Due pesi e due misure: riflessioni sull'informazione

Questo post è solo un piccolo ripensamento sulla conseguenza della squallida vicenda a cui si riferisce Ludovico. Chi non la sa o non l’ha seguita può saltare questo post a piè pari, sarebbe solo una noia.

Lo Web 2.0 è nato per condividere e non per diffamare, per conversare e confrontarsi sui progetti e sulle idee. Questo in linea generale. E in linea generale voglio parlare del fare informazione.

Mi ha fatto molto piacere leggere parole come quelle di Marco e di altri/e, tutti quelli che mi hanno scritto in email o mi hanno chiamato, chiedendomi la mia versione dei fatti, o hanno commentato in modo critico e intelligente, mettendo in dubbio l’occulta natura di santo, che si prodiga indefessamente al bene degli altri senza ritorno alcuno, di un noto blogger. Li ringrazio di cuore.

La cosa che mi ha più colpito però sono i commenti e i post di alcuni amici giornalisti e pubblicisti – pochi, grazie a Buddha -, che hanno riportato il post in questione sul loro blog, su Twitter o Facebook dandolo per informazione: cioè, sostanzialmente vero e veritiero.

Allora tiro fuori una vecchia storia. Anni fa sono stata criticata dall’amico Sandro, ottimo giornalista, perché su questo blog ho commentato una notizia sentita al giornale radio, che poi si è rivelata parziale (e quindi in sostanza falsa), prendendola per vera. Anche se commentavo soltanto e responsabile della notizia era il giornalista radiofonico.

Ma alcuni che fanno dell’informazione il loro mestiere hanno riproposto o segnalato il post dandolo per vero, come se i fatti indicati fossero realmente accaduti in quel modo, senza chiedere né a me né a Ludo come è andata, senza verificare, senza sentire la parte opposta. E potevano farlo senza problemi, dato che abbiamo ottimi rapporti, personali o di lavoro, da anni.

Insomma, la notizia (falsa e/o distorta) è stata presa da qualche professionista dell’informazione per buona senza alcuna verifica, ascoltando solo un set di fonti (anzi, una in tutto) e diffusa come fosse il Verbo. Ma la deontologia e la serietà professionale, e umana innanzi tutto, dove sono?

Due di questi professionisti criticano spesso la manipolazione dell’informazione e delle notizie da parte del governo (e sono con Vittorio). Evidentemente, quando l’informazione e la notizia la manipolano loro però va bene, allora è permessa.



Commenti

  1. cara boh, approfitto dell’occasione per narrarti un piccolo ricordo personale;

    da piccolo, intorno ai primi anni 60, la domenica ero spesso a pranzo dalla nonna; la nonna, siccome aveva fatto la bidella al liceo classico, si considerava una donna di cultura (certo il classico di una volta era speciale, ma non divaghiamo);
    quando a tavola, conversando, usciva fuori qualche parola strana, dall’incerto significato, la nonna si alzava, inforcava gli occhiali, allungava la mano verso la credenza; lì c’era un solo libro: il dizionario enciclopedico palazzi, avvolto in una bella livrea di cartoncino azzurro; la nonna sfogliava, se la parola non la trovava, alzava lo sguardo dagli occhiali e sentenziava: “non c’è”; a quel punto, quel che non c’era sul dizionario palazzi, per tutti noi, non esisteva; la conversazione, nel misto dialetto toscoliguremiliano della mia famiglia, volgeva altrove;

    ecco cosa manca: una fonte che ci credi punto e basta, e passando da mia nonna a umberto eco, costui in quel libro sui libri da poco uscito, sull’internet esprime lo stesso problema: su cosa ti agganci per dire se una cosa è vera o falsa?

    certo, i giornalisti dovrebbero essere samurai della verità, ma sono invece comuni mortali, anzi talvolta fin troppo comuni mortali

    perdonami la digressione, il veder scritte le mie piccole scemenze è uno dei tanti difetti dell’internet

    Scritto da diego, 4 anni, 7 mesi fa


  2. Diego, le tue sono sempre argute osservazioni e racconti pertinenti, nonché assai spesso spiritosi o carini.

    Questo è molto carino. In gamba la tua nonna!

    Dato però che, come noti tu, non esiste una unica fonte, di solito si consultano due fonti opposte. Il giornalista, che ha una grande responsabilità sociale, tanto più lo dovrebbe fare. E’ semplicemente il suo lavoro, quello di consultare almeno due fonti opposte, verificare la notizia: altrimenti che notizia è?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 7 mesi fa


  3. Averla una nonna così! Comunque sono daccordo che bisogna controllare la fonte, a volte però i tempi dei mass media non permettono questa accurata verifica. Non resta altro che affidarsi al proprio fiuto o alle proprie fonti. Chi fa cronaca nera sa benissimo che le notizie le forniscono le forze dell'ordine, e a volte è l'unica fonte disponibile. Conosco colleghi querelati per aver diffuso notizie, poi rivelatesi imprecise. Ascoltare due fonti opposte farà nascere due notizie, ma è sicuramente auspicabile.

    Scritto da mimmo torrese, 4 anni, 7 mesi fa


  4. mimmo, intanto qui non parliamo di cronaca nera, sulla quale concordo con te che la tempistica è indispensabile e le info le danno le forze dell’ordine, qualche volta parziali o distorte per dei fini ben precisi.
    Parliamo di un fatto accaduto mesi fa.

