riguarda un singolo individuo, mentre l\’altro riguarda un\’istituzione.

    Il burqa integrale, semmai, è da contestare perché rende irriconoscibile la faccia, violando delle leggi già esistenti, ma NON certo perché sia un simbolo religioso, se si trattasse di una maschera di carnevale sarebbe esattamente lo stesso.

    Per il resto, quando invece si tratta di qualsiasi altra forma di velo rituale che però non viola alcuna legge sulla sicurezza o sull\’ordine pubblico (come sono di fatto la stragrande maggioranza dei foulard indossati dalle donne musulmane, che coprono solo i capelli), io ritengo che debba valere il principio che ognuno sia libero di portare addosso, sul proprio corpo e sotto la propria responsabilità, quello che cavolo vuole.

    Ma non capisco, nella maniera più assoluta, che cosa questo abbia a che fare col crocifisso in un\’aula scolastica o in un ufficio pubblico, che non è indossato da una persona (che in tal modo testimonia la propria fede o appartenenza relgiosa), ma da un\’ISTITUZIONE (che di fede non ne ha, e che di appartenenze religiose non deve averne).

    Tra un crocifisso portato al collo di un individuo, e uno affisso alla parete di un\’istituzione, c\’è una differenza enorme, e mi meraviglio molto del fatto che tanti non lo notino…

    Quanto a \"Secondo protocollo\", mi pare che sia risaputo che si tratti di un\’organizzazione quantomeno \"controversa\", e che di fronte all\’ennesimo nome nuovo di presunto collaboratore che scrive su quel sito (specialmente se di sesso femminile), ci sarebbe da appizzare antenne sospettose. Non sarebbe la prima volta, eventualmente, che tira fuori dal cappello qualche sensibilissima volontaria del tutto inesistente…

    saluti
    Lisa

    Scritto da paniscus, 4 anni, 5 mesi fa


  18. Non vede l'analogia paniscus? Bè auguri;)

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 5 mesi fa


  19. Non credo che se quella donna con il burqa fosse stata una terrorista l'avresti mai saputo anche se avesse avuto il volto scoperto. A meno che tu non abbia in testa l'archivio digitalizzato di tutti i ricercati. Quindi mi sembra semplicemente una scusa. La Corte Europea non ti obbliga a nascondere i tuoi, personali, simboli religiosi. Non ti dice a te cattolica di non portare il crocefisso attaccato al collo, e così non può dire ad una donna islamica di non portare il burqa, salvo poi poter dimostrare la propria identità di fronte alle autorità competenti, naturalmente. La Corte ha detto che uno stato non può discriminare i cittadini secondo la religione. Ha detto che, visto che sulla Carta Costituzionale Italiana c'è scritto che l'Italia è laica, il crocefisso nei luoghi pubblici statali non ci dovrebbe stare. Anche la questione di togliere i simboli religiosi dalle strade ecc, mi pare una manfrina, usata solo per far infiammare gli animi. In fondo qual'è lo scopo delle religioni se non far guerra alle altre? E per farlo devi mostrare le altre come aggressive e lesive delle proprie tradizioni e libertà, esattamente quello che succede oggi in Italia. In alcuni casi mi è capitato di sentire provenire da una chiesa cattolica nelle vicinanze la messa trasmessa con gli altoparlanti, non è questa un'imposizione? Io sono ateo (già, non esistono solo i cattolici e gli islamici!!) e mi piacerebbe sapere che l'Italia rispetta il suo dettato Costituzionale dando pari dignità sia ai credenti di qualsiasi religione sia ai non credenti o agli agnostici.

    Scritto da Gianluca, 4 anni, 5 mesi fa


  20. paniscus, l’analogia è evidente: il senso di disagio insicurezza ecc che ti dà un simbolo o un modo di vestire.

    E sul fatto di sapere o no se sei un terrorista, non lo hanno stampato in fronte. Ma se hanno del materiale esplosivo lo posso tenere nascosto anche sotto i camicioni.

    Se Secondo protocollo non so, l’ho letto e l’ho in parte fatto mio. Anche se non sul finale, e non per gli stessi motivi.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  21. paniscus, c'è chiaramente scritto che in questo blog non sono ammessi link. A parte che per quanto ne so, anche Primo protocollo può non esistere: come dicono in USA, dietro allo schermo ci può essere anche un cane.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  22. "In alcuni casi mi è capitato di sentire provenire da una chiesa cattolica nelle vicinanze la messa trasmessa con gli altoparlanti, non è questa un’imposizione?"

