Berlusconi e il discorso del Parlamento

MussoliniStamattina ascoltavo le notizie di Berlusconi, che vorrebbe avere più poteri come presidente del Consiglio e vorrebbe snellire e ridurre il numero dei parlamentari (e pensavo ai discorsi di Brunetta contro i fannulloni dello Stato), e ho rabbrividito. Ho pensato subito ai discorsi di un altro personaggio che, come Berlusconi, era molto fattivo e voleva “snellire” il numero dei Deputati.

Berlusconi:

“la legislazione va cambiata, perche’ il presidente del Consiglio non ha nessun potere”, “tutti i poteri ce li ha il Parlamento, che pero’ e’ pletorico”. Ma per snellire il Parlamento e “arrivare a questo ci sara’ bisogno di un disegno di legge di iniziativa popolare, perche’ non si puo’ chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale”. Spesso i deputati “passano le giornate solo a schiacciare il bottone e questa e’ la pura realta’. Le assemblee pletoriche sono inutili e a volte anche controproducenti”.

Dall’articolo di Mussolini “Navigare necesse“, pubblicato sul Popolo d’Italia il 1° gennaio 1920:

Al di là e al di sopra degli schiamazzatori parlamentari o comiziaioli, ci sono in ogni nazione, alcune centinaia di migliaia di persone che lavorano.

Sempre Mussolini, dopo il Primo discorso al Parlamento quando era già Presidente del Consiglio, il 17 novembre 1922, ribattendo alla Camera dei deputati:

Il mio linguaggio aveva riferimenti precisi e concreti nettamente individuali. Si trattava di questa Camera, di tutto quello che ognuno di noi ha tante volte rilevato con disgusto. Era logico che io dicessi a questa Camera: o ti adatti alla coscienza della nazione, o devi scomparire!

La Camera dei Deputati aveva sollevato obiezioni dopo il discorso di Mussolini del 16 novembre 1922, in cui avocava pieni poteri per unificare la nazione, pacificare gli spiriti e superare la crisi economica.

Credo che quello che ha detto Berlusconi, che lui dovrebbe avere più potere e che il Parlamento dovrebbe essere ridotto, sia gravissimo. Io non so cosa voglia il popolo italiano, ma è bene che si sappia che di questo passo ci ritroveremo un altro Mussolini, ma senza le sue cose positive.

Senza l’introduzione della sanità e della prevenzione pubblica, perché Berlusconi ha cercato di smantellarla potenziando le cliniche private; senza le otto ore lavorative di Mussolini, perché con il governo Berlusconi se non ne lavori almeno un paio di più al giorno, spesso gratis, sei licenziato; senza i piani architettonici ben fatti, perché da quando è tornato Berlusconi è tutto un costruire, abusare e alzare, tanto poi c’è il condono; senza le sovvenzioni alla cultura superiore, perché senza fondi non si fa ricerca né si insegna; senza il sostegno all’arte, perché ora quello che viene supportato è l’arte di arrangiarsi. E così via, la lista è davvero lunga.

Rimarrà l’uso della forza in nome della sicurezza nazionale; il restringimento delle libertà civili in nome della pacificazione degli animi e la fattività, senza troppe polemiche (leggi, dibattiti); lo sprezzo, in politica estera, delle altre nazioni. E fin qui tutto paro e preciso a Mussolini. E rimarranno le donnine che girano a Palazzo, e questo è lievemente diverso: Mussolini le usava e le mandava via, dopo un periodo più o meno lungo, e mai si è sognato di dar loro degli incarichi politici o amministrativi; Berlusconi, invece, chi sa.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.