G8, la Turchia vuole avere senza dare?

bandiera turcaSono 50 anni che siamo in attesa di entrare nell’Unione europea. E ora vorremmo una risposta chiara. Vi sono leader che dicono una cosa e poi si correggono, e magari in altre sedi sostengono di non averla detta. È diventato comico, e noi siamo stanchi di comiche (Corriere della Sera).

La Turchia è stanca di aspettare, lo capiamo, ma non doveva riconoscere il Metz Yeghern, il genocidio armeno del 1915-1923 sul suolo dell’Impero Ottomano, la questione di Cipro, e aprirsi ai diritti umani? Queste erano le condizioni per la sua appartenenza come membro a pieno diritti nell’Unione europea. E invece qualcosa ha fatto, a leggere l’intervista al primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, ma troppo poco.

Avere la Turchia fra i membri a pieno titolo dell’Unione Europea farebbe comodo a tutti perché è uno stato fortemente militarizzato (che è meglio che stia dalla nostra parte), situato in una posizione geopolitica molto importante come “porta d’entrata” per l’Asia e, in più, islamico, e questo farebbe sì che l’Unione europea non sarebbe solo una specie di associazione di stati cristiani, attenuando l’ostilità di molti paesi islamici verso l’Europa.

Però il primo ministro turco Erdogan, che si prepara a partire per il G8 dell’Aquila, nega ancora il genocidio degli armeni:

Non esiste un solo documento che lo provi. Uno solo. E poi: pensate che 40.000 armeni continuerebbero a vivere in Turchia? Sono gli armeni in altri Paesi che diffondono notizie e interpretazioni non corrispondenti alla realtà.



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.