    Certo, tanto quanto passare a Perugia vicino alla moschea in pieno centro (in uno scantinato) e sentire il richiamo dell’Imam, con le finestre aperte. C’era fino al 2000, non so se ora abbiano costruito una moschea vera.

    "Io sono ateo (già, non esistono solo i cattolici e gli islamici!!) e mi piacerebbe sapere che l’Italia rispetta il suo dettato Costituzionale dando pari dignità sia ai credenti di qualsiasi religione sia ai non credenti o agli agnostici."

    Certamente, solo la laicità garantisce pari dignità e, si spera, tutela delle minoranze. Ti ricordo che nella denuncia dei redditi per es altre chiese, anche molto minori numericamente, ci sono per dare l’8/1000. Come c’è lo stato e gli istituti di ricerca. I buddhisti, per esempio, no.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  23. Mi scuso per il link, effettivamente non avevo notato l’avvertimento, quello è colpa mia.

    Sul tema in sé:

    "paniscus, l’analogia è evidente: il senso di disagio insicurezza ecc che ti dà un simbolo o un modo di vestire."

    …io continuo a pensare che ci sia un’enorme differenza se questo senso di disagio te lo pone un individuo (il cui abbigliamento fa parte della normalissima e infinita variabilità dei singoli individui) o un’associazione privata… oppure un’istituzione pubblica della tua nazione, che esprime nella propria carta costituzionale principi di uguaglianza e di laicità.

    Peraltro, lavorando nella scuola, posso dire che personalmente l’unica analogia che trovo tra il crocifisso e il burqa è che dalle mie parti non ne ho mai visti, nessuno dei due. :)

    Lisa

    Scritto da paniscus, 4 anni, 5 mesi fa


  24. "E sul fatto di sapere o no se sei un terrorista, non lo hanno stampato in fronte. Ma se hanno del materiale esplosivo lo posso tenere nascosto anche sotto i camicioni."

    ——————–
    Detta così, sembra che il problema di sicurezza stia nella forma del camicione, e non certo nel grado di copertura dei capelli o del viso.

    Se una persona portasse il burqa integrale per avere maggiore facilità di nascondervi sotto qualcosa di pericoloso, non credo che se la nasconderebbe in prossimità della testa, ma dalle parti del petto, in vita, attorno ai fianchi, o magari alle gambe.

    Ma allora sarebbe altrettanto facile nascondere un’arma o una bomba sotto qualsiasi vestito morbido e sciolto attorno al corpo, indipendentemente da quanto si estenda sulla testa. Anche le tuniche coloratissime delle donne somale o dei venditori ambulanti senegalesi, che lasciano tranquillamente scoperta la faccia, dovrebbero rappresentare un motivo di inquietudine e di paura. Ma anche la tonaca di un prete tradizionalista (ultimamente si è tornati a vederle, in giro), l’abito di una suora, un vestitone premaman, qualsiasi gonna lunga di quelle che porto regolarmente anch’io…

    Lisa

    Scritto da paniscus, 4 anni, 5 mesi fa


  25. Mia cara Lisa, solo per amor di polemica e mi concludo: la tonaca dei preti è attillata! E poi parli di suore, tuniche delle donne somale, venditori ambulanti senegalesi ecc: tutti ben noti per atti di terrorismo, vero? ;)

    Quanto ai vestitoni premaman, sono stati usati con successo dai separatisti ceceni. In questo hai ragione.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  26. ps e comunque il punto non era questo, questo è solo paradossalizzare un argomento per sviarlo e neutralizzarlo: tecnica ben nota negli interrogatori, per esempio, o nelle discussioni fra studiosi non proprio amici.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  27. Veramente,mi permetterei di trovare molto più paradossale il fatto di confondere due questioni giuridiche e sociali che non c’entrano assolutamente nulla l’una con l’altra… cioè l’esposizione istituzionale di simboli religiosi da parte di un ente pubblico, e l’uso individuale di simboli religiosi sul proprio abbigliamento personale.

