L'America per l'Abruzzo II: l'ospedale della vergogna

bandiera americanaStanislao G. Pugliese, professore di storia europea all’università di Hofstra, in USA, segnala il bell’articolo Earthquake at the Door. L’ha scritto a caldo, subito dopo il terremoto, su The New York Times. Parla della tragedia in Abruzzo paragonandola all’esperienza a cui è sopravvissuto Ignazio Silone il 13 gennaio 1915 quando a Pescina, luogo di nascita dello scrittore, in 30 secondi morirono 3500 dei 5000 abitanti a causa del terremoto.

Una tragedia che dice Silone che ha livellato tutti, ricchi e poveri, colti e ignoranti, persone importanti e gente del popolo. Ma in quelle zone la minaccia del terremoto era sempre in agguato. Proprio come adesso. Tutti sanno da sempre.

Lì la condizione umana è sempre stata particolarmente difficile, con la sofferenza che occupa il primo posto come la prima delle calamità naturali, seguita dalla costante minaccia di terremoti.

Il punto è che, in una zona altamente sismica, si dovrebbero adeguare gli edifici. Come fanno da decenni in Giappone.

Possibile che dagli inizi del secolo nessuno abbia cercato di rendere gli edifici di quelle zone più sicuri? Che un ospedale costruito pochi anni fa sia già inagibile? Con quali criteri è stato tirato su e chi l’ha costruito? Le maggiori testate se lo chiedono, Peace Reporter in questo articolo ha spiegato tutto.



Commenti

  1. come dice spesso mia mamma prima fan scappare i buoi poi chiudono la stalla normale per l'Italia ora si parla di ricostruire con le dovute… nel mentre a coloro che han lasciato tutto ciò che avevano non vien dovuto nulla tutti sapevano e tutti tacevano.

    Scritto da Irish Coffee, 3 anni, 1 mese fa


  2. Sì, me lo hanno detto tutti gli amici che abitano in Abruzzo purtroppo.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 1 mese fa


  3. Catania è una delle città a più alto rischio sismico d'Europa e non per l'Etna.
    Una scossa del genere qui e facciamo il replay.

    PS: vivo fra Modica e Catania ed è per niente raro avvertire scosse di terremoto. Porte tremanti, mobili sobbalzanti. E' un continuo, ci conviviamo, almeno finchè non succederà qualcosa di grave…

    Scritto da davidonzo, 3 anni, 1 mese fa


  4. spero proprio di no, ho già fatto tutte le preghierine e gli scongiuri del caso! E poi spero che le potenze della natura non tocchino la città dove vorrei abitare, uno dei posti che amo di più al mondo.

    Io insegnavo a PG quando c'è stato il terremoto forte e non è una bella cosa. Il mio appartamento ha avuto solo delle crepe ma alcune case sono state molto danneggiate e a Colfiorito ci sono stati morti e sfollati. Ricordo benissimo. Dice che ci sono state scosse anche questi giorni.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 3 anni, 1 mese fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.