Proprio come un marito

BerlusconiSu La Repubblica di oggi L’appello dei tre giuristi per la libertà di stampa e di informazione, minacciata dalla denuncia per diffamazione di Berlusconi.

Ieri il cavaliere ha minacciato di bloccare i lavori dell’Unione Europea, se questa interferisce con gli affari del nostro stato. Malinteso chiuso, siamo tornati d’amore e d’accordo, ma l’aria pesante rimane.

Non scordiamoci di El Pais e Le Nouvel Observateur denunciati per la pubblicazione delle foto a Villa Certosa. Ma Berlusconi nega e nega di aver mai invitato donnine e ballerine di sorta in villa, nega la veridicità delle registrazioni delle sue amiche prezzolate. Nega quello che mezzo mondo ha visto e sentito con prove inconfutabili.

Non entro nel merito di queste denunce, sulla loro fondatezza o meno. Noto però che il nostro Presidente del Consiglio si comporta come il più classico dei mariti: fa il comodaccio suo, nega contro tutte le evidenze di averlo fatto e quando viene accusato attacca. E, come ha fatto con Veronica Lario, fa anche la vittima.



Commenti

  1. Il marito di chi, scusa ? :-)

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni, 8 mesi fa


  2. Di molte, purtroppo. Di quasi tutte (confesso o no).

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 8 mesi fa


  3. una certa somiglianza con il cosiddetto italiano medio in effetti, mi duole scriverlo, ce la vedo

    naturalmente qui amplificata dalla smisurata capacità di spesa

    sicuramente l'innegabile successo del signore in questione ha anche a che fare col suo identificarsi con i sogni nascosti di tanti maschi della specie umana

    è assolutamente vero però che chi governa una nazione, per di più con scelte etico morali vicine a quelle del mondo cattolico più tradizionalista, sarebbe opportuno avesse un comportamento più sobrio, anche nelle apparenze

    Scritto da diego, 2 anni, 8 mesi fa


  4. Mi dissocio recisamente dal concetto che i mariti siano così. :-)

    Parlando più seriamente. Ti sei vista l'intervista di Berlusconi il 18 Agosto alla (sua) TV Tunisina "Nessma TV", rilasciata in buon francese ?
    Un uomo che ha il talento di parlare in TV, nel bene o nel male, anche in un'altra lingua…

    Ho linkato due stralci trovati in rete, e già tradotti, sul mio modestissimo blog (cliccando sul mio nome, come sempre, li si raggiunge).

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni, 8 mesi fa


  5. "una certa somiglianza con il cosiddetto italiano medio in effetti, mi duole scriverlo, ce la vedo. Naturalmente qui amplificata dalla smisurata capacità di spesa". ahahah Diego!:)

    Beh, l'arroganza del potere dà anche che talvolta si fa fuori dal vaso, come si dice. E mal gliene incoglie.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 8 mesi fa


  6. Per me Berlusconi può anche avere comportamenti alla Restif della Breton, l'importante è che produca risultati concreti, rispetto a persone pseudomorali ma incapaci che rimamgono attaccati alla poltrona.

    Scritto da q.e., 2 anni, 8 mesi fa


  7. la libertà di stampa di sembra un fatto concreto o una cosa inutile?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 8 mesi fa


  8. Credo si stia giocando una partita fondamentale qua, che qualcuno malauguratamente non ha compreso.

    Esistono due modi di vedere: uno patrimonio della "sinistra" (chissà che è) e del cattolicesimo politico democristiano, che vede nelle masse un laboratorio, solo un "insieme di ratti da laboratorio", da guidare, e la politica come una astrazione. Un formulario.
    Il politico è il depositario di queste formule magiche che porterebbero a magiche soluzioni. "Cerchiamo l'uomo nuovo". "Affidiamoci ai giovani". "No ai vecchi". "No ai princìpi". "No alla costituzione".

    D'altro lato una politica che si sta formando a partire dal comportamento medio, che usa un linguaggio dell'identificazione, quello adoperato (senza finzioni) da Berlusconi.
    L'uomo che viene dal popolo: l'uomo comune, che sa che significano le menate di tutti i giorni, le code in autostrada, gli sportelli, la burocrazia, "la fame la guerra" (sto citando l'intervista in francese di Berlusconi, non è la mia opinione).

