Tibet, domani 17 aprile protesta internazionale contro cinque sentenze di morte

donna tibetanaUn gruppo di NGO tibetane, la Tibetan Women’s Association, il National Democratic Party of Tibet, il Gu-Chu-Sum Movement of Tibet e l’organizzazione Students for a Free Tibet (India) hanno dichiarato domani, 17 aprile, un giorno di protesta internazionale per le sentenze di morte a cui sono stati condannati cinque tibetani, chiedendo che la Cina si adegui agli standard internazionali del “giusto processo” (a cui dichiara di aderire), sanciti dall’articolo 10 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dall’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti Umani (in PDF).

La dichiarazione delle NGO nella conferenza stampa è un esempio di gentilezza buddhista, benché altri gruppi di tibetani contestino i modi politici soft dicendo che la “via di mezzo” seguita dal Dalai Lama verso la Cina, di equidistanza e di dialogo, sia solo perdente:

Le ONG tibetane vorrebbero fare appello a tutte le persone del mondo che amano la libertà di prendere gentilmente parte rispetto alle autorità cinesi in merito a queste sentenze ed esprimere grave preoccupazione perché gli standard internazionali giudiziari non sono stati seguiti nei processi.



Commenti

  1. cara boh, ho l’impressione che al mondo tutti amano la libertà a parole,

    pochi amano la libertà con fatti concreti,

    quasi nessuno a rischio del proprio portafoglio

    sicchè questa libertà molti di quelli che ce l’hanno, perchè hanno avuto la fortuna di nascere nel posto giusto, non la meritano affatto

    perdona il mio pessimismo che forse è anch’esso una forma astuta di vigliaccheria

    Scritto da diego, 8 anni, 2 mesi fa


  2. quasi nessuno a rischio del proprio protafoglio, e certamente non della propria vita! però nella storia casi eroici ci sono stati, lo sai, anche nella storia più recente per es del Ventennio.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 2 mesi fa


  3. mio nonno, che era un semplice operaio di una importante fabbrica meccanica, contrariamente alla quasi totalità dei professori universitari, si rifiutò di indossare la camicia nera (e aveva tre figli), lo chiamarono in direzione e gli dissero: come mai che al sabato non indossate la camicia nera? lui rispose: a me la camicia nera addosso non la vedrete mai; fu licenziato in tronco, andò a casa e pianse, e mia nonna gli disse: hai fatto bene; gente così non ne nasce più da sessant'anni in questa pessima italia

    Scritto da diego, 8 anni, 2 mesi fa


  4. anche mio nonno materno fu purgato dalle squadre fasciste e dovette ritirare i figli da scuola, perché non li voleva far vestire da Balilla ecc. E le sue proprietà confiscate.

    Il punto è che abbiamo dei problemi ma stiamo benino in questa pessima Italia, e tutto sommato molta gente ha già programmato le vacanze. Capisci?

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 2 mesi fa


  5. ps sì, soltanto 12 professori universitari si rifiutarono di firmare.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 8 anni, 2 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.