Il laureato

Che GuevaraIeri ho portato fuori in cortile delle piante, per farle stare all’aria ma all’ombra.

C’era Miguel, il portinaio che in agosto sostuisce Meri (donna fine e gentile che ha una laurea in economia, parla alla perfezione il russo, l’inglese, il francese e l’italiano, oltre all’albanese e una mezza dozzina di lingue slave). Ex clandestina.

Con mio sommo stupore Miguel ha staccato un paio di foglie, le ha guardate con una lente che teneva nel cassetto e mi ha detto che per la troppa acqua stavano venendo dei funghi. Mi ha mostrato il puntino bianco in mezzo a delle minuscole macchie scure, sul retro della foglia.

Ieri ho scoperto che Miguel è agronomo laureato, ha un Master in trattamento organico delle infezioni delle colture e diversi corsi di specializzazione. Prima di venire qui lavorava in Perù per dei progetti finanziati dalla Comunità Europea.

L’altro giorno lo vedevo leggere e, curiosa di libri, gli ho chiesto il titolo: era un libro di Dostojevski, il mio autore preferito! Quando gli ho chiesto come mai lo leggesse mi ha risposto “per arricchire il vocabolario italiano”.

Anche lui è venuto da illegale per fare una vita migliore, anche lui, come tutti, ha dovuto oliare le ruote nel suo paese e nel nostro. Dicono che 9 anni fa per avere un permesso temporaneo fossero circa 1000 Eu a persona. Anche lui è in regola da molti anni, lavora e paga le tasse.

Il portinaio del palazzo di fronte lo chiamiamo Antonio, è egiziano, è gentilissimo, non ha una laurea ma le mani d’oro e si adatta a fare 1000 lavoretti per integrare lo stipendio. Penso che anche lui sia stato clandestino.

Dubito che fra gli italiani avremmo trovato tre persone migliori, per fare i portinai. O come vicini: qui dove abito sono generalmente arroganti, scansafatiche e ipocriti come serpenti.

Ma quando fanno queste cose, o quando hanno approvato il pacchetto sivurezza, secondo voi ci hanno pensato? Si sono guardati un po’ intorno e hanno considerato tutto, o hanno visto solo dei delinquenti?



Commenti

  1. Carissima, come non essere solidali col tuo pensiero.
    La caccia allo straniero è un esercizio di demagogia per contentare le periferie calde e assolate.
    Io ci vivo.

    Ma certo non si può non notare che per un uomo onesto, ce ne sono altri che delinquono.

    Io sono stato "straniero in terra straniera" alla degli fine anni ’80 per amore e lavoro, non come privilegiato come farei adesso. Come persona della strada, come immigrato: Italiano in Germania. Nella colta, educata, privilegiata, profonda, cattolica Germania… la Germania che ha espresso l’attuale Papa, come formazione e cultura.

    Bene, ero considerato una macchietta e un potenziale delinquente solo per essere di cittadinanza italiana.
    Non ostante i miei 12 anni di studi di Violino, gli studi universitari, gli studi classici, nonostante fossi figlio di un primario, nonostante non avessi l’aspetto.
    Frequentavo mi caffè con un libro in mano, le ragazze mi occhieggiavano, sorridevano, ammicavano, poi magari con una scusa mi chiedevano se fossi francese (un Italiano, ben vestito, che legge!), alla risposta che ero Italiano, il volto si cambiava, si dileguavano…
    I genitori della mia fidanzata, persone a contatto con i livelli elevati del vaticano, cattolici fino al midollo (la solita ipocrisia cattolica del cavolo), be’ mi trattavano come …. diciamolo chiaro…. come un negro uscito dalle foreste africane da pochi giorni. Non un simpatico Tarzan. Uno sporco rifiuto.

    Ho provato il sapore di essere delegittimato socialmente, ed è ignobile.
    So come ci si sente. E da allora ho coltivato un sano disprezzo per i cattolici tedeschi. Attività non peregrina vedendo gli ultimi avvenimenti storici.
    Ma lavoravo.

    Però non si può non notare che ci sono migliaia di persone straniere in Italia, e altrove, che vivono per strada, senza casa, senza lavoro e che non sono esattamente delle mammolette…

    Non ci sono vie di uscita, se non hai un lavoro, anche illegale, come vivi?
    Se non sei parte della struttura, della società come membro, lavoro, famiglia, educazione, figli, futuro, come fai a non essere sul bordo e quindi a rischio.

    Credo bisogna vedere i due lati del problema, anche quelli meno filantropici.
    Le persone che tu descrivi forse non sono la norma.

    Su quello che fa il governo al proposito non lo so. Vorrei capirlo.
    Che fa?

    Scritto da Stefano, 8 anni, 2 mesi fa


  2. scusa la superficialità caciarona, ma ho pensato a "l'eleganza del riccio".

    Scritto da gattasorniona, 8 anni, 2 mesi fa


  3. Bel post! È proprio vero: chissà se si sono guardati attorno i nostri super politici, tra un vip e un trip… A volte pare davvero che vivano in un altro pianeta!

    Scritto da La Cassiera, 8 anni, 2 mesi fa


  4. Stefano, non so se non sono la norma, io credo di sì invece. O almeno la metà. La più brava associata dello studio del mio avvocato (ha altri 3 avvocati con lui più i praticanti) è albanese, sta qui da 19 anni e parla così bene che non lo diresti (molto meglio di tanti italiani di cultura media). Ha avuto problemi a non finire per regolarizzarsi, con tutto che aveva una laurea italiana in mano e un Master. Sono contorniata da extracomunitari migliori della media degli italiani. Penso che il governo dovrebbe tenerne conto, tutto qui.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 2 mesi fa


  5. gattasorniona..:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 2 mesi fa


  6. La cassiera, i politici vanno avanti per la loro agenda, tutto qui, e poco si curano della gente, secondo me.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 2 mesi fa


  7. forse è il benessere eccessivo a rendere le persone meno capaci d'industriarsi, d'adattarsi, di apprezzare quel che riesce ad ottenere o a fare; la mia impressione è che non sono gli immigrati ad essere strani, ma gli italiani, che spesso hanno perso molte di quelle qualità che oggi riscontriamo in questi nuovi cittadini; possibile che ci sembra strano un uomo che sa fare tanti lavoretti? possibile che ci sembra strano un ragazzo in gamba che ama istruirsi? possibile che ci sembri strano qualcuno che ha una certa buona volontà? questi stranieri, non sono speciali, sono normali, siamo noi, spesso, che non siamo più normali, che siamo asserragliati e spaventati nei nostri condomini, pronti ad alzare alti lai se qualcuno lascia la macchina sul nostro posto numerato in cortile, e poi se invece quello della porta affianco sta morendo di cancro non ci interessa, o per lo meno ci dà fastidio saperlo; siamo noi, che siamo diventati stranieri rispetto al mondo

    Scritto da diego, 8 anni, 2 mesi fa


  8. Rispondo al sig.r Stefano
    I delinquenti ce ne sono ovunque, italiani o stranieri.
    Credo che per il buon senso civico, non neccessita una laurea o un master per dimostrarlo,
    cosi come i delinquenti , anche gli onesti ce ne sono ovunque e sono la maggioranza.

    Complimenti, solo davvero pochi che si ricordano dei propri tristi passati.

    Scritto da LIU ZB, 8 anni, 2 mesi fa


Comments are closed.


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.