    Noi riteniamo che questo sia un fenomeno vituperato berlusconiano ma include anche altri, diversamente "vituperati" tra cui alcuni franchi oppositori del berlusconismo: Grillo (sì Beppe Grillo), Di Pietro, Bossi.
    Gente che parla il linguaggio della persona media. Che parla come mangia.

    La democrazia si fa in due modi. All'inglese con una struttura amministrativa che funziona. O così…

    E il bello è che questo modo di fare democrazia l'abbiamo inventato noi duemila anni fa. Svetonio descrive l'ascesa del Magistrato Cesare: uomo del popolo, pragmatico, concreto. Magistrato e Generale. Mai ufficialmente proclamato imperator. Rispettoso, nella forma, del Senato e del Popolo.

    Io non lo vedo come un male assoluto. Il male assoluto è che la sinistra e il Vaticano giochino a fare gli eletti scienziati della socio-politica, che nulla tange. Mentre le cose sono già cambiate. Dal 1992. Da Mani pulite.

    Mancanza di senso storico. E di talento politico.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni, 8 mesi fa


  9. Probabilmente non sarò molto informato, ma non mi pare che in Italia non ci sia libertà di stampa (almeno fino ad ora). Ma la questione che al momento mi interessa è questa: tra una persona di governo (tizio) anche se avesse cento amanti e comportamenti tipici dello stereotipo del maschio italiano e una persona (caio) tutta casa e chiesa ma che un problema come un terremoto o l'immondizia o altra emergenza si comporta in modo indeciso titubante ed inefficiente ritardandone le soluzioni, io in questo caso, dopo aver messo tutto sulla bilancia, sarei orientato a scegliere il primo. al di là delle personali convinzioni politiche. (come a dire:questo passa il convento)

    Scritto da q.e., 2 anni, 8 mesi fa


  10. QED (Quod Erat Demonstrandum)

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni, 8 mesi fa


  11. Stefano, sei certo che da Mani pulite le cose siano cambiate? E in meglio, quindi?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 8 mesi fa


  12. q.e, in realtà la libertà di stampa c'è, ma se il Cavaliere querela a destra e a manca in Italia e all'estero perché non gli sta bene che dicano cose, anche provocatorie, è una chiara intimidazione. Anche perché gli staff di avvocati costano, e lui si può permettere tutto: anche di comprarsi le redazioni dei maggiori quotidiani, non solo Moindadori e Mediaset.

    Sì certo, la vita politica c'entra e non c'entra con gli affari di stato: ma purtroppo mi sembra che c'entri. Per esempio, Berlusconi ha ripulito la costa da Napoli in giù dei rifiuti. Benissimo. Però il mare rimane inquinatissimo perché le costruzioni, ville e alberghi, sono tutte abusive fatte sul demanio pubblico, quindi non condonabili, quindi i reati non sono perseguibili. 120 km di costa abusiva che per la legge è fantasma.

    Berlusconi dov'è? ha fatto una cosa molto pubblica, molto richiesta, con un enorme ritorno di immagine, coem quella dei rifiuti, ma chi sa perché non tocca questo problema.

    E poi è vero che il Cavaliere può avere tutte le escort che vuole, ma c'è anche un'immagine internazionale da difendere. E ti assicuro che la sua, e la nostra con lui, è molto vilipesa. Non so a te, ma a me scoccia molto. A dir poco. Come scocciava di Cicciolina, intendi.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 8 mesi fa


  13. io sono convinto che la moralità anche privata di chi guida una nazione sia importante, se non altro per l'esempio che offre ai giovani

    ma il punto del contendere attuale non è questo

    vi sono delle vicernde nel comportamento di un uomo politico che offrono il fianco a crtitiche, che poi giustamente ognuno può ritenere rilevanti o non rilevanti, ma il punto vero è che una larghissima parte della stampa e la televisione, controllati dal soggetto in questione, censurano queste notizie, fanno in modo che i cittadini non le conoscano; è giusto questo? personalmente, poco mi importa della sessualità di un premier, poco mi interessa delle sue feste private, ma, credo, sia giusto che io le conosca, prima di poter dire che non mi interessa, altrimenti si chiama semplicemente "censura"

    certo sarebbe bello parlare di politica, di economia (è durissima per noi piccoli imprenditori del nord, in questi mesi), invece che di erotismo imperiale, ma la colpa delle notizie non è di chi le dà, ma di chi le ingenera col proprio comportamento

    certo, speriamo che si torni, prima o poi, ad occuparsi dei problemi seri di chi lavora, dei cittadini, come attualmente non stà avvenendo

    Scritto da diego, 2 anni, 8 mesi fa


  14. La libertà di stampa esiste. Ma la TV non è semplicemente "stampa".
    Non ho mai capito questa forma di ipocrisia etimologica.