    saluti
    Lisa

    Scritto da paniscus, 4 anni, 5 mesi fa


  28. NON SI PUÒ PARAGONARE IL CROCIFISSO CON IL BURQA. È UN ESEMPIO SENZA ESEMPIO.

    IL CROCIFISSO NON È UN OGGETTO DA INDOSSARE, MA UN SIGNIFICATO PROFONDO NELLA STORIA DI TUTTA L’UMANITÀ. UN UOMO SI È FATTO CROCIFIGGERE PER DARE UNA NUOVA VITA A QUESTA UMANITÀ CORROTTA, NON LO DICIAMO NOI…. MA CI SONO VARIE TESTIMONIANZE CHE CI PORTANO A QUESTO, VEDI IL VANGELO. LO STESSO È STATO SCRITTO DA PERSONE ILLUMINATE E SULLO STESSO SI GIURA E CHI GIURA IL FALSO SUL VANGELO E SULLA BIBBIA SA BENISSIMO CHI STA PRENDENDO IN GIRO.
    NON È IL CROCIFISSO CHE DEVE ESSERE TOLTO MA L’IGNORANZA DELLA GENTE. NOI SIAMO NATI LIBERI DI SCEGLIERE, IL BENE ED IL MALE, DUNQUE COLORO CHE NON CREDONO IN COLUI CHE È MORTO PER NOI, POSSONO TRANQUILLAMENTE RIMANERE NELLA LORO IGNORANZA.
    L’ITALIA NON È UN PAESE LAICO, SIETE VOI POLITICI CHE VOLETE CHE LO SIA A DISCAPITO DI TUTTI GLI ITALIANI.
    L’ITALIA È UNA PICCOLA NAZIONE ED È INVASA DA TUTTE LE ALTRE NAZIONALITÀ………. MA COSA PRETENDONO DA QUESTA PICCOLA NAZIONE????????????………. STIAMO GIÀ IN GINOCCHIO DA NOI, SCHIACCIATI DAI POTENTI…. SIAMO TASSATI IN TUTTO….. A MOMENTO DOBBIAMO PAGARE ANCHE L’ARIA CHE RESPIRIAMO……. ED IL PREZZO PIÙ GRANDE CHE CI VOGLIONO FAR PAGARE È QUELLO DI TOGLIERE IL CROCIFISSO……. MA LASCIATECI VIVERE CON UN SOGNO DA ITALIANI………….. IL NOSTRO CROCIFISSO È L’UNICA COSA CHE CI RIMANE……..LASCIATECELA.

    IL BURQA È UN INDUMENTO CHE HANNO COSTRETTO A FAR INDOSSARE ALLA DONNA……… E CON QUELLO SON TANTE ALTRE LE IMPOSIZIONI CHE LE DONNE HANNO NEL LORO PAESE.
    NESSUNO DI NOI SI PERMETTE DI INTERAGIRE SUL LORO SISTEMA PERCHÈ SAPPIAMO BENISSIMO A COSA ANDIAMO INCONTRO.
    NON FACCIAMOCI TANTO FORTI, PERCHÈ NON LO SIAMO, CI FACCIAMO SOLO USARE DALLE ALTRE NAZIONALITÀ NASCONDENDOCI DIETRO LA LAICITÀ CHE NON ESISTE.

    NOI ITALIANI ABBIAMO SEMPRE TENUTO PRESENTE I PROVERBI……………….

    PAESE CHE VAI, USANZA CHE TROVI.
    Proverbio che vuole indicare l’opportunità di sapersi adattare al modo di vivere nei luoghi diversi da quelli della propria origine.

    L’ITALIA È DIVENTATA "LA TORRE DI BABELE"………………
    La confusione del linguaggio sorta fra i discendenti di Noè, mentre stavano costruendo la detta torre sulle sponde del fiume Eufrate in Asia, fu la causa che ne impedì la realizzazione. In riferimento a ciò, si usa definire "torre di babele" ogni luogo ove si verificano eccessiva confusione, frastuono e disordine.

    Scritto da ALBA, 4 anni, 5 mesi fa


  29. paniscus, l’analogia mi sembra molto semplice, e continuo a non capire come lei non la colga, se non nello sforzo reiterato di non volerlo trovare a tutti i costi.

    Una finlandese si sente offesa dal crocefisso (bè..tanti auguri, se si offende per così poco, io mi offendo per cose un po’ più serie). Poi insomma francamente, se ne stia in Finlandia se la offende un uomo che muore in croce al grido di "perdona coloro che mi fanno del male" (mmm che paura, che simbolo offensivo)… perchè allora a me offendono le renne lapponi di Babbo Natale, pregherei i Finlandesi di macellarle.

    La corte europea si impiccia di stupidaggini, smentendo poi la corte di cassazione italiana, che notoriamente non ha competenza sulle questioni italiane… e non ci capisce di cultura italiana, diritto, e costituzione.
    La corte europea scopre che l’Italia è cattolica da 2000 anni (complimenti, che acume).
    E i crocefissi, dai, sono dimenticati nelle aule ai loro chiodi da 50 anni: chi ci bada, siamo seri…

    Mi sembra chiaro che queste sono stupidaggini, e che la corte europea non ha proprio niente da fare, e anche certi finlandesi.

