Il premio Pulitzer Seymour Hersh e la questione delle fonti

Dopo la lectio magistralis tenuta dal premio Pulitzer 1970 Seymour Hersh al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, che potete ascoltare qui, ho incontrato Seymour Hersh per strada, da solo. Ci ho parlato brevemente perché sembrava molto stanco e non è più un ragazzino.

Come sapete, Hersh, come molti giornalisti investigativi, è stato criticato per l’uso di fonti anonime. Questa è una pratica comune se si parla di argomenti sensibili, l’ho fatto anche io nell’articolo “Myanmar la forza di Internet. Dialogo oltre il silenzio. La Rete è servita per organizzare la rivolta e parlare con l’esterno. Nonostante il blocco del regime”, pubblicato su Nòva il 25 ottobre 2007, in cui ho trattato l’uso di Internet per portare fuori della Birmania le voci dei dissidenti, organizzando dei gruppi politici, e parlare con qualche raro giornalista.

Dopo aver pubblicato l’editoriale sulla politica americana in Afghanistan, in cui critico Barack Obama per la decisione strategica di spostare altre 16.000 soldati sul territorio e di cercare un accordo con i “talebani moderati”, un famoso studioso americano che collabora con la Casa bianca mi ha attaccato violentemente su una mailing list specializzata, con decine di migliaia di membri, chiedendomi su cosa avevo basato la mia analisi e quali erano state le mie fonti specifiche.

Gli ho risposto rivelando parzialmente le mie fonti. L’abitudine di scrivere da studiosa, dicendo esattamente dove, come, perché e da dove ho trovato un certo testo, una certa informazione, un certo documento e con chi ho parlato, ha prevalso.

Poi mi sono pentita per più motivi, innanzi tutto perché non voglio mettere a repentaglio la tranquillità (anche se non la sicurezza) della persona che ho intervistato, e poi perché le fonti sono preziose e non si condividono. Questa persona si fida di me, non di altri.

Secondo voi ho fatto bene? Cosa avrei dovuto fare per difendere la mia credibilità ma non disturbare il mio informatore, rivelandone il nome?

PS Postilla per amici e nemici.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.