I nati digitali a Milano: tutto nòvo e innovativo, ma chi paga?

NòvaHo letto l’acuto post di Gaspar sulle dimensioni tabloid di Nòva e il probabile perché. Collaborando con Nòva, però, posso obiettare solo una cosa: la cultura e l’informazione non si misurano a peso. La qualità di uno scritto non va a numero di caratteri. Se ora lo spazio per scrivere si è ridotto, la cosa importante è che la qualità rimanga invariata o, se possibile, migliori.

Gaspar però ha colto nel segno. In Italia, purtroppo, c’è un grande problema: mancano i soldi per la cultura, che sia quella tecnologica e d’innovazione o quella umanistica, che sia la ricerca pura o quella applicata, per tradurre dal sanscrito o per sviluppare un nuovo programma. Mancano i soldi investiti in cultura e in informazione che vengano, indirettamente, dalla pubblicità (e quindi dalle aziende) o, soprattutto, dallo Stato.

Si sta cercando di pompare l’innovazione in ogni modo ma con mezzi “pubblicitari”: incontri, meeting, ecc. Ma produrre l’innovazione, creare, osare investendo in cose nuove, costa molto più che parlarne, questo è il problema.

Quindi ben venga il nuovo evento organizzato a Milano, Nati digitali. Ben venga soprattutto perché ci sono nomi di relatori nuovi (che innovazione è se parlano sempre gli stessi? L’innovazione dovrebbe cominciare da un ricambio di cervelli, di persone, e invece in Italia parlano, insegnano e pontificano sempre i soliti). Ma a lungo termine non so che vantaggi porti organizzare un meeting così, oltre a far circolare un po’ di soldi e un po’ di nomi.

Parlare e discutere di innovazione e generazione digitale è carino, senz’altro, ma non cambierà la situazione attuale: circolano molti meno soldi per la cultura, anche quella d’innovazione, e ci vorrebbe il coraggio di investitori come l’Olivetti dei bei tempi e i suoi gruppi di ricerca, che portavano avanti anche studi sul linguaggio, la gestione dei conflitti a e la comunicazione interpersonale in azienda.

Studi che qualche volta non hanno portato, in pratica, a niente. Ma che hanno aperto la porta a altre cose importanti.

In ogni caso, questo è il programma del nuovo evento.

Il 20 Marzo 2009 alle ore 9:30 presso la sede della FAST, p.le Morandi 2 Milano, avrà luogo l’evento “I nati digitali”.

I relatori: Derrick De Kerckhove, Louise Bertrand, Edoardo Boncinelli, Giovanni Degli Antoni, Piercesare Rivoltella, Paolo Ferri, Giovanni Biondi, Paolo Liguori, David Orban, Massimo Faggioli, Giulio Occhini, Roberto Didoni, Stefano Merlo, Spiro Coutsoucos, Bardi Dianora.



Commenti

  1. a mio avviso manca una classe sociale innovativa che porti con se "spontaneamente" l'innovazione; in fondo nei secoli le nuove correnti culturali sono sempre state l'espressione di nuove classi emergenti portatrici "nel proprio seno" dell'innovazione; oggi cosa accade, invece: la classe egemone (in senso gramsciano ed anche più banalmente nel senso delle palanche) non è culturalmente all'avanguardia, quindi, non ha dentro di sè il germe della cultura, direi che la cultura la sopporta, la finanzia malvolentieri, perchè teme inconsciamente e anche consciamente che una cultura nuova porti anche a nuove egemonie; la società odierna è tutta sulla difensiva: nessuno vuole novità vere, perchè significherebbero la perdita delle rendite di posizione diffuse; forse, una cultura per farsi finanziare dovrebbe interpretare i valori della classe dominante, perchè da sempre gli intellettuali son pagati d chi ha i soldi; però è un serpe che si morde la coda, perchè una vera cultura è innovazione, sennò e poesia elegante e profondamente reazionaria

    Scritto da diego, 2 anni, 11 mesi fa


  2. hai colto il segno perfettamente diego, "una cultura per farsi finanziare dovrebbe interpretare i valori della classe dominante, perchè da sempre gli intellettuali son pagati d chi ha i soldi; però è un serpe che si morde la coda, perchè una vera cultura è innovazione"! La vera cultura è rivoluzionaria e noi non vogliamo rivoluzioni, vero? Difficili da gestire..