    L’analogia è che noi Italiani siamo gli unici fessi al mondo che ritengono che la religione che ha formato o informato la nostra cultura non sia importante.
    La Garzilli ha espresso in modo lineare il suo pensiero, in un aereoporto qualcuno si è assentato dal lavoro per pregare.
    Noi ci facciamo dire da una corte europea di laici, che l’italia non è mai stata cattolica e deve essere laica.
    Come?
    Togliendo crocefissi di cui nessuno aveva mai quasi notato la presenza.

    Se questo s’ha da fare, non credo che sia un problema nè della finlandia nè della corte EU. Casomai sono affari nostri. O serve che ci dicano chi siamo anche su questo?

    Comunque se il crocefisso offende. Offende anche il burqa.
    E il cupolone.

    A me offende anche il calcio, essendo portatore di violenza e problemi sociali. Asfaltiamo gli stadi quindi. Per sentenza, ovviamente.
    Europea.

    Un caro saluto, paniscus.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 5 mesi fa


  30. Alba, sì, spesso le donne che indossano il burqa sono obbligate: ma qualche volta no, non scordarlo. E' una loro scelta.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  31. Condivido in pieno Enrica, sai come la penso sull'Islam. TRa una decina d'anni, ahimè, saranno loro a dettar legge, e, forse, i laici benpensanti si ricrederanno

    Scritto da fedeprovenza, 4 anni, 5 mesi fa


  32. Chiedo scusa, Fedeprovenza, io per natura non sono cos’. Sono una persona che nella vita ha affrontato problemi seri e profondi, sin dalla tenerissima età di 18 anni e mi sono abituato a dire, non c’è problema, si risolve anche di fronte alle più immani catastrofi.
    E credo sia vero: le cose si risolvono. Con la consapevolezza, non con l’igenuità ovviamente, ma si risolvono.

    Personalmente, non credo che ci sia un pericolo tale da perdere il controllo sociale.
    Politicamente poi, mi sembra che non ci sia proprio speranza, più aumenta la paura, più una certa parte politica dichiaratamente localista prende voti.

    Mi sembra però poco "intelligente" (e quindi condivido il pensiero di Enrica, che mi sono permesso di riportare sul mio blog) che come nazione difendiamo uin laicismo di forma (no la crocefisso), e poi difendiamo il diritto tribale di altre culture a sottomettere una donna (il burqa sì) in nome di una cosidetta … In nome di cosa?

    Per me il problema è forse un altro, che l’Italia è il paese dei formalismi.
    Un atteggiamente stupido-burocrate domina, per pigriza e stupidità.
    E il pragmatsimo sembra un’offesa.
    Stiamo a discutere sul "crocefisso offeso", quando sappiamo che questi crocefissi… non ci accorgiamo neppure che esistano.

    Ma è l’italianità post-bellica, "democratica", quella che discute e non risolve mai.
    Che …due scatole…
    Quando ci sveglieremo?
    Tutti.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 5 mesi fa


  33. Caro Stefano, ho abbreviato il mio discorso in quanto avevo poco tempo quindi mi scuso del giudizio 'tranchant' che è spesso un mio difetto. Condivido il tuo ragionamento anche se da tempo nutro forti preoccupazioni in merito alla deriva dell'Islam radicale in Europa. Ma ne avremo modo di parlare. Grazie a te

    Scritto da fedeprovenza, 4 anni, 5 mesi fa


  34. Anzi… non mi sembrava tranchante, mi sembrava interessante invece.

    Intendevo, forse siamo troppo pessimisti o ottimisti (dipende da come la si vede). ;)

    In Europa non so, ma credo che in Italia l’oltranzismo islamico non abbia tanto facile presa. Siamo più insinuanti, burocrati, formalisti, furbetti, melliflui, incantatori e doppiogichisti (e mediterreni) di un burocrate mozarabico…
    Mi preoccupo più per chi non è italiano e viene qua e crede di aver mano libera.

    Non ci riusciamo noi a liberarci dei lacci e laccetti… se loro ci riescono, si accomodino … e mille auguroni. ;-)

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 5 mesi fa


  35. "Siamo più insinuanti, burocrati, formalisti, furbetti, melliflui, incantatori e doppiogichisti (e mediterreni) di un burocrate mozarabico…"

    Questa proprio non la condivido. Sei mai stato in un paese levantino? O dell’Asia centrale e meridionale?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 5 mesi fa


  36. Vabbè, riduco la mia iperbole.
    Non siamo gli americani.
    Siamo sulla piazza dal 750 ac. e siamo in parte mediterranei, comunque. Anzi, siamo latini.

    G.Cesare console, durante la repubblica, fece malmenare più volte da compiacenti sicari M.C. Bibulo l’altro console (fonte: Svetonio), per indurlo a non presentarsi al suo magistero. Cosa che in effetti per sei mesi fece. Prima come magistrato aveva piazza pulita dei suoi avversari, e non in modo virtuale.