    Cosa più importante, le notizie le battono le agenzie e c’è tutto il tempo per un giornalista di verificarle. Voglio dire, leggere diverse agenzie o chiedere, informarsi, o andare. Ho diversi amici all’ANSA e ti assicuro che, per essere sicuri di quello che scrivono, vanno di persona "sulla" notizia. Facendosi anche centinaia o migliaia di chilometri *al giorno*, se necessario.

    Verificare, sentire due campane, non fa nascere 2 notizie ma permette di verificare l’unica notizia. L’unico fatto.

    Se uno racconta una cosa che gli è capitata con una persona, non si chiede all’altra persona se è vero, se è falso, o comunque la sua versione dei fatti?
    E’ come quando si scrive la storia: sempre verificare quello che dice qualcuno, fosse anche un personaggio famoso (che ne so, Gentile, Mussolini, Amendola e così via) perché inevitabilmente darà la sua notizia per i suoi fini.

    E la cronaca non è storia del presente?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 7 mesi fa


  5. Diego, bell'aneddoto. :-)

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 7 mesi fa


  6. Enrica bè… i giornalisti hanno le giornate contate e la vita difficile. Negli stati uniti li licenziano o eliminano le professioni storiche dei copy.
    Qui gli manca l’aria dato che chi lavora in internet, nel tempo libero, a volte gli ruba il mestiere.
    E’ dura da digerire se una persona di cultura fa il tuo mestiere. Dove la batti?

    Poi…
    Giornalisti…
    che parola grossa…!

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 7 mesi fa


  7. A me pare una questione di metodo.

    La notizia tipica sull’IHT avrebbe il formato "Il noto blogger dice che xxxx. Il tale, raggiunto telefonicamente, sostiene che yyyy" oppure "Il tale non ha voluto commentare" o, almeno, "Il tale, a cui abbiamo telefonato, non ci ha richiamato per commentare".

    Viceversa il metodo in altri giornali sembra essere la ricopiatura parola per parola della notizia di agenzia, con tutti gli errori (facilmente verificabili) e le superficialità di una "notizia" che dovrebbe essere "rapida" (salvo precotti & traduzioni dalla stampa estera). Pubblicare le agenzie, mi pare, è come se anziché mangiarsi un piatto di 10 ingredienti ben cucinati, se ne prendesse uno, crudo, e lo si sbattesse nel piatto…

    Scritto da Bubbo Bubboni, 4 anni, 7 mesi fa


  8. Ciao enrica, arrivo come sempre in ritardo. Sul merito della questione, mi mancano troppe informazioni per giudicare, ammesso che sia lecito averne (e su questo dubito). Come ho commentato sul post in questione, credo solo che se avete fatto bene sono contenta per voi, se avete fatto male mi dispiace per voi. La cosa che mi resta di questa faccenda, che mi ha colpito molto, è la disumanità e la cattiveria che ancora una volta la rete è stata in grado di dimostrare. Non ho mai pensato che fosse necessariamente un pregio dire sempre pubblicamente quello che si pensa delle altre persone, nè lecito metterle alla gogna. Dico questo anche se tutto quello che ha scritto fosse vero. Quanta amarezza.

    Scritto da valentina, 4 anni, 7 mesi fa


  9. Stefano già, che parola grossa. Molti non se la meritano proprio. Ma non è così in tutti i mestieri?

    Tra l’altro, per un giornalista sentire due versioni dei fatti in USA è obbligatorio.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 7 mesi fa


  10. Bubbo, il metodo sarebbe quello che dici tu (il primo), ma vedo che molti non lo seguono: tanto, bubbamente, hanno già il posto fisso in redazione. Quanto poi fisso non si sa: se sfoltissero non piangerei di certo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 7 mesi fa


  11. valentina concordo in tutto, assolutamente, e anche io sono rimasta colpita dalla mancanca di serietà, di umanità e di stile, se permetti.
    Aldilà, appunto, della veridicità.

    Se poi a farlo non sono solo i soliti (e le solite) pettegoli/e nate, che vivono di quello e per quello, che fanno parte di un gruppetto ben preciso, ma dei professionisti seri, l’amarezza è decuplicata.

    Però io mi sento in pace con la mia coscienza e anche con loro, non ho mai torto un capello a nessuno né nei fatti né simbolicamente, e quindi vedremo. Ne riparleremo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 7 mesi fa


  12. Consiglierei di scrivere ai detti giornalisti per informarli che le informazioni riportate sono sbagliate e anche scorrette, di pubblicare la tua smentita.

    Secondo me però questa cosiddetta notizia non è una notizia.
    In parole povere, non credo che qualcuno abbia letto una riga delle cose che tu citi.

    Ma se la notizia è falsa, manda una smentita.
    Se non la pubblicano… bè credo che dato che ti senti offesa e lesa puoi procedere per querela.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 4 anni, 7 mesi fa


  13. io invece avevo provato a mandarti una mail, ma bounce, bounce, bounce…

    Scritto da mazzetta, 4 anni, 6 mesi fa


  14. mazzetta, la mia mail è info_at_asiatica.org e funziona, l'ho provata ora.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 4 anni, 6 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.