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 11 mesi fa


  3. >soprattutto perché ci sono nomi di relatori nuovi ehm permettimi di dissentire: Derrick De Kerckhove, Giovanni Degli Antoni, Piercesare Rivoltella, Roberto Didoni, sono tutti nomi che trovi nella mia tesi di laurea anno 1998. Almeno per me sono nomi conosciutissimi, e magari non sono l'unica. O magari mi sbaglio, eh.

    Scritto da xlthlx, 2 anni, 11 mesi fa


  4. Loro so bene anche io chi sono e non sono nuovi nel senso di neofiti, ma nuovi nel senso di "non la solita gente che parla sempre e ovunque", come ho detto. E nella lista c'è anche gente meno conosciuta.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 11 mesi fa


  5. Ok, ok, chiedo venia :)

    Scritto da xlthlx, 2 anni, 11 mesi fa


  6. xithlx: venia generosamente accordata. :D

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 11 mesi fa


  7. Ue' Boh,

    > oltre a far circolare un po' di soldi

    Non ci sono soldi… :)
    - i relatori non percepiscono un onorario
    - le sale sono messe a disposizione gratuitamente dalle enti ospitanti.

    In base al tuo ragionamento questo aumenta oppure diminuisce il merito dell'evento?

    Scritto da David Orban, 2 anni, 11 mesi fa


  8. Ue\' David, qualche soldo viene sempre speso. Per esempio, le spese vive, tipo il viaggio di Derrick De Kerckhove o altri da fuori, chi le rimborsa? Ecco che i soldi vengono spesi.

    La circolazione di denaro credo sia sempre un fatto positivo. Io non parlerei di merito, che appartiene a una categoria morale.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 11 mesi fa


  9. ovviamente causa la mia scarsa dotazione culturale, ho guardato sul sito e non ho capito che cos'è questo evento (già la parola evento è tanto poetica quanto sfuggente come l'anguilla), si parla e si ascolta intorno a coloro che si definiscono i "millennian genetarion", cioè quelli che nel bellissimo libro di luca neri "la baia dei pirati" si dice essere quelli che nel 2000 avevano neanche 20 anni e quindi sono abituati a succhiare tutto a gratis col torrent, e sono l'incubo dei padroni del copiright? è così oppure ho ho scritto una stronzata? cos'è questo evento per chi non fosse uno specialista e passasse di lì per caso?

    Scritto da diego, 2 anni, 11 mesi fa


  10. diego, a me pare un evento dove si parla dei ggiovani, ma ne parlano i vecchi!:)

    A parte la mia sintesi scherzosa, dovrebbe dircelo David che è fra gli speaker.

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 11 mesi fa


  11. nota tecnica ufficiale come lettore di questo bellissimo blog: gentile boh, sarebbe possibile avere una funzione di edit, si chè dopo aver constatato con orrore gli errori ortografici il viandante cibernetico possa correggere lo scritto appena vergato? Gli errori certo sono nobilissimi per i freudiani convinti, ma io, forse sarà il catechismo inculcato preconcilio, io un pò me ne vergogno; detto in sintesi: l'edit sarebbe comodo

    Scritto da diego (altrove d56), 2 anni, 11 mesi fa


  12. caro diego, a parte che tu di errori non ne fai, temo che non sia possibile avere questa funzione. Tu puoi controllare quello che scrivi prima di postare, però, c'è l'anteprima del commento.

    E grazie del bellissimo, sei davvero carino.:)

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 11 mesi fa


  13. ps anche a me non piacciono gli errori, benché so che sono inevitabili..

    Scritto da Boh/orientalia4all, 2 anni, 11 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.