Tutti mezzi sono buoni, ma le parole “finanziamenti pubblici” mi fanno sempre rabbrividire. Immagino subito inciuci, appoggi politici, giochi di potere, fango e melma appena tenuti fuori della soglia di casa e pronti a entrare. Soprattutto, temo che solo le grandi testate ne beneficeranno e/o che verranno riprodotte le stesse logiche delle testate di carta. (Via LSDI e Vittorio Pasteris)
Prevedere la possibilità di sostegni e finanziamenti pubblici, nel quadro di una riforma radicale della Legge sull’ editoria, anche per le esperienze più innovative di giornalismo partecipativo. L’ ipotesi e’ stata lanciata da Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa – il sindacato unitario dei giornalisti italiani – nel corso dell’ incontro sul tema ‘’Giornalismo e media partecipativi: voci, strumenti, prospettive’’ che si è svolto martedì a Roma nella sede della Fnsi e a cui hanno partecipato alcune delle più interessati iniziative di citizen journalism che operano in Italia.


Capisco i brividi, visti i modi con cui finora sono stati assegnati i finanziamenti pubblici all' editoria. Il problema è riuscire a modificare radicalmente i criteri di assegnazione, impedendo pastette e monopolii. L' occasione potrebbe essere la Riforma della legge sull' editoria, di cui da tempo si parla: naturalmente ci vorrà una forte volontà politica - oltre ai necessari rapporti di forza - per ottenere qualcosa. Ma forse vale la pena provarci. E se la Fnsi ha espresso un impegno in questo senso, penso che sia giusto dargliene atto. Pino Rea (Lsdi)
Scritto da pino rea, 2 anni, 11 mesi fa
Pino, che dire? Vediamo. Non sono catastrofista e cinica per principio ma realista. E quanto a noi, le due riviste di Asiatica Association, non le registro in Italia proprio perché non chiedo i finanziamenti e faccio un lavoro enorme per trovare altre forme di entrata.
Che ti devo dire, diffido di tutto ciò che è finanziamento pubblico, proprio in base alla storia e ai personaggi, alla politica coinvolta, ecc. ecc.
Oltre alla riforma e ai rapporti di forza ci vorrebbe gente diversa con una testa diversa e fuori dell'ottica di pastette e inciuci solita. Ne vedi molta in giro?
Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 11 mesi fa
ps Pino, modificare i criteri di assegnazione? Faremo come con i concorsi, che di fatto sono peggiorati. Ora sono dichiaratamente in mano ai più forti, ai tutelati, alla classe dirigente dell'università, cioè gli ordinari. Senza neanche uno spiraglio.
Ripeto, vedremo, io sto qui e ovviamente sono molto interessata. Seguirò la cosa.
Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 11 mesi fa