Razzismo? No grazie, siamo a Milano

baklavaUn giocatore di un club di dilettanti del nord della Francia e’ stato condannato a 4 quattro mesi per insulti di stampo razzista. [ANSA]

Finalmente una bella notizia! In Francia un giocatore è stato sospeso per 4 mesi per comportamento razzista verso un altro giocatore del Senegal.

La bella notizia è che da noi non succede, perché in Italia non siamo assolutamente razzisti. Specie a Milano, con l’ordinanza che obbliga a tutti i proprietari di kebap a chiudere all’una di notte. Infatti, per par condicio, ora sono nel mirino anche le pizzerie d’asporto. Forse qui temono che dopo l’una il kebap si ricomponga, spiedo e tutto, e diventi una pericolosa arma per infilzare, e che la pizza possa venire spiaccicata sul viso da cittadini in vena di attacchi proditori.

Ieri nel kebap dei turchi in piazzale Lotto è entrata una comitiva coreana. Non sapevano una parola di italiano (e molto poco anche l’inglese), né i proprietari del locale conoscevano la lingua di Albione. Così ho fatto da mediatore, aiutata abbondantemente dall’uso delle dita e da due altri avventori, un ragazzo cinese e un tranviere napoletano di una certa età.

Questa è la dimostrazione che il razzismo è una grande cavolata. Anzi, proprio non esiste. D’altronde, come mi disse Fosco Maraini, sotto la pelle del ginocchio, che può essere di qualsiasi colore, il meccanismo è lo stesso per tutti.

NB: a proposito del locale a piazzale Lotto: andateci, fanno una pizza favolosa, oltre a falafel, baklava e altre deliziose diavolerie mediorientali. E hanno i prezzi più bassi di Milano. E sono anche gentilissimi!



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.