Afghanistan, sei operatori ONU uccisi - e siamo ancora agli inizi

talebanoI talebani si preparano alle nuove elezioni presidenziali in Afghanistan, che si terranno il 7 novembre prossimo, con un fatto gravissimo ed eclatante: stamattina è avvenuto il primo attacco suicida da parte di tre militanti talebani imbottiti di esplosivi contro la foresteria dell’Onu a Kabul. Sono morti sei operatori UN e nove impiegati sono rimasti feriti.

Nel corso dell’attacco un razzo è stato lanciato contro il Serena Hotel, nel centro della capitale, dove alloggiano solitamente gli stranieri. Il razzo non è esploso, ma c’era. Poteva essere un’altra strage.

Martedì anche otto militari americani sono stati uccisi da una bomba fatta in casa. Questo non è che l’inizio di una nuova escalation di terrore, mentre il fratello dell’attuale presidente dell’Afghanistan, Ahmed Wali Karzai, da sempre sospettato di prendere parte attivamente al traffico di oppio, ora è anche accusato di essere sulla busta paga della CIA.

Il narcotraffico è il mezzo privilegiato di autofinanziamento dei talebani e il controllo dei canali di traffico è una enorme fonte di guadagno e di potere che si contendono, apertamente o segretamente, tutte le fazioni implicate nel caos dell’Afghanistan. Ma non l’ONU.

Le Nazioni Unite, per quanto politicamente siano state finora inefficaci, non sono mai state implicate nel lucroso traffico. Per questo l’attacco di stamattina è particolarmente grave, perché è in perfetto stile terrorista: il maggiore impatto possibile abbattendo obbiettivi neutrali, non implicati operativamente in azioni di guerra.

Questa settimana Obama firmerà la legge per la difesa nazionale (il Defense Bill), che prevede un budget anche per il training e l’equipaggiamento dei militari e della polizia in Afghanistan. Non si prevede, al momento, una risoluzione politica della situazione afghana.

Aspettiamoci quindi un periodo di attacchi terroristici diffusi da qui al 7 novembre, e oltre, e tanti terribili notizie come quelle di stamattina. Prima che gli USA si rendano conto che in Afghanistan non hanno avuto successo i sovietici con i metodi forti e non avranno successo loro. Anzi, tutti noi.

Se davvero vogliamo sconfiggere il terrorismo talebano, la guerra in Afghanistan non ha pagato e non pagherà, neanche se aumentassimo i contingenti militari nel paese. Ci vogliono soluzioni politiche, possibile che gli Stati Uniti non lo capiscano?



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.