    Tutti possiamo aprire un blog, e un partito o un privato con non troppe risorse può fondare un giornale.
    Ma tutti sappiamo che un giornale muove qualche centinaio di migliaia di "opinioni". Al massimo. Se va bene. La vendita di un grosso giornale non supera le 300.000 copie.

    La TV che è parte della "stampa" ma che è altro, ben altro, e non è accessibile come mezzo di produzione, se non a chi posside enormi capitali e ottime entrature politche, forgia l'opinione. Non muove consensi, ma cambia la mentalità di un intero popolo, entrando nelle case delle famiglie in modo soft, "dolce", quotidiano. Come una vecchia rassicurante zia.

    E sposta milioni e milioni di opinioni in modo soft. Cambia la cultura quotidiana con i suoi programmi, i film, la pubblicità. Modifica un modello culturale.

    Si dovrebbe dire quindi che c'è libertà di stampa. Scritta.
    Ma che la televisione non è libera.
    Diciamo però anche che non lo è mai stata libera, la Televisione. La TV pre-berlusconi era Democristiana. E tutti zitti.

    La Televisione non è libera per definizione: è un sistema broadcast potentissimo che fa gola a chi comanda il consenso.

    Non confondiamo poi la libertà di opinione con la libertà di stampa.
    Non confondiamo la libertà di stampa con la proprietà televisiva.
    E e non confondiamo questa con il controllo dei modelli culturali.

    Io sono invece stupito dal silenzio di chi si crede invece intelligente. Quelli che parlano bene che si dicono inveterati della politica.

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni, 8 mesi fa


  15. @boh.

    Le cose sono cambiate, sono sicuro, nei modi. La politica io la facevo attivamente e non a livelli bassi.

    Cambiare non significa meglio o peggio, significa che le regole sono cambiate.
    Nel 1970-89 si parlava di principi.
    Adesso si chiede che la cosa pubblica funzioni.

    Se non sono cambiate dove è il successo Berlusconiano? Su cosa si fonda..?

    La domanda te la ribalto. Come fai a dire che non sono cambiate…?

    Scritto da Stefano / The Catcher, 2 anni, 8 mesi fa


  16. Semplice: prima per vincere gli appalti, pe resempio, chiedevano la tangente, ora pure, ma più alta. Prima per vincere un concorso universitario bastava che facessi lo schiavo a più livelli, ora devi fare quello e in più qualcuno deve chiedere per te, pronto a ricambiare il favore. E così via. E' cambiato?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 8 mesi fa


  17. Non è cambiata la società (Malissimo ed è colpa anche nostra che lo tolleriamo).
    Ma è cambiato il modo di fare politica. Radicalmente.
    A quello mi riferivo.

    Prima la si faceva nei partiti, la politica. Se non esistevi con reti di contatti sul territorio non eri nessuno. Se non avevi le tessere non contavi niente.

    Adesso la si fa con le radio, e le Televisioni.
    Adesso è marketing: richiede strumenti di massa e soldi, appannaggio dei pochi.
    Adesso si può diventare presidente del consiglio senza avere una sola tessera.
    Senza neanche un partito.

    Ma non è mica detto che sia male.

    Quello che è male è che tolleriamo le ingiustizie nella vita quotidiana.
    La tangente negli appalti.
    Il padre putativo nelle università.
    La gente che ci passa davanti nelle code (ma devo chiedere solo una cosa).
    I treni pendolari affollati fino allo spasimo (e vabbene così).

    Mi sembrano due piani differenti. Ma forse…mi sbaglio.

    Scritto da Stefano /The Catcher, 2 anni, 8 mesi fa


  18. Stefano, la politica è diventata propaganda quasi pura: ma guarda che il primo a usarla in modo massiccio fu Mussolini! E' cambiata?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 8 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.