    Non siamo "nati ieri" e l’Italia non è un paese facile…

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 5 mesi fa


  37. Credo che ogni commento possa sintetizzarsi nell’articolo del giornalista Ettore Politi che ho letto stamane sul Diario del Nordmilano e che provo ad allegare al fine che ciascuno di noi rifletta e non pontifichi. Grazie.

    Si rischia la condanna
    anche per il presepe?

    di Ettore Politi
    ll Crocefisso è stato bandito dalle scuole. Entro il mese di gennaio del prossimo anno, se i giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non accoglieranno i ricorsi presentati dal Governo Italiano, la sentenza diverrà esecutiva: ovvero, il crocefisso nelle aule può
    rappresentare un modello di riferimento educativo per i ragazzi cattolici, ma non per quelli di altre religioni oppure atei.
    I giudici di Strasburgo in poche righe hanno cancellato uno dei simboli dei duemila anni di storia culturale e religiosa nei quali il Popolo Italiano riconosce le proprie radici. Quelle ‘radici giudaico-cristiane’ dell’Europa che l’11 dicembre del 2000 il parlamento Europeo non volle inserire nel testo della Carta Costituzionale, nonostante l’appello della Chiesa Cattolica e di molte forze politiche.
    Ancora una volta, dunque, il rapido mutamento mondiale che riguarda la politica economica, sociale, culturale e che influisce inevitabilmente sugli stili di vita dei
    popoli, ne mette a dura prova anche i valori, siano essi morali o religiosi. Certo si è passati dall’ottuso conservatorismo di un tempo, che trovava una giustificazione
    a tutto solo per il fatto che ‘…è stato sempre così’, all’atteggiamento attuale, forse un po’irresponsabile verso ‘…è il mondo che cambia’. E che dovrebbe farci riflettere sul fatto che sostituire il set di ingombranti strumenti chirurgici con una luce laser o un intero capannone per la progettazione industriale con un software installato su computer portatili, non può equivalere a sopprimere un simbolo millenario in nome del progresso civile. Di certo, lo scenario si potrà ulteriormente incupire quando qualcuno riterrà opportuno ricorrere contro i presepi nelle scuole perché rievocano la nascita di
    Cristo… o chissà contro cos’altro. Ora c’è da porsi anche una domanda di natura giuridica e politica: se per il Crocefisso esposto nelle scuole il governo italiano è stato condannato a pagare 5mila euro, quanti dovrebbe pagarne per l’esposizione dei presepi nelle scuole? Per non parlare di un ipotetico ricorso di tutte quelle famiglie di atei e non cristiani che ogni anno per circa 20 giorni, tra Natale e Pasqua, non possono mandare i loro
    figli a scuola ‘solo’perché altri, di un’altra fede religiosa, impongono loro di non studiare e di restare a casa attendendo la fine dei festeggiamenti per la nascita di
    Gesù?

    Scritto da ELENA, 4 anni, 5 mesi fa


  38. “Il delirio multiculturale che sembra aver invaso il nostro Paese – attacca la Bertolini – ci riserva ogni giorno sorprese sempre più amare. Il caso della scuola elementare di Cremona dove è stato cancellato il Natale per essere sostituito dalla ‘festa delle luci’, per non urtare la sensibilità degli alunni stranieri, ne è solo l’ultimo esempio. Un vento di laicismo esasperato e di mal concepito senso di tolleranza nei confronti degli stranieri in realtà cerca di abbattere i nostri simboli religiosi e le nostre tradizioni. Soltanto la difesa dei valori nei quali ci riconosciamo può permettere al nostro Paese di mantenere inalterata la propria identità”. Sono le parole di un parlamentare che penso siano giustissime, come lo sono sempre dopo che accadono i fatti. Forse, come me, ma non credo sia giustificata perchè è il suo lavoro, avrebber dovuto leggere articoli come quelli di Ettore Politi he annunciavano quanto poteva accadere. E sta accadendo. Un mese addietro, leggo qui nel blog, questo giornalista ha evidenziato un problema, l'ha portato al paradosso, ma in realtà Ettore Politi si capisce ora che aveva già intuito dove si stava andando a parare. Oriana Fallaci, Ettore Politi e chissà quanti altri ancora devono scrivere dicendo prima le cose prima che i nostri politici e governanti chiudano le porte delle stalle preventivamente. State attenti perchè nella stalla sono rimasti pochi buoi… Grazie. Irvana

    Scritto da irvana, 4 anni, 4 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.